La cacca perduta

Alert – Questo post contiene ironia e sarcasmo.

Ma sì, parliamone.
Facciamo del trash il nostro mantra quotidiano e abbandoniamo ogni remora, in fondo tutti andiamo al cesso e tutti facciamo la cacca, solo che a parte qualche amante del feticismo, solitamente la facciamo da soli nell’intimità del nostro bagno, con in mano lo smartphone, un giornale, il Kindle o la bottiglia dell’ammorbidente.

Questa condizione privilegiata però è destinata a cambiare se si sfornano figli. Da quel momento in poi il bagno non è più quell’oasi di pace nella quale ti chiudi per sfuggire alla frenesia della vita moderna bensì un luogo di incontri e di condivisione.

Ma cominciamo a scendere nel dettaglio.

Dagli 0 ai 3 mesi

E’ il periodo migliore per cagare in pace, voi neomamme ancora non lo sapete ma il peggio deve ancora venire. A quest’età, infatti, i bambini non si possono spostare in autonomia, quindi voi potrete sedervi con tutta comodità sullo scranno sperando che il pupo non si svegli proprio in quel momento e non vi reclami a gran voce. Certo, dovrete cagare con la porta aperta ma se ci pensate bene il disagio è minimo e anche se, sfiga vuole, l’esserino cominciasse a piangere, potreste sempre e comunque finire in pace senza la preoccupazione che si stia arrampicando ovunque o che stia rotolando da qualche parte.

Momento recriminazione

Quando sento una neomamma (età pupo 0-3) di figlio singolo esclamare “Non riesco a fare niente, nemmeno a mangiare” mi viene voglia di liberare il demone e sbrandellarla perchè, sfatiamo un mito con il quale ci stracciano le palle da anni, dagli zero ai 3 mesi i bambini o mangiano o dormono, quindi con un minimo di organizzazione si riesce a fare tutto. Dopo non riesci nemmeno a respirare ma i primi 3/4 mesi non cagate il cazzo con lamentele inutili.

Dai 3 ai 6 mesi     

Adesso sono ufficialmente cazzi.
I bambini cominciano a strisciare/gattonare/rotolare e voi non potete perderli di vista un secondo. Comincia qui l’eliminazione di tutte quegli oggetti di finto design con i quali avete riempito casa e che la rendevano ai vostri occhi un piccolo gioiello. Scompaiono piante, candele, libri, ciotole di acqua e cibo per gli animali, prontamente sostituite da copri presa, paraspigoli, coperte sparse per tutto il pavimento. In pratica tutto ciò che ti piaceva davvero di casa tua lo devi abbandonare in uno scatolone che non si sa bene che fine farà quindi ti conviene salutare la tua adorata lampada perchè è altamente probabile che non la rivedrai mai più.

Sul fronte “cacca” le cose si complicano non poco.

Voi vorreste andare ad espletare i bisogni corporali da soli ma no, non potete, perchè loro vi seguiranno, sempre e comunque, anche quando sembra che siano addormentati (cosa che succede sempre meno spesso) loro percepiranno l’assenza e vi troveranno.

Così, mentre finalmente starete liberando il mostro, compariranno due manine alle quali si scoprirà essere attaccato vostro figlio che comincerà ad esplorare quel meraviglioso mondo che è il bagno…..
Tappetino, cestino, asciugamani appesi (prima del passaggio del pupo), carta igienica, scopino del cesso….e via dicendo.

Tanto che il tempo dedicato alla cacca si dimezzerà perchè continuerete a saltellare dal cesso al bambino cercando spasmodicamente di evitare la strage fino a che non cederete e abbandonerete l’idea di finire il lavoro in un altro, più propizio, momento.
Col cazzo.
Sappiatelo. Quel che non avete eliminato resterà dentro di voi fino alla fine dei giorni, perchè il momento propizio non esiste.

Dai 6 mesi all’anno

E’ in questi mesi che il bambino comincia ad alzarsi e a camminare aggrappato a tutto, muri, mobili, sedie, tavoli. Ed è così che arriva ovunque. Si arrampica con una facilità imbarazzante e trova eccitante qualsiasi cosa che esplora mettendola in bocca.

Nasce in questi mesi il bisogno di portarseli dietro se si cambia stanza, oppure di infilarli in un box. Inutile dire che i miei, abituati a scorazzare come e dove volevano, non hanno mai accettato la restrizione del box che ha sostato nella mia sala 5 giorni prima di essere rispedito al mittente.

Quindi tutti in bagno, cane compreso.
Tu, con mutande calate seduta sullo scranno, i bambini che si arrampicano al water con te seduta sopra, e intanto aprono l’acqua del bidet (questa passione non passerà mai, sono convinta che li troverò a 20 anni ancora lì, a schizzare l’acqua del bidet per tutto il bagno per poi scivolarci sopra), poi scoprono la lavatrice e cominciano ad aprire e chiudere, ed infine spinti dalla noia si avventurano nella doccia, entrano e bevono lo shampoo dimenticato aperto la mattina dal patriarca, seguono vomitini, pianti, telefonata al centro antiveleni di Niguarda e, soprattutto, addio cacca.

Dall’anno all’anno e mezzo

Ormai corrono, mangiano da soli, parlano a modo loro, si picchiano, devastano tutto quello che trovano e hanno imparato ad usare bene le mani. Questo significa che quando andrete in bagno insieme (no, non è possibile trovare un’altra soluzione se non si vuole uscire dal bagno e trovare uno dei figli sul tavolo della cucina e l’altro appeso alle tende del salotto) loro vorranno riempire/svuotare la lavatrice, entrare in vasca per fare il bagno, giocare con l’acqua del bidet, srotolare la carta igienica, infilarsi in doccia.

Fortunatamente hanno imparato a riconoscere il “no” come divieto e quindi cagherai ripetendo come un mantra “no – no – quello no – no – no – ho detto no – ho detto no” fino a quando non preferirai lasciar perdere e ti alzerai frustrata e sconfortata, conscia che per l’ennesima volta dovrai dargli un pezzo di carta igienica da buttare nel water perchè vederlo scomparire quando si tira l’acqua è troppo cool per rinunciarci.

Dall’anno e mezzo ai due

Inizia ufficialmente la loro fase “no” nella quale qualsiasi cosa dici la risposta è sempre e comunque “NO!” abbinata ad un’incazzatura o ad una dimostrazione di frustrazione (leggasi capriccio) di dimensioni sproporzionate rispetto al problema.

Aprono le porte quindi chiuderti dentro è inutile, caga tranquilla con la porta aperta almeno non ti illudi.

Sono curiosi e parlano con un linguaggio più comprensibile, sono ansiosi di aiutarti quindi vorranno dare una mano a pulirti rubando carta igienica e cercando di infilartela in mezzo alle gambe e chiederanno ossessivamente “cos’è?” anche se stanno guardando la stessa cosa da 10 minuti.
Nulla di male se non fosse che tu ti stai sfilando la moon cup e loro non se ne vanno quindi parte una precocissima mini lezione di anatomia applicata che verrà ascoltata in rigoroso silenzio con cenni di assenso come se in effetti qualcosa lo avessero capito, salvo esclamare a lezione conclusa e coppetta infilata un entusiastico “Cos’è?” fissando la tua vulva.

Solitamente appena ti siedi sul cesso parte la nenia “pipì….pipì….pipì” e tu fai finta che sia pipì, tanto il tempo che ci metti a farla è ormai lo stesso…tra pipì e cacca non c’è più alcuna differenza di tempo, 30 secondi ed è tutto finito…..questo quando te la prendi comoda.

Il vantaggio è che essendo più grandini puoi utilizzarli come forza lavoro. Io li metto a riempire la lavatrice [ o “cicice” come viene chiamata da uno dei due] e a passare lo straccio in giro. Oltre ovviamente a momenti strettamente ludici come giocare al cucù con la tenda e lavarsi mani e faccia con l’acqua del bidet (ma come fanno all’estero senza?).

“E la cacca?”, direte voi.

La cacca niente, che cazzo pretendete, anche di cagare in pace?

Poschina

Nuove consapevolezze pseudoerotiche: Il Tiralatte Elettrico

Tendenzialmente gli uomini sono estremamente sicuri di sè.
Per intenderci sono convinti di essere grandissimi amatori, diligenti leccatori di patate ed entusiastici e magistrali succhiatori/mordicchiatori di capezzoli.
Beh….
Certo…… in alcuni casi è assolutamente vero, in altri meno ed altri ancora avrebbero bisogno di un corso di dieci lezioni sul tema “clitoride e capezzoli – Istruzioni per l’uso”.

