Con l’amorevole partecipazione…. ?

Sono reduce dalla gastroenterite. Che ora ricordo aver avuto a 14 anni. E che sarà quello che augurerò da oggi in poi ai miei nemici, a quelli che proprio odio, a quelli che vorrei veder soffrire.

 

 

Ma non sono qui a piangermi addosso. No. Sono qui a sproloquiare sui film italiani per giovani. Capiamoci. In Italia secondo me abbiamo tutte le carte in regola per fare bei film. Abbiamo buoni attori, alcuni ottimi, grandi registi, ottimi sceneggiatori. Ma non li usiamo. Sottolinerei anche che due dei più grandi scenografi al mondo sono italiani. By the way.

Per rendere piacevole la convalescenza ho visto in questi 3 gg. a casa dal lavoro, un bel po’ di film su sky. Alcuni belli. Altri mediocri. Nessuno che abbia smesso di vedere dopo 2 minuti netti. Ma.

Stamane, su Sky on demand, vedo questo titoto: Balla con noi (musicale). Classica storia del cazzo alla Step Up o affini. Vabbè…. che mi costa. Vediamolo.

Certo, una cosa non avevo capito…. è un film italiano. Lo comprendo pienamente solo quando presto attenzione ai titoli di testa e leggo “Con l’amorevole partecipazione di Massimo Ciavarro”; mi sembra talmente una stronzata perfino per un film italiano che mando indietro e scopro che la partecipazione è amichevole e non amorevole. Fa stronzata comunque.

Confessione. Da piccola ero innamorata di Massimo Ciavarro. Giuro. E appena posso ci farò un post sopra, non su Ciavarro, ma sulla filmografia anni 80 primi 90 che ha accompagnato la mia crescita, in parte anche per giustificare certe tare odierne.

Torniamo alla cagata italiana.

Il film narra la storia di Erika,  una ballerina di danza classica che è in crisi perchè non sa se la danza classica sia o meno il suo mondo, che un giorno va dal fratello grande che balla Hip Hop e si appassiona al nuovo ballo e ci scommetto, troverà anche l’amore.

 

 

Insomma la solita storia trita e ritrita, solo sceneggiata, girata e recitata peggio della media già bassissima dei film americani sull’argomento.

 

 

Il problema principale è che sembra che gli sceneggiatori italiani non conoscano affatto i giovani.  Consiglio: prendete il treno o l’autobus la mattina in orario prescolastico e ascoltate di cosa parlano, come, quanto. Poi guardate bene come si vestono. Come si truccano. E già che ci siete, ascoltate anche di cosa parlano i genitori di questi ragazzi su treni e metropolitane.

Magari piazzatevi anche fuori dalle scuole, giusto per….

Forse così riuscirete, in futuro, a rendere meno bidimensionali e vuoti questi poveri giovani. Che stereotipati in questo modo mi fanno una pena pazzesca.

Ah. Ovviamente per il Politically Correct, lei si innamora di un bel manzo di colore. Che la capiamo tutti, ma sa di così calcolato a tavolino da risultare insopportabile.

Ah. Ciavarro, fa il padre della stordita. E vi assicuro che preferiamo tutti ricordarlo così:

 

Beh, che dire.

Complimentoni al cinema giovanilistico italiano. Davvero una perla per i posteri.

Poschina Ipercritica e quindi in via di guarigione.

p.s. qualcuno spieghi al mio cane che con 30 gradi il suo sorpo incanddescente sui piedi è vagamente fastidioso….. 

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