Nuove consapevolezze pseudoerotiche: Il Tiralatte Elettrico

Tendenzialmente gli uomini sono estremamente sicuri di sè.
Per intenderci sono convinti di essere grandissimi amatori, diligenti leccatori di patate ed entusiastici e magistrali succhiatori/mordicchiatori di capezzoli.
Beh….
Certo…… in alcuni casi è assolutamente vero, in altri meno ed altri ancora avrebbero bisogno di un corso di dieci lezioni sul tema “clitoride e capezzoli – Istruzioni per l’uso”.

Ma non siamo qui a parlare degli uomini e delle loro carenze in tema di gestione di capezzoli e clitoridi bensì della scoperta che le donne tengono nascosta da anni: Il Tiralatte Elettrico.

tiralatte

Nel mio immaginario di donna del ventunesimo secolo, i capezzoli erano un’arma erotica da utilizzare a mio piacimento, fonte di inesauribile piacere, causa di lotta interiore (ho con le tette un rapporto ambivalente, mentre con i capezzoli ho sempre avuto serissimi problemi di comprensione….litighiamo spesso, ci teniamo il broncio, non ci parliamo per giorni, sì…insomma, non siamo proprio in sintonia) ma soprattutto quel tocco in più di erotismo che spuntava fuori incontrollato ad ogni minimo accenno di freddo o di eccitazione, attirando l’attenzione dell’uomo medio e riempiendo la sottoscritta di un malcelato orgoglio tipicamente e fottutamente femminile.

Ma ora, ora che ho il mio nuovo amico, tutto è cambiato.

Le donne, anzi…le mamme, lo nascondono.
Restano nel loro club di “generatrici di esserini urlanti” e si tramandano il segreto nell’ovattato mondo delle “sale allattamento” degli ospedali e dei consultori di tutto il mondo.
Voi siete fortunate, perchè io, che ho la faccia come il culo, non ho nessun problema nel condividere questa piccola perla con voi, donne ignare di quanto ormai la classica leccata di capezzoli sia sorpassata e decisamente fuori moda.

Andiamo con ordine.
Chi può attacca al capezzolo il bambino, il quale comincia a devastarlo con una suzione prima incostante, a seguire vorace ed alla fine aggiungendo i denti manco fosse il figlio del mai dimenticato Conte Dracula.
Chi ha i figli che non si attaccano, oppure impossibilitati a farlo, si affida a lui:

Il Succhiatore di Capezzoli per eccellenza.
Io ho il modello che vedete in foto, una via di mezzo tra l’ultraprofessional e il minimal. Ha diverse velocità di suzione:
– costante e ritmata
– stile “ti si è attaccato un vitello” suzione profonda ma delicata
– stile “ti si è attaccato un torello” suzione profonda e fastidiosa
– stile “ti si è attaccato un T-Rex” suzione profondissima e dolorosa
Io uso sempre la prima, una specie di “ciuccia-ciuccia-ciuccia-ciuccia” veloce e con suzione poco profonda perchè le altre tre modalità mi spaventano per la loro capacità di estrarre il capezzolo in modo a dir poco imbarazzante e anche un filo inquietante [Stile pubblicità vigorsol di qualche anno fa…ricordate?] e siccome ho già i miei problemi, vorrei evitarmi altri traumi da confessare in età adulta allo psichiatra.

Il primo approccio con questo aggeggio è traumatizzante. Ti verrebbe voglia di scagliarlo con tutta la forza del mondo sotto un treno in corsa perchè il fastidio che provoca è atroce.
Poi però…..passati i primi 30/40 secondi, la cosa comincia a farsi in un certo qual modo piacevole.
Primo perchè esce il latte e la tetta tira un sospirone di sollievo, secondo perchè lui è imperturbabile all’insulto. Tu gli bestemmi dietro e lui continua a succhiare, ed è qui che si cominciano a delineare i vantaggi di un tiralatte rispetto all’essere umano.

L’uomo si offende, il tiralatte no.
Se ti sta strappando un capezzolo e tu glielo fai notare, l’uomo si offende perchè essendo convinto di essere il Dio assoluto degli scapezzolatori, non può credere di aver fatto un errore tecnico. Il tiralatte invece persiste, fiducioso nelle sue capacità ciucciatorie e non si lascia intimorire da nulla.
Continua a succhiare costante e devoto, idolatrando il capezzolo e facendolo sentire coccolato, amato, rispettato e importante.

Il TE ti fa compagnia la notte
Sappiamo tutti fin troppo bene che l’uomo medio quando il bambino piange di notte esclama “Cazzo, IO domani devo lavorare!!!!!” e lascia la donna da sola a gestire la poppata notturna seguita dal cambio pannolino e via dicendo. Quindi la donna è sola con un essere minuscolo che potrebbe mettersi a gridare da un momento all’altro esacerbando il livello di stress ai massimi livelli. Il Tiralatte invece ti attende silenzioso, rispetta i tuoi tempi, non piange, non va cambiato, ma soprattutto ti ascolta.
Tu lo accendi e magari bestemmi perchè sono le tre di notte ed hai sonnissimo. Ecco, lui non si lamenta che il giorno dopo dovrà poppare 6 volte per almeno mezz’ora a botta. No. Lui ti ascolta silenzioso e ti coccola sussurrandoti spompettate regolari e calibrate che conciliano il sonno. Non rompe il cazzo perchè leggi mentre lui è costretto a lavorare, non ti ripete “che palle ancora Grey’s Anatomy?” se lo usi mentre guardi la tv e poi, perla delle perle, tu gli piaci sempre. E’ devoto alla tua persona. Anche se compari di fronte a lui con le gambe pelosine, i capelli sparati in testa e l’occhio a mezz’asta. Lui si attacca e lavora alacremente per farti sentire meglio.

On/Off
Qui vale lo stesso discorso fatto e rifatto a proposito del vibratore. E ricordiamoci tutti che quelle donne che dicono “il vibratore non è poi tutta sta roba”, o hanno un pessimo vibratore, o non lo sanno usare, o…. molto più probabilmente, mentono per non urtare la delicata sensibilità del Maschio Italico.
Ma torniamo a noi. Poter accendere e spegnere il succhiatore di capezzoli è fondamentale. Mentre l’uomo ti succhia il capezzolo non puoi dirgli “amore fermati un attimo che mi prude la schiena” perchè a lui passa l’armonia e poi te la menerà per i 6 mesi successivi che lo fai sentire una merda e che non apprezzi i suoi sforzi [sbadiglio]. Al tiralatte invece non importa. Off e lui si spegne tranquillo, On e ricomincia a deliziarti senza tregua.

Si crea in questo modo un rapporto che va oltre il piacere erotico, va oltre il normale rapporto conflittuale uomo/donna, capezzolo/bocca. E’ qualcosa di meraviglioso. Un aggeggio che oggi usi per utilità e domani per il puro piacere erotico.

Ora ditemi voi di quanti uomini si può dire la stessa cosa.
Quanti uomini sono utili e anche  capaci di donarti piacere?
Ecco, appunto !!!!!

Postille.

Le mamme omertose non ve l’hanno mai detto ma quando piangi, anche le tue tette piangono. E no, non ci sono mamme che non piangano senza alcun motivo. Il crollo ormonale provoca strane reazioni psicofisiche. Quelle donne che sostengono di non aver mai pianto dopo il parto, sono le stesse che sostengono di non aver mai finto un orgasmo, di non essersi mai sgrillettate, di avere un compagno/marito sempre comprensivo, disponibile, attento. In pratica MENTONO.

