Dirty Dancing il musical

Non era facile.
Ammettiamolo, eguagliare la chimica creatasi sul set di uno dei film che ha segnato l’adolescenza di miliardi di donne, non era cosa semplice.
Poi se ad andare a vederlo è Poschina che di secondo nome fa “Grandi Pretese”, allora la situazione si complica.
Partiamo dall’inizio.
Qualche mese fa scopro, grazie a qualcosa come 5000 manifesti incollati tatticamente ad ogni angolo del centro, che a Milano sbarcherà il musical di Dirty Dancing.
Ho riflettuto e mi sono detta “Poschina, è ora di imparare ad essere donna, e per poterti fregiare di codesta qualifica, devi imparare a manipolare il Maschio di Casa.”
Mi impegno dunque ad usare come perno per ottenere quello che voglio la mia Storia Triste. Incredibilmente funziona e in meno di 10 minuti ho in mano due biglietti – platea – per DD.

poster-2014

Dopo una cena leggerissima a That’s Vapore, che è servita solo a confermare la mia idea terribilmente snob che questi posti andrebbero bruciati durante un sabba orgiastico a base di sesso, alcool e hamburger ipercalorici; ci dirigiamo in teatro e ci appropriamo dei nostri meravigliosi posti.

E’ un momento topico della mia inutile vita per due motivi:
–  finalmente vedrò la scena finale di DD in versione Live;
– finalmente posso parlar male di qualcosa a ragion veduta [voi non lo sapete ma la mia laurea inutile è in Scenografia]

4b7c5629e9d216e1c578211f61db76dd4b1aea7b

La prima cosa che mi colpisce è la voce della protagonista. Mi colpisce nel senso che è come se mi avessero dato una manganellata sulla tempia destra e sulla tempia sinistra contemporaneamente. Il primo istinto è quello di alzarmi, imbracciare un fucile di precisione e perforarle l’osso frontale per porre fine alla sua vita e alla mia sofferenza. Mi trattengo e guardandomi intorno mi accorgo di essere l’unica a dare segni evidenti di fastidio. Alle mie orecchie ogni volta che parla, è come se qualcuno stesse passando compulsivamente le unghie sull lavagna. Una gioia immensa.

Attivo il superpotere  “Riesco ad Ignorare Skrillex” e continuo con la visione tanto attesa.

Ora ve lo dico subito. Non è un musical ma una trasposizione teatrale del meraviglioso, appassionante, indimenticabile film della mia preadolescenza. In pratica non hanno cambiato una virgola nei dialoghi e nelle scene, salvo [ovviamente] censurare un paio di parolacce. Pare infatti che dire “tette” e “culo” sia inaccettabile, mentre vedere gente che simula rapporti sessuali mentre balla non  solo è socialmente accettabile ma adatto ad una platea piena di bambini. Ad onor del vero, ed io un po’ ci sono rimasta male, i balli sono molto meno Dirty rispetto all’originale, ma visto e considerato che le uniche aggiunte fatte rispetto alla matrice sono state scene gratuite di propaganda interraziale e una pessima versione di We Shall Overcome in italiano, mi diviene facile fare la dietrologa e sospettare il coinvolgimento della massoneria cattolica in fase di finanziamento.

Prima il dovere, poi il piacere

Per quanto riguarda il dovere, ho notato una bassa qualità attoriale da parte dei protagonisti. Baby non sa recitare. Mi dispiace ma è così ed è inutile che il mio background culturale cerchi di farmi sentire in colpa; non solo ha una voce irritante, ma parla scandendo le parole per tutto il tempo, un po’ come faccio io quando ho a che fare con i bambini [o come faceva Fabio De Luigi quando inerpretava Luigio Guastardo della Radica]. Con la sottile differenza che lei si sta rivolgendo ad una platea che ha PAGATO per vedere gente che sa fare il suo lavoro, altrimenti sarebbe andata alla festa di Natale del nipotino idiota, che è vero che farebbe cagare, ma almeno trattasi di sbobba gratuita.

DD

Johnny ha dalla sua un culo fantasmagorico ma è un po’ uno stoccafisso, bravo a ballare ma non in grado di dare al personaggio quella sfumaura di Duro Massacrato dalla Vita ma con l’Anima di un Romanticone che ha fatto la fortuna della pellicola originale. E poi non ha la schiena di Patrick e quindi la scena in camera sua…. quella di “Balla con Me” per intenderci, perde più o meno l’80% del fascino.

Penny è talmente figa che persino io che sono donna e quindi poco influenzabile dalla gnocca, le perdono tutto, compresa una non eccelsa interpretazione. Ma santo dio, per avere il suo corpo sarei capace di vendere tutta la mia famiglia al completo. Amen.

