Lasciamo uscire il demone

Questo post avrebbe dovuto intitolarsi “Il piacere della fellatio si acquista con l’età” ma poi sono stata distratta dai tizi con i quali condividevo il treno e dal lavandino della cucina del mio ufficio e mi è montata la carogna. Il demone che vive dentro il mio corpo si è destato e se non lo faccio sfogare mi divora le interiora per intere giornate quindi…..
…. eccoci arrivati al post tritamaroni nel quale mi lamento a random di cose che le persone stabili probabilmente non troverebbero irritanti.

Tra l’altro, riguardo alla questione fellatio, ho provato a chiedere in ufficio se effettivamente è un piacere che si acquista con l’età [per le donne ovviamente, agli uomini piace – punto -] ma le donne hanno riso senza rispondere e gli uomini hanno sdegnosamente rifiutato di chiedere alle mogli/compagne temendo reazioni inconsulte. Ergo i miei colleghi hanno scarsa vita sessuale – ora capisco perchè l’ambiente di lavoro è così triste.

Ma passiamo alla carogna….

Idiosincrasia: Le tazze delle colleghe

mug

Voi non potete saperlo, ma io ho una fissazione ai limiti dell’accettabile per le tazze. In particolare per le Mug. Che siano Cheap or Chic a me non importa, provo un’attrazione animale per ciascuna di esse. Casa mia pullula letteralmente di tazze. Tazze colorate, bianche, a fiorellini, vezzose, orripilanti, zodiacali, canine, gattolose, di pregio, brutte, scomode…. e via dicendo.
Amo le tazze.
O meglio, le amavo prima che qui, nell’inferno che comunemente chiamiamo “Office” diventasse di moda bere il thè invece del caffè. Non so bene se spinte dall’idea di emulare la “sempreincintaKateMiddleton” o perchè si sono convinte che una tazza di thè in mano le renda in qualche oscuro modo più virtuose agli occhi dei maschi non Alpha che le circondano, fatto sta che ogni giorno ci sono circa 10 tazze da sistemare nella lavastoviglie zozza e altrettante da togliere e risistemare negli armadietti a lavaggio finito.

Voi a questo punto vi chiederete che cazzo me ne possa fregare se loro bevono 10 o 15 tazze al giorno.
E in effetti, di quello che bevono me ne fotterei anche se non fosse che la lavastoviglie la riempio io, la svuoto io, ci perdo tempo io.

Lo so ragazzi, non agitatevi, lo so che in teoria non dovrei farlo, ma in pratica sì. Tocca anche a me oltre che alla mia collega senior che subisce la stessa tortura ogni fottuto giorno.
Il punto è che nulla vieterebbe alle suddette femmine di lavarsi la tazza da sole.
Ma vi ho già detto che qui l’ambiente è strano e non dimentichiamo che in quanto segretaria appartengo chiaramente ad una classe inferiore e nessuno, sottolineo NESSUNO, trova assurdo che io debba pulire lo sporco delle mie colleghe. Anzi. I maschi NON Alpha con i quali è capitato di lamentarsi sostengono che il problema non sussista in quanto “Scusa, ma chi dovrebbe fare la lavastoviglie?” Ed è una domanda che mi pongo non dico quotidianamente ma proprio ogni 25/30 minuti. Colleghi non Alpha, per chiarire, non c’è nemmeno nel mio contratto la gestione lavastoviglie.

E mentre stamattina sistemavo le loro tazze e contemporaneamente di fianco a me ne venivano sporcate altre, mi chiedevo se quando discutevo la tesi fossi conscia dell’inutilità dei miei anni di studio. E mentre riflettevo sull’inutilità dei miei anni di studio, ho maturato la consapevolezza che sarebbe stata l’ultima volta che pulivo, metaforicamente, il culo alle colleghe.

Per quanto mi riguarda le tazze sporche dei residui dei loro thè possono tranquillamente restare nel lavello a generare muffe tossiche, anzi… Magari!!!!

Questioni femminili: La vergogna di acquistare preservativi

preservativo

Avete notato che ancora oggi le donne si vergognano ad andare a comprare i preservativi? Ok, sto generalizzando, parlo della maggior parte delle donne ma non posso certo occuparmi del particolare, o meglio, il particolare oggi sono io. Le donne che fanno sesso e vanno a comprarsi i preservativi sono donne consapevoli, intelligenti, mature che non vogliono rischiare di prendere malattie veneree e che praticano il controllo delle nascite. Niente è più irritante nel 2014 del sentirsi dire da ultra trentenni “non so nemmeno come sia successo” quando le incontri con il pancione al nono mese. Che poi parliamone, deve essere stata proprio una prestazione scadente se non ti sei nemmeno resa conto di avere un uccello nella vagina.
Eppure, quando parlo con colleghe/amiche, scopro che la maggior parte di loro non va a comprare i preservativi perchè si vergogna. La pillola sì, perchè probabilmente dal loro punto di vista di “persone piccole” simboleggia una relazione duratura oppure problemi ovulatori, ma il preservativo significa nella loro testolina bacata ammettere di fare sesso. Come se ci fosse in questo qualcosa di cui vergognarsi.
Che poi secondo me, se ti vergogni di fare sesso, vuol dire che lo stai facendo nel modo sbagliato.