Ma non siamo qui a parlare degli uomini e delle loro carenze in tema di gestione di capezzoli e clitoridi bensì della scoperta che le donne tengono nascosta da anni: Il Tiralatte Elettrico.

tiralatte

Nel mio immaginario di donna del ventunesimo secolo, i capezzoli erano un’arma erotica da utilizzare a mio piacimento, fonte di inesauribile piacere, causa di lotta interiore (ho con le tette un rapporto ambivalente, mentre con i capezzoli ho sempre avuto serissimi problemi di comprensione….litighiamo spesso, ci teniamo il broncio, non ci parliamo per giorni, sì…insomma, non siamo proprio in sintonia) ma soprattutto quel tocco in più di erotismo che spuntava fuori incontrollato ad ogni minimo accenno di freddo o di eccitazione, attirando l’attenzione dell’uomo medio e riempiendo la sottoscritta di un malcelato orgoglio tipicamente e fottutamente femminile.

Ma ora, ora che ho il mio nuovo amico, tutto è cambiato.

Le donne, anzi…le mamme, lo nascondono.
Restano nel loro club di “generatrici di esserini urlanti” e si tramandano il segreto nell’ovattato mondo delle “sale allattamento” degli ospedali e dei consultori di tutto il mondo.
Voi siete fortunate, perchè io, che ho la faccia come il culo, non ho nessun problema nel condividere questa piccola perla con voi, donne ignare di quanto ormai la classica leccata di capezzoli sia sorpassata e decisamente fuori moda.

Andiamo con ordine.
Chi può attacca al capezzolo il bambino, il quale comincia a devastarlo con una suzione prima incostante, a seguire vorace ed alla fine aggiungendo i denti manco fosse il figlio del mai dimenticato Conte Dracula.
Chi ha i figli che non si attaccano, oppure impossibilitati a farlo, si affida a lui:

Il Succhiatore di Capezzoli per eccellenza.
Io ho il modello che vedete in foto, una via di mezzo tra l’ultraprofessional e il minimal. Ha diverse velocità di suzione:
– costante e ritmata
– stile “ti si è attaccato un vitello” suzione profonda ma delicata
– stile “ti si è attaccato un torello” suzione profonda e fastidiosa
– stile “ti si è attaccato un T-Rex” suzione profondissima e dolorosa
Io uso sempre la prima, una specie di “ciuccia-ciuccia-ciuccia-ciuccia” veloce e con suzione poco profonda perchè le altre tre modalità mi spaventano per la loro capacità di estrarre il capezzolo in modo a dir poco imbarazzante e anche un filo inquietante [Stile pubblicità vigorsol di qualche anno fa…ricordate?] e siccome ho già i miei problemi, vorrei evitarmi altri traumi da confessare in età adulta allo psichiatra.

Il primo approccio con questo aggeggio è traumatizzante. Ti verrebbe voglia di scagliarlo con tutta la forza del mondo sotto un treno in corsa perchè il fastidio che provoca è atroce.
Poi però…..passati i primi 30/40 secondi, la cosa comincia a farsi in un certo qual modo piacevole.
Primo perchè esce il latte e la tetta tira un sospirone di sollievo, secondo perchè lui è imperturbabile all’insulto. Tu gli bestemmi dietro e lui continua a succhiare, ed è qui che si cominciano a delineare i vantaggi di un tiralatte rispetto all’essere umano.

L’uomo si offende, il tiralatte no.
Se ti sta strappando un capezzolo e tu glielo fai notare, l’uomo si offende perchè essendo convinto di essere il Dio assoluto degli scapezzolatori, non può credere di aver fatto un errore tecnico. Il tiralatte invece persiste, fiducioso nelle sue capacità ciucciatorie e non si lascia intimorire da nulla.
Continua a succhiare costante e devoto, idolatrando il capezzolo e facendolo sentire coccolato, amato, rispettato e importante.

Il TE ti fa compagnia la notte
Sappiamo tutti fin troppo bene che l’uomo medio quando il bambino piange di notte esclama “Cazzo, IO domani devo lavorare!!!!!” e lascia la donna da sola a gestire la poppata notturna seguita dal cambio pannolino e via dicendo. Quindi la donna è sola con un essere minuscolo che potrebbe mettersi a gridare da un momento all’altro esacerbando il livello di stress ai massimi livelli. Il Tiralatte invece ti attende silenzioso, rispetta i tuoi tempi, non piange, non va cambiato, ma soprattutto ti ascolta.
Tu lo accendi e magari bestemmi perchè sono le tre di notte ed hai sonnissimo. Ecco, lui non si lamenta che il giorno dopo dovrà poppare 6 volte per almeno mezz’ora a botta. No. Lui ti ascolta silenzioso e ti coccola sussurrandoti spompettate regolari e calibrate che conciliano il sonno. Non rompe il cazzo perchè leggi mentre lui è costretto a lavorare, non ti ripete “che palle ancora Grey’s Anatomy?” se lo usi mentre guardi la tv e poi, perla delle perle, tu gli piaci sempre. E’ devoto alla tua persona. Anche se compari di fronte a lui con le gambe pelosine, i capelli sparati in testa e l’occhio a mezz’asta. Lui si attacca e lavora alacremente per farti sentire meglio.

On/Off
Qui vale lo stesso discorso fatto e rifatto a proposito del vibratore. E ricordiamoci tutti che quelle donne che dicono “il vibratore non è poi tutta sta roba”, o hanno un pessimo vibratore, o non lo sanno usare, o…. molto più probabilmente, mentono per non urtare la delicata sensibilità del Maschio Italico.
Ma torniamo a noi. Poter accendere e spegnere il succhiatore di capezzoli è fondamentale. Mentre l’uomo ti succhia il capezzolo non puoi dirgli “amore fermati un attimo che mi prude la schiena” perchè a lui passa l’armonia e poi te la menerà per i 6 mesi successivi che lo fai sentire una merda e che non apprezzi i suoi sforzi [sbadiglio]. Al tiralatte invece non importa. Off e lui si spegne tranquillo, On e ricomincia a deliziarti senza tregua.

Si crea in questo modo un rapporto che va oltre il piacere erotico, va oltre il normale rapporto conflittuale uomo/donna, capezzolo/bocca. E’ qualcosa di meraviglioso. Un aggeggio che oggi usi per utilità e domani per il puro piacere erotico.

Ora ditemi voi di quanti uomini si può dire la stessa cosa.
Quanti uomini sono utili e anche  capaci di donarti piacere?
Ecco, appunto !!!!!

Postille.

Le mamme omertose non ve l’hanno mai detto ma quando piangi, anche le tue tette piangono. E no, non ci sono mamme che non piangano senza alcun motivo. Il crollo ormonale provoca strane reazioni psicofisiche. Quelle donne che sostengono di non aver mai pianto dopo il parto, sono le stesse che sostengono di non aver mai finto un orgasmo, di non essersi mai sgrillettate, di avere un compagno/marito sempre comprensivo, disponibile, attento. In pratica MENTONO.

Lo sapevate che dopo il cesareo non si può fare sesso per ALMENO 40 giorni? Non lo sapevate? Nemmeno io. Grazie a tutte le mamme omertose dell’universo mondo che si tengono certe informazioni fondamentali per la stabilità mentale di noi povere donne.
Quando l’ho scoperto per poco non mi viene uno sciopone.
Non posso nemmeno scopazzare per rilassarmi un po’.
Ora capite perchè il rapporto con il tiralatte elettrico è diventato morboso nel giro di due poppate?

Poschina

p.s. Ora posiziono l’aggeggio e mi immergo in una session di poppata…. a presto

Facciamoci un cazzo di esame di coscienza

Ebbene sì, dopo mesi e mesi e mesi e mesi che non scrivo qui in favore dell’altro inutile blog è arrivato il momento che tutti stavate aspettando: Il Post Spaccamaroni e lunghissimo nel quale mi lamento di cose che non interessano a nessuno e prendo posizioni estreme delle quali mi pentirò amaramente appena schiacciato il tasto “Pubblica”.

Siccome immagino stiate letteralmente morendo dalla curiosità vi dico subito che l’argomento del giorno sono le donne. Spieghiamoci meglio. Quanto le donne possano essere intollerabilmente stupide, idiote, odiose, da prendere a sediate in faccia.

Donne all’ascolto, non odiatemi troppo, saper prendere con la dovuta ironia i propri difetti fa bene alla salute e riduce la cellulite.

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L’accanimento nei confronti del maschio

Che poi è un po’ la mia specialità. Chi più di me ha passato la vita a rivendicare i diritti della femmina e a sparare a zero sul maschio italico medio? La Sottoscritta. Chi non perde occasione per accusare il suo capo di maschilismo strisciante nonostante il pover’uomo non abbia dato in 8 anni e mezzo nessun segno di essere uno sporco difensore dei diritti maschili? La Sottoscritta. Chi fa del “Non abbassare la tavoletta del cesso” l’esempio per eccellenza di come l’uomo si imponga sulla povera donna indifesa e vittima? La Sottoscritta.