Dirty-Dancing-Patrick-Swayze-Jennifer-Grey-18_mid

Il mio preferito resta Russel Russel che interpreta Tito. L’ho amato al primo sguardo e penso che sia semplicemente favoloso. Gli attori più vecchietti sono chiaramente gli espertoni del gruppo, a parte il padre di Baby al quale hanno fatto dare un’impronta ironica alla maggior parte dei dialoghi mentre io continuavo a chiedermi “But Why?”.

Non essendo un musical mancano completamente i dialoghi cantati il che ha reso il Busnaghi estremamente felice e la sottoscritta vagamente delusa ma non siamo qui a cercare il pelo nell’uovo quindi, in fondo, fottesega.

Come era prevedibile, la vera forza dell’ambaradan sono le musiche originali e i momenti di ballo. Johnny e Penny ballano divinamente e non si può certo restare indifferenti ai ritmi sensuali della colonna sonora. Come ogni sacrosanta volta che vedo il film, anche il musical ha risvegliato in me la fissa di imparare il mambo e per i prossimi due gg. mi sciropperò tutti i tutorial su Youtube prima di arrendermi all’evidenza di ballare come una stampatrice.

dirty-dancing

Sul fronte crew siamo messi male.
Nella mia testolina di adoratrice di DD mi aspettavo, per le scene corali, che ci fossero 30 persone sul palco a fare numero e massa, per rendere l’atmosfera davvero surriscaldata ed eccitante. Purtroppo non è così. Esempio: Baby va per la prima volta negli alloggi dei dipendenti nella celeberrima scena “Ho portato un cocomero”, nel film il locale è fumoso, sudato, pieno di gente che si struscia in un’orgia simulata di notevole coinvolgimento mentre in teatro ci sono 4 coppie che ballano in un contesto scenogrfico colpevolmente neutro, togliendo alla scena la componente erotico/pruriginosa. Secondo me basterebbe prendere una quindicina di studenti universitari, promettergli due sandwich e piazzarli a fare massa ai lati del palco nelle scene che gioverebbero da una maggior quantità di carnazza.

Ed eccoci a quello che secondo me è il vero tasto dolente: le scenografie.
Minimali fino all’eccesso, stile balletto moderno. Colori chiari, quinte mobili, tulle, proiezioni. Non crediate che non capisca la difficoltà di affrontare millemila cambi scena in altrettanti contesti profondamente diversi l’uno dall’altro [oltretutto io venero le scenografie minimal e non eccessivamente ingombranti] ma in questo caso, la proiezione di immagini tratte dal film ed usate come sfondo va bene solo fino ad un certo punto, poi stanca e risulta essere un espediente decisamente troppo comodo per risolvere il problema del cambio scena. Il mio docente di scenotecnica ci ripeteva all’infinito che il teatro è finzione. Non si deve riprodurre qualcosa che sia più vera del vero, ma qualcosa che dia l’illusione di essere reale. La parola chiave è proprio illusione. Sta allo scenografo avere la capacità di evocare un luogo senza doverlo per forza riprodurre in modo naturalistico.
Belli i giochi di luce, le trasparenze, l’effetto 9 settimane e mezzo e i costumi, con qulle meravigliose gonne e sottogonne che adorerei indossare pur sapendo che sembrerei una sorta di puffetta goffa e grassa.

00_dirty_dancing

Sul fronte piacere, parliamo per prima cosa della gioia di vedere in 3D e in unltra HD qualcosa che ho amato incondizionatamente dalla prima volta. Ossia un film mediocre che visto nel momento giusto della vta, diventa un cult assoluto, uno di quei film a cui si perdona qualsiasi cosa e che riesce a farsi amare anche dopo vent’anni come fosse la prima volta.

Le scene di ballo, con i superclassici che tutte noi abbiamo cantato fino alla nausea e sulle quali abbiamo sospirato per amori passati, presenti e platonici, funzionano alla grande. Però puttanazza eva She’s The Wind io la volevo cantata !!!!!!
Non posso evitare di recriminare nemmeno quando sono nella parte “complimentoni” del post.
L’entrata in scena della coppia Johnny/Peggy con il ballo sfrenato è letteralmente da sburro. Bella la gestione degli allenamenti in preparazione del ballo allo Sheldrake, azzeccati i cambi scena a vista come l’allestimento della sala da pranzo con camerieri che entrano in scena portando tavoli e sedie e che se li portano via a scena conclusa. Bravi i cantanti [Penny/Johnny/Baby non cantano mai nemmeno per sbaglio] che strappano applausi spontanei e convinti. Goliardiche le grida eccitate di donne di ogni età ed estrazione sociale sparse per il pubblico che giustificano il detto tipicamente lombardo “la mamma delle sciampiste è sempre incinta”.

