Special Guest

Inutile girarci intorno. Sono nata nel periodo sbagliato in tutti i sensi. Come molti di voi sanno, lavoro come segretaria. Un lavoro che qualche decennio fa era persino ambito in quanto un gradino sopra l’impiegata media e c’era anche  la remota ma non impossibile eventualità di accalappiarsi il capo.

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O quantomeno di diventarne l’amante e fare carriera/non fare una sega ed essere riempita di regali. Beninteso, scoparsi il capo non passerà mai di moda, esattamente come il reggicalze. Ma questa è un’altra storia.

cover

Generalmente quando si parla di segretaria, immediatamente la gente si figura una tizia strafiga con tacco 12 e tailleur attillato.
No.
Non è così
Novantanove segretarie su cento girano in pantaloni e tacco basso, se non jeans e sneakers come la sottoscritta. Ok, io lo faccio anche a titolo di ribellione per rivendicare i miei diritti . . . una specie di “Siccome mi trattate peggio della figlia della serva, mi vesto come la figlia della serva”. Ma si sa, io mi sono nutrita di ideologie sbagliate e i risultati si vedono tutti.

By the way.

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Sostanzialmente io sarei una “Segretaria di Direzione” in quanto, ufficialmente, sono la segretaria personale dell’AD della mia società. Questo apparentemente mi riveste di un’alone di prestigio che a tutti gli effetti non ho. In pratica, infatti, sono molto più semplicemente una segretaria generale, che potremmo riassumere in un’unica parola: Lammerda.

E se qualcuno mi vedesse al lavoro sarei molto simile all’immagine sotto ma con una faccia da cazzo da manuale. Perchè nessuna segretaria sorride. Sorride realmente intendo. Abbiamo tutte degli splendidi sorrisi costruiti che appiccichiamo in faccia la mattina alle 9 e togliamo prima di uscire alle 18.

reality

L’unico momento in cui rivendico il mio ruolo contrattuale è quando al telefono mi passano il rompicoglioni di turno che vuole vendere qualcosa ed io sono autorizzata a fare il cazzoduro e dire frasi tipo “Forse non Le è chiaro che essendo la sua segretaria personale è con me che deve parlare, perchè se non parla prima con me, non c’è alcuna speranza di parlare direttamente con lui.” Momenti di gloria veri e propri.

Un altro luogo comune che posso smentire con una certa facilità è quello secondo il quale gli ospiti che passano in azienda per meeting e closing vari siano lo stereotipo dell’uomo in carriera bello e possibile, giovane, intelligente, acuto, sexy e fottutamente ricco. Perchè per millenni ci hanno convinte che l’uomo d’affari sia così. Un Uomo Harmony che ti fa orgasmare solo guardandoti, che ha una voce profonda, è equo e giusto, tratta tutti con rispetto nonostante ostenti una sicurezza in se stesso talmente forte da far sembrare chiunque una merda in confronto a lui.
Più o meno un uomo così:

david

Ve lo dico subito, anzi, subitissimo.
NO.
Novecentonovantanove su mille sono inguardabili, stronzi, vecchi, grassi, profondamente antipatici, particolarmente scortesi e fottutamente ricchi. Solo che a mio parere la ricchezza in quel caso non è il plus che ti dona l’ennesimo orgasmo, ma motivo di ulteriore disprezzo nei loro confronti.

Ma analizziamo i casi umani che quotidianamente invadono il mio ufficio e minano la mia sanità mentale.

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Il Timido

Suona il campanello, tu apri la porta e lui non entra. Allora tu, segretaria modello, schiacci di nuovo il bottone per aprire la porta, si sente il classico rumore irritante della serratura elettrica e lui cmq. persiste nel non entrare. A quel punto, nonostante la tentazione di lasciarlo morire fuori dalla porta di inedia sia fortissima, ti alzi e vai ad aprirgli la porta.
E già lo odi.
Profondamente.
Finalmente riesci con un sorriso rassicurante a farlo entrare. Ma ormai la situazione è compromessa. Qualunque cosa faccia, resterà sempre e comunque ricordato come “l’idiota che non sa nemmeno aprire una porta”.