Eppure, nonostante io sia la femminista rompicoglioni per eccellenza, ho un cervello che tendo, purtroppo, ad utilizzare. Mi rendo quindi conto di non sopportare alcune categorie di donne, siamo onesti; fosse per me farei uno sterminio di massa.

Tra queste categorie una delle più irritanti sono le accanite contro il maschio.

Questa categoria comprende quelle donne completamente incapaci di farsi un esame di coscienza che partono dal presupposto che il Maschio di turno sia perennemente ed inequivocabilmente in torto.
Massacrare il Maschio in quanto tale è di per sé divertentissimo, però va bene se è uno sfogo momentaneo per riempire il vuoto tra una piadina alla nutella e l’altra mentre sei fuori con le amiche, ma diventa dimostrazione di estrema deficienza quando si sta facendo un discorso serio.

Per motivi che non sto qui a raccontare, conscia che non possa fottervene di meno, frequento da qualche tempo un forum abitato per il 95% da donne. E leggo cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.
Un esempio:
“Ciao sono V…… sto passando un brutto momento perchè io e mio marito ci siamo separati, abbiamo una figlia di 6 anni e lui la vede poco, non se ne occupa…” e via dicendo. Fin qui tutto ok. Situazione difficile, massima solidarietà.

Ma tra i vari commenti ecco spuntare le Accanite: “Certi uomini non sono degni di questo nome….” – “Certi uomini non si meritano nulla….” – “Non ti merita, un uomo così non merita nulla….”
Ora; io capisco che bisogna dare conforto a questa donna che è, al momento, in grossa crisi. Ma non posso non soffermarmi e chiedermi. “Ma io, che cazzo ne so della loro storia? Cosa ne so di com’è lei nell’intimità della casa? Magari è una cagacazzo stratosferica che non gliela dà da 6 anni e che lo fa giarare per i locali con le pattine ai piedi per non sporcare”.

Che poi “certi uomini non sono degni di questo nome” che cazzo significa?
Quale uomo è degno di tale nome, se escludiamo il fittizio Uomo Harmony?

E soprattutto, perchè tu donna devi accanirti contro un uomo che nemmeno conosci e sfogare su di lui tutte le frustrazioni che hai accumulato in 40anni di età?
Perchè devi per forza dimostrare a tutti di essere la scassamaroni che i tuoi uomini passati ti hanno accusata di essere? Non sarebbe stato meglio tacere e lasciare tutti nel dubbio?

Ma passiamo alla seconda categoria, se possibile più irritante di quella precedente: Le Bisognose di Affetto

coccole

Questa categoria è formata da donne perennemente insicure e bisognose di essere rassicurate dal proprio, sfigatissimo, compagno. Passano la loro vita sezionando scrupolosamente ogni gesto, parola, espressione, rutto di quel povero cristo, nella spasmodica ossessiva ricerca di un segnale che possa dimostrare loro di non essere amate abbastanza. Perchè a me viene lo strisciante sospetto che in realtà godano nel trovare una falla (che in realtà non esiste) nel rapporto e adorino crogiolarsi nell’autocommiserazione.

Vivere con queste donne è l’equivalente di finire a 180 all’ora su un cactus. Puoi provare a togliere tutte le spine, ma stai sicuro che prima o poi ti accorgerai di averne una proprio sul culo. Da qui il famosissimo detto “Essere una spina nel culo”.

I poveri uomini che incappano in queste donne, solitamente poi le sposano. Non chiedetemi come mai. Evidentemente al maschio italico medio piace avere intorno donne intollerabili che gli stanno sempre dietro starnazzando tra una lacrima e l’altra “Ma mi ami? Quanto? Davvero? Perchè ieri ho notato che…….”

Mavaffanculova !!!!!

Ed ora la finta Frigida ossia la tontolona che non ha ancora capito che dispensare favori sessuali non è una vergogna sociale.

frigida

Uno dei passi fondamentali nella crescita di una donna è quello di comprendere che il favore sessuale dispensato al momento giusto è la chiave della felicità coniugale. Capisco che sia difficile scrollarsi di dosso anni ed anni passati a rivendicare il nostro corpo e il suo uso, ma donne finte Frigide, con il vostro atteggiamento altezzoso e poco incline a darla copiosamente, non otterrete nulla, se non spostare l’attenzione del maschio di casa su altre colline ed altri avvallamenti meno proibitivi dei vostri.

Un pompino fatto al momento giusto può garantire 2/3 gg di serenità estrema oppure l’accettazione senza storcimenti di naso dell’ultima spesa da Sephora. Prostituzione dite? No, libero mercato.

“Il corpo è mio e lo gestisco io”. Partendo ovviamente dal presupposto che il favore sessuale lo dispensate perchè fondamentalmente a voi donnacce zozze, piace. Quindi unite la goduria di fare sesso, ai vantaggi di avere un compagno appagato.

Fare le fighe di legno e non darla per ripicca è l’errore che sta alla base di moltissimi rapporti. Certo, imparare la tecnica del ricatto sessuale è tutt’altra cosa… fargliela annusare e non dargliela, è lo step successivo che la finta frigida non apprenderà mai perchè è un’arte complessa e che va affinata in anni ed anni di esperienza. Devi infatti fargli credere che tu gliela vorresti dare davvero tanto, ma che poi, per qualche motivo contingente, purtroppo, proprio non puoi. Un segno per capire se stai usandola tecnica giusta? Cazzo in tiro e bavetta sono segnali incoraggianti.

Ma torniamo alla frigidità. Perchè? Perchè siete così restie nel concedere lo scrigno segreto al vostro uomo. Parliamone. Se è perchè il sesso vi fa schifo in generale, allora parlatene con un bravo sessuologo, se è perchè vi fa schifo il vostro partner, mollatelo, se lo fate per qualche principio mentale siete vittime dell’Epic Fail per eccellenza e passerete una vita infelice ed insoddisfacente. Deal with it.

Eccoci arrivati alla Pucciosa:

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La Pucciosa è colei che passa il suo tempo ad esaltare la relazione, il partener, il cane, le lenzuola, i figli, i suoceri e via dicendo. Tutto quello che passa per casa sua è rosa e a forma di cuore. Tradotto: insopportabile.

Noi donne adulte dotate di cervello sappiamo che è scientificamente impossibile che tutto vada sempre bene, che il marito/compagno sia sempre adorabile, comprensivo, paziente, che il piangere ossessivo dei bambini non dia adito ad istinti omicidi, che le scoregge del cane profumino di violetta. Quindi quando veniamo a contatto con la donna pucciosa siamo combattute tra il tirarle un dritto in pieno naso e il sorriderle con convinzione salvo poi, finito l’incontro, chiamare un’amica dotata di intelletto e sputtanare la pucciosa con contorno di grasse risate e pesanti critiche in egual misura.

D’altronde la pucciosa se la va a cercare.
Non puoi rompere i cabbasisi a tutti continuando a dipingerci una realtà che vedi solo tu, fatta di nuvolette rosa, cuoricini, musica soft  e AMMMOREEEE !!!!
Perchè proprio tutta questa insistenza nel cercare di dimostrare quanto tu sia felice e quanto la tua vita sia perfetta, mi fanno sospettare che tu stia cercando di nascondere il marciume sotto il tappeto.

Dì la verità pucciosa…. la notte piangi abbracciando il cuscino.

E, solo per voi, la Tutto Insieme Appassionatamente ossia quella che non ha capito quanto siano fondamentali gli spazi vitali in un rapporto.

Tutti_insieme_appassionatamente

Sorella gemella dizigote della Bisognosa di Affetto, passa la sua vita soffrendo perchè il suo uomo non fa tutto, ma proprio tutto, in perfetta simbiosi con lei. Non capisce che tutta l’attrattiva che una donna prova per le vicissitudini di McDreamy e McSteamy è assolutamente sconosciuta all’uomo, come la gioia profonda di scoprire che Clinique ha commercializzato una nuova crema non potrà mai competere con la visione per la milionesima volta dell’intervista all’allenatore della propria squadra del cuore.

E’ inutile accanirsi e cercare di convincerlo a leggere “Il Bacio dello Scorpione” perchè tanto, comunque, non ci troverebbe nulla di interessante.

Piuttosto approfittate delle sue insulse passioni come le interviste ai calciatori, per dedicarvi a voi stesse e ai vostri interessi. Uno dei segreti per avere un rapporto felice e duraturo sta proprio nel rispetto dello spazio altrui e nella capacità di godere del proprio.