11700-610x610-1316207088-primary

Ed ora arriviamo alla Sburrosissima scena finale.
La definirò senza vergogna “Il Momento Topico del Mio 2014”. Pessimo lo stoccafisso Johnny quando esclama “Nessuno può mettere Baby in un angolo” ma tanto io avevo ancora il superpotere attivato ed ho sentito la voce di Patrick che esclamava con maschia convinzione “Nobody puts Baby in the corner” e me la sono goduta alla grande. Nonostante l’interpretazione canora della ben nota (I’ve had) The Time of My Life non mi abbia convinta, il mio cuore e la mia anima si sono sciolti durante la performance danzereccia ed ancora sospiro e sorrido come una dodicenne completamente cretina innamorata del compagno di scuola con splendidi occhi verdi che non sposerò e dal quale non avrò bellissimi figli con i suoi occhi e la mia intelligenza.

Leggendo questa recensione potrebbe anche sembrare che non mi sia piaciuto ed invece non è così. Le due ore e mezza scorrono veloci, ogni volta che parte la musica ti viene voglia di alzarti e ballare, la parte più profonda della tua anima viene portata a galla ricordandoti che anche tu ne hai una e per una sera ti dimentichi di qualsiasi cosa, storia triste compresa. Esci dal teatro allegra e rilassata, canticchiando i meravigliosi brani appena riascoltati e sospirando come un’adolescente alla prima cotta. Cosa si può volere di più?

Poschina

p.s. Io tutte quelle smancerie tra vecchi e tutti quei discorsi patetici sul futuro li avrei evitati con uno zompo degno di Bubka ma dai sospiri della mia vicina di posto deduco che alle altre donne i [grazie a dio] pochi momenti di stucchevolezza sono piaciuti assai.

p.s2: Ma perchè io non mi sono mai data al massivo acquisto di merchandising di DD?

Annunci

Serata Revival: Sister Act

1992.

Ho dodici anni, probabilmente sto uscendo con il ragazzo allora carinissimo, ora squallidissimo, che per primo mi infilerà la lingua in bocca iniziandomi così al sesso. Sono ancora una preadolescente, a breve farò un incontro importante; molto importante; troppo importante.

Si usa il ciuffo formato da frangetta e impalcatura, costringo i miei genitori all’acquisto compulsivo di quintali di barattoli di lacca spray e il mondo comincia a darmi la colpa del buco dell’ozono. Sono piena di vita e felice. Sono una cazzo di tardobambina preadolescente che sta ufficialmente per entrare nella spirale dell’autodistruzione. Ma ancora, quando vado a vedere questo film, non lo so. So solo che sono felice. Forse è per questo che non vedo tutto il sottotesto morboso e rivoluzionario di questo film.

Trama: Deloris Van Cartier, cantante in un Casinò e amante di un boss mafioso, assiste ad un omicidio e viene messa sotto protezione testimoni in un convento. Diventerà l’idolo delle suore.

Letta così è una stronzata. Invece no. Sister Act è prima di tutto un film denuncia sulla condizione in cui versano le suore.

Premessa. Dovete sapere che intorno ai 15/16 anni io avevo come scopo nella vita quello di diventare una stronzissima ma rivoluzionaria madre Badessa (perchè hanno un cappello strafigo) che avrebbe rivoltato il potere maschilista della chiesa, sarei entrata nella storia ed avrei finalmente riportato le donne in un ruolo di prestigio nell’istituzione.

Ora so come mai avevo questa fissazione. Che poi non avevo la fissazione perchè particolarmente credente (avevo già abbracciato l’ateismo e il pastafarianesimo, solo che nel secondo caso, non lo sapevo ancora), ma semplicemente perchè secondo me la chiesa è maschilista punto e basta. E poi a quell’età vivevo nella perenne ribellione tardopostfemminista.

Cmq. la colpa di questa mia rivendicazione femministico-religiosa è Sister Act.

Se ad una prima occhiata sembra solo un’innocua commediola con una piccola dose blues, è in realtà un film denuncia. Un film che scoperchia il vaso di Pandora e ci mostra la drammatica condizione delle suore. Donne private della propria femminilità, costrette all’isolamento, relegate al silenzio e alla preghiera, senza alcun ruolo attivo nel processo di fedelizzazione dell’uomo comune.