Lo sapevate che dopo il cesareo non si può fare sesso per ALMENO 40 giorni? Non lo sapevate? Nemmeno io. Grazie a tutte le mamme omertose dell’universo mondo che si tengono certe informazioni fondamentali per la stabilità mentale di noi povere donne.
Quando l’ho scoperto per poco non mi viene uno sciopone.
Non posso nemmeno scopazzare per rilassarmi un po’.
Ora capite perchè il rapporto con il tiralatte elettrico è diventato morboso nel giro di due poppate?

Poschina

p.s. Ora posiziono l’aggeggio e mi immergo in una session di poppata…. a presto

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Facciamoci un cazzo di esame di coscienza

Ebbene sì, dopo mesi e mesi e mesi e mesi che non scrivo qui in favore dell’altro inutile blog è arrivato il momento che tutti stavate aspettando: Il Post Spaccamaroni e lunghissimo nel quale mi lamento di cose che non interessano a nessuno e prendo posizioni estreme delle quali mi pentirò amaramente appena schiacciato il tasto “Pubblica”.

Siccome immagino stiate letteralmente morendo dalla curiosità vi dico subito che l’argomento del giorno sono le donne. Spieghiamoci meglio. Quanto le donne possano essere intollerabilmente stupide, idiote, odiose, da prendere a sediate in faccia.

Donne all’ascolto, non odiatemi troppo, saper prendere con la dovuta ironia i propri difetti fa bene alla salute e riduce la cellulite.

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L’accanimento nei confronti del maschio

Che poi è un po’ la mia specialità. Chi più di me ha passato la vita a rivendicare i diritti della femmina e a sparare a zero sul maschio italico medio? La Sottoscritta. Chi non perde occasione per accusare il suo capo di maschilismo strisciante nonostante il pover’uomo non abbia dato in 8 anni e mezzo nessun segno di essere uno sporco difensore dei diritti maschili? La Sottoscritta. Chi fa del “Non abbassare la tavoletta del cesso” l’esempio per eccellenza di come l’uomo si imponga sulla povera donna indifesa e vittima? La Sottoscritta.

Eppure, nonostante io sia la femminista rompicoglioni per eccellenza, ho un cervello che tendo, purtroppo, ad utilizzare. Mi rendo quindi conto di non sopportare alcune categorie di donne, siamo onesti; fosse per me farei uno sterminio di massa.

Tra queste categorie una delle più irritanti sono le accanite contro il maschio.

Questa categoria comprende quelle donne completamente incapaci di farsi un esame di coscienza che partono dal presupposto che il Maschio di turno sia perennemente ed inequivocabilmente in torto.
Massacrare il Maschio in quanto tale è di per sé divertentissimo, però va bene se è uno sfogo momentaneo per riempire il vuoto tra una piadina alla nutella e l’altra mentre sei fuori con le amiche, ma diventa dimostrazione di estrema deficienza quando si sta facendo un discorso serio.

Per motivi che non sto qui a raccontare, conscia che non possa fottervene di meno, frequento da qualche tempo un forum abitato per il 95% da donne. E leggo cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.
Un esempio:
“Ciao sono V…… sto passando un brutto momento perchè io e mio marito ci siamo separati, abbiamo una figlia di 6 anni e lui la vede poco, non se ne occupa…” e via dicendo. Fin qui tutto ok. Situazione difficile, massima solidarietà.

Ma tra i vari commenti ecco spuntare le Accanite: “Certi uomini non sono degni di questo nome….” – “Certi uomini non si meritano nulla….” – “Non ti merita, un uomo così non merita nulla….”
Ora; io capisco che bisogna dare conforto a questa donna che è, al momento, in grossa crisi. Ma non posso non soffermarmi e chiedermi. “Ma io, che cazzo ne so della loro storia? Cosa ne so di com’è lei nell’intimità della casa? Magari è una cagacazzo stratosferica che non gliela dà da 6 anni e che lo fa giarare per i locali con le pattine ai piedi per non sporcare”.

Che poi “certi uomini non sono degni di questo nome” che cazzo significa?
Quale uomo è degno di tale nome, se escludiamo il fittizio Uomo Harmony?

E soprattutto, perchè tu donna devi accanirti contro un uomo che nemmeno conosci e sfogare su di lui tutte le frustrazioni che hai accumulato in 40anni di età?
Perchè devi per forza dimostrare a tutti di essere la scassamaroni che i tuoi uomini passati ti hanno accusata di essere? Non sarebbe stato meglio tacere e lasciare tutti nel dubbio?

Ma passiamo alla seconda categoria, se possibile più irritante di quella precedente: Le Bisognose di Affetto

coccole

Questa categoria è formata da donne perennemente insicure e bisognose di essere rassicurate dal proprio, sfigatissimo, compagno. Passano la loro vita sezionando scrupolosamente ogni gesto, parola, espressione, rutto di quel povero cristo, nella spasmodica ossessiva ricerca di un segnale che possa dimostrare loro di non essere amate abbastanza. Perchè a me viene lo strisciante sospetto che in realtà godano nel trovare una falla (che in realtà non esiste) nel rapporto e adorino crogiolarsi nell’autocommiserazione.

Vivere con queste donne è l’equivalente di finire a 180 all’ora su un cactus. Puoi provare a togliere tutte le spine, ma stai sicuro che prima o poi ti accorgerai di averne una proprio sul culo. Da qui il famosissimo detto “Essere una spina nel culo”.

I poveri uomini che incappano in queste donne, solitamente poi le sposano. Non chiedetemi come mai. Evidentemente al maschio italico medio piace avere intorno donne intollerabili che gli stanno sempre dietro starnazzando tra una lacrima e l’altra “Ma mi ami? Quanto? Davvero? Perchè ieri ho notato che…….”

Mavaffanculova !!!!!

Ed ora la finta Frigida ossia la tontolona che non ha ancora capito che dispensare favori sessuali non è una vergogna sociale.

frigida

Uno dei passi fondamentali nella crescita di una donna è quello di comprendere che il favore sessuale dispensato al momento giusto è la chiave della felicità coniugale. Capisco che sia difficile scrollarsi di dosso anni ed anni passati a rivendicare il nostro corpo e il suo uso, ma donne finte Frigide, con il vostro atteggiamento altezzoso e poco incline a darla copiosamente, non otterrete nulla, se non spostare l’attenzione del maschio di casa su altre colline ed altri avvallamenti meno proibitivi dei vostri.

Un pompino fatto al momento giusto può garantire 2/3 gg di serenità estrema oppure l’accettazione senza storcimenti di naso dell’ultima spesa da Sephora. Prostituzione dite? No, libero mercato.

“Il corpo è mio e lo gestisco io”. Partendo ovviamente dal presupposto che il favore sessuale lo dispensate perchè fondamentalmente a voi donnacce zozze, piace. Quindi unite la goduria di fare sesso, ai vantaggi di avere un compagno appagato.

Fare le fighe di legno e non darla per ripicca è l’errore che sta alla base di moltissimi rapporti. Certo, imparare la tecnica del ricatto sessuale è tutt’altra cosa… fargliela annusare e non dargliela, è lo step successivo che la finta frigida non apprenderà mai perchè è un’arte complessa e che va affinata in anni ed anni di esperienza. Devi infatti fargli credere che tu gliela vorresti dare davvero tanto, ma che poi, per qualche motivo contingente, purtroppo, proprio non puoi. Un segno per capire se stai usandola tecnica giusta? Cazzo in tiro e bavetta sono segnali incoraggianti.

Ma torniamo alla frigidità. Perchè? Perchè siete così restie nel concedere lo scrigno segreto al vostro uomo. Parliamone. Se è perchè il sesso vi fa schifo in generale, allora parlatene con un bravo sessuologo, se è perchè vi fa schifo il vostro partner, mollatelo, se lo fate per qualche principio mentale siete vittime dell’Epic Fail per eccellenza e passerete una vita infelice ed insoddisfacente. Deal with it.

