Serata Revival: Dirty Dancing

Siamo nel 1992, ho dodici anni e sono innamorata cotta di un mio compagno di scuola che ha degli splendidi occhi verdi. Tra pochi mesi la mia vità cambierà radicalmente. Tra cinque anni penserò che il peggio è passato. Tra undici anni mi innamorerò del mio attuale compagno. Tra vent’anni scriverò un post intitolato “Serata Revival: Dirty Dancing” perchè scrivere mi farà sentire un po’ meglio.

Ma ora ho solo dodici anni, sono convinta che mi sposerò con il ragazzo dagli occhi verdi, che avremo splendidi bambini con i suoi occhi e il mio cervello e sono a casa con mia madre e mia sorella. Lei di anni ne ha quindici e non è dato sapere a cosa stia pensando.

Mio padre non c’è, probabilmente è fuori a cena o ad una pallosissima riunione condominiale.  Noi donne lasciate sole ci affidiamo alla compagnia televisiva e, su italia uno, ci propinano Dirty Dancing. Ed io, nonostante le battute crudeli di mia sorella, mi innamoro della storia, della musica, del mambo.

Se lo avessi visto in un altro momento della mia vita, per esempio a Gennaio 1993 o roba simile, avrebbe avuto sicuramente tutto un altro impatto. Ma nel 1992 io ancora ci credevo. Io ancora ero piena di vita ed entusiasmo. Io ancora ero davvero io. Ma questa è un’altra storia.

Trama: 1963. Una ricca famiglia americana decide di trascorrere le vacanze in un residence tra i monti. Papà, mamma e due figlie. Una figa, l’altra no. Arrivati in loco i genitori giocano a golf e le figlie scorazzano senza controllo per i bungalow. La grande vuole scoparsi il cameriere (spoiler: non ci riuscirà), la piccola (Baby) viene irretita dall’orrido nipote del proprietario, ma si fa amico un inserviente che è cugino dell’insegnante di ballo che è figo, fighissimo e perennemente mezzo nudo. L’amica dell’insegnante di ballo si è fatta ingravidare ed ora deve abortire, i soldi glieli presta Baby ma la cosa va male e il di lei padre che fa il medico deve intervenire per sistemare il danno. Nel contempo Baby e l’insegnante di ballo Johnny hanno passato molto tempo a stretto contatto e da cosa nasce cosa (spoiler: questa cosa capita solo nei film, ma io a dodici anni, ci credevo). Non solo. Si innamorano. Davvero. Per concludere lui viene accusato di furto ma si scopre che non può aver effettuato il misfatto perchè stava a scopare con la figlia dell’ospite più importante della struttura e quindi viene liquidato e cacciato. Avrebbero preferito fosse un ladro. E qui scena straziante di abbandono, saluti e non rimpiango niente e bla bla bla. Serata finale, ballo noioso, gente che si addormenta in sala fino a che Johnny non ricompare, fa il cazzoduro, prende Baby dall’angolo in cui si era rilegata e ballano “sporco” sul palco in mezzo alla folla in tripudio. Non è dato sapere come la cosa andrà avanti. Tipo i grandi classici: e vissero tutti felici e contenti.

Cominciamo con il dire che più che serata revival bisognerebbe parlare di Pomeriggio Revival, visto che il capolavoro è stato riguardato in un pomeriggio di malattia, sul divano, in HD, con Yoshi a tenermi caldo lo stomaco. E guardare un film di pomeriggio è molto diverso che guardarlo la sera.

Cominciamo con il titolo che in italiano non significa “Balli Proibiti” ma Balli zozzi. Nel senso di sessualmente allusivi. Nel senso che sono quei balli in cui manca solo la penetrazione e manca solo ed esclusivamente perchè al momento si indossano vestiti che lo impediscono. La parte fondamentale è infatti lo strusciamento lento e ritmato che simula l’atto sessuale. Già questo bastava a farmi ripensare al rapporto uomo/donna in termini tutti nuovi. Cioè ballare poteva essere moooooltro più che semplicemente ballare.