Quando Deloris arriva in convento infatti, le sorelle sono sottomesse alla Madre superiora, chiaramente infatuate del vescovo, represse sessualmente, frustratissime.

A fine film sono dei cazziduri che hanno in mano le redini del quartiere degradato, adorate dalla popolazione, osannate dal papa, sicure di sè, hanno addirittura una rock-catholic-blues band che fa scintille in chiesa, ancheggiano, ammiccano, puttaneggiano e corrompono anzi ricattano con minacce morali al limite dell’ascoltabile un povero pilota di elicottero per costringerlo ad assecondarle. In pratica diventano delle donne sgamate e approfittatrici a tutti gli effetti. Quelle che noi dell’era moderna definiremmo “Zoccole”.

Questo film in pratica incita al femminismo, alla ribellione, alla promiscuità sessuale e all’uso di cannabinoidi. Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Come tutte le canzoni di Battisti sono a sfondo Sessual-Misogino-Pornografico, così questo film mi ha trasformata in quella che sono. Una cattivissima post-tardofemminista perennemente incazzata con gli uomini e in perenne conflitto con la propria parte spirituale.

Ma soprattutto in una grandissima interprete di “I Will Follow Him” che vi assicuro canto tutte le volte che faccio la doccia ma ancora meglio tutte le volte che mi immergo nella vasca da bagno, cuffie e Ipod a manetta…. i vicini mi pagano per ascoltare la mia esibizione. Giuro. Se volete potete appostarvi sotto la finestra del mio bagno ad attendere la performance….

Tra le cose che non mi ricordavo spiccano Harvey Keitel nel ruolo dell’amante bossa mafioso di Deloris e la mitica Professoressa Mc. Grannit alias Maggie Smith nel ruolo della Stronzissima e prenurosissima Madre Superiora.

 

 

Una curiosità il regista di questo fil è lo stesso di Dirty Dancing…. quindi la sua è una vera e propria ossessione per la causa femminile… 

Sorella Madre Badessa Poschina 

Il post che non avrei mai voluto dover scrivere…

Ci sono argomenti che non mi piace affrontare e che, per una questione di rispetto per chi di voi è più sensibile, ho evitato fino ad ora di approfondire. Però l’altro ieri ho visto un paio di foto che mi hanno costretta a tirare fuori quello che ho dentro…. ed ora vi tocca il pappone… eccolo

Alcuni ragazzi invecchiano proprio di merda. 

L’ho detto. Ho buttato fuori il demone ed ora mi sento meglio. Posso ricominciare a guardarmi allo specchio senza vergognarmi della mia mancanza di coraggio.

Cosa mi ha spinta a liberare il demone? Andrea Pezzi. Per chi abbia avuto un’adolescenza molto difficile e non sappia di chi sto parlando; lui:

  

Ad essere onesti, non ricordo precisamente in che anno ho scoperto Andrea Pezzi, o per essere precisi, in che anno MTV ha cominciato a propormelo in ogni salsa fino a convincermi che era il ragazzo ideale. Credo che fosse più o meno a metà anni novanta, quindi facciamo pure che io ero una sedicenne arrapata e lui un ventitreenne che scopava un sacco… ma forse ero un pelo più grande…. cmq.

Il punto è che lui faceva questo programma fighissimo e assolutamente d’avanguardia (tanto che oggi il Gamberorossochannel cerca di riproporre lo schema in continuazione ma con un’aura di premorte e una tristezza di fondo che fanno accapponare la pelle) nel quale invitava ospitoni della madonna (ricordo di essere stata illuminata da Breat Easton Ellis ed essermi fiondata in libreria il giorno dopo per accaparrarmi American Psycho) e si raccontavano la rava e la fava mentre cucinavano. Titolo fantasioso: Kitchen.

Io lo guardavo carica di ammirazione e attrazione ssessuale ed il motivo per cui ero così attratta era la sua appartenenza alla schiera dei fighi-normali. Che si contrapponevano ai Fighididdio inarrivabili e insognabili perchè persino nel sogno non ti avrebbero cagato di pezza forti della loro superioritò in figaggine.

Andrea Pezzi era simpatico, parlava inglese fluentemente, spiritoso, sexy e con le fossette sulle guance. Aveva tutte le caratteristiche per inserirsi nei meandri della mia mente adolescente e convincermi che era il prototipo di “ragazzo ideale”.