Eccoci arrivati alla Pucciosa:

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La Pucciosa è colei che passa il suo tempo ad esaltare la relazione, il partener, il cane, le lenzuola, i figli, i suoceri e via dicendo. Tutto quello che passa per casa sua è rosa e a forma di cuore. Tradotto: insopportabile.

Noi donne adulte dotate di cervello sappiamo che è scientificamente impossibile che tutto vada sempre bene, che il marito/compagno sia sempre adorabile, comprensivo, paziente, che il piangere ossessivo dei bambini non dia adito ad istinti omicidi, che le scoregge del cane profumino di violetta. Quindi quando veniamo a contatto con la donna pucciosa siamo combattute tra il tirarle un dritto in pieno naso e il sorriderle con convinzione salvo poi, finito l’incontro, chiamare un’amica dotata di intelletto e sputtanare la pucciosa con contorno di grasse risate e pesanti critiche in egual misura.

D’altronde la pucciosa se la va a cercare.
Non puoi rompere i cabbasisi a tutti continuando a dipingerci una realtà che vedi solo tu, fatta di nuvolette rosa, cuoricini, musica soft  e AMMMOREEEE !!!!
Perchè proprio tutta questa insistenza nel cercare di dimostrare quanto tu sia felice e quanto la tua vita sia perfetta, mi fanno sospettare che tu stia cercando di nascondere il marciume sotto il tappeto.

Dì la verità pucciosa…. la notte piangi abbracciando il cuscino.

E, solo per voi, la Tutto Insieme Appassionatamente ossia quella che non ha capito quanto siano fondamentali gli spazi vitali in un rapporto.

Tutti_insieme_appassionatamente

Sorella gemella dizigote della Bisognosa di Affetto, passa la sua vita soffrendo perchè il suo uomo non fa tutto, ma proprio tutto, in perfetta simbiosi con lei. Non capisce che tutta l’attrattiva che una donna prova per le vicissitudini di McDreamy e McSteamy è assolutamente sconosciuta all’uomo, come la gioia profonda di scoprire che Clinique ha commercializzato una nuova crema non potrà mai competere con la visione per la milionesima volta dell’intervista all’allenatore della propria squadra del cuore.

E’ inutile accanirsi e cercare di convincerlo a leggere “Il Bacio dello Scorpione” perchè tanto, comunque, non ci troverebbe nulla di interessante.

Piuttosto approfittate delle sue insulse passioni come le interviste ai calciatori, per dedicarvi a voi stesse e ai vostri interessi. Uno dei segreti per avere un rapporto felice e duraturo sta proprio nel rispetto dello spazio altrui e nella capacità di godere del proprio.

Esempio: lui passa la domenica guardando tutti i programmi calciofili e vi ignora? Poco male. Avete mille alternative:

– fatevi un amante che vi sbatta tutta la domenica pomeriggio
– leggete romance storici e sognate un amante che vi sbatta tutto il pomeriggio
– curate la vostra pelle del viso
– depilatevi
– distraetelo con un pompino (sappiate però che una volta finito il servizietto, lui non ricambierà il favore ma continuerà a fissare lo schermo)
– cucinate
– uscite con le amiche

e via dicendo… ci sono milioni di cose che potete fare senza l’ossessiva presenza del vostro partner. Ricordatevi: il partner non è un’estensione del vostro corpo e del vostro cervello, ma un’entità a se stante, con delle esigenze ben precise da soddisfare.

Ed infine, La Lamentosa

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Se per le altre categorie c’era una speranza di salvezza, per la lamentosa non c’è più nulla da fare. E’ ormai arrivata allo stadio finale della demenza senile e qualsiasi cosa voi facciate o diciate per aiutarla, finisce nel cesso.

Consiglio. Ditele sempre di sì e non sprecate fiato, fatica, idee e affetto.

La Lamentosa critica costantemente l’operato del  suo compagno. Se sta zitto perchè non comunica, se parla perchè dice cose sbagliate, se pulisce casa perchè lo fa in modo sbagliato, se non pulisce perchè passa il tempo a poltrire. Potrei andare avanti all’infinito ma ve lo risparmio.
Incappare in una lamentosa equivale al suicidio cerebrale del Maschio di turno.
Capiamolo, è autodifesa.
Passati i primi mesi nei quali lui si sforzerà di andarle incontro e di trovare un compromesso alla fine, completamente devastato da una serie di tentativi inutili, si arrenderà e comincerà semplicemente ad ignorarla, conscio che ogni suo sforzo di accontentarla finirà sempre e comunque nel cesso.

La lamentosa però ci offre un grandissimo spunto di riflessione: perchè un uomo dovrebbe restarle accanto? Masochismo? Pigrizia? Cattiveria (del genere – visto che ti sto tanto sul cazzo ti punisco prolungando la relazione – )?

Ma soprattutto, se il tuo compagno è una tale merda, perchè non te ne cerchi un altro invece di sfracellare le palle a quelli che ti stanno intorno?

Conclusioni

Probabilmente se fossi un uomo resterei single a vita massacrandomi di seghe pur di non rischiare di incappare negli esemplari sopra indicati.

Ma ora voi vi starete chiedendo a quale di queste categorie mi avvicino di più… vi do qualche aiutino:

– Adoro la solitudine
– Se il mio compagno stende la biancheria malissimo, io sono cmq. felice
– Sarcasmo e cinismo sono i miei migliori amici
– Baratto spudoratamente il mio corpo per la nuova spazzolina del clarisonic
– Alle coccole preferisco un nuovo sex toy
– Adoro polemizzare e sparare a zero su persone che nemmeno conosco

Avete capito a quale categoria appartengo?

Poschina – Polemica sempre e comunque

Lasciamo uscire il demone

Questo post avrebbe dovuto intitolarsi “Il piacere della fellatio si acquista con l’età” ma poi sono stata distratta dai tizi con i quali condividevo il treno e dal lavandino della cucina del mio ufficio e mi è montata la carogna. Il demone che vive dentro il mio corpo si è destato e se non lo faccio sfogare mi divora le interiora per intere giornate quindi…..
…. eccoci arrivati al post tritamaroni nel quale mi lamento a random di cose che le persone stabili probabilmente non troverebbero irritanti.

Tra l’altro, riguardo alla questione fellatio, ho provato a chiedere in ufficio se effettivamente è un piacere che si acquista con l’età [per le donne ovviamente, agli uomini piace – punto -] ma le donne hanno riso senza rispondere e gli uomini hanno sdegnosamente rifiutato di chiedere alle mogli/compagne temendo reazioni inconsulte. Ergo i miei colleghi hanno scarsa vita sessuale – ora capisco perchè l’ambiente di lavoro è così triste.

Ma passiamo alla carogna….

Idiosincrasia: Le tazze delle colleghe

mug

Voi non potete saperlo, ma io ho una fissazione ai limiti dell’accettabile per le tazze. In particolare per le Mug. Che siano Cheap or Chic a me non importa, provo un’attrazione animale per ciascuna di esse. Casa mia pullula letteralmente di tazze. Tazze colorate, bianche, a fiorellini, vezzose, orripilanti, zodiacali, canine, gattolose, di pregio, brutte, scomode…. e via dicendo.
Amo le tazze.
O meglio, le amavo prima che qui, nell’inferno che comunemente chiamiamo “Office” diventasse di moda bere il thè invece del caffè. Non so bene se spinte dall’idea di emulare la “sempreincintaKateMiddleton” o perchè si sono convinte che una tazza di thè in mano le renda in qualche oscuro modo più virtuose agli occhi dei maschi non Alpha che le circondano, fatto sta che ogni giorno ci sono circa 10 tazze da sistemare nella lavastoviglie zozza e altrettante da togliere e risistemare negli armadietti a lavaggio finito.

