Christmas Underground

Oggi è una giornata di merda. Piove, la temperatura a Milano si aggira intorno ai 3 gradi. C’è un’umidità pazzesca e alle 14.45 si tiene il canonico odiato CdA prenatalizio, seguito dal brindisi di auguri con i colleghi.

No, non immaginatevi una festa a base di alcool, karaoke, balli sfrenati e slinguazzamenti stile Ally McBeal e nemmeno un party folle stile “Veridian Dynamics” o qualcosa di eccessivamente triste. Il nostro brindisi  si può sicuramente catalogare una via di mezzo tra un Natale in ospizio e un Natale squallidamente frustrante.

Siamo tutti giovani, brillanti, intelligenti, laureati, bellocci. Nonostante tutto sembra di essere in ospizio. Ridere è considerato alla stregua di scapezzolarsi in chiesa. Dare l’impressione di divertirsi come delle persone normali che hanno in media 35/38 anni è proibito, perchè guardandoci da fuori dobbiamo dare l’idea di essere compiti e sufficientemente distaccati. Una sorta di “Ok, è il brindisi natalizio, siete i miei colleghi ma non avviciniamoci troppo perchè è sconveniente”. Tutto ciò che supera la stretta di mano è indecenza pura.
Se ne ricava un gruppo di gente che preferirebbe farsi sparare sui coglioni piuttosto che presenziare ma siccome l’assenza è notata più della presenza ci saremo tutti.

Io che sono una stronza, colgo l’occasione per fare la solita analisi sociologica a cazzo che faccio tutti gli anni per prevedere le tendenze aziendali per l’anno a seguire. E forse sono quella che si diverte di più, riuscendo a cogliere il lato comico di una situazione a tratti imbarazzante.

Ma non è di questo che voglio parlarvi, bensì della fastidiosa abitudine della gente di considerare, sotto Natale,  il centro di Milano alla stregua di un parco giochi. NO !!!! Qui c’è gente che lavora !!!! Ma andiamo con ordine.

tram

Cosa c’è di peggio degli ultrasessantenni che invadono la metropolitana alle 18.05 armati di pacchi il 20 dicembre? Ovviamente gli ultrasessantenni che invadono la metropolitana alle 18.05 del 23 dicembre !!!! Perchè loro, che non hanno una sega da fare e quindi potrebbero andare a comprare i regali dalle 10.30 alle 16.30, ci vanno invece negli orari dei pendolari. Te li ritrovi tutti lì, insieme appassionatamente, sulla banchina alle 18.05 quando tu ormai sei talmente obnubilata dalla stanchezza che al momento non ti danno nemmeno troppo fastidio.

Al momento…. perchè appena arriva il treno ti accorgi di essere circondato da incompetenti.

Se sono in coppia, le donne hanno tutte una pelliccia talmente voluminosa da occupare tre posti, che aggiunta ai 250 pacchetti di dimensioni abnormi, rendono alla sciura di turno impossibile qualsiasi movimento. Gli uomini sono tutti rigorosamente incapaci di fare qualsiasi cosa senza il continuo  sollecito richiamo delle Signore.

“Alfio…. Alfio….cosa ci fai là? Vieni qui”

Il povero Alfio di turno, che di solito è imprigionato tra me ed un altro utente esperto, osserva le nostre espressioni rabbiose e si guarda bene dal cercare di muoversi. Perchè il buon Alfio, è sì martire della moglie, ma molto meno scemo di quello che potrebbe sembrare ad una prima occhiata. Quindi si rassegna al contatto fisico non desiderato con due sconosciuti incazzati e sopporta le urla stridule dell’idiota che si è sposato con coraggiosa pazienza.

