Nuove consapevolezze pseudoerotiche: Il Tiralatte Elettrico

Tendenzialmente gli uomini sono estremamente sicuri di sè.
Per intenderci sono convinti di essere grandissimi amatori, diligenti leccatori di patate ed entusiastici e magistrali succhiatori/mordicchiatori di capezzoli.
Beh….
Certo…… in alcuni casi è assolutamente vero, in altri meno ed altri ancora avrebbero bisogno di un corso di dieci lezioni sul tema “clitoride e capezzoli – Istruzioni per l’uso”.

Ma non siamo qui a parlare degli uomini e delle loro carenze in tema di gestione di capezzoli e clitoridi bensì della scoperta che le donne tengono nascosta da anni: Il Tiralatte Elettrico.

tiralatte

Nel mio immaginario di donna del ventunesimo secolo, i capezzoli erano un’arma erotica da utilizzare a mio piacimento, fonte di inesauribile piacere, causa di lotta interiore (ho con le tette un rapporto ambivalente, mentre con i capezzoli ho sempre avuto serissimi problemi di comprensione….litighiamo spesso, ci teniamo il broncio, non ci parliamo per giorni, sì…insomma, non siamo proprio in sintonia) ma soprattutto quel tocco in più di erotismo che spuntava fuori incontrollato ad ogni minimo accenno di freddo o di eccitazione, attirando l’attenzione dell’uomo medio e riempiendo la sottoscritta di un malcelato orgoglio tipicamente e fottutamente femminile.

Ma ora, ora che ho il mio nuovo amico, tutto è cambiato.

Le donne, anzi…le mamme, lo nascondono.
Restano nel loro club di “generatrici di esserini urlanti” e si tramandano il segreto nell’ovattato mondo delle “sale allattamento” degli ospedali e dei consultori di tutto il mondo.
Voi siete fortunate, perchè io, che ho la faccia come il culo, non ho nessun problema nel condividere questa piccola perla con voi, donne ignare di quanto ormai la classica leccata di capezzoli sia sorpassata e decisamente fuori moda.

Andiamo con ordine.
Chi può attacca al capezzolo il bambino, il quale comincia a devastarlo con una suzione prima incostante, a seguire vorace ed alla fine aggiungendo i denti manco fosse il figlio del mai dimenticato Conte Dracula.
Chi ha i figli che non si attaccano, oppure impossibilitati a farlo, si affida a lui:

Il Succhiatore di Capezzoli per eccellenza.
Io ho il modello che vedete in foto, una via di mezzo tra l’ultraprofessional e il minimal. Ha diverse velocità di suzione:
– costante e ritmata
– stile “ti si è attaccato un vitello” suzione profonda ma delicata
– stile “ti si è attaccato un torello” suzione profonda e fastidiosa
– stile “ti si è attaccato un T-Rex” suzione profondissima e dolorosa
Io uso sempre la prima, una specie di “ciuccia-ciuccia-ciuccia-ciuccia” veloce e con suzione poco profonda perchè le altre tre modalità mi spaventano per la loro capacità di estrarre il capezzolo in modo a dir poco imbarazzante e anche un filo inquietante [Stile pubblicità vigorsol di qualche anno fa…ricordate?] e siccome ho già i miei problemi, vorrei evitarmi altri traumi da confessare in età adulta allo psichiatra.

Il primo approccio con questo aggeggio è traumatizzante. Ti verrebbe voglia di scagliarlo con tutta la forza del mondo sotto un treno in corsa perchè il fastidio che provoca è atroce.
Poi però…..passati i primi 30/40 secondi, la cosa comincia a farsi in un certo qual modo piacevole.
Primo perchè esce il latte e la tetta tira un sospirone di sollievo, secondo perchè lui è imperturbabile all’insulto. Tu gli bestemmi dietro e lui continua a succhiare, ed è qui che si cominciano a delineare i vantaggi di un tiralatte rispetto all’essere umano.

L’uomo si offende, il tiralatte no.
Se ti sta strappando un capezzolo e tu glielo fai notare, l’uomo si offende perchè essendo convinto di essere il Dio assoluto degli scapezzolatori, non può credere di aver fatto un errore tecnico. Il tiralatte invece persiste, fiducioso nelle sue capacità ciucciatorie e non si lascia intimorire da nulla.
Continua a succhiare costante e devoto, idolatrando il capezzolo e facendolo sentire coccolato, amato, rispettato e importante.