Esempio: lui passa la domenica guardando tutti i programmi calciofili e vi ignora? Poco male. Avete mille alternative:

– fatevi un amante che vi sbatta tutta la domenica pomeriggio
– leggete romance storici e sognate un amante che vi sbatta tutto il pomeriggio
– curate la vostra pelle del viso
– depilatevi
– distraetelo con un pompino (sappiate però che una volta finito il servizietto, lui non ricambierà il favore ma continuerà a fissare lo schermo)
– cucinate
– uscite con le amiche

e via dicendo… ci sono milioni di cose che potete fare senza l’ossessiva presenza del vostro partner. Ricordatevi: il partner non è un’estensione del vostro corpo e del vostro cervello, ma un’entità a se stante, con delle esigenze ben precise da soddisfare.

Ed infine, La Lamentosa

lamentele

Se per le altre categorie c’era una speranza di salvezza, per la lamentosa non c’è più nulla da fare. E’ ormai arrivata allo stadio finale della demenza senile e qualsiasi cosa voi facciate o diciate per aiutarla, finisce nel cesso.

Consiglio. Ditele sempre di sì e non sprecate fiato, fatica, idee e affetto.

La Lamentosa critica costantemente l’operato del  suo compagno. Se sta zitto perchè non comunica, se parla perchè dice cose sbagliate, se pulisce casa perchè lo fa in modo sbagliato, se non pulisce perchè passa il tempo a poltrire. Potrei andare avanti all’infinito ma ve lo risparmio.
Incappare in una lamentosa equivale al suicidio cerebrale del Maschio di turno.
Capiamolo, è autodifesa.
Passati i primi mesi nei quali lui si sforzerà di andarle incontro e di trovare un compromesso alla fine, completamente devastato da una serie di tentativi inutili, si arrenderà e comincerà semplicemente ad ignorarla, conscio che ogni suo sforzo di accontentarla finirà sempre e comunque nel cesso.

La lamentosa però ci offre un grandissimo spunto di riflessione: perchè un uomo dovrebbe restarle accanto? Masochismo? Pigrizia? Cattiveria (del genere – visto che ti sto tanto sul cazzo ti punisco prolungando la relazione – )?

Ma soprattutto, se il tuo compagno è una tale merda, perchè non te ne cerchi un altro invece di sfracellare le palle a quelli che ti stanno intorno?

Conclusioni

Probabilmente se fossi un uomo resterei single a vita massacrandomi di seghe pur di non rischiare di incappare negli esemplari sopra indicati.

Ma ora voi vi starete chiedendo a quale di queste categorie mi avvicino di più… vi do qualche aiutino:

– Adoro la solitudine
– Se il mio compagno stende la biancheria malissimo, io sono cmq. felice
– Sarcasmo e cinismo sono i miei migliori amici
– Baratto spudoratamente il mio corpo per la nuova spazzolina del clarisonic
– Alle coccole preferisco un nuovo sex toy
– Adoro polemizzare e sparare a zero su persone che nemmeno conosco

Avete capito a quale categoria appartengo?

Poschina – Polemica sempre e comunque

Lasciamo uscire il demone

Questo post avrebbe dovuto intitolarsi “Il piacere della fellatio si acquista con l’età” ma poi sono stata distratta dai tizi con i quali condividevo il treno e dal lavandino della cucina del mio ufficio e mi è montata la carogna. Il demone che vive dentro il mio corpo si è destato e se non lo faccio sfogare mi divora le interiora per intere giornate quindi…..
…. eccoci arrivati al post tritamaroni nel quale mi lamento a random di cose che le persone stabili probabilmente non troverebbero irritanti.

Tra l’altro, riguardo alla questione fellatio, ho provato a chiedere in ufficio se effettivamente è un piacere che si acquista con l’età [per le donne ovviamente, agli uomini piace – punto -] ma le donne hanno riso senza rispondere e gli uomini hanno sdegnosamente rifiutato di chiedere alle mogli/compagne temendo reazioni inconsulte. Ergo i miei colleghi hanno scarsa vita sessuale – ora capisco perchè l’ambiente di lavoro è così triste.

Ma passiamo alla carogna….

Idiosincrasia: Le tazze delle colleghe

mug

Voi non potete saperlo, ma io ho una fissazione ai limiti dell’accettabile per le tazze. In particolare per le Mug. Che siano Cheap or Chic a me non importa, provo un’attrazione animale per ciascuna di esse. Casa mia pullula letteralmente di tazze. Tazze colorate, bianche, a fiorellini, vezzose, orripilanti, zodiacali, canine, gattolose, di pregio, brutte, scomode…. e via dicendo.
Amo le tazze.
O meglio, le amavo prima che qui, nell’inferno che comunemente chiamiamo “Office” diventasse di moda bere il thè invece del caffè. Non so bene se spinte dall’idea di emulare la “sempreincintaKateMiddleton” o perchè si sono convinte che una tazza di thè in mano le renda in qualche oscuro modo più virtuose agli occhi dei maschi non Alpha che le circondano, fatto sta che ogni giorno ci sono circa 10 tazze da sistemare nella lavastoviglie zozza e altrettante da togliere e risistemare negli armadietti a lavaggio finito.

Voi a questo punto vi chiederete che cazzo me ne possa fregare se loro bevono 10 o 15 tazze al giorno.
E in effetti, di quello che bevono me ne fotterei anche se non fosse che la lavastoviglie la riempio io, la svuoto io, ci perdo tempo io.

Lo so ragazzi, non agitatevi, lo so che in teoria non dovrei farlo, ma in pratica sì. Tocca anche a me oltre che alla mia collega senior che subisce la stessa tortura ogni fottuto giorno.
Il punto è che nulla vieterebbe alle suddette femmine di lavarsi la tazza da sole.
Ma vi ho già detto che qui l’ambiente è strano e non dimentichiamo che in quanto segretaria appartengo chiaramente ad una classe inferiore e nessuno, sottolineo NESSUNO, trova assurdo che io debba pulire lo sporco delle mie colleghe. Anzi. I maschi NON Alpha con i quali è capitato di lamentarsi sostengono che il problema non sussista in quanto “Scusa, ma chi dovrebbe fare la lavastoviglie?” Ed è una domanda che mi pongo non dico quotidianamente ma proprio ogni 25/30 minuti. Colleghi non Alpha, per chiarire, non c’è nemmeno nel mio contratto la gestione lavastoviglie.

E mentre stamattina sistemavo le loro tazze e contemporaneamente di fianco a me ne venivano sporcate altre, mi chiedevo se quando discutevo la tesi fossi conscia dell’inutilità dei miei anni di studio. E mentre riflettevo sull’inutilità dei miei anni di studio, ho maturato la consapevolezza che sarebbe stata l’ultima volta che pulivo, metaforicamente, il culo alle colleghe.

Per quanto mi riguarda le tazze sporche dei residui dei loro thè possono tranquillamente restare nel lavello a generare muffe tossiche, anzi… Magari!!!!

Questioni femminili: La vergogna di acquistare preservativi

preservativo

Avete notato che ancora oggi le donne si vergognano ad andare a comprare i preservativi? Ok, sto generalizzando, parlo della maggior parte delle donne ma non posso certo occuparmi del particolare, o meglio, il particolare oggi sono io. Le donne che fanno sesso e vanno a comprarsi i preservativi sono donne consapevoli, intelligenti, mature che non vogliono rischiare di prendere malattie veneree e che praticano il controllo delle nascite. Niente è più irritante nel 2014 del sentirsi dire da ultra trentenni “non so nemmeno come sia successo” quando le incontri con il pancione al nono mese. Che poi parliamone, deve essere stata proprio una prestazione scadente se non ti sei nemmeno resa conto di avere un uccello nella vagina.
Eppure, quando parlo con colleghe/amiche, scopro che la maggior parte di loro non va a comprare i preservativi perchè si vergogna. La pillola sì, perchè probabilmente dal loro punto di vista di “persone piccole” simboleggia una relazione duratura oppure problemi ovulatori, ma il preservativo significa nella loro testolina bacata ammettere di fare sesso. Come se ci fosse in questo qualcosa di cui vergognarsi.
Che poi secondo me, se ti vergogni di fare sesso, vuol dire che lo stai facendo nel modo sbagliato.

Riunioni familiari 1: Fatevi i cazzi vostri

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Ho sempre odiato le riunioni familiari. Cresime, battesimi, matrimoni. Per me sono la morte. Improvvisamente la tua vita costruita sulla menzogna di una tranquillità psicologica fittizia, viene messa a dura prova dalla convivenza forzata con i parenti. E per parenti, intendo la famiglia allargata. Decine e decine di persone che, grazie a dio, non vedi mai, con le quali improvvisamente devi interagire.

