La Straordinaria attitudine nell’attirare Casi Umani

Questa sono io ieri sera, ormai sfatta dalla lunga giornata di fatiche, ed in attesa che i muffin finissero di cuocere per poter finalmente andare a letto. Potete notare un occhio vivo, moderatamente allegro, perchè pensavo che essendo mercoledì ed avendo appena scollinato nella settimana lavorativa, la mia vita fosse tutto sommato degna di essere vissuta.

 Tutto ciò accadeva ieri sera, 23 Maggio 2012.

Oggi è un’altra storia.

Dovete sapere che ogni essere umano ha delle attitudini particolari che lo distinguono dagli altri. Chi disegna bene, chi scrive come e meglio di Easton Ellis, chi cucina particolarmente bene e chi, come me, attira tutti i casi umani che circolano nelle nostre strade.

Ormai tutti sapete che ho un cane.

Forse però non sapete che per lui qualsiasi essere vivente che abbia due o quattro zampe, è un potenziale amico; quindi deve andare a conoscerlo, deve giocarci/predarlo/farsi coccolare. Ed io, padrona burbera dal cuore d’oro, tendo ad accontentarlo perchè vivo con il senso di colpa che a causa del lavoro lo lascio troppo a casa da solo e che quindi, quando può, deve socializzare.

Da questa premessa partono i problemi.

Il suo pisciatoio quotidiano (mattina e pomeriggio dopo il lavoro) è la strada che porta alla discarica. Un rettilineo circondato da prati incolti poco battuto dalle macchine, che permette ai possessori di bestioline, di far pascolare tranquillamente i propri pargoli senza paura che sporchino dove non dovrebbero o che una macchina arrivi a 200 all’ora e ponga fine alle loro vite. 

C’è da dire che questo percorso è stato scelto tra i vari possibili perchè è il meno frequentato alle 6.30 del mattino. E non è poco perchè mi permette di aggirarmi con l’animale senza che venga distratto da altri cani/umani. Ed io posso uscire mostruosamente struccata senza il rischio di incontrare giovani virgulti superfighi che portano in giro i loro cani educati.

Fatto sta che avevo Yoshi da un mesetto circa, ed una sera di luglio esco tranquilla tranquilla alle 19.20 appena rientrata dal lavoro e mi dirigo alla discarica. Vedo in lontananza quello che mi sembrava un innoquo sciuro sui sessanta con ben 2 cani. Yoshi parte all’attacco ed io lo asseconto.

Il tizio sembra normale. Solite domande di circostanza, un paio di sorrisi, “quanto ha il tuo?” “Ma davvero lo hai raccattato in sicilia?” e via dicendo. Stavo già pensando “va che bello, uno sciuro con cui fare 4 chicchiere mentre porto giù l’animale” quando questo comincia la solita tiritera che prelude alla consapevolezza di trovarsi davanti al Caso Umano di turno.

“Lo sai che sei molto carina?”

A quel punto succedono nell’ordine due cose. 

1: faccia da cazzo.

2: richiamo del cane con tono simil/isterico.

Il tizio ignora la faccia da cazzo e il cane ignora il richiamo. Ergo, non conto un cazzo.

Non resta che, con gentilezza, dire che fa molto piacere ricevere complimenti inaspettati e cercare andarsene con nonchalance segnandosi l’orario in cui lo hai incontrato e non uscire MAI più in contemporanea per non rischiare di ritrovarsi nell’insostenibile situazione. Ci provo con il vecchio di merda ma non attacca. E’ una specie di cozza ed ha deciso che io sono il suo scoglio. Dopo una serie di banalità sul mio sguardo, i miei capelli e il mio tatuaggio, alla fine riesco quasi a sbolognarlo ma…..

… lui mi prende un braccio e mi dice “La prossima volta che ti incontro, posso baciarti?”

Ecco. Questa è la gente che io attiro. Da sempre. Da quando ho smesso di attirare i pedofili perchè ormai troppo grandi. Da quando mi sono spuntate le tette, cioè a 11/12 anni. In pratica 20 fottuti anni nei quali il peggio del peggio del peggio dello squallore umano, ha provato ad abbordarmi.

Ovvio che il vecchio di merda venga da me evitato come la peste. Odio i suoi cani e Yoshi è stato educato a calci a non pensare nemmeno lontanamente di stringere amicizia con quelle bestie figlie di Satana.

Ma fosse solo questo.

Dopo lo spiacevole incontro di 10 mesi fa, non avevo avuto altri traumi da giro con il cane.