I protagonisti sono Jennifer Grey pre intervento di chirurgia estetica e Patrick Swayze pre Point Break. Lei è Baby, rampolla di buona famiglia;  ordinaria, insignificante, ma tanto intelligente. Lui è Johnny, ex sbandato di strada salvato dalla danza, un duro dal cuore tenero che gronda sani principi da ogni poro. Dimenticavo, ha una schiena stupenda. In realtà non è che a me il buon Patrick sia mai piaciuto più di tanto ( Point Break escluso, lì sì che mi piaceva e tanto, tanto, tanto, tanto) ma il personaggio di Johnny è così stereotipatamente duro, buono e dolce, che non puoi non amarlo. E poi balla. Cioè balla bene, Cioè ti puoi accozzare tutta ai suoi muscoli e lui non ti caccerà via, bensì ti insegnerà a ballare il porno-mambo. E scusate se è poco.

Il film contiene talmente tante scene epiche che per elencarle tutte ci vorrebbero giorni interi, quindi ne descriverò solo qualcuna. La prima che mi viene in mente è quella dell’allenamento in acqua. Per fare un salto sospeso in aria, meglio allenarsi in acqua, così tu pesi il doppio, io mi faccio i muscoli e ho un’occasione in più per stare giustificatamente mezzo nudo. E poi, vuoi mettere il potere erotico?  Sappiate anche che questa scena coincideva con la fine del primo tempo, quindi tra un salto e l’altro c’erano tipo 5 minuti di pubblicità irritante, ma erano ancora i bei tempi nei quali la pubblicità c’era solo tra il primo e il secondo tempo…. figli, che tempi.

L’altra scena è quella in cui Baby va per la prima volta negli alloggi dei servi e scopre, con un cocomero in mano, che ballare può avere molteplici significati.

Per non parlare di quella in cui Baby va da Jonnhy dopo l’esibizione allo Sheldrake, sono in camera di lui da soli, lui è stranamente mezzo nudo e lei gli dice “Balla con me”. Tradotto “Ti voglio in modo quasi animale quindi muoviti a strusciarti su di me ripetutamente”. Lei si alza, lo raggiunge al centro della stanza e in quel mentre viene inquadrato il giradischi che ruota il vinile e parte la canzoncina da sesso.

E quella in cui sono a fare “lezione di ballo” e si aggrovigliano continuamente?

Ci sarebbero altre millemigliaia di cose da dire su questo film. Ma il top del top del top, lo raggiunge nella scena finale. Nel Mambo – porno che propinano la sera della festa, e da una serie di piccolezze che ne fanno una delle scene più fighe del mondo. Come non pensare al famosisimo

“Nobody puts Baby in the corner”

che è a tutti gli effetti entrato a far parte del linguaggio comune?

Dai ragazze, ammettiamolo. Tuute noi avremmo voluto ballare in quel modo, magari con un’altra pettinatura, ed essere le strafighe della serata, amate, coccolate e strusciate dal gran figo dei gran fighi. Ecco, chiudete gli occhi ed immaginatevi lì, con lui, su un palco illuminato solo da un occhio di bue e il porno-mambo che parte….

…. mi commuovo.

 

Che dire?

Non mi vergogno nell’ammettere che io adoro questo film. Non mi vergogno nell’ammettere che lo uso come “Comfort film”. Ok, non è Il capolavoro. Non è nemmeno Un capolavoro. La storia è banale, i personaggi caratterizzati con l’accetta, regia  e sceneggiatura non sono da nobel. Ma cazzo !!! Cazzo !!! Che vita sarebbe la mia senza Dirty Dancing?

E poi, vuoi mettere il gusto di vedere per la prima volta “Law & Order” ed urlare “Il papà di Dirty Dancing” oppure guardare il pilot di Gilmore Girls e scoprire che la mamma stronza è la mamma di Dirty Dancing.

Sono cose che fanno bene alla salute.

Devo ammettere che solo lo scriverne mi ha fatto stare meglio.

Poschina Time of her life

 

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One thought on “Serata Revival: Dirty Dancing

  1. Pingback: Dirty Dancing il musical | Poschina's way of life

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