Rivisto per voi: Dangerous Liaisons

Prima di cominciare con l’analisi escatologica di questo meraviglioso film, vi avverto:
Oggi è una pessima giornata per me… ecco alcuni dei motivi
– la mia dolce metà lavorativa ci lascia tra un mese, ergo mi troverò da sola senza il conforto del supporto morale che mi ha dato in questi anni;
– il primo post che ho letto su Facebook stamattina mi ha fatta innervosire al punto che stavo per rispondere in malo modo, salvo poi contenermi per rispetto verso non so ancora bene chi, e sappiamo tutti quanto mi destabilizzi trattenermi;
– sono 2 giorni che cerco per il mio capo una presunta ricevuta di ristorante di 4 anni fa che, detto tra noi, secondo me non è mai esistita.

Vi risparmio gli altri motivi, tutto ciò solo per giustificare i picchi di acidità che troverete qui sotto….

cover

Cominciamo col dire che i miei genitori, permettendomi di vedere questo film in età pseudoadolescenziale (avrò avuto più o meno 13 anni quando l’ho visto la prima volta), hanno inesorabilmente segnato il mio destino.  Tanto che, non contenta, mi sono anche sciroppata il libro; che è sì bellissimo, ma vagamente pesante in quanto epistolare. Oltretutto è torbido, ma torbido al punto che non posso farne a meno… qual torbido fatto di sotterfugi, sesso, segreti, silenzi, cattiveria allo stato puro, crudeltà gratuita, sensualità come se piovesse… insomma, tutte quelle caratteristiche che da quel momento in poi cercherò assiduamente in ogni romanzo, libro, fumetto e che faticherò a trovare in cotanta concentrazione.

La mia vita, dalla prima visione di questo spettacolo, ha una svolta. Capisco improvvisamente di preferire i cattivi ai buoni, adorando e venerando la Marchesa de Merteuil e, ovviamente, il Visconte di Valmont che diventa la pietra di paragone per i personaggi maschili di lì a venire. Ora, pur capendo la crudeltà gratuita di cui questa donna si nutre, sfido chiunque a non lasciarsi sfuggire una lacrima nella struggente sequenza durante la quale spiega al Visconte “come si è inventata”.

“Quando feci l’ingresso in società avevo quindici anni; e io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale a dire stare zitta ed obbedire ciecamente, mi dava l’opportunità ideale di ascoltare e di osservare. Non quello che mi dicevano, che non era di nessun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere; ed ho esercitato il “distacco”. Imparai a sembrare allegra, mentre sotto la tavola mi piantavo una forchetta nel palmo della mano e finii per diventare una “virtuosa nell’inganno”. Non era il piacere che cercavo, era la conoscenza; e consultavo i più rigidi moralisti, per la scienza dell’apparire, i filosofi, per sapere cosa pensare, e i romanzieri, per capire come cavarmela; e alla fine io ho distillato il tutto, in un principio meravigliosamente semplice: “vincere o morire”.”

Noi sappiamo che ha ragione. Quelli che ora obietteranno che è solo una sfigata che non ha capito il potere dell’amore, sono degli sfigati illusi. Infatti, in questo romanzo e di conseguenza nel libro, i virtuosi non è che facciano poi una bella fine… beh, sì, in pratica: schiattano tra atroci dolori… ma ci arriveremo poi.

lettera glenn

Motore di tutta la baracca è la Lettera. Chi scrive cosa, perché, quando, a che scopo. Sono tutti dei bastardi incredibili, quelli che non lo sono all’inizio lo diventeranno, quelli che non lo diventeranno, creperanno tra atroci dolori, perchè “è la vita, bellezza” e nessuno ti regala niente.