Voi a questo punto vi chiederete che cazzo me ne possa fregare se loro bevono 10 o 15 tazze al giorno.
E in effetti, di quello che bevono me ne fotterei anche se non fosse che la lavastoviglie la riempio io, la svuoto io, ci perdo tempo io.

Lo so ragazzi, non agitatevi, lo so che in teoria non dovrei farlo, ma in pratica sì. Tocca anche a me oltre che alla mia collega senior che subisce la stessa tortura ogni fottuto giorno.
Il punto è che nulla vieterebbe alle suddette femmine di lavarsi la tazza da sole.
Ma vi ho già detto che qui l’ambiente è strano e non dimentichiamo che in quanto segretaria appartengo chiaramente ad una classe inferiore e nessuno, sottolineo NESSUNO, trova assurdo che io debba pulire lo sporco delle mie colleghe. Anzi. I maschi NON Alpha con i quali è capitato di lamentarsi sostengono che il problema non sussista in quanto “Scusa, ma chi dovrebbe fare la lavastoviglie?” Ed è una domanda che mi pongo non dico quotidianamente ma proprio ogni 25/30 minuti. Colleghi non Alpha, per chiarire, non c’è nemmeno nel mio contratto la gestione lavastoviglie.

E mentre stamattina sistemavo le loro tazze e contemporaneamente di fianco a me ne venivano sporcate altre, mi chiedevo se quando discutevo la tesi fossi conscia dell’inutilità dei miei anni di studio. E mentre riflettevo sull’inutilità dei miei anni di studio, ho maturato la consapevolezza che sarebbe stata l’ultima volta che pulivo, metaforicamente, il culo alle colleghe.

Per quanto mi riguarda le tazze sporche dei residui dei loro thè possono tranquillamente restare nel lavello a generare muffe tossiche, anzi… Magari!!!!

Questioni femminili: La vergogna di acquistare preservativi

preservativo

Avete notato che ancora oggi le donne si vergognano ad andare a comprare i preservativi? Ok, sto generalizzando, parlo della maggior parte delle donne ma non posso certo occuparmi del particolare, o meglio, il particolare oggi sono io. Le donne che fanno sesso e vanno a comprarsi i preservativi sono donne consapevoli, intelligenti, mature che non vogliono rischiare di prendere malattie veneree e che praticano il controllo delle nascite. Niente è più irritante nel 2014 del sentirsi dire da ultra trentenni “non so nemmeno come sia successo” quando le incontri con il pancione al nono mese. Che poi parliamone, deve essere stata proprio una prestazione scadente se non ti sei nemmeno resa conto di avere un uccello nella vagina.
Eppure, quando parlo con colleghe/amiche, scopro che la maggior parte di loro non va a comprare i preservativi perchè si vergogna. La pillola sì, perchè probabilmente dal loro punto di vista di “persone piccole” simboleggia una relazione duratura oppure problemi ovulatori, ma il preservativo significa nella loro testolina bacata ammettere di fare sesso. Come se ci fosse in questo qualcosa di cui vergognarsi.
Che poi secondo me, se ti vergogni di fare sesso, vuol dire che lo stai facendo nel modo sbagliato.

Riunioni familiari 1: Fatevi i cazzi vostri

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Ho sempre odiato le riunioni familiari. Cresime, battesimi, matrimoni. Per me sono la morte. Improvvisamente la tua vita costruita sulla menzogna di una tranquillità psicologica fittizia, viene messa a dura prova dalla convivenza forzata con i parenti. E per parenti, intendo la famiglia allargata. Decine e decine di persone che, grazie a dio, non vedi mai, con le quali improvvisamente devi interagire.

Da che mondo e mondo, questi avvenimenti servono solamente ad alimentare l’orgoglio nonnifero e genitoriale, esibendo i figli prima e i nipoti poi, come baluardi di uno status sociale di “persone arrivate che hanno fatto qualcosa nella vita”. Quando sei bambino, ancora inconsapevole, vieni esibito dai genitori come una scimmia ammaestrata all’urlo di “Il mio sa già leggere/scrivere/ballare/ruttare/fare il ditone…:” e via dicendo.
Si cresce e si passa alla scuola “Il mio è bravissimo, potrebbe tranquillamente passare già adesso alla classe successiva….” – “La mia è l’esempio per gli altri…” e giù con smielate intollerabili su presunti superpoteri di figli che in realtà sono perfettamente nella media.

Poi la situazione peggiora.
A quattordici/quindici anni si comincia con l’assillo del fidanzamento.
Guai a presentarsi ad una riunione familiare senza ostentare una situazione di “coppia”, vieni immediatamente additata come Quella Difficile o peggio, La Sfigata che non ti toglierai mai più di dosso. E non importa se la tua vita sessuale in realtà è meravigliosamente viva ma semplicemente non vuoi la palla al cazzo. No, ormai hai la nomea di sfigata, prendi e porta a casa.
Va avanti così per almeno 10 anni, quando si passa al “Perchè non ti sposi?” la cui unica risposta sarebbe “Perchè non ti fai i cazzi tuoi?”, purtroppo non si può altrimenti i vecchi schiatterebbero contemporaneamente e sinceramente perdersi i vaneggiamenti dello Zio Alfio in preda alla demenza senile sarebbe un gran peccato.

Seguono “Perchè non hai figli?” e, nel mio caso “Perchè il Busnaghi non viene mai? Non l’ho ancora conosciuto, ci tengo.”
Ve lo spiego io.
Il Busnaghi non viene perchè io mi rifiuto di sottoporlo alla tortura della quale sono vittima da 34 anni. Deal With It. E poi sono socia onoraria della ONLUS “Salviamo il Busnaghi”, non posso certo tradirlo.

Riunioni familiari 2: Nuove vette pedo-pornografiche

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Ora che i bambini sventolati come banderuole sono cresciuti e si sono, ahimè, accoppiati e riprodotti, la nuova generazione ultramoderna di nonni è, se possibile, peggio della precedente.

Un annetto fa i miei genitori e gli altri “vecchi” della famiglia si sono radunati per mangiare e rivedersi, a detta loro, per passare del tempo insieme in tranquillità.
Traduco per chi di voi non è ancora sufficientemente smaliziato.
I vecchi della famiglia si sono radunati con l’unico scopo di mostrare le foto degli ultimi nipotini arrivati e ne hanno approfittato per spandere merda su carriere lavorative di chi non ha ancora procreato, fingersi in qualche modo esasperati dai figli non sposati solo per dimostrare che hanno in casa un moderno libertino e vantarsi sottilmente delle capacità amatorie dell’ex bambino prodigio, dimostrare a se stessi di essere invecchiati meglio della Cugina Mirta e del Cugino Franco.

Ovviamente ho espresso a mia madre questa teoria illuminante e sono stata zittita all’urlo di “Solo perchè tu sei cinica e misantropa non significa che debbano esserlo tutti gli altri, e poi non è vero che ci incontriamo per esporre le foto dei nostri nipoti”.

Al ritorno dalla scampagnata, mentre ascoltavo pazientemente il resoconto fatto principalmente di “Ho visto la foto del figlio di F, devi vedere che bello” – “Ho visto il video del figlio di G. Un tesoro… e che intelligente!” – “Lo sai che tua cugina P. lavora per una grande multinazionale e si trasferisce a New York…..”, mi sono limitata a sollevare stizzosamente un sopracciglio per costringere mia madre ad ammettere di aver passato il 98% del tempo a far girare i cellulari per mostrare orgogliosi le foto dei pargoletti.