Poi è scomparso. O meglio. durante una puntata di Kitchen in cui era ospite Claudia Pandolfi (ha fatto il tiramisù N.d.a.) è scoccata la scintilla, si sono innamorati ed hanno fatto quello che tutte le coppie innamorate fanno…..ossia lei si è sposata col fidanzato storico ed in viaggio di nozze lo ha mollato per scappare con Andrea Pezzi al quale, qualche tempo dopo, ha riservato un trattamento molto simile. Sappiate che ancora oggi mi chiedo che cazzo abbia la Pandolfi di così figo da scatenare reazioni così violente da parte di uomini apparentemente normali…

Quindi La Pandolfi è stato il Fattore Yoko* di Andrea Pezzi. Lo ha rovinato. E di lui si sono perse le tracce… fino a quando, l’altro ieri su repubblica vedo questo:

mi blocco, guardo bene. Corro in bagno…. piango… mi sistemo il trucco e torno alla scrivania come se nulla fosse successo. In cuor mio però, qualcosa è morto.

Anche lui è finito vittima dell’insquallidimento, una malattia che colpisce spessissimo i bei ragazzi trasformandoli nella versione moderna dello Zio Pippo, quello tristissimo che a Natale nessuno aveva mai voglia di stare a sentire.

Il problema non è tanto l’aver messo su 25 kg, o essersi stempiati, ma proprio l’alone di squallore e abbandono.

Poi magari ci parli e te lo faresti lo stesso, ma visto che tanto io non ci parlo….

Ho notato in ben 32 fottutissimi anni di vita che questo problema (l’insquallidimento) capita principalmente agli uomini. Sorry, ma qualcosa dovete beccarvela anche voi…se calcolate che secondo le pubblicità la diarrea, le emorroidi, il gonfiore, il prurito intimo, la puzza di ascelle e l’incontinenza ce le becchiamo noi donne, cucatevi l’inquallidimento e non lamentatevi.

La cosa a volte è anche consolante. Tempo fa su FB (la piattaforma del diavolo) ho ribeccato un mio ex fidanzato dei tempi delle medie…era davvero molto ma molto carino, ora è  terrificante. Semplicemente terrificante. Grazie a dio l’ho piantato e mi sono salvata. Infatti IO oggi sono una splendida trentenne.

Sì, già vi vedo… quelli che mi snobbavano a vent’anni perchè ero rontondetta, noiosa e vecchia dentro, che mi hanno preferito la pompinara di turno; ora che vedete il mio splendore vorreste avere me vicino nelle cene con il capo, almeno so parlare, sono moderatamente ironica e sforno battute a sfondo sessuale come fossero biovette… invece la pmpinara (che ora i pompini non li fa nemmeno sotto paga) che è esplosa sotto i colpi delle 5 gravidanze che voi le avete inflitto, ha smesso di usare i tacchi 25  e non sa usare il condizionale, si è rivelata per quello che è: una vergogna sociale… beh cari miei ex fighi insqualliditi, ora ve la tenete !!! [momento rivendicazione che fottesega al mondo]

Ma passiamo ad un piccolo compendio delle trasformazioni a cui  ragazzi e ragazze possono andare incontro:

– bambina cesso -> ragazza cesso -> donna gnocca

– bambina figa -> ragazza figa -> donna figa

– bambina normale -> ragazza cesso -> donna figa

– bambina normale -> ragazza normale -> donna figa

 – bambina normale -> ragazza normale -> donna normale 

– bambina squallida -> ragazza squallida -> donna squallida

– bambino bellissimo – > ragazzo informe -> uomo orrendo

– bambino bellissimo -> ragazzo bellissmo -> uomo bellissimo

– bambino bellissimo -> ragazzo bellissimo -> uomo insquallidito

– bambino normale -> ragazzo informe -> uomo interessante

– bambino brutto -> ragazzo informe -> uomo interessantissimo

– bambino brutto -> ragazzo informe -> uomo brutto

– bambino bello -> ragazzo bello -> uomo insquallidito

Farei notare che una donna bella non può diventare una donna squallida mente all’uomo, invece, capita assai di frequente.

Che dire? Io mi sono ficcata nella triade “normale – normale – normale” e voi?

Poschina

*cit. Ma una cit. talmente figa, ricercata e da nerdoni di razza che nessuno di voi capirà… 

 

E’ lecito andare ad un concerto solo per dire “c’ero anch’io?”

La domanda sorge da non so bene dove. Ma mi pare più seria di quello che sembra. Tipo: sono andata a vedere Vasco perchè secondo me non si può morire senza avere visto un concerto di Vasco. E sono andata 3 volte in due mesi a vedere il Liga quando, tardoadolescente, lo usavo come parte fondamentale della colonna sonora della mia vita.

Ho visto i Litfiba un paio di volte, i Bluvertigo a Woodsong dove a conoscerli nel lontano ’95 eravamo in 4, e mi sono fatta anche Train, Richard Ashcroft, Patty Smith, Springsteen, i La Crus, gli Afterhours e altri….

