Vita Metropolitana

Per vita Metropolitana intendo quel particolare lasso di tempo della giornata nel quale il pendolare cittadino medio (io) è costretto ad usufruire dei mezzi pubblici e nello specifico della metropolitana milanese (linea rossa) e dei treni delle ferrovie nord.

Ora vi elencherò (dalla meno irritante a quella intollerabile)  le categorie di persone che odio di più. E badate bene che ho scritto di più perchè quando fai il pendolare la gente la odi in generale. Nulla di personale, ma insisto che non siamo fatti per restare troppo tempo in spazi stretti tutti insieme appassionatamente.

Questo post contiene Volgarità – Razzismo spicciolo – Rabbia – Sarcasmo.

Giusto perchè altrimenti qualcuno potrebbe poi accusarmi di non aver avvertito adeguatamente.

10 – Gli anziani ansiosi: Trattasi di coppie di anziani in giro, molto probabilmente, alle 8.10 di mattina perchè alle 14.30 devono andare a fare una visita e si sentono più sicuri se arrivano presto. Solitamente non sanno dove andare, nè come, nè quanto durerà il viaggio e quindi sono arroccati proprio vicino alle porte e guardano tutti, ma proprio tutti, come se fossero dei predatori pronti a sbranarli. Non fatevi ingannare. Sono pericolosissimi. Ad una prima occhiata vi sembrerà che possano cadere da un momento all’altro con un alito di vento, in realtà hanno la straordinaria capacità  di tassellarsi a terra, sono spigolosissimi e se per caso li urtate oltre al fatto che loro non si spostano di un millimetro e che il loro gomito vi avrà feriti gravemente, il mondo intero vi guarderà con astio perchè ai suoi occhi avete cercato di fare del male a creature indifese.

9 – Le madri con carrozzina (situazione aggravata in caso di bambini multipli): Via il dente, via il dolore. NON SI PUO’. Le carrozzine/passeggini devono essere chiusi. Questi esseri sostano di fronte alle porte, ancorate ad un palo con carrozzina/passeggino di fronte, occupando ad occhio e croce almeno almeno 10 posti. Hanno sempre l’aria di essere delle madonnine infilzate e la usano ad hoc per cercare di non farsi odiare. Tutti, me compresa, sorridono al pupo. Tutti, me compresa, caccerebbero la natività fuori dal vagone a calci, soprattutto quando il pupo piange/ride/fa i versetti, si insomma, dimostra di essere vivo. Perchè voi forse non lo sapete, ma i suoi versi si sentono anche col volume dell’Ipod al massimo. Nel caso peggiore la madre ha altri figli, i quali sono attaccati ai pali, non stanno fermi, non rispettano le leggi non scritte della civiltà metropolitana e soprattutto hanno sempre l’aria di essere lì lì per vomitare (ok, questa è una mia fisima).

8 – I Palestrati: Generalmente uomini in giacca e cravatta che vanno in palestra durante la pausa pranzo. valigetta 24ore di marca, aria di manifesta superiorità, occhiali, borsone da palestra. No, non un normale borsone. Una specie di sacco per cadaveri (la dimensione è quella) che tengono rigorosamente su una spalla, abbattendo, urtando e infastidendo gli altri occupanti del vagone. Ad aggravare la situazione due cose: il fatto che stanno sempre smanettando con il cellulare (che 9 volte su 10 è un balckberry, l’altra un Iphone) e quindi si muovono agitando il saccone addosso agli altri e il fatto che spesso viaggiano in coppia, quindi due borsoni, due arie di manifesta superiorità e due agitatoni del cazzo che probabilmente si scrivono a vicenda.