I gruppi di donne invece andrebbero sterminati immediatamente, o quantomeno dovrebbe essere proibito per legge che sotto i 20 e sopra i 55 anni, le donne viaggino in gruppi superiori a due elementi. E’ ormai assodato che le donne sopra i 55 perdano la facoltà di parlare e camminare contemporaneamente. E’ una legge fisica non scritta ed ormai ci ho fatto una certa abitudine, ma oltre a questo fastidioso inconveniente, hanno anche l’abitudine di parlare, contemporaneamente e in ultrasuono. Morale della favola io non riesco a leggere perchè mi distraggono e il mio Ipod nonostante sia pompato al massimo non riesce a schermare le mie orecchie dai loro insopportabili e smielosi racconti di avventure capitate ai nipotini. Cose interessantissime per carità….roba che piuttosto che ascoltarle preferirei essere tumulata viva con uno sciame di api killer.

E non è finita. Loro sono un gruppo e non si separano nemmeno morte. Mai. Il vagone è pieno? Pazienza, la Giovanna e i suoi 250 chili ci stanno benissimo basta che la gente si stringa un po’. E comincia la solfa “Scusi !!!! Non è che può andare un po’ più in là, altrimenti non si riesce a salire” dove il non si riesce sottintende il pachiderma Giovanna. E cmq. No. Solitamente la fisso, guardo di fianco a me dove a fatica sono riuscita a crearmi una sacca d’aria e poi chino la testa ricominciando a far finta di leggere, ovviamente senza spostarmi di un millimetro. Nonostante i miei sforzi, la Giovanna sale e io vedo l’odio che esplode dai pori dell’utente esperto. So cosa sta pensando e gli sorrido complice. Se alla Giovanna non viene un attacco di diarrea fulminante è un miracolo.

Peggio delle donne in gruppo ci sono le famiglie, che approfittano delle ferie prenatalizie (che io non ho mai e quindi sono doppiamente incazzata) per portare nonni e bambini in centro. MA PERCHE’? Perchè?

Famiglie solitamente composte da: mamma ansiosa, papà indifferente/scocciato, nonni adoranti, bambini insopportabili. Salgono sul vagone e si aspettano che io mi sposti per far spazio al bimbo piccolo. No, non mi sposto, ti sposti tu e non guardarmi con la faccia esasperata perchè non è il caso di provocarmi sotto Natale. E ne approfitto per ricordare a tutti che NON si può salire sul vagone con carrozzina e passeggino aperti. Sorry, ma è così. E adesso, mamme all’ascolto, evitate di scrivere cose come “Se tu sapessi / Non capisci” perchè so benissimo e capisco. Quando avrò un marmocchio anche io salirò sul vagone con il passeggino aperto e mi farò odiare ma non ora. Ora vi fate odiare voi.
Le mamme passano il tempo a svestire e rivestire i figli. Continuamente. I figli piccoli sono giustamente terrorizzati dal mezzo e dalla quantità di gente che li ucciderebbe volentieri per accaparrarsi mezzo metro quadrato in più di spazio. I fratelli grandi rompono i coglioni raccontando cose inutili e cercando di muoversi.
I padri hanno l’aria afflitta di chi non sapeva che si sarebbe ridotto così e guardano con malcelata invidia i trentenni appena usciti dall’ufficio che parlano di figa e calcio.
I nonni si fingono più vecchi e più malfermi di quello che sono per farci cedere il posto. Una volta che ottengono l’ambito sedile, ci fanno sedere sopra il bambino.

Ma dico? Sei pirla?

Io ti odio. Cioè mi fai alzare dopo 12 ore in ufficio e 3 di viaggio e poi non ti siedi ma fai sedere un quattrenne in perfetta forma fisica? Lo ripeto: io ti odio.
Ed è principalmente per questo motivo che non cedo mai il posto ad un anziano se c’è un bimbo nei dintorni. MAI.

Il tutto permeato da una frenesia insostenibile.

La gente corre, scalpita, preme, vocia come se non ci fosse un domani.
C’è un domani.
Non preoccupatevi che c’è.
Ve lo dico io che ci vivo nel domani costante.
Fidatevi di me.

Ah dimenticavo…. quando piove il disagio si moltiplica esponenzialmente, quindi immaginatevi che gioia stasera, 19 dicembre, quando affronterò la banchina della metro rossa, con famiglie, vecchi, adolescenti, tutti rigorosamente muniti di ombrelli fradici…

Che dire.

Un fottuto Natale anche a voi!

Poschina – Scrooge mood

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