Della Marchesa de Merteuil, ho già detto tutto. Crudele, perfida, affascinante, sola. Anni fa si è sollazzata con Valmont, noto libertino, magistrale scopatore (lo dice lei e noi le crediamo), il quale è in attesa che la vecchia zia passi a miglior vita per ereditare; perennemente impegnato in qualche sordida cospirazione ai danni di donne apparentemente irreprensibili. In questo preciso momento si è messo in testa di sedurre Madame Marie de Tourvel, moglie fedele, fanatica religiosa, famosa per vestirsi di merda e per il suo essere facilmente impressionabile.

john

Potrei parlare/scrivere per ore di quanto io trovi quest’uomo, oggettivamente brutto, terrificantemente affascinante. Se avessi potuto, ai tempi de “Le Relazioni Pericolose”, gliela avrei data ripetutamente senza alcuna esitazione. E’ colpa sua se io ho una certa fissazione per i film in costume e per i romanzi rosa che narrano le vicissitudini dei libertini. Sì, caro il mio John Malkovich che ricami tra una ripresa e l’altra, è soprattutto colpa tua.

Cmq.
Lui vuole sedurre Madame de Tourvel, ma non si accontenterà di vederla aprire le gambe, no. Lui vuole che lei creda fermamente in Dio, nel matrimonio, nella fedeltà e nel rispetto del voto coniugale, e che nonostante ciò non riesca a negarsi. Ecco il genere di uomo che mi ha immediatamente conquistata. Non l’eroe senza macchia e senza paura, no. Il Bastardo. E qui, una delle scene madri, citata costantemente, applaudita dalla sottoscritta e dalla mia dolce metà lavorativa. Valmont che scrive una lettera usando come scrittoio il corpo nudo di una prostituta.
E qui mi alzo, faccio un applauso urlando “Bravo!!!!”, poi mi risiedo e vado avanti come nulla fosse.

lettera

La Marchesa de Merteuil, però, ha altri piani. Vorrebbe che Valmont seducesse la giovane Cecile de Volanges, quindicenne appena uscita dal convento che ha come unica colpa quella di essere promessa in sposa ad un vecchio amante della Marchesa, fissato con le vergini da convento, che anni addietro aveva fatto l’incommensurabile errore di mollarla prima che lo facesse lei. Al momento il Visconte rifiuta considerandolo un incarico decisamente troppo semplice per lui. Una vergine, dice, sarà così curiosa da aprire le gambe immediatamente.
Ma…

seduzione

Mentre “ce stà a provà” con la dolce e fedele Marie, scopre che la mamma di Cecile trama contro di lui raccontando alla donna tutte le malefatte del Visconte, esasperando i toni raccomandandole di stargli lontano e di non fidarsi assolutamente. Così, nonostante non fosse particolarmente intrigato dall’idea di sedurre la verginella, Valmont decide di farla pagare a Madame de Volanges e seduce, istruisce sessualmente e ingravida la dolce e porca Cecile, rovinandola definitivamente. Tutto ciò mentre la Marchesa si fa sbattere dal giovane amante della musica Raphael Danceny, il quale è innamorato di Cecile, ma è anche tonto come solo Keanu Reeves da giovane poteva essere e quindi si fa manipolare senza alcuna remora dalla vecchia stronza.

cattiveria

Dimenticavo. Il Visconte e la Marchesa, giusto per alzare la posta, hanno messo sul piatto della scommessa una notte di sesso. In breve se Valmont riuscirà a dimostrare, a mezzo testo scritto, di aver consumato con Madame de Tourvel, la Marchesa gli concederà una notte tra le sue grazie.

Dopo una corte serrata, diversi espedienti escogitati solo per impietosire la fanatica religiosa, corruzione di domestici e sotterfugi vari, Madame de Tourvel cede, dichiarandosi irrimediabilmente innamorata di Valmont. E qui, un altro colpo da maestro. Lui potrebbe approfittare di lei, mezza agonizzante e piangente perchè nonostante sia l’esempio sociale della fedeltà vuole farsi sbattere dal Libertino, ma inaspettatamente non lo fa. La aiuta a liberarsi dalla costrizione del corsetto e poi chiama qualcuno per aiutarla. E a quel punto tutti, persino le assi del parquet del mio vicino, hanno capito che lui è fottuto. Innamorato. Perduto per sempre.
Dopo una rocambolesca fuga e un complicato ricongiungimento finalmente i due piccioncini si danno alla pazza gioia.

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Quello che ancora Valmont non sa è che si sta stringendo il cappio da solo. Tornato esultante dalla Marchesa, scoprirà di non poter riscuotere il tanto agognato premio, in quanto la vecchia bagascia si accorge immediatamente dello stato di “innamorato cronico” del Visconte e, mortalmente gelosa ed invidiosa, lo spinge con le sue adorabili doti di manipolatrice, a rompere con la Tourvel.