Riunioni familiari 1: Fatevi i cazzi vostri

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Ho sempre odiato le riunioni familiari. Cresime, battesimi, matrimoni. Per me sono la morte. Improvvisamente la tua vita costruita sulla menzogna di una tranquillità psicologica fittizia, viene messa a dura prova dalla convivenza forzata con i parenti. E per parenti, intendo la famiglia allargata. Decine e decine di persone che, grazie a dio, non vedi mai, con le quali improvvisamente devi interagire.

Da che mondo e mondo, questi avvenimenti servono solamente ad alimentare l’orgoglio nonnifero e genitoriale, esibendo i figli prima e i nipoti poi, come baluardi di uno status sociale di “persone arrivate che hanno fatto qualcosa nella vita”. Quando sei bambino, ancora inconsapevole, vieni esibito dai genitori come una scimmia ammaestrata all’urlo di “Il mio sa già leggere/scrivere/ballare/ruttare/fare il ditone…:” e via dicendo.
Si cresce e si passa alla scuola “Il mio è bravissimo, potrebbe tranquillamente passare già adesso alla classe successiva….” – “La mia è l’esempio per gli altri…” e giù con smielate intollerabili su presunti superpoteri di figli che in realtà sono perfettamente nella media.

Poi la situazione peggiora.
A quattordici/quindici anni si comincia con l’assillo del fidanzamento.
Guai a presentarsi ad una riunione familiare senza ostentare una situazione di “coppia”, vieni immediatamente additata come Quella Difficile o peggio, La Sfigata che non ti toglierai mai più di dosso. E non importa se la tua vita sessuale in realtà è meravigliosamente viva ma semplicemente non vuoi la palla al cazzo. No, ormai hai la nomea di sfigata, prendi e porta a casa.
Va avanti così per almeno 10 anni, quando si passa al “Perchè non ti sposi?” la cui unica risposta sarebbe “Perchè non ti fai i cazzi tuoi?”, purtroppo non si può altrimenti i vecchi schiatterebbero contemporaneamente e sinceramente perdersi i vaneggiamenti dello Zio Alfio in preda alla demenza senile sarebbe un gran peccato.

Seguono “Perchè non hai figli?” e, nel mio caso “Perchè il Busnaghi non viene mai? Non l’ho ancora conosciuto, ci tengo.”
Ve lo spiego io.
Il Busnaghi non viene perchè io mi rifiuto di sottoporlo alla tortura della quale sono vittima da 34 anni. Deal With It. E poi sono socia onoraria della ONLUS “Salviamo il Busnaghi”, non posso certo tradirlo.

Riunioni familiari 2: Nuove vette pedo-pornografiche

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Ora che i bambini sventolati come banderuole sono cresciuti e si sono, ahimè, accoppiati e riprodotti, la nuova generazione ultramoderna di nonni è, se possibile, peggio della precedente.

Un annetto fa i miei genitori e gli altri “vecchi” della famiglia si sono radunati per mangiare e rivedersi, a detta loro, per passare del tempo insieme in tranquillità.
Traduco per chi di voi non è ancora sufficientemente smaliziato.
I vecchi della famiglia si sono radunati con l’unico scopo di mostrare le foto degli ultimi nipotini arrivati e ne hanno approfittato per spandere merda su carriere lavorative di chi non ha ancora procreato, fingersi in qualche modo esasperati dai figli non sposati solo per dimostrare che hanno in casa un moderno libertino e vantarsi sottilmente delle capacità amatorie dell’ex bambino prodigio, dimostrare a se stessi di essere invecchiati meglio della Cugina Mirta e del Cugino Franco.

Ovviamente ho espresso a mia madre questa teoria illuminante e sono stata zittita all’urlo di “Solo perchè tu sei cinica e misantropa non significa che debbano esserlo tutti gli altri, e poi non è vero che ci incontriamo per esporre le foto dei nostri nipoti”.

Al ritorno dalla scampagnata, mentre ascoltavo pazientemente il resoconto fatto principalmente di “Ho visto la foto del figlio di F, devi vedere che bello” – “Ho visto il video del figlio di G. Un tesoro… e che intelligente!” – “Lo sai che tua cugina P. lavora per una grande multinazionale e si trasferisce a New York…..”, mi sono limitata a sollevare stizzosamente un sopracciglio per costringere mia madre ad ammettere di aver passato il 98% del tempo a far girare i cellulari per mostrare orgogliosi le foto dei pargoletti.