Il TE ti fa compagnia la notte
Sappiamo tutti fin troppo bene che l’uomo medio quando il bambino piange di notte esclama “Cazzo, IO domani devo lavorare!!!!!” e lascia la donna da sola a gestire la poppata notturna seguita dal cambio pannolino e via dicendo. Quindi la donna è sola con un essere minuscolo che potrebbe mettersi a gridare da un momento all’altro esacerbando il livello di stress ai massimi livelli. Il Tiralatte invece ti attende silenzioso, rispetta i tuoi tempi, non piange, non va cambiato, ma soprattutto ti ascolta.
Tu lo accendi e magari bestemmi perchè sono le tre di notte ed hai sonnissimo. Ecco, lui non si lamenta che il giorno dopo dovrà poppare 6 volte per almeno mezz’ora a botta. No. Lui ti ascolta silenzioso e ti coccola sussurrandoti spompettate regolari e calibrate che conciliano il sonno. Non rompe il cazzo perchè leggi mentre lui è costretto a lavorare, non ti ripete “che palle ancora Grey’s Anatomy?” se lo usi mentre guardi la tv e poi, perla delle perle, tu gli piaci sempre. E’ devoto alla tua persona. Anche se compari di fronte a lui con le gambe pelosine, i capelli sparati in testa e l’occhio a mezz’asta. Lui si attacca e lavora alacremente per farti sentire meglio.

On/Off
Qui vale lo stesso discorso fatto e rifatto a proposito del vibratore. E ricordiamoci tutti che quelle donne che dicono “il vibratore non è poi tutta sta roba”, o hanno un pessimo vibratore, o non lo sanno usare, o…. molto più probabilmente, mentono per non urtare la delicata sensibilità del Maschio Italico.
Ma torniamo a noi. Poter accendere e spegnere il succhiatore di capezzoli è fondamentale. Mentre l’uomo ti succhia il capezzolo non puoi dirgli “amore fermati un attimo che mi prude la schiena” perchè a lui passa l’armonia e poi te la menerà per i 6 mesi successivi che lo fai sentire una merda e che non apprezzi i suoi sforzi [sbadiglio]. Al tiralatte invece non importa. Off e lui si spegne tranquillo, On e ricomincia a deliziarti senza tregua.

Si crea in questo modo un rapporto che va oltre il piacere erotico, va oltre il normale rapporto conflittuale uomo/donna, capezzolo/bocca. E’ qualcosa di meraviglioso. Un aggeggio che oggi usi per utilità e domani per il puro piacere erotico.

Ora ditemi voi di quanti uomini si può dire la stessa cosa.
Quanti uomini sono utili e anche  capaci di donarti piacere?
Ecco, appunto !!!!!

Postille.

Le mamme omertose non ve l’hanno mai detto ma quando piangi, anche le tue tette piangono. E no, non ci sono mamme che non piangano senza alcun motivo. Il crollo ormonale provoca strane reazioni psicofisiche. Quelle donne che sostengono di non aver mai pianto dopo il parto, sono le stesse che sostengono di non aver mai finto un orgasmo, di non essersi mai sgrillettate, di avere un compagno/marito sempre comprensivo, disponibile, attento. In pratica MENTONO.

Lo sapevate che dopo il cesareo non si può fare sesso per ALMENO 40 giorni? Non lo sapevate? Nemmeno io. Grazie a tutte le mamme omertose dell’universo mondo che si tengono certe informazioni fondamentali per la stabilità mentale di noi povere donne.
Quando l’ho scoperto per poco non mi viene uno sciopone.
Non posso nemmeno scopazzare per rilassarmi un po’.
Ora capite perchè il rapporto con il tiralatte elettrico è diventato morboso nel giro di due poppate?

Poschina

p.s. Ora posiziono l’aggeggio e mi immergo in una session di poppata…. a presto

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6 thoughts on “Nuove consapevolezze pseudoerotiche: Il Tiralatte Elettrico

  1. Pingback: Il Listone – Giugno 2015 | La Leggivora

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