Serata Revival: Sister Act

1992.

Ho dodici anni, probabilmente sto uscendo con il ragazzo allora carinissimo, ora squallidissimo, che per primo mi infilerà la lingua in bocca iniziandomi così al sesso. Sono ancora una preadolescente, a breve farò un incontro importante; molto importante; troppo importante.

Si usa il ciuffo formato da frangetta e impalcatura, costringo i miei genitori all’acquisto compulsivo di quintali di barattoli di lacca spray e il mondo comincia a darmi la colpa del buco dell’ozono. Sono piena di vita e felice. Sono una cazzo di tardobambina preadolescente che sta ufficialmente per entrare nella spirale dell’autodistruzione. Ma ancora, quando vado a vedere questo film, non lo so. So solo che sono felice. Forse è per questo che non vedo tutto il sottotesto morboso e rivoluzionario di questo film.

Trama: Deloris Van Cartier, cantante in un Casinò e amante di un boss mafioso, assiste ad un omicidio e viene messa sotto protezione testimoni in un convento. Diventerà l’idolo delle suore.

Letta così è una stronzata. Invece no. Sister Act è prima di tutto un film denuncia sulla condizione in cui versano le suore.

Premessa. Dovete sapere che intorno ai 15/16 anni io avevo come scopo nella vita quello di diventare una stronzissima ma rivoluzionaria madre Badessa (perchè hanno un cappello strafigo) che avrebbe rivoltato il potere maschilista della chiesa, sarei entrata nella storia ed avrei finalmente riportato le donne in un ruolo di prestigio nell’istituzione.

Ora so come mai avevo questa fissazione. Che poi non avevo la fissazione perchè particolarmente credente (avevo già abbracciato l’ateismo e il pastafarianesimo, solo che nel secondo caso, non lo sapevo ancora), ma semplicemente perchè secondo me la chiesa è maschilista punto e basta. E poi a quell’età vivevo nella perenne ribellione tardopostfemminista.

Cmq. la colpa di questa mia rivendicazione femministico-religiosa è Sister Act.

Se ad una prima occhiata sembra solo un’innocua commediola con una piccola dose blues, è in realtà un film denuncia. Un film che scoperchia il vaso di Pandora e ci mostra la drammatica condizione delle suore. Donne private della propria femminilità, costrette all’isolamento, relegate al silenzio e alla preghiera, senza alcun ruolo attivo nel processo di fedelizzazione dell’uomo comune.

Quando Deloris arriva in convento infatti, le sorelle sono sottomesse alla Madre superiora, chiaramente infatuate del vescovo, represse sessualmente, frustratissime.

A fine film sono dei cazziduri che hanno in mano le redini del quartiere degradato, adorate dalla popolazione, osannate dal papa, sicure di sè, hanno addirittura una rock-catholic-blues band che fa scintille in chiesa, ancheggiano, ammiccano, puttaneggiano e corrompono anzi ricattano con minacce morali al limite dell’ascoltabile un povero pilota di elicottero per costringerlo ad assecondarle. In pratica diventano delle donne sgamate e approfittatrici a tutti gli effetti. Quelle che noi dell’era moderna definiremmo “Zoccole”.

Questo film in pratica incita al femminismo, alla ribellione, alla promiscuità sessuale e all’uso di cannabinoidi. Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Come tutte le canzoni di Battisti sono a sfondo Sessual-Misogino-Pornografico, così questo film mi ha trasformata in quella che sono. Una cattivissima post-tardofemminista perennemente incazzata con gli uomini e in perenne conflitto con la propria parte spirituale.

Ma soprattutto in una grandissima interprete di “I Will Follow Him” che vi assicuro canto tutte le volte che faccio la doccia ma ancora meglio tutte le volte che mi immergo nella vasca da bagno, cuffie e Ipod a manetta…. i vicini mi pagano per ascoltare la mia esibizione. Giuro. Se volete potete appostarvi sotto la finestra del mio bagno ad attendere la performance….

Tra le cose che non mi ricordavo spiccano Harvey Keitel nel ruolo dell’amante bossa mafioso di Deloris e la mitica Professoressa Mc. Grannit alias Maggie Smith nel ruolo della Stronzissima e prenurosissima Madre Superiora.

 

 

Una curiosità il regista di questo fil è lo stesso di Dirty Dancing…. quindi la sua è una vera e propria ossessione per la causa femminile… 

Sorella Madre Badessa Poschina 

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