Ma.

Avrebbe senso che io andassi a vedere non so…. Katy Perry solo per poter urlare al mondo “C’ero anch’io!” ? Perchè io noto che ultimamente c’è una sorta di fobia della partecipazione. Tipo: c’è la festa della birra a Casalpusterlengo con, come superospiti, i Cheap Trick che nessuno in Italia conosce, ma che bisogna andare a vedere a tutti i costi. Assolutamente. Perchè non bisogna perdersi nessun evento da qui a 100 anni. E no. Secondo me non ha senso. Tipo: mi sono persa i Red hot chilli peppers nel loro periodo migliore. Basta. Li ho persi perchè i miei genitori mi impedivano a 15 anni di andare a vederli. Punto. Ho sprecato l’occasione. E’ inutile che vada a vederli adesso che hanno perso smalto. Un po’ come andare oggi a vedere i Litfiba che cantano con Piero ultracinquantenne con la barbetta mefistofelica e canzoni di medio/basso livello.

Poi ci sono le eccezioni: Led Zeppelin, Roling Stones….però qui parliamo di Storia della Musica con la S e la M maiuscole. Mica cazzi!!!!

Ah, i miei non mi mandavano a vedere i Red Hot non per motivi morali o affini, ma  solo perchè non avevano alcuna voglia di venirmi a raccattare al Forum di Assago.

Oppure…. mi vedete ad un concerto di Byonceè oppure di Christina Aguilera? No? Beh, avete ragione. Non è proprio il caso.

Vedete io sono il tipo romantico. Quella che va a vedere un gruppo che per qualche strano motivo ha amato, odiato, ma che non ha lasciato indifferente.  Mi rugherebbe, anche a livello economico, andare a vedere un gruppo del quale non me ne frega una ceppa, solo per poter dire “Sì, ci sono andata” con quell’aria da sapientina che mi contraddistingue e magari affermare anche “Quando hanno suonato…… è stato meraviglioso” quando fino a 5 minuti prima non sapevo nemmeno chi fossero. E mi rugherebbe anche a livello morale. Cioè non sai nemmeno chi sono e vai lì in mezzo a gente che ci crede davvero a fingere? Mimetizzi la tua ignoranza? Stai lì, a mentire a gente che ci crede davvero, che pensa tu sia come loro e invece scambi il batterista per il cantante? Non si fa. E’ una questione di rispetto.

Ed è per questo che sono anni che non vado ad un concerto. Anni signori….. Anni. Ma non mi pento. Non c’è nessuno al momento per cui spenderei 60 fuckin’ euro. Perchè è vero che una volta andavo ai concerti ma è altrettanto vero che spendevo la metà e vedevo gente 50 volte migliore di quella che bazzica adesso.

Sarà la vecchiaia, sarà la nausea, sarà quello che vuoi ma a me di dire “Io c’ero” non me ne frega un cazzo.

Poschina not in the crowd 

Parliamo del problema “Nino D’Angelo” e più ampiamente della problematica italiana dei cantanti napoletani

Non ho nulla contro i napoletani.

Nulla nemmeno contro i monociglio napoletani*.

Tuttavia, non perdono alla Campania di aver sfornato Nino D’Angelo. Ricordo con orrore i primi anni novanta nei quali imperversavano in tv i film di Nino D’Angelo.

Di cui vi mostro un’immagine d’annata.

 Capisco l’orrore.

E voi vedete solo una foto, non sentite le terribili canzoni e non vedete le trame strappalacrime inutili e nefaste che facevano da sfondo alle sue prodezze canore.

Nino D’Angelo era il punto di partenza di ogni sfottò. Di ogni critica, di ogni tutto. Era il termine di paragone “basso” al quale venivano costrapposte le cose “alte”.

EX:

“Mica mi vesto come Nino D’Angelo” – “Per chi mi hai preso? Per Nino D’Angelo?” – “Che cazzo di capelli hai? Sembri Nino D’Angelo” e così via, per tutti i fine anni ’80, primi ’90.

Lui definisce questo atteggiamento snobismo. Ma gradirei che si riguardasse per comprendere quanto fosse ridicolo e orribile. Perchè bisogna ammettere che noi saremo anche stati dei detrattori, ma lui era inguardabile. Una sana autocritica non ha mai ucciso nessuno, al massimo ha aiutato.  Quindi Nino, riguardati se ne hai il coraggio e riparliamone.

Ma.