7 – Quelli che hanno l’ansia di salire: Cominciamo con il dire che amo questa categoria perchè è una delle poche sulle quali puoi infierire senza che gli altri ti guardino male e ti facciano sentire in colpa. Questi decerebrati sostano dulla banchina in spasmodica attesa del treno e quando questo arriva, si piazzano davanti alle porte impedendoti di scendere. Sono una categoria omogenea, donne, uomini, ragazzi. Il bello è che, avendo il diritto di scendere, puoi; anzi devi, prenderli letteralmente a spallate per farti spazio e raggiungere l’uscita. Il che è liberatorio. Spallare una persona che ti impedisce di fare qualcosa aiuta l’umore, allontana la frustrazione, scioglie la cellulite. Giuro.

6 – Quelli che sono troppo pigri per scendere e risalire: Solitamente, mi scoccia ammetterlo, donne. Altrettanto solitamente si sistemano di fianco alle porte, appoggiandosi alle piccole maniglie appese al muro (impedendo in questo modo a chiunque di aggrapparsi) e non ci sono cazzi che tengano, loro da lì non si muovono nemmeno con le cannonate. Succede che, all’aprirsi delle porte, la gente all’interno del vagone comincia a muoversi verso l’apertura mentre loro, noncuranti, restano al loro posto. In silenzio, senza mai girarsi o porsi anche solo un vago dubbio in merito alla questione “tutti mi spingono e mi smadonnano violentemente dietro”. Da una parte invidio il loro menefreghismo. Dall’altra, spero sempre che muoiano tra atroci dolori.

5 – Le donne sudamericane: Non sono insopportabili sul vagone, ma fuori. Nei corridoi, sulle scale, ai tornelli. Per prima cosa, comincio con il dire che hanno una flemma irritante. Viaggiano principalmente in coppia, chiacchierando del più e del meno, alla velocità approssimativa di 150 metri all’ora. Tu, pendolare medio, sei di fretta. Non perchè sei milanese, ma perchè come minimo il treno è in ritardo di venti minuti e vorresti riuscire ad arrivare al lavoro in tempo per non dover recuperare la sera. Potresti farlo, se non avessi davanti le donne sudamericane. Lente, con dei culi astronomici, che oscillano a destra e a sinistra, fottendosene di tutto e tutti si stagliano esattamente al centro delle scale o del corridoio e ti impediscono fisicamente di andare al tuo passo. Sei costretto a stargli dietro. SEMPRE. Cioè sono sempre come le ho descritte. Mai una volta che ne abbia vista una non dico correre, ma camminare normalmente. Sono il mio equivalente della vecchina sulle scale davanti a Mr. Bean.

4 – I Lap Dancer: Sono la variante più fastidiosa del punto 6, perchè sono abbrappati, sovente a gruppi, al palo centrale. Quello esattamente davanti alle porte. Spesso sono gruppi di giovani. Ancora più spesso sono gruppi di fruitori occasionali del mezzo pubblico e non sanno che pesci prendere. Letteralmente terrorizzati dall’idea di staccarsi dal palo, restano indifferenti a qualsiasi spinta, insulto, calcio o spallata voi vi ostiniate ad appioppargli. I peggiori della serie sono le donne ricche sulla cinquantina, perchè assolutamente convinte di non essere nel torto e perchè usano quantità spropositate di profumo, che aggrava la situazione già insostenibile di chi deve superarle per raggiungere l’uscita. Ovviamente le Madri con carrozzina appartengono anche a questa categoria. Sono più giustificabili perchè avendo la carrozzina non possono stare in nessun altro posto. Tra i Lap Dencers più accaniti si annoverano i tifosi inglesi/tedeschi ubriachi che usufuiscono del mezzo per andare a San Siro per assistere alle partite di Champions o Europa League.

3 – Gli aficionados dello zainetto: Un giorno, qualche designer che non prende mai i mezzi pubblici, ha deciso di inventare gli zaini per pc. Fottiti, stronzo. Hai generato una serie di mostri. Vanno in giro con il loro zaino, e fin qui nulla di male. Però…. Però qualcuno dovrebbe gentilmnte o a calci e pugni, spiegargli che il suddetto zaino si può togliere dalle spalle. O meglio. Va tolto dalle spalle. Perchè? Beh, semplice, perchè praticamente lo sbatti in faccia a tutti quelli che ti stanno dietro e nemmeno te ne rendi conto. Sali, scegli dove andare, ti sfili lo zainettino e lo appoggi per terra in mezzo, o di fianco, alle gambe. Fatto. Semplice. Intelligente. No, loro lo tengono su per tutto il viaggio continuando a girarsi a destra e a sinistra così fieri del loro zaino di merda che lo vogliono vedere tatuato sulle facce altrui.