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Quello che crede di essere al bar

Quelli che appartengono a questa categoria sono coloro che insulto di più.
All’arrivo di un ospite siamo obbligate dall’etichetta ad offrire acqua e caffè. Una persona mediamente educata di solito accetta quello che viene offerto o rifiuta con un sorriso la proposta.
Ma.
C’è sempre quello che alla domanda “Gradisce un caffè?” risponde “Un caffè d’orzo, grazie.”

Grazie?
Grazie una sega stronzo. Credi di essere al bar? Ho per caso un completo da cameriera addosso?
E vorresti davvero rispondere così se non fosse che i tuoi dirigenti/boss/superiori, adorano dare l’impressione di essere gente di buon cuore e pur di non scontentare lo stronzo di turno si venderebbero la madre.

Lo stesso vale per quelli ai quali offri un caffè e ti rispondono che gradirebbero tanto una spremuta di pompelmo. Oppure un cappuccino, oppure un toast. Che poi è anche una questione di comprensione. Io non chiedo mai “Desidera qualcosa?” ma sono precisa nell’offrire solo quello che posso dare.  Ma lo stronzo vero, quello purosangue, gode solo quando può dare fastidio e dio solo sa quanto riesca ad infastidirmi la richiesta di una spremuta.

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Lo Spocchioso

Solitamente lo spocchioso entra in reception, ti guarda e aspetta che faccia tutto tu. Se la cortesia vorrebbe che il coglione di turno si presentasse e dicesse con chi deve incontrarsi, la realtà ti costringe a trattenere gli istinti omicidi mentre porgi le domande che non dovresti mai essere costretta a fare.

“Con chi ha appuntamento?”
“Chi devo annunciare?”
“Per quale società lavora?”

“Perchè non ti lanci sotto la metrò rossa mentre torni in ufficio, così magari non sono costretta a rivederti e sopportare la tua spocchiosità?”

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Quelli convinti di essere a casa loro

Semplicemente adorabili, si muovono per gli uffici rigorosamente sbraitando al telefono, entrando e uscendo dalla sala riunioni manco fossero a casa loro. Sospetto che abbiano una vita da sottomessi e che si sfoghino in territorio neutrale oppure sono che siano semplicemente dei cafoni che meriterebbero di essere presi a calci in faccia più o meno dalla mattina alla sera.

Potrebbe non fregarmene un cazzo del loro girovagare per i corridoi urlando, ma per volere dei miei Bosses, devo seguirli tipo cagnolino per evitare che si infilino in stanze proibite e mi devo operare perchè ritrovino, finita l’interminabile telefonata, la sala riunioni giusta.

Per inciso, questi cafonazzi insensibili, ti guardano sempre male. Come se fossi tu quella che a casa loro ha appena cagato al centro del salotto.

HABITUE

Gli Habituè

Si dividono in due categorie:

Gli Stronzi e Gli Adorabili

Gli stronzi sono quelli che ormai sono di casa, credono di essere benvoluti perchè noi segretarie fingiamo benissimo, e si prendono quelle libertà irritanti che invece ci deliziano quando se le prendono Gli Adorabili.
Solitamente personaggi di spicco o loschi figuri che non si capisce bene cosa facciano nello specifico, bazzicano in office almeno una volta la settimana, girano liberi per gli uffici, cercano di farsi offrire di tutto, fanno i simpatici e poi NON ti salutano se ti incontrano per strada.

Gli Adorabili sono anche loro di casa ma realmente benvoluti dallo staff. Mai molesti, non disdegnano lo scambio di battute con gli inferiori. Sono a conoscenza di tutti i retroscena dell’office e spesso si soffermano con la segretaria a sparlare delle ultime follie aziendali con fare complice. Sono quelli che ti salutano se ti incrociano in strada e che ti riconoscono anche se non hai in mano il vassoio con i caffè.