A fine anni novanta, tutti noi eravamo così contenti di non vederlo più che abbiamo abbassato la guardia. Grosso errore. Al suo posto è spuntato Satana. No. Non quello con forcone, coda e fuoco e fiamme.

Lui:

Questo ignobile rappresentante del “sesso forte” imperversa da un paio di decenni con orripilanti canzoni che oscillano tra la classica schifezza napoletana e lo spagnoleggiante andante. Con i classici “Cuore” “Amore” e via dicendo pronunciati allungando all’infinito le vocali… tipo Cuoooooooooore, con la o greve. Nà schifezza incredibilissima.

Il problema in realtà è che piace.

Cioè viene ascoltato non soltanto da napoletani veraci ma anche da giovani donne apparentemente normali e giovani uomini chiaramente dementi.

Vero è che abitando io fino a 3 anni fa in quel di Quarto Oggiaro, forse ero più a rischio. Non era inusuale infatti che si sentissero d’estate, malati di mente girare in macchina con, a tutto volume, l’orrendo vocione di Gigi che urlava “Non dirgli mai  che il vostro non è amore è sesso senza cuore”; ovviamente il tutto con la parola “Cuooooooooooooore” pronunciata con l’insopportabile o greve.

Ok, anche io ho avuto il periodo Masini dai 10 ai 12 anni ad intervalli irregolari. Ma rispetto alle canzoni di Gigi e Nino, “Ci vorrebbe il mare” merita il nobel.

E che cazzo !!!!

Non comprendo proprio, pronunciato con la o milanese aperta, come questi ignobili rappresentanti del genere cantautoriale, riescano ad avere un pubblico.

Beh, io sono anche quella che non comprende Massimo Ceccherini, Checco Zalone, Enrico Brignano e altri sedicenti rappresentanti della comicità italiana, quindi anche io ho i miei serissimi problemi di selettività. Ma a mia difesa devo ammettere che basta guardarli in faccia per provare un inesorabile voglia di fuga.

Ah. Se vi interessa sapere di chi è la colpa di tanta schifezza, ve lo dico subito. Mario Merola. E’ lui che ha cominciato. Ed è lui che io odio più di tutti.

Poschina non monociglio.

* Cit. MRC

Abashed the Devil stood….

…… And felt how awful Goodness is.

Avete capito benissimo, stiamo parlando di uno dei film più emblematici degli anni novanta. Stiamo parlando del film che ancora oggi, a distanza di 17 anni (figa se ne è passato di tempo) mi fa sperare, ogni volta che piove per un mese di fila proprio come ora, che Eric Draven spunti fuori da dietro un angolo e mi dica con la sua voce suadente: “It can’t rain all the time.”

L’apparizione del Corvo nella mia mente, nei miei occhi e di conseguenza nella mia vita è stata epocale. Ora aspetto solo di potermi permettere l’acquisto del Bluray per godermelo una sera armata di pop corn di blockbuster, coca cola gelata, copertina e un tuffo nei ricordi.

La prima volta che lo vidi mi innamorai follemente di questo personaggio maledetto e irresistibile. Un eroe romantico e decadente che addirittura risorge dalla tomba per vendicare la donna amata e sterminare coloro che le hanno tolto la vita.

Lui era l’uomo che tutte noi, adolescenti problematiche degli anni ’90, avremmo voluto trovare in futuro. Ci siamo riuscite? No, direi di no. Anche perchè io CCNDEN vestito aderente e truccato da Corvo non ce lo vedo proprio….

L’influenza sui cervelli della massa è stata talmente grande che ancora oggi ad Halloween centinaia di giovani si truccano di bianco e poi tracciano due croci nere sugli occhi e allungano i lati della bocca con matita nera…. Giuro che non ne ho visto uno che si avvicinasse anche solo lontanamente alla prefezione di Eric Draven Alias Brandon Lee, tragicamente scomparso durante le riprese….

Se poi vogliamo essere precisissimi bisogna aggiungere una colonna sonora stratosferica che io avevo, udite udite, in audiocassetta e che ho letteralmente consumato a fuoria di mandare avanti e indietro.

Inutile ora fare i revisionisti e dire che gli effetti speciali facevano schifo.

The Crow è stato Il fenomeno cinematografico degli anni ’90, ha fatto il botto, ha spaccato, si è inciso nei nostri cuori e lì resterà, come un tatuaggio fatto bene per ricordarci che non è mai il caso di far incazzare un musicista dark particolarmente figo, perchè per lui non esistono limiti. Risorgerà e ti spaccherà il culo.

Ora, io spero che tutti voi abbiate visto, rivisto, analizzato, compreso, studiato questo film, perchè se non l’avete fatto siete assolutamente i più grandi LOSERS che io conosca.