“Trascende ogni mio controllo.”

Sono le parole che Valmont ripete ossessivamente a Madame de Tourvel per staccarsi da lei. Ad ogni richiesta d’amore fatta dalla donna lui risponde che non sa bene il perchè, ma non è più interessato alla merce: Trascende ogni mio controllo.

Tornato per l’ennesima volta dalla Marchesa per esigere il premio, verrà rimbalzato nuovamente. Non solo. Lei, finalmente, gli mostrerà il suo vero volto. Quello di una mantide religiosa. Dopo averlo sfruttato fino alla morte promettendogli l’amplesso, decide, rosa dalla gelosia per quei sentimenti che lei non riesce a dimostrare, di umiliarlo ulteriormente facendogli capire che non conta un cazzo, che è stato manipolato dall’inizio ed è stato anche così idiota da rinunciare alla donna che amava solo per compiacerla.

Non contenta, decide di dire al giovane Danceny, che la dolce Cecile si è fatta sbattere ripetutamente dall’esperto Valmont. Come qualsiasi gentiluomo avrebbe fatto, Danceny sfida Valmont a duello e ne ha la meglio. Secondo me, Valmont vuole porre fine alla sua vita e si lascia ammazzare. Prima di trapassare, il visconte chiede a Danceny di leggere tutte le lettere che gli ha inviato la Marchesa e di decidere da solo come disporne. Gli chiede anche di andare da Madame de Tourvel, gravemente malata (anche lei si sta lasciando morire), per dirle che davvero non riesce a spiegarsi il perchè del suo ignobile comportamento.

La scena finale è la perla delle perle tra le perle.

fine

Vediamo la Marchesa nei suoi appartamenti mentre legge una missiva, a seguito della cui lettura, sclera. Urla, si dispera, distrugge il distruttibile e piange come se non ci fosse un domani. Poi la vediamo andare a teatro, con il suo bel sorrisone stampato in faccia. Solo che invece di accoglierla, il pubblico la sommerge con un coro di insulti.

Ebbene sì amici. Il pistolotto Danceny ha diffuso le lettere donategli da Valmont, ora tutti sanno chi si cela, davvero, dietro alla splendida maschera di donna perbene.

Tornata a casa, una distrutta Marchesa si spoglia dal make-up e dall’immagine che aveva creato con tanta fatica, dimostrando di essere una donna estremamente sola, in un certo senso indifesa, e finita.

foto-dal-set-le-relazioni-pericolose

Vi lascio con questa bellissima foto rubata durante una pausa dalle riprese.

Ma vi lascio soprattutto con il consiglio di rivedere all’infinito questa perla di saggezza che ci lascia un messaggio fondamentale per le nostre insipide vite: essere virtuosi non paga; peccate, godete, siate stronzi, schiacciate per non essere schiacciati, vendicatevi, fingete, sorridete sempre, cercate di fare della crudeltà intellettuale un’arte. Ad essere virtuosi si schiatta tra atroci dolori, mentre essere stronzi al massimo conduce all’isolamento sociale, che parliamone, non è certo il peggiore dei mali…. anzi!!!

Inutile girarci intorno, il film funziona perchè il personaggio della Marchesa è magistrale. Senza di lei nulla avrebbe senso. Un altro punto a favore degli stronzi…

Poschina – realmente pericolosa

Per il momento Parenti – Serpenti

Ero un’adolescente bipolare e una sera, quella cara ragazza che è mia sorella (Lei sì, virtuosa della faccia d’angelo/cuore di demone), guardando la scena in cui la Marchesa perde le staffe urlando e distruggendo tutto, mi disse con una punta di goduriosa cattiveria nella voce “sei proprio tu quando ti arrabbi”. Uno, non lo nego. Io quando mi incazzo lo faccio alla grande e non moderatamente. Altrimenti cosa ti incazzi a fare? Poi, a distanza di vent’anni mi permetto di risponderle, conscia che tanto non mi legge…. “Vorrei vedere te !!!!!”

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