Se non è pedo-pornografia questa……

Brutti incontri in treno

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Lunedì mattina vicino a me in treno si sono sedute due donne ed un uomo sulla sessantina. Contenta di aver scampato il gruppo “mamme orgogliose” mi sono immersa nella lettura.

Ma.

In una pausa tra una canzone e l’altra ascolto per sbaglio uno scampolo di discorso della coppia di fronte a me e sono talmente affascinata da spegnere l’Ipod.
Chiacchieravano del figlio che, a spanne, potrebbe essere mio coetaneo. Ma ne parlavano con la luce negli occhi. Bello, intelligentissimo, interessante, bravo negli studi, eccellente sul lavoro, tanto da aver appena avuto una promozione ed essere manager di Supercazzola SpA, single, modesto…..

E, a parte il difetto di avere dei genitori oggettivamente insostenibili [ma basta andare ad abitare MOLTO lontano], lo hanno descritto come l’uomo perfetto, anzi; proprio come L’Uomo Harmony.
Tutti noi sappiamo che non può essere vero, che sicuramente il soggetto di tante attenzioni non potrà che essere un uomo viziato, mammone, pedante e anche cesso. Ma, nel caso così non fosse, cari i miei insopportabili Signori che sicuramente state leggendo, dite al vostro pargolo di contattarmi immediatamente. Mi trovate su tutti i social come Poschina, ci siamo solo io e una giapponese, quindi non è nemmeno tanto difficile rintracciarmi.

Questioni infantili: I Miei giochi sono i Miei giochi

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Avevo una copertina meravigliosa in lana che usavo sempre quand’ero piccola e aveva disegnato un treno. Ero orgogliosissima della mia coperta. Già la vedevo sul letto dei miei figli. Pensate che frustata sulle tette mi sono presa quando mia madre l’ha ceduta a mia sorella senza nemmeno chiedermi il permesso. L’ennesimo trauma inflitto ad una mente già penosamente massacrata.

E non è finita qui.

Due sabati fa, mia nipote cinquenne, si è appropriata di uno dei miei pupazzi preferiti che avevo erroneamente lasciato a casa dei miei, fidandomi della promessa “giocare ma non rubare” fattami quattro anni fa.
Ora mi tocca portarli a casa mia, dove resteranno confinati in uno scatolone in box, ma almeno saranno con me, perchè sono MIEI.

Lo so, sono una persona orribile, ma siamo onesti. Perchè dovrei dare i miei giochi a qualcun altro? Perchè i miei genitori, la zia e my sister mi hanno impedito di strappare l’adorato pupazzo dalle grinfie di mia nipote?

Ma soprattutto, se siamo così comunisti da condividere una cosa importante come i pupazzi dell’infanzia, è quindi lecito che io prenda il pupazzo di Brontolo regalato alla ladra 4 anni fa e me lo porti a casa impedendole di riprenderselo?

La rabbia, quale dolce compagnia…..

Poschina

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8 thoughts on “Lasciamo uscire il demone

  1. Confermo.
    Il pompino è un piacere che si acquista con l’età.
    E a confermartelo è una lesbicona che, quando la sua fidanzata bisex le dice “figo quello, secondo me ha un bel cazzo …” comincia già a sudare freddo per i morsi del vaginismo psico-lesbo-somatico.
    Il fatto è che nell’inginocchiarti sconfitta e nell’offrire rassegnata la bocca allo stupro orale di uno strapon in vera carne umana, manovrato con maschilistico egoismo da una pelosa e sudaticcia personificazione del tuo Nemico, ci provi un senso di umiliazione che non si può descrivere.
    Mentre cerchi inutilmente di non emettere i suoni più osceni, mentre stringi le gambe per evitare ancora più osceni gocciolamenti, ti passano davanti agli occhi le immagini di tutte quelle riunioni dell’Arcigay nelle quali ti sei alzata e hai preso la parola per proclamare le tue ferme convinzioni lesbo femministe di sinistra.
    E, mentre il Nemico peloso e sempre più sudaticcio si avvicina al momento della sua devastante vittoria, le immagini davanti ai tuoi occhi accelerano e si confondono in una folla di sorelle-compagne che ti urlano “puttana!!!”
    E, con un singulto che sembra un “sììì!!!”, inghiotti l’umiliazione della catastrofica disfatta che il Nemico ti esplode in bocca con urlo belluino …