Da che mondo e mondo, questi avvenimenti servono solamente ad alimentare l’orgoglio nonnifero e genitoriale, esibendo i figli prima e i nipoti poi, come baluardi di uno status sociale di “persone arrivate che hanno fatto qualcosa nella vita”. Quando sei bambino, ancora inconsapevole, vieni esibito dai genitori come una scimmia ammaestrata all’urlo di “Il mio sa già leggere/scrivere/ballare/ruttare/fare il ditone…:” e via dicendo.
Si cresce e si passa alla scuola “Il mio è bravissimo, potrebbe tranquillamente passare già adesso alla classe successiva….” – “La mia è l’esempio per gli altri…” e giù con smielate intollerabili su presunti superpoteri di figli che in realtà sono perfettamente nella media.

Poi la situazione peggiora.
A quattordici/quindici anni si comincia con l’assillo del fidanzamento.
Guai a presentarsi ad una riunione familiare senza ostentare una situazione di “coppia”, vieni immediatamente additata come Quella Difficile o peggio, La Sfigata che non ti toglierai mai più di dosso. E non importa se la tua vita sessuale in realtà è meravigliosamente viva ma semplicemente non vuoi la palla al cazzo. No, ormai hai la nomea di sfigata, prendi e porta a casa.
Va avanti così per almeno 10 anni, quando si passa al “Perchè non ti sposi?” la cui unica risposta sarebbe “Perchè non ti fai i cazzi tuoi?”, purtroppo non si può altrimenti i vecchi schiatterebbero contemporaneamente e sinceramente perdersi i vaneggiamenti dello Zio Alfio in preda alla demenza senile sarebbe un gran peccato.

Seguono “Perchè non hai figli?” e, nel mio caso “Perchè il Busnaghi non viene mai? Non l’ho ancora conosciuto, ci tengo.”
Ve lo spiego io.
Il Busnaghi non viene perchè io mi rifiuto di sottoporlo alla tortura della quale sono vittima da 34 anni. Deal With It. E poi sono socia onoraria della ONLUS “Salviamo il Busnaghi”, non posso certo tradirlo.

Riunioni familiari 2: Nuove vette pedo-pornografiche

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Ora che i bambini sventolati come banderuole sono cresciuti e si sono, ahimè, accoppiati e riprodotti, la nuova generazione ultramoderna di nonni è, se possibile, peggio della precedente.

Un annetto fa i miei genitori e gli altri “vecchi” della famiglia si sono radunati per mangiare e rivedersi, a detta loro, per passare del tempo insieme in tranquillità.
Traduco per chi di voi non è ancora sufficientemente smaliziato.
I vecchi della famiglia si sono radunati con l’unico scopo di mostrare le foto degli ultimi nipotini arrivati e ne hanno approfittato per spandere merda su carriere lavorative di chi non ha ancora procreato, fingersi in qualche modo esasperati dai figli non sposati solo per dimostrare che hanno in casa un moderno libertino e vantarsi sottilmente delle capacità amatorie dell’ex bambino prodigio, dimostrare a se stessi di essere invecchiati meglio della Cugina Mirta e del Cugino Franco.

Ovviamente ho espresso a mia madre questa teoria illuminante e sono stata zittita all’urlo di “Solo perchè tu sei cinica e misantropa non significa che debbano esserlo tutti gli altri, e poi non è vero che ci incontriamo per esporre le foto dei nostri nipoti”.

Al ritorno dalla scampagnata, mentre ascoltavo pazientemente il resoconto fatto principalmente di “Ho visto la foto del figlio di F, devi vedere che bello” – “Ho visto il video del figlio di G. Un tesoro… e che intelligente!” – “Lo sai che tua cugina P. lavora per una grande multinazionale e si trasferisce a New York…..”, mi sono limitata a sollevare stizzosamente un sopracciglio per costringere mia madre ad ammettere di aver passato il 98% del tempo a far girare i cellulari per mostrare orgogliosi le foto dei pargoletti.

Se non è pedo-pornografia questa……

Brutti incontri in treno

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Lunedì mattina vicino a me in treno si sono sedute due donne ed un uomo sulla sessantina. Contenta di aver scampato il gruppo “mamme orgogliose” mi sono immersa nella lettura.

Ma.

In una pausa tra una canzone e l’altra ascolto per sbaglio uno scampolo di discorso della coppia di fronte a me e sono talmente affascinata da spegnere l’Ipod.
Chiacchieravano del figlio che, a spanne, potrebbe essere mio coetaneo. Ma ne parlavano con la luce negli occhi. Bello, intelligentissimo, interessante, bravo negli studi, eccellente sul lavoro, tanto da aver appena avuto una promozione ed essere manager di Supercazzola SpA, single, modesto…..

E, a parte il difetto di avere dei genitori oggettivamente insostenibili [ma basta andare ad abitare MOLTO lontano], lo hanno descritto come l’uomo perfetto, anzi; proprio come L’Uomo Harmony.
Tutti noi sappiamo che non può essere vero, che sicuramente il soggetto di tante attenzioni non potrà che essere un uomo viziato, mammone, pedante e anche cesso. Ma, nel caso così non fosse, cari i miei insopportabili Signori che sicuramente state leggendo, dite al vostro pargolo di contattarmi immediatamente. Mi trovate su tutti i social come Poschina, ci siamo solo io e una giapponese, quindi non è nemmeno tanto difficile rintracciarmi.

Questioni infantili: I Miei giochi sono i Miei giochi

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Avevo una copertina meravigliosa in lana che usavo sempre quand’ero piccola e aveva disegnato un treno. Ero orgogliosissima della mia coperta. Già la vedevo sul letto dei miei figli. Pensate che frustata sulle tette mi sono presa quando mia madre l’ha ceduta a mia sorella senza nemmeno chiedermi il permesso. L’ennesimo trauma inflitto ad una mente già penosamente massacrata.

E non è finita qui.

Due sabati fa, mia nipote cinquenne, si è appropriata di uno dei miei pupazzi preferiti che avevo erroneamente lasciato a casa dei miei, fidandomi della promessa “giocare ma non rubare” fattami quattro anni fa.
Ora mi tocca portarli a casa mia, dove resteranno confinati in uno scatolone in box, ma almeno saranno con me, perchè sono MIEI.

Lo so, sono una persona orribile, ma siamo onesti. Perchè dovrei dare i miei giochi a qualcun altro? Perchè i miei genitori, la zia e my sister mi hanno impedito di strappare l’adorato pupazzo dalle grinfie di mia nipote?

Ma soprattutto, se siamo così comunisti da condividere una cosa importante come i pupazzi dell’infanzia, è quindi lecito che io prenda il pupazzo di Brontolo regalato alla ladra 4 anni fa e me lo porti a casa impedendole di riprenderselo?

La rabbia, quale dolce compagnia…..

Poschina

L’Uomo Harmony

La locuzione “Uomo Harmony” nasce per caso, durante una pausa pranzo a base di shopping e cazzate durante la quale, la mia dolce metà lavorativa ed io, abbiamo per caso usato quest’espressione.
Con enorme rammarico mi sono resa conto che questa espressione così pregna di significato viene usata “a cazzo” da chi mi frequenta abitualmente.
Urge dunque una spiegazione accurata e completamente inutile per le vostre vite di chi sia, in fin dei conti, l’Uomo Harmony.

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Prima di tutto specifichiamo che si scrive sempre e solo con le iniziali maiuscole.
Uomo Harmony è come dire Carlo, Andrea, Miles, Alistair….. etc.etc.etc.
Se lo scrivete, o anche solo pensate con le iniziali minuscole, non avete capito una sega.

L’Uomo Harmony non ha necessariamente il cazzo grosso. Questo non significa certo che debba obbligatoriamente essere normodotato, se preferite che sia fornito di manganello fuori misura, io non ho nulla in contrario. Tuttavia, non è fondamentale. Lui la prima volta che vi vede identifica immediatamente il vostro punto G, il punto F, altri punti che avete solo voi e che la scienza non ha ancora scoperto, calcola con che pressione volete che vi venga toccato/leccato/succhiato il clitoride, percepisce la vostra sensibilità capezzolare e, ovviamente, scova ogni vostro più nascosto desiderio sessuale e non.

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Lui non ha le mani.
Ha due meravigliose estremità che sembrano costruite apposta per voi.
Sensibili ma decise, forti ma delicate, capaci di pretendere ma soprattutto di dare.
Dare, dare, dare.
Scusate, mi ero incantata un attimo.
Lo stesso vale per labbra, lingua, pene.

Tutte queste caratteristiche le mette a tua completa disposizione perchè lui ti ama.
Non solo ti desidera.
Non solo ti scopa sempre e anche molto bene.
Ti ama profondamente e questo gli impedisce di tradirti anche se una supermodellazza gli si attacca a pompa.
Se invece a te piace il sesso a 3, oppure sei una fanatica delle orge, ovviamente lui non ha nulla in contrario, ma è solo sesso e non perderà la testa per la tizia di 42 kg altra 1.80 che lo ha cavalcato per ore intere durante l’ultimo festino.