La mattina alle 6.30 incontro tutti i giorni da qualche mese gli operai di un cantiere, con i quali scambio un paio di battute, ci auguriamo la buona giornata e ci sorridiamo amorevolmente. C’è anche un ragazzo decisamente carino, anzi belloccio, anzi scopabile, che ogni tanto fa due coccole a Yoshi ed io assumo la miglior espressione/posa che riesca ad assumere in orari improbabili.

Poi c’è il signore che scarica i rifiuti in discarica e che d’inverno riscalda il camion e che un giorno in pieno gennaio con -14, vedendomi immersa nella galaverna, ha abbassato il finestrino  e mi ha detto “Sono belli gli animali, certo che è un impegno……” e da quel giorno quando mi vede suona il clacson in segno di saluto. 

Era tutto perfetto. Ogni tanto incontravamo il signore sportivo con Atos e ci fermavamo a parlare mentre i cani si annusavano e si prendevano a schiaffoni per giocare.

Ma oggi.

Oggi che è stato il primo giorno in cui il sole mi ha scaldata, oggi che è giovedì mattina e sento che la settimana sta finendo…. oggi che sembrava il giorno perfetto. Oggi ho incontrato il nuovo Caso Umano. Il peggior Caso Umano. Quello che mi costringerà a cambiare giro la mattina, ossia ad alzarmi prima per raggiungere un altro prato, possibilmente ancora più isolato dal resto del mondo.

Arrivo in prossimità della discarica, Yoshi è nel praticello ad annusare ed io ho gli occhi socchiusi e mi gusto il silenzio ed il calore del sole….quando sento. “Ciao ! Non ti ho mai vista!”.

Dietro le sbarre del cancello della discarica un uomo. Il Caso Umano. Circa 40 anni, chiaramente non arrivatissimo, quello che nella bergamasca definirebbero “tanto caro” che significa due solce cose: o non è tanto normale, o è uno normale ma una palla al cazzo di dimensioni glattiche. 

Mantenendomi ad una distanza di sicurezza lo guardo male. Ma lui mi ignora ed insiste. “Non ti ho mai vista” ed io non so cosa rispondere perchè vorrei solo che lui scomparisse dalla mia vista perchè il radar “CASO UMANO” sta bippando violentemente nel mio cervello. Considerato che lo ignoro passa alla tattica 2. “Che bel cane, maschio o femmina?”

Stabiliamo che e maschio e lui lo chiama. Persino quel pirla di Yoshi sente che qualcosa non va, mi fissa e si mantiene a debita distanza. Ma il tizio che poi scoprirò chiamarsi Nicola, apre il cancello ed esce. 

Voi uomini non lo sapete, ma per le donne questo  è un chiaro  segnale di pericolo. Da quando hai 1 giorno, infatti, tutto il parentado prima e il mondo dopo, ti insegna quali sono i segnali di pericolo e ti raccontano tutte le peggio cose capitate ad amiche di amiche di amiche, solo che a differenza  delle solite storie raccontate per fare scena, quelle sono Tutte Rigorosamente Vere. Sviluppi quindi, in quanto donna, un istinto particolare che ti permette in un nanosecondo di calcolare l’entità del pericolo, possibili armi contundenti o vie di fuga. Nicola è grande e grosso (quasi tutti i Casi Umani lo sono) ma è grassoccio, quindi sono più veloce io nonostante il tacco. Se fossi costretta ad urlare i tizi del cantiere mi sentirebbero e, memori della mia gentilezza, accorrerebbero in mio aiuto ed essendo armati e muscolosi mi salverebbero dal bruto. Altro punto a favore, io normalmente non parlo, grido. Quindi se dovessi davvero gridare saprei farlo in maniera strepitosa. I contro sono che se mi desse un ceffone io crollerei come una pera cotta, Yoshi probabilmente penserebbe ad un gioco e si metterebbe a correre intorno a noi scodinzolando, e lui avrebbe tutta una discarica a disposizione. Questo significa millemila armi improvvisate per seviziarmi e tanto, tanto, tanto tempo per abusare di me in una delle casupole dove si lasciano i televisori e gli elettrodomestici in genere. Tutte queste riflessioni in un miliardesimo di secondo.

Utlima riflessione puramente femminile. Quando troveranno quel che resta del mio cadavere, noteranno che ho i peli in ricrescita e diventerò la barzelletta della locale caserma dei carabinieri. Questo è quello che mi spaventa di più.