Se non è pedo-pornografia questa……

Brutti incontri in treno

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Lunedì mattina vicino a me in treno si sono sedute due donne ed un uomo sulla sessantina. Contenta di aver scampato il gruppo “mamme orgogliose” mi sono immersa nella lettura.

Ma.

In una pausa tra una canzone e l’altra ascolto per sbaglio uno scampolo di discorso della coppia di fronte a me e sono talmente affascinata da spegnere l’Ipod.
Chiacchieravano del figlio che, a spanne, potrebbe essere mio coetaneo. Ma ne parlavano con la luce negli occhi. Bello, intelligentissimo, interessante, bravo negli studi, eccellente sul lavoro, tanto da aver appena avuto una promozione ed essere manager di Supercazzola SpA, single, modesto…..

E, a parte il difetto di avere dei genitori oggettivamente insostenibili [ma basta andare ad abitare MOLTO lontano], lo hanno descritto come l’uomo perfetto, anzi; proprio come L’Uomo Harmony.
Tutti noi sappiamo che non può essere vero, che sicuramente il soggetto di tante attenzioni non potrà che essere un uomo viziato, mammone, pedante e anche cesso. Ma, nel caso così non fosse, cari i miei insopportabili Signori che sicuramente state leggendo, dite al vostro pargolo di contattarmi immediatamente. Mi trovate su tutti i social come Poschina, ci siamo solo io e una giapponese, quindi non è nemmeno tanto difficile rintracciarmi.

Questioni infantili: I Miei giochi sono i Miei giochi

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Avevo una copertina meravigliosa in lana che usavo sempre quand’ero piccola e aveva disegnato un treno. Ero orgogliosissima della mia coperta. Già la vedevo sul letto dei miei figli. Pensate che frustata sulle tette mi sono presa quando mia madre l’ha ceduta a mia sorella senza nemmeno chiedermi il permesso. L’ennesimo trauma inflitto ad una mente già penosamente massacrata.

E non è finita qui.

Due sabati fa, mia nipote cinquenne, si è appropriata di uno dei miei pupazzi preferiti che avevo erroneamente lasciato a casa dei miei, fidandomi della promessa “giocare ma non rubare” fattami quattro anni fa.
Ora mi tocca portarli a casa mia, dove resteranno confinati in uno scatolone in box, ma almeno saranno con me, perchè sono MIEI.

Lo so, sono una persona orribile, ma siamo onesti. Perchè dovrei dare i miei giochi a qualcun altro? Perchè i miei genitori, la zia e my sister mi hanno impedito di strappare l’adorato pupazzo dalle grinfie di mia nipote?

Ma soprattutto, se siamo così comunisti da condividere una cosa importante come i pupazzi dell’infanzia, è quindi lecito che io prenda il pupazzo di Brontolo regalato alla ladra 4 anni fa e me lo porti a casa impedendole di riprenderselo?

La rabbia, quale dolce compagnia…..

Poschina

L’Uomo Harmony

La locuzione “Uomo Harmony” nasce per caso, durante una pausa pranzo a base di shopping e cazzate durante la quale, la mia dolce metà lavorativa ed io, abbiamo per caso usato quest’espressione.
Con enorme rammarico mi sono resa conto che questa espressione così pregna di significato viene usata “a cazzo” da chi mi frequenta abitualmente.
Urge dunque una spiegazione accurata e completamente inutile per le vostre vite di chi sia, in fin dei conti, l’Uomo Harmony.

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Prima di tutto specifichiamo che si scrive sempre e solo con le iniziali maiuscole.
Uomo Harmony è come dire Carlo, Andrea, Miles, Alistair….. etc.etc.etc.
Se lo scrivete, o anche solo pensate con le iniziali minuscole, non avete capito una sega.

L’Uomo Harmony non ha necessariamente il cazzo grosso. Questo non significa certo che debba obbligatoriamente essere normodotato, se preferite che sia fornito di manganello fuori misura, io non ho nulla in contrario. Tuttavia, non è fondamentale. Lui la prima volta che vi vede identifica immediatamente il vostro punto G, il punto F, altri punti che avete solo voi e che la scienza non ha ancora scoperto, calcola con che pressione volete che vi venga toccato/leccato/succhiato il clitoride, percepisce la vostra sensibilità capezzolare e, ovviamente, scova ogni vostro più nascosto desiderio sessuale e non.

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Lui non ha le mani.
Ha due meravigliose estremità che sembrano costruite apposta per voi.
Sensibili ma decise, forti ma delicate, capaci di pretendere ma soprattutto di dare.
Dare, dare, dare.
Scusate, mi ero incantata un attimo.
Lo stesso vale per labbra, lingua, pene.

Tutte queste caratteristiche le mette a tua completa disposizione perchè lui ti ama.
Non solo ti desidera.
Non solo ti scopa sempre e anche molto bene.
Ti ama profondamente e questo gli impedisce di tradirti anche se una supermodellazza gli si attacca a pompa.
Se invece a te piace il sesso a 3, oppure sei una fanatica delle orge, ovviamente lui non ha nulla in contrario, ma è solo sesso e non perderà la testa per la tizia di 42 kg altra 1.80 che lo ha cavalcato per ore intere durante l’ultimo festino.

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Ovviamente, l’Uomo Harmony è fottutamente ricco e bello. Ha dei lineamenti finemente cesellati, è maschio ma con grazia, è fisicato ma non pompato, ha una scanalatura pelvica perfetta e non è costretto a depilarsi perchè i suoi ciuffi sono perfettamente e discretamente posizionati.

Chiariamo subito !!! E su questo sono inflessibile, caro il mio Busnaghi.
L’Uomo Harmony non può essere un calciatore ed è inutile che cerchi di convincermi che Llorente possa esserne un perfetto esempio. No, nemmeno il divino

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può ambire al titolo, figuriamoci Llorente.
Non esiste proprio.
Al massimo l’Uomo Harmony può essere un ex rugbista splendidamente equipaggiato che si è costruito il suo personalissimo team che ora sta scalando le classifiche mondiali, ma già così siamo al limite del possibile.
Per fregiarsi del ruolo di UH, bisogna avere un lavoro altisonante. Per esempio “CEO di una multinazionale leader del mercato di sa il cazzo” oppure “Amatore della più grande flotta e bla…bla..bla…” o ancora “supermegaproduttore della più importante casa di produzione cinematografica”…. beh, insomma, ci siamo capiti.
Il tutto ovviamente senza che questo influisca sulla sua moralità. L’UH è integerrimo, incorruttibile, un Hank Rearden un filo più giovane, un John Galt un po’ meno convinto, un Francisco D’Anconia che però non rinuncerebbe mai a te in favore della Causa.

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L’Uomo Harmony è molto maschio. Chiaramente un maschio Alpha. Come tutti i maschi alpha è carnivoro. Ma sempre con stile.
Per esempio non disdegna un panino alla porchetta, che mangerà con naturalezza nel suo completo Armani che gli calza a pennello. Ma non mangia un panino con la salamella. No. Non ci sono cazzi che tengano.
E’ un uomo estremamente versatile.
Può ordinare con disinvoltura cibi francesi come i più tipici piatti di street food caraibici. A lui nulla è precluso. Ha viaggiato, si mescola con qualsiasi tipologia di persona di qualunque cultura, tuttavia ha uno stile talmente personale e ricercato che nessuno osa metterlo in discussione.

Beh, non sarebbe nemmeno il caso di specificarlo ma è completamente estraneo alle seghe mentali tipiche del maschio insicuro.

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Lui è decisamente sicuro di se senza essere un prevaricatore, sa ascoltare ma sa anche dirti, con fermezza ma senza offenderti, quando è il caso di smettere di autocommiserarsi. E’ un comforting man che però ti scopa da dio.