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Ovviamente, l’Uomo Harmony è fottutamente ricco e bello. Ha dei lineamenti finemente cesellati, è maschio ma con grazia, è fisicato ma non pompato, ha una scanalatura pelvica perfetta e non è costretto a depilarsi perchè i suoi ciuffi sono perfettamente e discretamente posizionati.

Chiariamo subito !!! E su questo sono inflessibile, caro il mio Busnaghi.
L’Uomo Harmony non può essere un calciatore ed è inutile che cerchi di convincermi che Llorente possa esserne un perfetto esempio. No, nemmeno il divino

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può ambire al titolo, figuriamoci Llorente.
Non esiste proprio.
Al massimo l’Uomo Harmony può essere un ex rugbista splendidamente equipaggiato che si è costruito il suo personalissimo team che ora sta scalando le classifiche mondiali, ma già così siamo al limite del possibile.
Per fregiarsi del ruolo di UH, bisogna avere un lavoro altisonante. Per esempio “CEO di una multinazionale leader del mercato di sa il cazzo” oppure “Amatore della più grande flotta e bla…bla..bla…” o ancora “supermegaproduttore della più importante casa di produzione cinematografica”…. beh, insomma, ci siamo capiti.
Il tutto ovviamente senza che questo influisca sulla sua moralità. L’UH è integerrimo, incorruttibile, un Hank Rearden un filo più giovane, un John Galt un po’ meno convinto, un Francisco D’Anconia che però non rinuncerebbe mai a te in favore della Causa.

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L’Uomo Harmony è molto maschio. Chiaramente un maschio Alpha. Come tutti i maschi alpha è carnivoro. Ma sempre con stile.
Per esempio non disdegna un panino alla porchetta, che mangerà con naturalezza nel suo completo Armani che gli calza a pennello. Ma non mangia un panino con la salamella. No. Non ci sono cazzi che tengano.
E’ un uomo estremamente versatile.
Può ordinare con disinvoltura cibi francesi come i più tipici piatti di street food caraibici. A lui nulla è precluso. Ha viaggiato, si mescola con qualsiasi tipologia di persona di qualunque cultura, tuttavia ha uno stile talmente personale e ricercato che nessuno osa metterlo in discussione.

Beh, non sarebbe nemmeno il caso di specificarlo ma è completamente estraneo alle seghe mentali tipiche del maschio insicuro.

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Lui è decisamente sicuro di se senza essere un prevaricatore, sa ascoltare ma sa anche dirti, con fermezza ma senza offenderti, quando è il caso di smettere di autocommiserarsi. E’ un comforting man che però ti scopa da dio.

Il bello dell’UH è che non è reale.
Può essere biondo, moro, italiano, greco, tunisino.
Può appartenere a qualsiasi razza, religione, epoca storica.
L’UH può essere esattamente quello che vuoi, quando vuoi, come vuoi.
Si modifica anche.
Oggi lo vuoi moro, 45enne, occhi grigi, ucraino? Perfetto.
Ma se tra cinque anni lo vorrai 25enne, biondo e australiano, andrà bene comunque.
Tuttavia alcune caratteristiche (quelle sopra elencate) non cambieranno mai.
Perchè senza quelle peculiarità non potrebbe fregiarsi dell’appellativo di Uomo Harmony.

A cosa serve questo post?
A nulla.
Non a salvare cani in pericolo, ad aiutare bambini indifesi, a sovvenzionare fantomatiche case farmaceutiche impegnate a scoprire cure miracolose.
E’ la classica precisazione non richiesta che non serve a un cazzo, ma che qualcuno, prima o poi, doveva prendersi la briga di fare.

Poschina

Argomento Tabù: I Bambini Anarchici

Lo so.
Lo so.
A nessuno piace sviscerare i problemi di mancata educazione dei nostri figli. Gli uomini e le donne di domani. Coloro che traghetteranno il Paese alla definitiva rovina.
Però io “non temo nulla”.
In realtà temo.
Ma ieri sera ero in pizzeria ed oggi non posso esimermi dal recriminare.
Che sia il caso di instaurare i luoghi pubblici “Child-Free”?
Beh, analizziamo un po’ il problema….

Sei adulto. Lavori tutta la settimana, magari nemmeno vicino a casa, hai i tuoi problemi che ti schiacciano, il mutuo, la pioggia, il caldo, il freddo, il sonno, il libro che stai leggendo è una merda… e via dicendo. E’ domenica sera, quindi sei già incazzato perchè domani è lunedì e ti tocca lavorare. Allora decidi così, d’impulso, di andare a mangiarti una pizza fuori invece che ordinarla alla pizzeria di fianco a casa. Beh, positivo. Sei ancora vivo e vuoi goderti una seratina tranquilla in compagnia della tua dolce metà.

Illuso.
Non puoi. Non puoi perchè siamo nell’era Bambinocentrica. Analizziamo un po’ cosa significa.

L’incapacità di stare seduti a tavola

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Facciamo un test.
Cosa vi fa capire che questa foto è una pubblicità e non uno scampolo di vita reale (facce da pirla a parte)?
……
Ve lo dico io.
I bambini sono seduti composti a tavola.

Oggi, quella che alla mia epoca – anni 80 – era la quotidianità, è una rarità.
Basta andare in una qualsiasi pizzeria – ristorante – agriturismo, per rendersi conto che oggi, i luoghi che erano in origine stati concepiti per gli adulti, sono diventati terreno di caccia per bambini anarchici e profondamente maleducati.
Ieri sera su 50 bambini presenti, in un’età compresa tra 3 e 8 anni, ce ne saranno stati 3 seduti composti a tavola, gli altri scorazzavano liberi tra i tavoli, giocando con tutti i giochini del cazzo che oggi i genitori si portano dietro (io giocavo con i grissini e stando ben attenta a non far cadere le briciole per terra), rincorrendosi, sbraitando, ridendo.
Sì, ti irridono pure, consci che non puoi rimproverarli perchè non sono figli tuoi. Peccato.

Io posso anche capire che i genitori vogliano anche loro godersi la seratina tranquilla con gli amici senza dover educare i figli al giusto comportamento a tavola e al rispetto degli altri, e infatti le baby sitter servono a questo. A permettermi di passare un’ora tranquilla le due volte all’anno che invece del delivery, preferisco mollare la pigrizia a casa e mangiare la pizza direttamente al ristorante.

Che poi i coglionazzi che erano al tavolo dietro di me ieri sera, erano di quelli della peggior specie.
I figli anarchci erano bellamente spaparanzati a terra dietro la mia sedia a giocare con le macchinine, e una delle madri (quella particolarmente intelligente) continuava a esortare le piccole bestie ad andare “là, nell’angolo che c’è spazio”.
No cretina, non c’è spazio. Non è mica casa tua che mandi i figli nella loro camera. E’ un ristorante, non un giardino pubblico. Ma dove cazzo vivete? Ma chi vi credete di essere? Insegnate alle bestioline a stare sedute a tavola con voi, oppure, se non siete capaci, mangiatevi la pizza a casa e permettete a chi sa educare i figli e a chi vuole un’ora di svago, di godersi la serata senza essere costretto a evitare di menare i vostri figli o di sentire le vostre graziose voci urlare tutta la sera:

“Andrea !!!! Andrea !!!! Vieni che è arrivata la pizza.  No, non puoi restare lì a giocare. Vieni a sederti”
“Marco !!!! Marco !!!! Se vuoi giocare sdraiato per terra, vai là in fondo. Ecco, bravo. No !!! Non lì !!!”
“Pietro !!!! Dai Pietro, vieni qui… Sì, certo che la mamma ti taglia la pizza, ma tu vieni qui !!!”

E pensare che ai miei tempi (che bello scriverlo) bastava un’occhiata da parte di mio padre per risistemare l’ordine a tavola. Anche perchè, giusto per chiarire, io non mi alzavo da tavola finchè tutti non avevano finito di mangiare, e pazienza se mi annoiavo un po’. Cazzo, insegnate ai vostri figli ad annoiarsi senza rompere i coglioni al mondo. Non è mai morto nessuno per essere rimasto seduto a tavola per 45 minuti. Nessuno !!!

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Ma qualcuno potrebbe morire se continua a correre intorno al mio tavolo appoggiando le sue manine sbausciate ai bordi della mia sedia, con il rischio di impiastricciare il mio maglioncino di Berska da €. 12.90. Bambini avvisati, mezzi salvati.

L’incapacità di non toccare le cose altrui

Ok, i bambini devono fare esperienza.
I bambini devono essere lasciati liberi di esprimersi perchè altrimenti, poverini, non sviluppano la fantasia…. e bla…bla…bla.

Bene, che sviluppino la loro fantasia toccando le loro cose.

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Cosa vi fa capire che questa foto è una pubblicità e non uno scampolo di vita reale (facce da pirla a parte)?
……
Ve lo dico io.
La bambina è compostamente seduta nell’apposito spazio del carrello.

