Lo Sdoganamento del Jeans attillato

Volevo fare un post su quanto odio le gambe di Andy Murray e il suo ondeggiare esponendo gli incisivi superiori mentre i suoi capelli alla “vorrei tanto essere Sid Vicious ma sono un loser” garriscono al vento.

Poi ho pensato di farne uno sulla capacità di improsciuttarsi gli occhi che purtroppo io non ho, ma che forse in realtà non voglio.

Ed invece siamo qui a parlare di come cercavo dei Jeans a zampa di Elefante o quantomeno Bootcut e invece giro da quasi una settimana con quelli attillati da adolescente cinese senza cellulite. Ma andiamo con ordine.

Ricordo benissimo che il jeans attillato che ora si chiama Skinny perchè fa più figo, si usava negli anni ottanta o al massimo a cavallo dei  novanta. Ed io lo usavo, anche perchè avevo più o meno quell’età in cui cominci a svilupparti, ti escono le tette ma le gambe sono ancora quelle di una bella bimba, non conoscono gli accumuli di grasso, la cellulite  e l’incombenza del decesso del collagene. Quindi io + tette + gamba magra, facevamo la nostra porca figura. Poi, all’incirca nel ’92/’93 scoprirò i Levi’s 501 e per più o meno 5 anni non ho comprato altro.

A più o meno 15/16 anni verrò attraversata dalla fase tardonewhippy e indosserò esclusivamente gonne lunghe comprate in fiere imrpobabili che ho ancora e che metto ancora oggi nonostante sia nella fase iniziale del “dietro liceo – davanti museo”.

Ma parliamo di me oggi, trentaduenne non in carriera, che si è messa a dieta e che ora deve rifare mezzo guardaroba perchè i jeans taglio bootcut bellissimi comprati 6 mesi fa sono larghi. Troppo persino per me che amo i jeans comodi. Quindi cerco, vado in giro, guardo le vetrine. Commento che la moda Fluo potevano anche risparmiarsela, soprattutto perchè le donne ricche del centro non hanno ancora ben capito che a 70anni, anche seduta sul portafoglio, abbronzata come una congolese con il pantalone giallo fluo e la borsa arancio fluo, fai schifo.

Siccome la mia religione mi impone di non spendere mai più di 20 € per un pezzo di Denim tagliato e cucito da una modernissima macchina tessile totalmente computerizzata o peggio, cucito da operai sottopagati che lavorano in nero e in condizioni pietose, ho accuratamente evitato i negozi blasonati del centro che ovviamente avevano almeno 200 modelli di jeans taglio bootcut stupendi. Mi dirigo negli store dove trovo solo gli skinny. Che, una volta indossati dovrebbero fare questa figura

 

ossia dovreste vedere ben delineati ed evidenziati i polpacci, le ginocchia, le cosce muscolose e il culo. Vi mostro anche come dovrebbero essere la visione laterale

 

se smetteste di fissare le scarpe da zoccola vedreste il culo modellato, il retro della coscia e il polpaccio visibile ma non invasivo, insomma a sta stronza stanno benissimo e sono stati concepiti per essere indossati solo da ragazze così. Come il costume a slip bianco è stato creato solo per David Gandy.

Fatto sta che causa fisico non proprio eccellente, ma soprattutto ho le ginocchia come quelle di una mucca, potrei pesare 25 kg che comunque avrei i ginocchioni , mi sono sempre rifiutata di comprarli perchè ho sempre pensato che avrei fatto schifo.  Infatti.

By the way, l’altra mattina mi sono diretta nel nuovo bellissimo, utilissimo ed economicissimo store di cinesi che hanno aperto vicino a casa mia alla ricerca di un paio di jeans. Inutile sottolineare che c’erano SOLO jeans skinny e che quindi, colta da disperazione, mi sono chiusa vergognandomi come una ladra in camerino e li ho provati. Per cercare di convincermi che potevo permettermeli li ho indossati con contorno di scarpa con tacco 15 ed infatti tutto sommato stavano anche bene.

Galvanizzata dall’immagine riflessa ne compro due paia. Ma non compro le scarpe. Poi arrivo a casa e non ho voglia di mettermi ad accorciarli. Penso che in fondo posso tranquillamente fare il risvolto e che tutto sommato non sta affatto male. Vado in box e prendo un paio di belle scarpe con il tacco, convintissima che il lunedì avrei avuto lo stesso entusiasmo adolescenziale che avevo in quel momento.

No. Il lunedì mattina ho ifilato i jeans, ho raccattato le scarpe con il tacco, le ho fissate per un paio di minuti e le ho letteralmente lanciate bestemmiando nello sgabuzzino e sostituite immediatamente con un paio di comodissime sneakers Puma. Viola. Con calzettina a pedalino azzurra. L’immagine riflessa nel mio nuovo specchio ingrassante dell’anticamera (sì, compro lo specchio e poi scopro che aggiunge tipo 5 kg, un trauma ogni volta che per sbaglio mi guardo) è agghiacciante.

Una pera.

 

La parte sopra del corpo è abbastanza ok. Spalle con tatuaggio, tette, pancia non piattissima ma decente, fianchi mediterranei (notare la classe con cui uso terminologie fuorivianti), e poi la zona Culo/Culottedecheval che mi fa somigliare in modo a dir poco impressionante alla pera sopra rappresentata. L’occhio scende e non c’è nemmeno l’ombra di una riduzione di misura. Le ginocchione sono lì che mi fissano e fanno il ditone. E poi loro. Il mio vero orgoglio I Polpacci.

Io non solo ho dei polpacci grossi, che sarebbe il meno, ho anche le caviglie grosse. Quindi la mia gamba praticamente è composta da due trochi di dimensioni simili, tenuti insieme da uno snodo gigante che potrebbe sostenere che so, i tiranti di un ponte. Poco più sotto il caviglione si intravede nel centimetro di pelle scoperta che c’è tra il risvoltone anni ottanta del Jeans e la scarpa.

Ma.

Essendo ormai una donna adulta devo superare la vergogna ed uscire. Entrare in ufficio, comportarmi il più naturalmente possibile e soprattutto cercare in treno/metropolitana qualche povera sfigata messa peggio di me fisicamente che nonostante tutto indossa gli skinny per potermi giustificare con frasi tipo “se se li mette lei non vedo perchè io dovrei vergognarmi”. Il tutto mentre mi vergogno mortalmente.

La terapia comportamentale funziona abbastanza. Nessuno ha commentato. Silenzio assenso? No, si chiama rispetto. Hanno almeno quel po’ di rispetto nei miei confronti da parlarmi alle spalle e non in faccia. Lo apprezzo molto. Non mi piace mai sentirmi dire in faccia che faccio cagare. Preferisco, in alcuni casi, la sana, vecchia, collaudata ipocrisia.

Quindi carissimi amici, ho sdoganato il jeans skinny. Ci vado in giro. Mi faccio vedere dal capo. Mi guardo con una specie di orgoglio misto vergogna nelle vetrine. E credo che continuerò imperterrita a cercare la scusa giusta per metterli nell’armadio e non indossarli mai più.

Perchè diciamoci la verità, sarò anche adulta, dovrò anche prendermi delle responsabilità, passi anche che non è che poi mi stiano così male…. però di sicuro non mi stanno bene !!!

Poschina skinny ma non abbastanza

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