Il bello dell’UH è che non è reale.
Può essere biondo, moro, italiano, greco, tunisino.
Può appartenere a qualsiasi razza, religione, epoca storica.
L’UH può essere esattamente quello che vuoi, quando vuoi, come vuoi.
Si modifica anche.
Oggi lo vuoi moro, 45enne, occhi grigi, ucraino? Perfetto.
Ma se tra cinque anni lo vorrai 25enne, biondo e australiano, andrà bene comunque.
Tuttavia alcune caratteristiche (quelle sopra elencate) non cambieranno mai.
Perchè senza quelle peculiarità non potrebbe fregiarsi dell’appellativo di Uomo Harmony.

A cosa serve questo post?
A nulla.
Non a salvare cani in pericolo, ad aiutare bambini indifesi, a sovvenzionare fantomatiche case farmaceutiche impegnate a scoprire cure miracolose.
E’ la classica precisazione non richiesta che non serve a un cazzo, ma che qualcuno, prima o poi, doveva prendersi la briga di fare.

Poschina

Sex & The City

Complice la malattia, ho avuto molto tempo da dedicare all’ossessiva visione di telefilm d’annata con una particolare attenzione per uno dei telefilm cult della mia generazione : Sex & The City.

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Come tutti i fenomeni di costume l’ho ignorato alla sua uscita e recuperato un po’ più avanti, quando ormai tutti avevano smesso di parlarne….
Nonostante spesso mi irriti in modo indicibile quando lo guardo, non riesco a farne a meno. Se zappingando compulsivamente mi capita di passare su FoxLife e stanno trasmettendo una replica, devo guardarlo. DEVO. Un imperativo al quale non riesco a sottrarmi, volente o nolente.

Se ci ragiono bene, cosa che faccio raramente per non sfiancare le sinapsi, capisco i motivi che hanno reso Sex & The City uno dei fenomeni di costume dei tardo anni ’90 e la sua notevole originalità in un panorama telefilmico puritano ed edulcorato. Tuttavia devo fare Coming Out e confessare che io, su quattro protagoniste, ne odio tre. Ebbene sì. Le protagoniste di S&TC mi stanno sul cazzo.

Ma andiamo con ordine.

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Carrie Bradshow: cominciamo col dire che secondo me è un cesso. Sì, trovo che sia brutta e che tutto il successo che le affibbiano con gli uomini sia inspiegabile. Oltretutto fa sempre la faccina da “Vergine di Ferro” che non comprendo come potrebbe attrarre un uomo di successo. Cmq. Lei è la protagonista assoluta. Scrive una rubrica che parla di sesso sputtanando costantemente amiche e uomini occasionali. Non si capisce come faccia a vivere in piena Manhattan, nonostante l’affitto bloccato, visto che spende più o meno 4000 dollari di scarpe alla settimana. Indossa vestiti che per la maggior parte del tempo sono orrendi (è un’icona della moda quindi probabilmente sono io che non capisco), ha la maturità emotiva della cavalletta che sto ospitando per l’inverno ed è un pessimo esempio per le donne di tutto il mondo. Incapace di risparmiare, cucinare, non dipendere dall’attenzione degli uomini, costantemente invischiata in una pseudorelazione con un ricchissimo magnate della finanza (o qualcosa di simile) che la tratta come una merda (ma scopa benissimo), e che alla fine della serie la salverà da uno dei suoi tanti, incomprensibili ed oltremodo irritanti compi di testa. Il fatto che non sappia cucinare lo trovo irritante perchè non puoi rompere il cazzo con la tua presunta indipendenza e non sapertela nemmeno cavare in caso di post apocalisse zombie solo perchè non sei capace di aprire una scatoletta di fagioli. Altro che indipendenza….sarai costretta a dipendere dall’uomo macho di turno o da donne come Michonne. Loser che non sei altro. Tra l’altro credo di trovare intollerabili quasi tutti gli uomini che Carrie si scopa, o quantomeno quelli con cui intreccia asfissianti relazioni. Quello che in assoluto avrei ucciso più volentieri è Aidan. Insopportabile perfettino de cazzo. Io uno che la prima volta che ci esco mi dice “non posso baciare una persona che fuma” lo prenderei a sigarettate sull’uccello, perchè va bene tutto ma ho quasi quarant’anni e faccio il cacchio che voglio. e poi tu hai dei capelli di merda e ti vesti come un coglione quindi taci. Invece no, lei, Carrie la perenne insicura, mente e finge di non fumare più. Questo perchè lei è l’esempio della donna indipendente e il modello a cui io dovrei ispirarmi…. Ma fatemi il piacere…. Inutile dire che dopo 2 settimane che sta con “noia a manetta” Aidan, scopa con Mr. Big per ben due volte e tutte e due le volte, fuma. Fortunatamente non sposerà l’idiota falegname insopportabile e pedante e nemmeno lo scrittore sfigato con grossi problemi di autostima che incontra dopo e nemmeno l’artista russo che la porta a Parigi. Apriamo una parentesi Parigi perchè chiarisce ancora meglio i motivi che mi spingono a Non Sopportare Carrie. Finalmente incontra un uomo ricchissimo, coltissimo, che la porta a Parigi, che era il suo sogno da sempre. Ma….. Ovviamente siccome lei è indipendente e bal…bla…bla…. dopo due giorni si sente trascurata perchè lui è sempre impegnato per organizzare la sua mostra e lei è da sola in un superattico parigino con addosso vestiti da 10000 dollari l’uno e scarpe da 5000 ma questo non basta. No, nonostante abbia finalmente ottenuto tutto quello per cui ci ha smaronato alla prima stagione, lei non è contenta. Lei vuole qualcos’altro….dimostrando di essere in tutto e per tutto una donna media, ma non certo l’esempio fulgido di indipendenza e modernità che ci hanno voluto far credere. La salverà per la triliardesima volta l’amore della sua vita, che io adoro per il semplice fatto di averla usata come uno straccetto per tutta la durata della serie… Go Mr. Big, Go !!!!!!

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Miranda Hobbes: avvocato di grido, minimalista e terribilmente mascolina, incarna lo stereotipo della donna di successo nel mondo legale così come se lo immaginavano negli anni novanta. Terrorizzata da tutto quello che potrebbe portarla ad avere una certa complicità con l’altro sesso, è ossessionata dall’idea di dipendere da un uomo o cmq. dalla sola idea di avere bisogno di aiuto. Maltratta quel povero sfigato di Steve con un tira e molla atroce, finiscono per procreare senza nemmeno sapere come e alla fin della fiera troveranno la loro stabilità. Forse delle quattro, il personaggio che ha davvero uno sviluppo fisico/emozionale degno di nota. Non la trovo particolarmente simpatica, eccessivamente rigida ed oggettivamente antipatica per la maggior parte del tempo. Ha il grandissimo pregio di scandalizzarsi raramente e di avere una bella dose di cinismo che non guasta mai. Tuttavia, non è la mia preferita, troppo fredda e spesso scostante, non la sceglierei come “persona da trascinarmi dietro in una vacanza nelle isole greche”.