Poschina The Crow Addicted

Elisa, mi dispiace . . .

Non me ne voglia quella puritanona di mia sorella, ma è tempo dopo due post serissimi, di passare ad argomenti più soft…..porno.

No, non ho acquistato il vibratore che sberluccica. Semplicemente è tempo di stilare una classifica delle canzoni da sesso. Ma prima bisogna chiarire che c’è sesso e sesso, in pratica che ci sono:

– grandissime scopate;

– grandi scopate;

– buone scopate;

– mediocri scopate;

– n.c. (non classificabili)

E a questo punto mia sorella sarà già svenuta più e più volte, ma anzi no perchè non legge un cazzo di quello che io scrivo quindi in fondo chissenefrega…… cmq. fare una grandissima scopata non è semplice perchè presuppone che i partner siano entrambi nella giornata e nella condizione psicofisica giusta perchè la cosa avvenga. Capita una/due volte l’anno. Se si è particolarmente fortunati. Le grandi scopate capitano frequentemente, di solito quando la donna è in pre-ovulazione. Bei momenti….. Le buone scopate sono all’ordine del gorno. Le mediocri sono quelle pre ciclo nelle quali non metti nulla di te stessa perchè nausea, dolori vari, umore di merda e tendenza al pianto non ti permettono di concentrarti su nient’altro. Le n.c. fortunatamente capitano una volta ogni anno, anno e mezzo. Sono quelle nelle quali cominci a domandarti perchè lo stai facendo esattamente un secondo dopo che ti sei sdraiato e non smetti per le successive 12 ore.

Al buon sesso, sono sempre abbinate buone canzoni, perchè diciamocelo, quale malato di mente potrebbe mai voler scopare con Gigi D’Alessio di sottofondo? Solo uno che vuole una n.c..

Tutto questo discorso mi è sovvenuto perchè stamattina mentre mi dirigevo carica di entusiasmo in ufficio, ascoltavo i Doors. The End dei Doors e pensavo a quanto sia ipnotica e sessuale la loro musica. Non sensuale. Sessuale. Cioè sarebbe ottima come colonna sonora di una grande scopata. E lo sono anche i Led Zeppelin con  i grandi classici: Stairway to Heaven, Dazed & Confused, Since I’ve Been Lovin’ You e la sempre eterna Whole Lotta Love….e potrei andare avanti ore…. Poi potrei aggiungere alcune perle: Fire Starter dei Prodigy, Wait & Bleed degli Slipknot e qui devo aprire una parentesi….. Se voi conosceste il testo di Wait & Bleed (ora ve lo scrivo) probabilmente non capireste perchè la trovo sessuale, quindi vi consiglio l’ascolto prolungato….poi ne riparliamo…

E’ un sogno o solo un ricordo?
Esci fuori dalla mia testa, non ho bisogno di te
Perchè non me ne sono accorto?
Sono una vittima, un candidato manciuriano
Ho peccato pur essendo nel giusto
Ritrovando la ragione e tenendoti lontano
Non hai imparato una cosa
Non ho cambiato nulla
La mia carne era nelle mie ossa
Il dolore non finiva mai
Ho sentito l’odio crescermi dentro,
Inginocchiarsi e spogliare la pietra dalle foglie
Vado dove non puoi vedermi
All’interno del mio guscio, aspetto e sanguino
Aspettando te

Vi assicuro che è sessualissima. Giuro. Provare per credere. I Pink Floyd, esclusa Whish You Where Here, vanno gran bene….non tutti ma molti….Abolire tutte le fottute sdolcinate canzoncine pop amoroso/sentimentali….rischi di ricordarti del tuo primo amore e trasformare una potenziale grandissima scopata in una n.c. senza nemmeno renderti conto di come sia potuto succedere.

Sconsigliati gli italiani. Riuscireste davvero a scopare con Battisti che canta 29 settembre in sottofondo? Oppure Augusto che canta Io vagabondo? E’ praticamente impossibile. Im pos si bi le. Potreste riuscirci con qualche Litfiba d’annata, ma nel mio caso si richia di finire nel mare dei ricordi e addio grandissima scopata…addio!

Ovviamente ce ne sono altre, molte altre di bellissime canzoni da sesso ma al momento non mi sovvengono….Ci rifletto e aggiorno.

Aggiornamento: la regia mi suggerisce che la musica classica sia perfetta per scopare. Beh, per quanto mi riguarda rispondo: Ok per il Bolero di Ravel o per la Cavalcata delle Valchirie di Wagner, ma se mi dite la marchia di Radetzky o l’inno alla gioia è NO !!!

Poschina