No.
Secondo le moderne teorie psicologiche, mettendo il bambino nel carrello, viene castrata la sua personalità. Deve essere lasciato libero di correre per i corridoi toccando tutto quello che trova, al momento, attraente.
Per poi ovviamente riporlo “a cazzo”.

Oltretutto è notorio che i bambini non hanno ancora ben chiaro il concetto di “roba mia”- “roba tua” e che quindi, se quello che trovano affascinante è nel tuo carrello, per loro non fa differenza. Toccano.
Ma che cazzo tocchi?
Perchè?
Chi te lo ha insegnato?
E soprattutto… dov’è la tua mamma? Sta facendo la zoccola con il capo reparto ortaggi? Perchè non c’è altra spiegazione al fatto che tu, bambino anarchico stia girovagando completamente solo, in balia di stupratori, assassini e rapitori seriali di bambini.

E qui si apre un altro problema di dimensioni abnormi.

L’incapacità di trattare con i cani

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Tutti vedendo un’immagine come questa, si commuovono.
Tutti quelli che hanno un cuore, intendo.

Io invece ho un cane.
Un beagle per l’esattezza.
Che non ha alcun problema ad interfacciarsi con i bambini. Una volta compreso che non sono lepri/volpi/lucertole, semplicemente, li ignora.

Ma loro non ignorano lui.
Essendo uno di quei cani che sembrano usciti dalla pubblicità dei cuccioli bisognosi, i bambini si sentono attratti e zac, gli si fiondano addosso.
Lui sta fermo, mi guarda chiedendo consiglio, ma non trova risposta perchè io sto cercando di non farmi coinvolgere dal bambino in una di quelle imbarazzanti conversazioni nelle quali lui chiede cose assurde (per esempio come si chiama la bestiola per poi non capire un cazzo) ed io rispondo con quel tono petulante che riservo ai bambini sconosciuti che mi ispirano antipatia a pelle.
Capita anche che io trovi alcuni bambini simpaticissimi e degni di tutte le mie attenzioni ed a quel punto nasce un’intesa che va oltre l’immaginabile. Raro ma documentato.

Cmq. parlavo di bambini e cani.
Arriviamo al dunque. Non si fa. Se ti fiondi come un proiettile su un cane il rischio è che lo scambi per un attacco alla sua incolumità e ti sbrani. E te lo meriteresti anche, bambino anarchico, perchè i tuoi genitori avrebbero dovuto insegnarti un botto di cose su come interfacciarsi con gli animali, ma loro sono troppo impegnati a cazzeggiare con gli altri genitori per curarsi di te. Ergo, non conti un cazzo. Il che ti rende ai miei occhi un filo meno fastidioso, ma non resterò certo qui ferma a parlare del niente quando potrei stare da sola in un angolo a fissare il soffitto.

In quel di Cesate c’è un parchetto per bambini con area cani integrata.
Geniale vero? Uno porta il bambino al parco e il cane in giro in un colpo solo.
Ha 4 entrate ma chi ha il cane non può usarle tutte e deve passare per forza da quella vicino all’area cani, perchè non esiste che il cane attraversi, al guinzaglio, il parco con il suo padrone. Potrebbe essere pericoloso.
Certo, potrebbe essere pericoloso perchè voi genitori non badate a quello che stanno facendo i vostri figli, non gli avete insegnato nulla su come approcciare un cane, e non avete voglia di sbattervi per fare l’una o l’altra cosa.

Ma come siamo sopravvissuti noi bambini degli anni Ottanta senza le aree cani, senza i parchi recintati, senza il “sacchettino per raccogliere la cacca” e senza alcuna disciplina nella frequentazione dei parchi pubblici?

Benissimo oserei dire. Siamo stati educati a condividere gli spazi. Siamo stati educati a non disturbare gli altri, soprattutto gli adulti che erano qualcosa di sacro. Siamo stati educati al rispetto reciproco. Siamo stati educati a trattare con gli altri esseri viventi.

Siamo stati educati.

Oltretutto , per colpa dei bambini e dell’assenza di controllo dei genitori, esiste il MOIGE.

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Parliamone.
Moige: Movimento Italiano Genitori, è un’associazione di promozione sociale impegnata nell’ambito sociale ed educativo per la salvaguardia dei minori, che ritiene «minacciati dalla pedofilia, dal bullismo o da spettacoli televisivi violenti e volgari», e per tutela dei diritti dei genitori. Ma quali cazzo di diritti? Diritto di mollare i bambini davanti alla TV senza preoccuparsi di cosa guardano? Diritto di lasciarli zappingare selvaggiamente perchè è troppo uno sbatti vegliare sulle loro menti?

Il moige è quell’associazione di genitori cattoconservatori frustrati che ha censurato un episodio di Buffy nel quale si vede “udite-udite” un bacio saffico, ma che permette la trasmissione di opere intellettualmente stimolanti per i bambini quali:

– Grande Fratello
– Isola dei Famosi
– Programmi della Clerici con bambini sfruttati a fini commerciali e destinati a diventare alcolisti suicidi intorno ai 15 anni
– Domenica In e la sua controparte Mediaset
– Carlo Conti con il suo alieno colorito arancione

Il Moige insegna cose come questa:
« La masturbazione […] si connota come un vero e proprio ripiegamento su se stessi, come una chiusura del proprio io, che invece sarebbe chiamato ad espandersi, ad aprirsi nella donazione d’amore (ne è testimonianza il senso di profondo malessere interiore che lascia, al di là del piacere fisico che produce). In definitiva la masturbazione, come stile di vita, può solo inibire la capacità di amare e quindi ostacolare il processo della crescita personale. »

Ed io vi dico che il senso di profondo malessere interiore lo provate solo voi cattoconservatori frustrati, o perchè non sapete masturbarvi con tutti i sacri crismi, oppure perchè siete così sfigati dal sentirvi in colpa dopo aver avuto un orgasmo condiviso con la persona migliore che possiate incontrare: voi stessi. 

Perle sparse:

“Il Moige ha richiesto la censura dello spot televisivo erotico in cui compare il pornoattore Rocco Siffredi (accreditato nella pubblicità come “attore”), che passeggia in mezzo a una serie di ragazze presso una piscina. La pubblicità si basa su una serie di doppi sensi, con l’attore che, vantandosi di “averle provate tutte” sgranocchia patatine da un sacchetto. Secondo il Moige, la presenza dell’attore era elemento disturbante e sconveniente nei confronti dei bambini.” Che poi parliamone; se tuo figlio di 5 anni conosce Rocco Siffredi, vederlo sgranocchiare le patatine è il male minore.

«Il rapporto sessuale fra due persone non sposate ha in sé qualcosa di ingiusto o di non veritiero, dato che esse non si appartengono ancora pienamente al punto da donare e ricevere ciò che hanno di più intimo. Cosa che invece viene legittimata proprio dal matrimonio. » Bitch Please !!!! ROTFL 

“L’omosessualità, definita “devianza sessuale”, è indicata come “malattia” che può essere “curata”. Si sostiene, infatti, che tale orientamento non abbia origini genetiche né derivi da squilibri ormonali, ma venga generata da fattori psichici acquisiti e curabili con la psicoterapia”. Come direbbe Conte “Ho Pauraaaaaaa !!!”

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Per colpa di voi genitori che non educate più i figli, questi pazzi scatenati si sono sentiti in dovere di vigilare sull’educazione dei pargoli al vostro posto. Questi malati di mente che dovrebbero essere rinchiusi in uno scantinato e torturati con ore di visione di “Rocco e le Sue Sorelle” decidono cosa è meglio che i vostri figli guardino in Tv, plasmando negativamente le loro vergini menti. Per colpa della vostra mancanza di voglia di educare , questi ominidi si credono i paladini della Verità ed io sono costretta a vivere sapendo che da qualche parte, c’è davvero gente che crede in quanto scritto sopra.

Quindi, cari genitori, smettete di crescere bambini anarchici, vigilate sui loro comportamenti e sulle loro menti. Mandateli a letto ad orari decenti, insegnategli a stare da soli, ad annoiarsi con classe, a gestirsi il tempo senza scartavetrare le palle degli altri.

Rendete in pratica completamente inutile l’esistenza del MOIGE.

Fatelo per me.
Fatemi questo piccolo favore personale.
I vostri figli vi ringrazieranno.

Poschina

Tutto ciò che concerne il Moige ed è virgolettato arriva dalla nostra adorata Wikipedia.

