Non chiedetemi di essere comprensiva

Qualcuno ha definito “schiavi” i pendolari che ieri mattina hanno forzato le serrande della metropolitana pur di salire sul treno che li avrebbe portati al lavoro. Beh, io non mi sarei mai assacchettata sotto una transenna della metropolitana, ma devo ammettere che mi sono sentita offesa lo stesso.

Sono una schiava,una derelitta, una loser. Sono una di quelle che arriva al lavoro con una media di 10 minuti di anticipo. Non rubo i minuti in pausa pranzo, e nemmeno li rubo all’uscita. Io faccio quello che devo fare.

E mi incazzo come una iena quando per causa non mia, arrivo tardi o ci metto due ore e passa a tornare a casa la sera. Tendenzialmente sono una a favore della protesta, anche quando mi crea problemi. Sono simpatizzante orgogliosa di chi cerca di migliorare la sua condizione, ho appoggiato 7 anni di scioperi sorridendo a dipendenti ATM e Trenord convinta che avessero ragione loro.

NO. Non hanno ragione e mi sono rotta i coglioni.

E’ evidente, se sono 5 anni che non gli rinnovano il contratto, che il governo se ne fotte dei loro scioperi anche perchè, escluso l’utente sfigato che arriva tardi a casa o si fa 10 km a piedi, non intaccano nè le casse dell’azienda, nè urtano la sensibilità dei dirigenti. Se lo sciopero causasse un mancato introito, il problema contratto sarebbe già risolto, ma ormai il 99.9% dei pendolari è abbonato ed ha quindi pagato in anticipo il servizio, prendendolo nel culo alla grande. Una volta, in una situazione come quella di ieri, avrei almeno potuto forzare i tornelli e non pagare il pedaggio per un servizio che effettivamente non era fornito, ma ora i miei soldi l’ATM li ha già in tasca per tutto il mese di ottobre dal 28 settembre scorso, quando ho ricaricato la tessera. E nessuno mi rimborserà un cazzo. Mentre i dirigenti viaggiano in auto blu e i dipendenti se la menano perchè nessuno li caga, io subisco. Non proprio in silenzio ma subisco.

Ieri mattina è cominciato tutto con un presunto malore in zona Lima. Treni fermi, accumulo di gente, attesa del 118 e via dicendo. Risultato? A 10 minuti dalla serrata migliaia di persone attendevano o sulle banchine o, peggio, in vagoni pieni, senza aria condizionata, in gallerie buie e claustrofobiche. Mi è andata di culo perchè ero in banchina a smadonnare e non pigiata in mezzo a gente preda di attacchi di panico.

Alle 17.25 esco dall’ufficio e mi dirigo alla metropolitana. San Babila, linea 1 – rossa. Banchina strapiena. Passa il primo treno e non si riesce a salire. Passano 9 minuti e arriva il secondo. Pieno. Nessun annuncio di guasti, malori, ritardi. Riesco a salire che sono le 17.35. Alle 18.02 ho il treno. Ce la posso fare.

NO. Non ce la farò.

Il mio treno pieno come e peggio di un uovo va a 1 metro al minuto, si ferma per decine di minuti rigorosamentre tra una stazione e l’altra ed è senza aria condizionata. Un quarto d’ora e la gente comincia a manifestare la sindrome da Overlook Hotel. Poi un guasto alle porte, e quando finalmente ho sorpassato Cairoli  e mi avvicinavo a Cadorna ci fermiamo nuovamente e ci annunciano che c’è un treno fermo in Cadorna e non si riesce ad andare avanti. Altri 10 minuti così.

Vi chiederete perchè non sia scesa ad una fermata intermedia. Semplicissimo. Non si poteva. C’era talmente tanta gente sia nel vagone che in banchina che non si riusciva nemmeno a scendere. Arrivo snervata, sudata, incazzata e decisamente poco empatica in Cadorna alle 18.05. Ho perso il treno ed odio con tutta me stessa indistintamente tutti i dipendenti ATM e del loro rinnovo del contratto ormai non me ne frega nulla. Intanto bloccano i tornelli in entrata e impediscono alla gente di raggiungere le  banchine.

Al mezzanino una sciura chiede istericamente “Ed ora, come faccio ad arrivare a Gessate?” ed un addetto ATM le risponde con fare stizzito “Poteva organizzarsi ed uscire per tempo dal lavoro, in fondo che c’era sciopero era cosa nota”. Al che, dopo attimo di silenzio, parte lo sfogo della sciura “Pezzo di merda, sono uscita dal lavoro alle 17.00 ed ho passato 45 minuti bloccata sul treno, stamattina sono arrivata in ritardo, cosa devo fare? Prendermi una giornata di ferie per voi?” e così la situazione è degenerata, arrivano i caramba per cercare di salvare gli impiegati ATM, danno retta alla gente che urla, si incazza e bestemmia…. e così si conclude la mia avventura.

Scoprirò poi che alcune migliaia di pendolari incazzati (tra cui alcuni insospettabili colleghi) si sono rifiutati di lasciare i convogli e le banchine nonostante i ripetuti annunci ATM che lo sciopero era cominciato. In pratica si sono ammutinati. Pretendevano di essere portati a casa. Pretendevano di avere il servizio per cui avevano pagato. Pretendevano giustizia. Hanno rivoltato la frittata e impedito agli scioperanti di scioperare. Stupendo. Rifacciamolo al prossimo sciopero che vengo anche io a fare numero. Facciamogli provare quanto è divertente essere un ostaggio.

Lo scopo di uno sciopero dovrebbe essere quello di creare disagio/fastidio/perdita all’azienda che ti sta sfruttando. Lo sciopero dei mezzi pubblici, in generale, danneggia solo l’utente finanziatore del servizio. Se lavori in Ford e vuoi protestare contro la società che non ti paga appastanza, blocchi la produzione e fai perdere all’azienda un sacco di soldi. L’azienda si accorge che non guadagna e scende a compromessi. Ma se blocchi il treno a perderci è il pendolare  e non l’azienda.

Volete il rinnovo del contratto?

Ok, picchettate la sede ATM. Prendete a calci i dirigenti, ricopriteli di uova marce, date fuoco alla sede centrale. Fate quel cazzo che volete ma smettete di rompere le palle a povera gente che per colpa vostra perde ore di permessi che potrebbe utilizzare per se stessa e non per fare un grantour nelle gallerie della metropolitana. Vorrei vedere se un giorno per protestare contro la mia società, sequestrassi un dipendente ATM a caso perchè sai, così creo un po’ di disagio… ma che cazzata è?

Poi dico? Sindacati di merda, ma siete ancora fermi agli anni sessanta e allo sciopero del trasporto pubblico? Ma è possibile? Non siete capaci di farvi valere con altri mezzi? Io vi odio. Davvero. Vi odio. Non potete protestare in senza danneggiare chi, acquistando biglietti e abbonamenti, vi da da mangire la pagnotta? Perchè io, con il mio abbonamento vi do da mangiare, cioè se noi tutti dal mese prossimo smettiamo di prendere autobus e metrò voi nel giro di due mesi siete a casa. Altro che rinnovo del contratto ed iscrizione al sindacato. Forse non vi è chiaro, ma lo scettro del potere è in mano all’utenza. Siete sicuri di volerci esasperare?

Un sentitissimo VAFFANCULO !

Poschina Schiava ed orgogliosa di esserlo

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