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Ex

Possono essere ex colleghi e quindi accolti come il figliol prodigo e sequestrati per una pausa caffè improvvisata, vengono visti come “coloro che ce l’hanno fatta” in quanto ascesi nell’olimpo di un ambiente di lavoro sano ed equilibrato. Solitamente sembrano ringiovaniti di 10/15 anni rispetto a quando lavoravano nell’ufficio accanto. Vederli è un toccasana per l’intera azienda perchè danno a tutti la falsa speranza che si possa davvero svoltare.

Oppure possono essere ex soci, ex collaboratori, ex favoriti del boss supremo. Magari fino alla settimana prima erano lì con te a scherzare in cucina. Ma oggi, quando entrano in qualità di “ex” sono da considerarsi come Il Nemico. l’Atmosfera è tesa e c’è sempre il terrore strisciante di fare o dire qualcosa di sbagliato. Inutile sottolineare che io simpatizzo moltissimo con loro. Mi stanno TUTTI rigorosamente simpatici.

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I preferiti

Sono pochi, pochissimi. SI contano sulle dita di una mano. E sono schifosamente privilegiati in tutto. Si sono guadagnati il Maximo Respect dell’intero gruppo segreteria diventando intoccabili e incriticabili.

Sono quelli che ti considerano una persona, si informano per reale interesse, sorridono davvero e cercano in tutti i modi di non crearti problemi o fastidi. Se possono evitano di chiedere caffè o acqua, non si lamentano mai, non fanno richieste impossibili e stemperano le ire dei boss quando qualcosa va storto (tipo impianto audio conferenze che non funziona proprio nel momento topico).

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Quelli che ci piacciono

Ebbene sì, ci sono anche loro. Ogni segretaria ha il suo preferito o i suoi preferiti. Sono quelli che ci piacciono. Non necessariamente “belli” o “ricchi” spesso nemmeno poi tanto simpatici, ma ai quali si perdona quasi tutto perchè inspiegabilmente ci piacciono tanto. Io ne ho due.

Uno che è gentilissimo e stronzissimo a seconda di come si alza dal letto. Un giorno abbiamo parlato manco fossimo stati in classe insieme al liceo, e la settimana dopo mi ha salutato con evidente sforzo. Questo atteggiamento bipolare non può che attrarmi come una lampadina accesa attrae una falena. Spesso mi incazzo per i suoi atteggiamenti salvo ritrattare dopo due minuti perchè nonostante tutto, mi piace.

L’altro è sempre stronzo. Forte della sua posizione in società ti guarda sempre come se tu fossi un’inferiore ed in effetti lo sei. Lo sa lui, lo sai tu, lo sanno gli altri. Fa richieste impossibili ed insopportabili per quanto riguarda il cibo, lo odio con tutta me stessa conscia che è tutta attrazione sessuale inespressa. Una sola volta ci siamo scambiati prima uno sguardo d’intesa e poi un sorriso complice. Praticamente uno dei momenti più significativi della mia carriera.

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I Fighididdio

Due.
In sette anni ne ho visti solo due.
Grazie a dio;  ho rischiato di scapezzolarmi lì, davanti a tutti durante una riunione, solo per attirare l’attenzione su di me e vantarmi di aver copulato con il figodiddio. Gradirei conservare il posto di lavoro se non altro perchè ho un fottutissimo mutuo.

Inutile dire che non mi interessa il loro ruolo nel mondo, quanto guadagnano e perchè sono capitati proprio nel mio ufficio. La loro esistenza sulla faccia della terra basta a giustificare tutti i mali del mondo. La loro presenza in ufficio basta a giustificare tutte le mie frustrazioni lavorative (non è vero ma mi piace esagerare).

Tirando le somme posso dire che non auguro a nessuno di impegolarsi nel lavoro di segreteria a meno che non abbiate la fortuna di essere la Personal Assistant di gente come Robert Downe Jr, Daniel Craig, David Gandy, George Clooney e via dicendo.
Perchè si tratta sempre di leccare culi, ma parliamone…..

Poschina – personal assistant

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