Andiamo a Random

Ok, oggi salteremo senza alcuna logica da un argomento all’altro, così come mi vengono in mente… 

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I bambini vomitano

I loro genitori vi diranno che non è vero, che capita raramente e altre falsità per proteggere un segreto custodito nelle case di milioni di persone. I bambini vomitano. Ammettiamolo. Diciamolo. Facciamo Coming Out. E parlo di vomito, non di rigurgito, che fa schifo ma almeno non rivolta lo stomaco in modo ingestibile.
Forte di questa consapevolezza, se in treno/metropolitana vedo dei bambini in età post rigurgito, solitamente mi allontano il più possibile. L’altra sera entro nel vagone della metro rossa, vedo che c’è una bambina seduta e già mi stavo allontanando, poi mi sono detta “dai cazzo! non fare la solita stronza che si allontana schifata dai bambini… già hai una pessima reputazione…”. Quindi rimango. 3 minuti dopo la tranquilla bambina si trasforma nella “figlia dell’esorcista” e comincia a produrre quantità industriali di vomito che cerca di spargere il più possibile. Grazie alla mia insospettabile reattività, ho fatto uno zompo indietro e una shiftata laterale che mi hanno permesso di NON essere investita dalla massa disgustosa. Altri 2 secondi ed ero dalla parte opposta del vagone cercando di eliminare dalla mia memoria quello che avevo appena visto. Spoiler: ho ancora gli incubi. Una parte di me provava una certa pena per la povera madre che era in panico nel vano tentativo di arginare i danni generati dal mostro, ma l’altra parte, quella razionale, mi ha impedito anche solo di pensare di aiutarla. Per completezza di informazione aggiungo che non sono stata l’unica a fuggire a gambe levate, insieme a me donne e uomini di qualsiasi età ed estrazione sociale si sono stretti in un abbraccio per superare il trauma.
Giovedì mattina, tanti bei bambini vestiti per carnevale…. non vi dico la fatica per trovare un vagone che ne fosse sprovvisto.

piz buinIl conforto che solo Piz Buin numero 4 può dare

Per anni mi sono chiesta cosa stavo cercando, perchè mi sentissi sempre, costantemente, insoddisfatta. Poi l’ho capito. Improvvisamente.
Cercavo quella sensazione di protezione e di tranquillità che mi infondeva il contatto con alcuni “uomini della mia vita” nei primi anni novanta. Con uomini della mia vita intendo figure maschili che ho avuto l’occasione di frequentare. Ora immaginatemi. Una piccola, inconsapevole Lolita che si aggirava senza alcuna restrizione per una quieta cittadina marittima. Ho tredici anni e qualche mese, sono un misto di innocenza e tette grosse che scatena nei ragazzi grandi quel misto di barzottismo sfrenato e senso di protezione che mi permette di diventare nel giro di una manciata di minuti “la mascotte” da coccolare per eccellenza. La consapevolezza che forse qualcuno di loro aveva anche avuto pensieri impuri mentre mi accoccolavo e mi facevo consolare dalle mie cocenti delusioni amorose, l’ho capito solo più avanti, all’epoca quello che sentivo era di essere protetta. Quel misto di salsedine, piz buin e, come si leggerebbe in un romance d’altri tempi, essenza maschile, mi faceva sentire protetta dal mondo, amata, come se nulla potesse veramente ferirmi. Solo l’anno seguente avrei assaporato il lato eccitante del trovarsi tra le braccia calde e forti di “uomini che sapevano cosa si deve fare con una donna”, ma nel 1993 ero  assetata di quel senso di pace che il misto uomo/piz buin sapeva darmi. No, non ho più provato quella sensazione. Sì, l’ho cercata in modo maniacale senza alcun successo.
E’ per questo motivo che giro costantemente con un barattolo di Piz Buin n. 4 in borsa, per consolarmi nei momenti di disperazione.
Qualche anno fa la Piz Buin ha leggermente modificato la fragranza delle creme solari. NON DOVEVATE FARMI QUESTO !!!!

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Project Runway Italia tende all’imbarazzante

Sono una di quelle persone che guardano America’s Nex Top Model e Project Runway USA. Mi piace Heidi Klum, trovo delizioso il modo in cui Nina Garcia stronca gli Outfit peggiori, amo Michael Kors e di solito mi affeziono nel giro di 2 minuti ad uno dei concorrenti e lo difendo anche quando crea lammerda.
Ero curiosa e piena di aspettative nei confronti di PR Italia, salvo poi guardare la prima puntata e bestemmiare per tutto il tempo.
A differenza di Heidi, Eva Herzigova è impalata e impacciata. Sembra che stia costantemente leggendo un testo scritto. Cazzo, hai fatto l’indossatrice e la modella…. è pane per i tuoi denti. Non capisco proprio come sia possibile che sembri ancora alla prima esperienza davanti ad una telecamera.
Ho definito i concorrenti ” per metà moderatamente antipatici e per metà completamente insopportabili” e dopo aver visto il secondo episodio confermo in pieno.
Infantili o antipatici per la maggioranza, gli altri sembrano dei sociopatici. Uno di loro sembrava indossasse un pigiama di pessima fattura. E questo potrebbe essere uno dei giganti della moda del futuro. Per dio no!!!
Ok, io sono un cesso e di moda non capisco una sega, per me moda significa Jeans e T-shirt, ma il piagiamone azzurrino caro il mio ambizioso stilista te lo metti tu.
Oltre a Eva abbiamo anche Alberta Ferretti, che ogni tanto dice cose intelligenti e Tomaso Trussardi, che ancora non ho capito se è quello che ha ingravidato la Hunziker o meno, ma si distingue per l’aria perennemente scazzata e  la strisciante convinzione di essere un gran figo. Si, sei abbastanza scopabile, ma solo se i 150 che sono davanti a te nella lista sono tutti contemporaneamente indisponibili, quindi calmati, scendi dal piedistallo e dì qualcosa di intelligente usando parole italiane. Grazie.
Il tutto è pervaso da una tristezza nazionalpopolare tipicamente italiana. Tutto sembra fittizio e tutti, giudici e concorrenti, sembrano capitati lì per caso.
Non ho alcuna intenzione di smettere di vederlo perchè ho la fisima del cucito, ma spero vivamente che presto torni PR USA perchè ho bisogno di roba fatta bene.

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Sky mi delude per la prima volta

Sky ha una sua dignità ben configurata. Mi garantisce le repliche di 007 con Daniel Craig a scadenze regolari, mi da un sacco di serie TV in prima visione, rispetta gli orari, fa programmi interessanti di arte e cultura generale, bei film, un canale di musica che uso spesso mentre leggo per farmi da sottofondo, la diretta di grandi eventi sportivi e Masterchef.
Masterchef Italia era fatto bene.
Masterchef mi dava grasse soddisfazioni.
Poi cominciano a menarla con “la finale in diretta” ed io mi esalto.
Epic Fail.

In diretta c’è solo la proclamazione del vincitore.
Ci troviamo ai Magazzini Generali con i tre giudici impacciati e imbarazzanti. Cracco parla con la regia convinto che non lo senta nessuno; Carlo: abbiamo sentito tutto. Vergognati.
Bastianich e Barbieri sono troppo imbarazzati per partecipare attivamente, le poche cose che dicono sono fuori luogo e stupide. Poi santo dio, se sento un’altra volta promuovere Masterchef Junior tiro un bestemmione colossale. ABBIAMO CAPITO!!!!

Il tutto peggiora con l’inutile tentativo di intrattenere il pubblico chiacchierando con gli sconfitti. L’unico che risolleva gli animi è Alberto, avrebbero dovuto portarlo sul palco e farlo parlare delle paperine per cercare di salvare la baracca.
Finalmente dopo un’interminabile, squallidissima attesa, arrivano i due finalisti. Almo, unto e bisunto come sempre e Federico, il quale ha avuto un picco di onestà intellettuale che me lo ha fatto apprezzare il minimo sindacale… ammettere “non ho niente nella vita, spero almeno di vincere masterchef” lo ha reso almeno onesto ed ai miei occhi vale molto.

Sì, vince Federico, il quale nemmeno esulta.
Uno dei momenti più tristi della televisione in generale, nemmeno Carlo Conti la notte dell’ultimo dell’anno o Mara Venier quando si è sfracellata la gamba mentre cercava di ballare…..
Ok, certe cose me le aspetto da Mamma Rai.

Da Sky mi aspetto delle scuse per la figura da cioccolatai che ci hanno fatto.

locusta

Gustavo sta bene

E’ con orgoglio che vi informo che anche quest’anno la locusta che ho ospitato durante i mesi freddi è sopravvissuta.
Ogni anno qualche locusta decide che gli anfratti del mio balcone sono il posto ideale per passare l’inverno ed io mi assicuro che stiano bene e non siano eccessivamente disturbati da Yoshi.
Quest’anno ho chiamato l’insettino Gustavo e lui ha approvato facendomi l’occhiolino.
Non so quanti giorni ancora potrò godere della sua compagnia prima che mi lasci e si faccia spiaccicare dalla prima macchina che passa, per ora mi godo le sue passeggiate sui fiori.

Poschina