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Charlotte York: La donna che appenderei in pubblica piazza per le unghie dei piedi in spasmodica attesa di vederla sbranata dai corvi. Snob, stucchevole, falsa, odiosamente ed ossessivamente fissata con il matrimonio. Ma fissata in modo malato, per niente normale. Chiariamo subito, io contro il matrimonio non ho nulla. Tuttavia, credo che Charlotte sia un pessimo esempio per tutte le donne libere del ventunesimo secolo. Arriva persino a sposare “quello che è rimasto di Kyle MacLachlan”, nonostante sia impotente e schiavo della madre, pur di avere l’anello al dito e diventare parte integrante della Upper Class Newyorkese. Bigotta all’inverosimile quando si tratta di fare la scandalizzatina d’america, diventa una zoccola se adeguatamente corteggiata dal riccastro di turno. Rappresenta perfettamente quella parte della società che venderebbe la madre pur di innalzarsi economicamente e convinta di valere qualcosa solo se il conto in banca del proprio uomo è a quindici zeri. Una donna inutile, fastidiosa, irritante. Si salva solo perchè alla fine si mette con un uomo che è l’opposto di lei e che la riporta, in parte, sulla retta via. Memorabili le sue fughe quando Samantha affronta argomenti per lei scabrosi.

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Samantha Jones: Idolo. L’unica davvero moderna nell’approccio con l’altro sesso. Non vuole un marito, non vuole un fidanzato, non vuole  nulla che non sia un bel cazzo da cavalcare. Indipendente, benestante, sfacciata, ironica  e sempre pronta ad esprimere un parere sincero e disinteressato. Spesso criticata dalle tre bigottone del gruppo, incarna un ideale di donna raro e difficile da accettare. Non c’è nulla che la spaventi sessualmente, non c’è uomo che sia capace di resisterle. E’ una predatrice sessuale, disinibita e libera da costrizioni morali. Si innamora molto raramente ma quando lo fa prende batoste indimenticabili. Dopo innumerevoli uomini, qualche donna, giovani, vecchi, ricchi e poveri, alla fine si stabilizza con un giovane e bellissimo attore, che le starà vicino nel momento peggiore della sua vita. Per rispettare il cliché, come ogni libertino che si rispetti, Samantha diventa un’ottima compagna.

Sex & The City, pur con tutti i suoi difetti, pur con il suo essere costantemente irritante ha sicuramente segnato un punto a favore della donna, quantomeno perchè ha avuto il coraggio di affrontare determinati argomenti da un punto di vista prettamente femminile. I difetti che hanno le tre protagoniste, sono quelli delle donne. E su questo non c’è alcun dubbio. La perenne insicurezza, il bisogno di sentirsi accettata, la paura di restare sola, l’esigenza di dimostrare l’appartenenza ad un determinato gruppo con vestiti e accessori, il senso di solitudine, la ricerca costante dell’approvazione del maschio di turno, sono caratteristiche tipicamente femminili. Forse mi irritano tanto perchè mi ci rivedo. O forse mi irritano perchè eccessivamente stereotipate. Non so. So solo che quando lo passano in Tv lo devo vedere e questo vorrà pur dire qualcosa, anche se in modo contorto.

Poschina

Skyfall: The Curse

Come tutti voi ormai sapete,  ho una specie di fissazione per Daniel Craig/James Bond. Che non è cosa strana vista l’aria perennemente sdrucita e il fatto che passi metà del tempo a girare mezzo nudo con una schiena da Paura e l’altra metà uccidendo Gente Cattiva e scopandosi fighe immense. Per non parlare dei gadget ultrasupermegatecnologici e le macchine strasportive/vintage che guida perennemente a 250 km/h perchè lui, cazzo, deve salvare il mondo!!!

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Quando è uscito Skyfall ho sentenziato che non me lo sarei persa per niente al mondo, ma ho dovuto scontrarmi con il Busnaghi che non aveva alcuna intenzione di andare al cinema a vederlo, e così l’ho perso. Lo hanno visto TUTTI, capo compreso, tranne me. Io che ne ho più bisogno. Io che DEVO per questioni fisiche, vedere James/Daniel mezzo nudo intento a scopare/sparare. Io che dopo Casinò Royale ho contrattualizzato col Busnaghi l’obbligo di farmi vedere almeno 5 volte l’anno uno o più film della saga moderna di 007.

Ma, finalmente, ieri sera l’ho visto. Vaffanculo al rimontone del Barcellona e all’umiliazione dei milanisti, vaffanculo al preventivo per l’imbiancatura del palazzo, vaffanculo al sonno e al ciclo, mi sono piazzata tranquilla tranquilla sul divano ed ho schisciato Play.

Ah. Quante soddisfazioni.

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Prima di tutto mi complimento sentitamente con la fotografia. Semplicemente stupenda. Ok, in alcuni momenti potrebbe essere definita da qualche pignolo “stucchevole” ma a me l’alternarsi di colori molto caldi/moltof reddi ha fatto tanto piacere. E poi parliamone, parliamo di quanto le iridi photoshoppate di Daniel Craig risaltino nella scena in scozia, quando tutto è neutro tendente al grigio e dalla giacca neutra tendente al marrone,  si intravede una punta di turchese che è lì solo per far rispledere l’iride del figozzo, manco fosse Venere in una fredda mattina d’inverno.*

Recriminazione 1: in tutti i sacrosanti film, M entra in casa e si trova James alle spalle. Perchè? Cioè perchè a lei sì e a me no. Perchè io non trovo mai James ad attendermi in casa, ma trovo il cane con la gastroenterite? Recrimino amici, recrimino.

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Recriminazione 2: è scientificamente impossibile che nella scena del sesso in doccia, la condensa copra giusto giusto le parti sensibili e non lo spazio-teste. O le cose si fanno bene o non si fanno. Quindi nudo integrale, please o almeno un bel primo piano del culo. Grazie.

Applausi 1: la scena in cui James si scopa la sconosciuta in piedi, sbattendola contro il muro.

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Applausi 2: la rasatura con rasoio old style. Per due motivi: primo sprizza erotismo da ogni poro e giuro che il mio televisore ha cominciato a sciogliersi dal calore provocato dalle immagini. Secondo, dopo aver notato che non se la scopa, ho capito che lei poteva essere solo ed esclusivamente Miss. Moneypenny, la ben nota segretaria di M e protagonista di una relazione sessual/platonica con James.

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Applausi 3 all’umanizzazione di James. Il lavoro che stanno facendo per farci conoscere 007 è esemplare. Non è più il sornione perfetto scopaiolo  infallibile. E’ un uomo tormentato, sofferente, solido che ha perso tutto e sa di saper fare solo una cosa bene nella vita: l’agente segreto. E, ovviamente, il sesso.

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Perchè lui sa scopare bene. Si vede. Si sente. E io su questa convinzione non transigo. Lui quando bacia ti infila la lingua in bocca davvero, mica per finta come nei vecchi film, si vede benissimo, lo so, ne sono assolutissimamente certa e poi ti prende e ti stringe e ti sbatte ed ora vado a rinfrescarmi un secondo in bagno, poi giuro che torno.

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Fatto.

Applausi 4: il cattivo di turno. Javier irriconoscibile, splendido, ambiguo. Un cattivo con i controcazzi. Un ipotetico James tradito e vendicativo. Potremmo definirlo “il lato oscuro di ogni agente segreto”, perchè lo sappiamo tutti che un agente segreto è assolutamente sacrificabile, perchè prima di tutto c’è La Patria.

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Quell’Inghilterra per cui tutto si crea e tutto si distrugge. Quella Sacra Madre Patria che ci viene sbattuta in faccia in ogni momento: dalle bandiere sulle bare al bulldog che M lascia in eredità a James. La patria che è, forse, la Famiglia di James. Ma ora non filosofeggiamo troppo che non è nel mio stile.

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Recriminazioni 3: ma quanto è invecchiato male Ralph Fiennes. Perchè? Perchè? Perchè?

Recriminazioni/Applausi: Q, il genio inventore dei gadget superfighi è una specie di Spender Reed di Criminal Minds, recrimino perchè è troppo Spencer ed eccessivamente stereotipato e contemporaneamente applaudo perchè è semplicemente stupendo e perfetto in tutto e per tutto.