Decido quindi di usare la tattica della snob. Sorrido con un mezzo sorriso semi disgustato e mi allontano. Lui mi segue  e incalza con domande del cazzo sul perchè non mi abbia mai visto. Sottolineo che Yoshi non si lascia avvicinare e questo mi preoccupa oltre modo. Riesco a sbolognarlo ma alla fine del giro devo fare dietro front e lui è lì che mi aspetta.

Riparte all’attacco e guardandolo bene noto che non è un Caso Umano qualsiasi, ha anche l’aria da pazzo. Sguardo pruriginoso e tendenza a non rispettare i 30 centimetri di sicurezza che sono la regola non scritta dei rapporti interpersonali. Cerca di toccarmi mentre parla, cosa che mi fa imbestialire quando lo fanno gli amici non poi tanto amici, figuiramoci il Caso Umano Pazzo Maniaco che è prima di tutto un estraneo.  Alla fine mi chiede se sono fidanzata e dopo il mio “Sì” mi dice che voleva invitarmi a mangiare una pizza ma che essendo fidanzata ci rinuncia perchè l’amore….. e parte raccontandomi delle sue avventure amorose inspiegabilmente finite male e sull’onda delle sue domande insulse riesco a dirgli che devo proprio andare perchè, sai com’è, il lavoro, la casa, il fidanzato…. e intanto mi allontano mentre lui mi segue e dice “Ci vediamo vero? Io sono sempre qui… così parliamo un po’”

Mi allontano sempre di più e lui mi fissa sempre. Rimane sulla linea del cancello e mi fissa. Ed io ho la consapevolezza di essere viva soltanto perchè non mi aveva mai vista prima, ma che proprio ora, mentre scrivo, lui sta pianificando la tattica migliore per neutralizzarmi ed abusare di me. Perchè sarà sì il Caso Umano Pazzo Maniaco, ma se si parla di stupri e/o omicidi lui è sicuramente una Mente eccelsa. 

Poi l’illuminazione. Il Caso Umano Pazzo Maniaco è qui a causa mia.

Sono io che ho segnalato via mail al comune che c’è gente che ruba in discarica. Io che sono stata civile. Io che ho provato, nel mio piccolo, a compiere un’azione della quale avrebbe beneficiato l’intera comunità. In pratica io ho aperto la porta all’omicida seriale che ora mi attende sul cancello della discarica.

Memo per il futuro: Fatti i Cazzi Tuoi. 

Sono 3 ore che penso a come aggirare il problema. Perchè se da una parte vi sembrerà che il mio guardare ossessivamente Criminal Minds, CSI, L&O SVU, e leggere altrettanto ossessivamente tutti i libri sui serial killer mi abbia resa diciamo vagamente impressionabile, dall’altra parte vi assicuro che il mio radar “Caso Umano” non si è ancora quietato e non sono una così cagasotto come potrei sembrarvi da queste righe. 

Potrebbe quindi essere l’ultimo mio post. Mi gira un po’ il cazzo perchè avrei tanto voluto morire a 90 anni, vecchia, rugosa, irosa e brontolona, circondata dai miei 10 gatti che si sarebbero chiamati come i 9 componenti della Compagnia dell’anello, + Sauron, il mio preferito. Quello che avrebbe sostato perennemente sulle mie gambe e avrebbe dominato tutti gli altri. 

Ma pazienza, sarà per la prossima volta.

Poschina una Perla per il Casi Umani 

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One thought on “La Straordinaria attitudine nell’attirare Casi Umani

  1. Epperò, altro che casi umani, qui sconfiniamo apertamente nei maniaci disturbati! Direi che trovarsi in simili situazioni non è proprio piacevole.

    Io eviterei la discarica (se li incontri tutti nella discarica significa che qualcuno ce li ha buttati 😀 sono merce avariata per antonomasia) e sceglierei i luoghi pubblici. Due balle in effetti il luogo pubblico: con i cani degli altri, gli altri, i maleducati, i cani meleducati degli altri maleducati, chi attacca bottone comunque, ma almeno non sei in un luogo isolato, in compagnia di Hannibal Lechter che valuta se mangiare il tuo fegato con le fave o i fagioli all’uccelletto.

    “Chissà perché non ti ho mai vista prima” mah, strano, in genere in discarica è pieno di fanciulle, c’è un giro poi di turisti mica da niente, sono segnalate nelle guide michelin anche, strano proprio! Ma roba da matti.

    Comunque il farsi i cazzi propri in generale è un “memo” da farsi tatuare! Chi se fà l’affari sua, torna sano a casa sua; diceva in un film anni 80 Christian De Sica.

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