2 – I Letterati: Ecco la mia categoria di appartenenza. Il letterato è il tipico personaggio che sfrutta il tempo sul mezzo pubblico per fare quello che non avrebbe tempo di fare altrimenti: leggere. Che è anche bello, se non fosse che non guarda in faccia a nessuno. Se deve leggere, legge ovunque, anche uando non c’è spazio, sfruttando parti del corpo altrui a modi leggio. La cosa irritante è che si fanno la guerra per accaparrarsi un paio di centimetri quadrati nei quali aprire il loro fottutissimo libro. E non importa se non c’è spazio, se lo creano usando il libro come ariete. I più irritanti di tutti (io ovviamente appartengo a questa sotto categoria) sono quelli che vanno avanti a leggere anche nei corridoi e sulle scale. Sbattono contro gli altri utenti, rallentano per girare pagina, si infastidiscono sonoramente se qualcuno per caso urta il loro prezioso libro, guardano con grande snobismo quelli che invece passano il tempo a giocare, chattare, smanettare con lo smartphone.

1 – Quelli che fanno lo struscio: In assoluto da eliminare. Che poi mica sono i maniaci che ti toccano il culo o strusciano il membro… no, sono quelli evidentemente convinti di essere in un paesello terronico di provincia e salgono sull’ultimo vagone della metro, per risalire la corrente stile salmone, fino al primo. Perchè? E che ne so. Io mi limito a maledirli ed odiarli. Perchè mi chiedo cosa spinga una persona apparentemente normale a farsi tutto un intero treno della metropolitana strisciando in stile Gollum in mezzo a gente incazzata, che ti insulta, spesso puzza, in estate è sudaticcia, in inverno fradicia di pioggia/neve, solo per giungere in testa al treno. Perchè? Perchè? Se vuoi stare nella priam carrozza, sali sulla prima carrozza. Se per caso le scale per uscire dalla metro sono in testa alla banchina e tu sei salito sull’ultima carrozza, no problem. Quando scendi, risali la banchina che cmq. sarà meno fastidioso che farsi il treno strusciando contro chiunque. E poi, oggettivamente, dai fastidio e stai sul cazzo.

Poschina, costretta da un mondo cattivo e vendicativo al pendolarismo

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4 thoughts on “Vita Metropolitana

  1. Tutto vero…se solo fossero più simili alle foto, soprattutto le sudamericane e le lapdancers sarebbe tutto più accettabile. Per me almeno.

  2. Meraviglioso….
    credo per esperienza personali manchino le scolaresche e in generale gli alunni con zaini colmi da 40kg agitati a destra e manca stile sminatore.
    Mi permetto di aggiungere una ulteriore categoria: i cuffiati a tutto volume: non li sopporto perché hanno la musica talmente alta che non riesco a sentire la musica con le MIE cuffie.
    Infine io appartengo ai letterati. Ne sono fiero. Toccami il libro e il mio sguardo ti brucerà i capelli. Ma non rallento, mi preparo prima per scendere dal treno, mentre cammino non leggo. Adoro strappare i capelli alle donne che li fanno svolazzare davanti a me come se fossero allo specchio o dal parrucchiere per poi adagiarli sulle mie amate pagine scritte.

    è sempre un piacere immenso leggerti 🙂
    un bacio!

  3. ahahahahahhahah… anche io odio le donne che mi sventolazzano i capelli davanti !!!!!
    Purtroppo invece a volte leggo anche camminando, rendendomi pienamente conto del fastidio che arreco agli altri, ma con tutto quello che devo sopportare non mi sento in colpa 😉

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