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A Random: Tutto il film è impostato sul confronto vecchio/nuovo. Non a caso, considerato che alla fine della fiera M non è più M ma un nuovo M, James distrugge letteralmente il suo passato, la vecchia sede del MI6 è letteralmente cancellata dalla faccia della terra e non possiamo fidarci più di nessuno. Tutto il film è impostato sul ruolo materno/spietato di M. M è donna quindi madre dei suoi agenti, ma contemporaneamente non esita ad ucciderli se necessario. Scena epica finale: Bond abbraccia le spoglie di M e piange.

Vieni qui che ti consolo io. E tu mi consoli. E mi sovvengono stupende immagini di come potremmo portarci sollievo reciproco.

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Ci sono Nmila cose che potrei aggiungere, a partire dalla stupenda scena di combattimento in silohuette nell’hotel di Macao, caratterizzata da una continua alternanza di buio e colori che rimanda alla famosissima zona d’ombra nella quale si muovono gli agenti segreti, tante volte citata durante tutta la pellicola. Vogliamo ignorare l’isola abbandonata sulla quale vive Silva e la meravigliosa, illuminante parabola dei topi? No, non possiamo. Ma non ho tempo, voglia e spazio per dire tutto quello che penso in merito.

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Due cose ancora: ma quanto sotto testo gay si può trovare in questo film? Praticamente ogni fotogramma può, volendo, essere letto almeno in 3 modi, uno dei quali è la versione omosex. E ultimo ma non per importanza, credo che questo episodio di per sè magnifico, trovi la sua massima espressione nella versione in lingua originale, perchè purtroppo il doppiaggio da serie Tv toglie tutte le sfumature che gli attori inglesi sanno dare ad ogni fottutissima singola sillaba. E oltretutto ci siamo persi il miglior Product Placement del mondo. Durante il colloquio botta e risposta (la classicissima associazione mentale) con lo psicologo c’è uno scambio di battute geniali che nascondono (no, non è affatto vero) il nome di un famosissimo brand. Eccole a voi ignorantoni che lo guardate solo in italiano e, al solito, perdete il meglio:

– Psicologo: “Agent”

– Bond: “Provocateur”

Cioè Agent provocateur, che altro non è che un brand di lingerie molto sexy che ha fatto anche profumi e un fantastico lucidalabbra che si chiamava, udite udite: Titillation e, a detta loro, inturgidiva le labbra. Io l’ho avuto e a parte un fastidoserrimo prurito non ho visto nessunissimo inturgidimento, quantomeno usandolo come banale lucidalabbra e non come gioco erotico.

Sulla colonna sonora non dico nulla perchè il pezzo di Adele è magistrale. Punto e basta.

Poschina – semplicemente addicted

polsino

* e non cominciate a menarmela che Venere non si vede la mattina in inverno ma al crepuscolo in primavera, perchè a me interessa solo che visualizziate un’immagine; non la realtà, d’altronde parliamo di James Bond, uno che si sistema il polsino della camicia dopo che, nonostante abbia una pallottola nella spalla, ha sfondato il tetto di un treno con una scavatrice…. Parliamone.

“Secondo me non lo ha visto bene…. ha un nasone !!!”

Con queste parole, precise identiche, il mio capo ha cercato (invano a dire il vero) di raffreddare i miei bollenti spiriti nei confronti di Daniel Craig.

Ma andiamo con ordine.

In età adolescenziale, in compagnia della famiglia, mi sono sparata i film di James Bond interpretati da Sean Connery, convincendomi che nessuno avrebbe mai e poi mai superato la sua maestria nell’interpretare l’eroe fleminghiano.

Mi sbagliavo.
Un paio di mesi fa, forse meno, mi imbatto in 007 Casino Royale e la mia vita cambia. Già dalle prime immagini in un folgorante bianco e nero, capisco che quell’uomo da oggi in poi mi farà sesso. Io sono fatta così. Improvvisamente mi accorgo dell’esistenza di qualcuno e per diciamo 6 mesi – un anno, io divento la sua fan più accanita.

Leggo tutto, guardo tutto, ascolto tutto. Poi basta.
Tranne rarissime occasioni, nel giro di poco il mio interesse scema fino a raggiungere il nulla. Quando l’interesse però non scema,  divento la miglior amica del suddetto. Potrebbero trovarlo nudo, con il pisello in mano mentre lo porge a una bambina di tre anni, che io troverò almeno 10 ottimi motivi per difenderlo e riuscirò a convincervi che “avete solo frainteso”. La mia capcità di persuasione non ha limiti.

Fatto sta che alla terza, quarta inquadratura, ero già con wikipedia aperta per capire quanto mi ero persa nei 32 anni precedenti. Mi sono persa molto, ma tutto sommato fottesega perchè lui ha già fatto altri 2 film di Bondiana matrice e pare ce ne siano in progetto altri due. Quello che mi piace dello sfruttamento fino all’osso di un tema è proprio che per anni ed anni non te lo togli dai coglioni nemmeno strofinandoteli con la carta vetrata. Quindi avrò, se dio vuole, 5 film per allenare le mie fantasie erotiche. 5 film per vederlo seminudo, massacrato, scopaiolo, sornione, sarcastioco e spietato. 5 film che costringerò il Busnaghi a vedere e rivedere mentre io elogio con sbavamenti vari e sospiri difficilmente dissimulabili quel sacrosanto pezzo di manzo che risponde al nome di Daniel Craig.

Poi da quando sono in Bond mood, mi sono anche letta il primo libro della saga e devo ammettere che il Bond di Connery non centra una sega. Mentre quello di Craig ha molte più affinità con il personaggio letterario. Quindi Craig 10 – Connery 8 palla al centro.
Unica nota dolente: i libri sono distribuiti da Adelphi, la casa editrice per ricchi sfondati. Quindi temo che il prossimo lo leggerò al prossimo aumento di stipendio, ossia MAI.

Vi risparmio le mie sfacciate, pornografiche, erotiche, lussuriose, imbarazzanti  fantasie nelle quali io sono la più figa Bond Girl mai esistita, e anche la più letale, roba che quella sciacquetta di Vesper in confronto è un fazzolettino usato.

Ma veniamo al dunque.

Una decina di gg. fa mi lamentavo del fatto che nessuno voglia venire con me a vedere Skyfall. Allora il mio boss si intromette nella conversazione dicendo che lui l’ha visto e che non è affatto male. Da uno sberluccichìo nei miei occhi intuisce quello che io tenevo gelosamente nascosto (non è vero, solitamente entro in ufficio sbraitando quanto vorrei un motivatore aziendale possibilmente di colore; non sono poi così timida come mi piace far credere) e mi dice

“Ah, capisco…. a Lei piace Daniel Craig…. Guardi che secondo me non li ha visto bene…. ha un nasone!!!”

E qui avrei potuto infierire con almeno 25 battute sul fatto che si dice che chi ha il naso grosso ha anche l’uccello grosso. Invece siccome ci tengo tanto a mantenere un contegno in ufficio ho candidamente risposto:

 “Ma chi se ne frega del nasone, mi hanno detto che è spesso mezzo nudo, è vero?!”

Perchè a me il fatto che Daniel Craig sembri un po’ un’opera di Picasso, in fondo non importa. A me interessa che stia benissimo nudo o in Smoking, sudato o inamidato, sporco di sangue o sotto la doccia. Insomma io sono una ragazza semplice, mi accontento.

Poi certo, se proprio vuole presentarsi al colloquio per diventare Motivatore Aziendale, deve sapere che forse il suo nasone non sarà sufficiente a sbaragliare la concorrenza…

Poschina Daniel Craig – James Bond Addicted