    • Ho vissuto per anni il pompino come massima dimostrazione di servilismo, lo facevo, ma nel mio cuore gridava ossessivamente una voce “Sottomissione al Maschio Dominante !!! Ribellati !!! Non sei costretta ad inchinarti !!!”…
      …. salvo poi improvvisamente rinsavire e cominciare a capire che io sarò anche inchinata, piegata, raggomitolata (sì, beh… insomma… dipende molto dalla situazione) ma sono tutt’altro che sottomessa, anzi. E’ lui che dipende in tutto e per tutto da me il che è estremamente eccitante e mi permette di apprezzare appieno le millemila possibilità erotiche della fellatio 😀

      Mi consola molto sapere di non essere l’unica che quando è in giro guarda gli uomini e si domanda se hanno o meno un bel cazzo, perchè come spiegavo al mio compagno l’altro giorno… ok; le dimensioni contano, ma la forma è fondamentale. Un brutto cazzo è un brutto cazzo anche se bello grande, mentre un bel cazzo è un piacere di qualunque dimensione sia (superati i 14 cm).

      Non ti preoccupare, se ammetti do godere nel praticare il sesso orale sei giudicata una puttana indipendentemente da tutto il resto.
      Come ben sai l’essenziale per essere considerata rispettabile è il non ammettere MAI che ti piace fare sesso. Tutto, ma quello no!

      • Non dovevi dirmelo!
        Se mi cade la fantasia di essere sottomessa, sconfitta, schiava, umiliata, mi si volatilizza tutto l’arrapamento!!

        Gli uomini con un bel cazzo lo sanno di avere un bel cazzo, lo capisci da come si comportano ancora prima che dalle dimensioni del pacco.
        Per quanto riguarda il concetto di bello, è molto facile la risposta: più assomiglia a uno strapon e più è bello.
        E poi, vabbè, bisogna pure considerare il concetto di “terrificante” … ma quello è un altro discorso.

        ssst!
        Mi fai crollare tutta la campagna di convincimento che sto cercando di portare avanti presso la comunità delle mie sorelle lesbicone.
        Approposito: se te lo chiedono, tu digli che voi etero siete disinvolte e sicure di voi stesse e ve ne strafregate dei giudizi bigotti e ipocriti …

  2. ahahahahhaha

    Ok, se qualcuno me lo chiede dirò di essere sicura di me stessa, disinvolta e di fottermene altamente di quello che pensano i bigottoni che mi circondano; che poi per quanto mi riguarda è la verità.. non sempre è facile ma ci sto provando.
    Se penso a com’ero timida qualche anno fa, ho fatto passi da gigante. C’è un sacco di lavoro da fare ma sono fiduciosa.

    Non voglio farti crollare la fantasia di sottomissione, ci mancherebbe altro… Se poi ci si riflette bene è proprio l’estrema dimostrazione di arroganza maschile; prendere una donna e usare la sua bocca per godere. Terrificantemente umiliante…..
    Va meglio? 😉

    Comunque avresti dovuto vedere l’espressione di alcuni colleghi quando ho chiesto “Qualcuno di voi ha mai usato un cock-ring? Avrei bisogno di un consiglio”. Panico – Imbarazzo – Diffidenza
    manco avessi chiesto se qualcuno avesse mai mangiato un bambino…

    • Assì? Vuoi fare la gara?
      E allora dovresti vedere lo scompiglio che è nato nella HOT ZONE del forum lesbico quando ho pubblicato (sotto forma di racconto intitolato “Caporetto”) il primo post con cui ho commentato questo articolo …

      Soltanto qualche esempio:

      >>> ehm…quindi? È un racconto? Un’esperienza reale?
      Nel dubbio considerazioni a caldo
      1) se non ti sta bene che la tua amica/compagna bisex ti coinvolga in questi giocetti, mollalla.
      2) se rientra in un gioco sub-dom, la slave dovrebbe sempre essere consenziente
      3) se ti piace fare pompini, tanto lesbo non sei.

      >>> Beh, questo è un forum. In teoria i forum dovrebbero servire per discutere.
      Quindi, cosa volevi dire con questo topic? Hai un argomento o è puro esibizionismo?

      • Ma scusa, allora siccome mi piace farmela leccare sono lesbica?
        A dire il vero guardo anche le tette delle altre donne quando sono in giro e faccio apprezzamenti se le trovo belle, idem per i culi.

        Però così distruggi la mia idea di un mondo omosessuale meno rigido e bigotto di quello etero. Mi sa che la natura umana becera e tradizionalista è trasversale 😦
        Che tristezza !!!!

    • “A mio avviso mi sembra che le svariate accuse verso chi pensa solo al sesso, sono fatte da donne etero che insultano/giudicano altre donne etero.”

      Mi sento chiamata in causa…
      cmq. tutto il mondo è paese, purtroppo

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