This conversation kills

 

Spesso, troppo spesso, mi trovo a riflettere sul concetto di solitudine in questi termini: E’ meglio stare con gente che non apprezzo e soffrirne, oppure stare sola  e godere delle piccole cose che mi rendono felice? 

La gente non mi piace. Ora che ho trentadue fuckin’ anni lo posso dire. Ed ora non incominciate a prendervela subito con musi lunghi e menate varie. La gente, intesa come massa, intesa generalizzando, intesa come volete basta che non me la meniate perchè vi sentite personalmente coinvolte, non mi piace. Non mi è mai piaciuta e non mi piacerà mai. Una mia ex insegnate dice che non ero una bambina solitaria, ma selettiva. Preferivo giocare con poche persone, ma buone, piuttosto che circondarmi di 20 bambini che consideravo dementi. E se ero così a 7 anni, figuratevi cosa posso essere diventata.

Mi piace uscire in compagnia. Adoro le tavolate enormi e caciarone che a fine serata ti lasciano un piacevole senso di stordimento.  Mi piace andare alle feste di compleanno. Adoro le grigliatone estive. Mi piace anche il calore umano che si avverte entrando in un pub nelle fredde sere d’inverno, e amo la sensazione appiccicaticcia di condivisione che si crea durante i grandi eventi.

Ma.

Ma non sopporto più la futilità e l’ipocrisia. Prendete Facebook. Lo so che non dovrei prenderlo come esempio ma dobbiamo anche prendere coscienza del fatto che sia uno dei grandi mezzi di comunicazione del millennio in corso, quindi la “critica sociale” deve includerlo. Lunedì mattina. Già uno ha le palle girate per conto suo, poi accedendo alla home page lo sconforto sale ai massimi livelli. Nove interventi e mezzo su dieci, trattano di calcio. Anzi no, non trattano, piuttosto sproloquiano. Ore ed ore a battere e ribattere se era o non era rigore, se l’allenatore x ha detto che l’arbitro Y e via dicendo. Ore. E parlo di gente che conosco. Che so benissimo essere intelligente. Ma perchè? I casi sono due. O mi sono sbagliata (probabile) oppure quando escono con me mantengono un certo contegno che perdono nell’uso del  social network.  Come bambini delle elementari, non fanno altro che insultare la squadra avversaria, parlare male dell’allenatore, criticare, prendere in giro. Ma davvero a 30/40 anni suonati sapete dire solo questo? E notate che queste menate del cazzo sono solo sul calcio. Marx disse che la religione è l’oppio dei popoli solo perchè alla sua epoca il calcio non aveva ancora raggiunto queste vette di minchioneria. E scrive una tizia che ama il calcio, lo segue, si incazza. Ma non passa tutto il lunedì a rompere il cazzo all’amica perchè il parma ha vinto e il milan no. Cazzo !!! Basta !!! Va bene una battuta, va bene anche la seconda, ma non potete avere solo questo argomento di conversazione. Non è possibile. E’ oggettivamente deprimente per il genere umano. E questo badate bene che non accade solo il lunedì ma anche il mercoledì e il giovedì, dopo Champion ed Europa League.

 

 

Seconda categoria irritante, che spopola anch’essa su FB (grazie a dio sembra che twitter al momento sia immune da deficienti cronici) sono i finti animalisti/vegetariani.

Premessa. Io non ho nulla contro vegetariani, vegani, fruttariani ed esaltati del cibo. Potete mangiare o non mangiare quello che volete. Ma tu amico/a d’infanzia od odierno con il/la quale ho condiviso grigliatone in estate, gnocchi fritti ripieni di salumi d’inverno e piadinone al crudo nelle mezze stagioni non puoi avere il coraggio di rompere il cazzo con la storia infinita degli agnelli pasquali. Gli agnelli vengono macellati e mangiati ogni sacrosanto giorno. Non solo. Ogni giorno vengono macellati tanti altri animaletti innocenti. Vorrei sapere caro amico perchè non ti batti (dovrei dire non scassi la beneamata) anche per perorare la causa del maialino, della vongola, del vitellino e per tutti gli altri. Fammi capire, l’agnellino ti fa pena e il maialino no? L’agnellino povero cicci-bucci invece che bello sparare un colpo in testa al vitello? Giusto per capire. Anche a me si stringe il cuore quando vedo gli agnellini in giro e penso che tra 10 giorni rosicchierò le costoline di uno di loro, tuttavia mi assale lo stesso pensiero quando vedo le mucche, le anatre, i pulcini…. e così via. Ma o si fa una scelta radicale; diventi vegetariano e dici addio per sempre ad ogni tipo di carne o pesce; oppure smetti di rompere i coglioni e continui a mangiare carne, indistintamente, senza rompermi le palle ogni pasqua. Anche perchè a postare le foto dell’agnellino tenerissimo sono bravi tutti, però sono i fatti che contano, non le intenzioni.

Che poi sia chiaro, chi scrive tutte le volte che vede un maialino se la mena per sei ore su quanto si senta in colpa per tutte queste morti. E’ normale. Ma almeno lo faccio tra me e me. Non vi assillo per 25 giorni con foto di maialini mentre mangio tonno, perchè è un controsenso, è stupido e ha rotto il cazzo.

Sì, vorrei tanto amare le persone e trovare davvero bello e divertente e simpatico leggere tutti i commenti su arbitri, partite, calciatori, bandiere, appelli per animali, agnellini e cazzi vari. Ma mi da solo fastidio. Mi irrita. Mi indispone.

Sono patetica? Probabile. Sono noiosa? Altrettanto probabile. Vi ho rotto il cazzo? Bene. Voi lo fate a me ogni sacrosanto giorno da anni. Ora tocca a me.

Non vorrei certo che si parlasse dellUlisse di Joyce tutto il tempo, e nemmeno che si discutessero temi esistenziali tutta la vita, però se magari variassero le cazzate di cui sparlare, non sarebbe negativo. Magari prendiamocela con gli arbitri del basket, o della pallavolo… invece no. “La mia squadra è più meglio della tua…. tiè tiè tiè” a 40 anni.. ma vaffanculo va !!!!

Poi lo so che comincerete a sparlare di me… ma chi si crede di essere; come se lei dicesse cose interessanti; scrive pure male; rompe sempre il cazzo lamentandosi…. e avreste ragione. Ragionissima.

Sono pateticamente lamentosa, noiosa ed ho poche cose da dire e spesso ben poco interessanti. Lo so. Ed infatti vi autorizzo fin d’ora a criticarmi, scrivere post cattivissimi su di me e soprattutto a cominciare una campagna denigratoria nei miei confronti. Tanto vi assicuro che la cosa non mi sconvolgerebbe nè mi ferirebbe. Potrei anche trovarlo divertente.

Qualcuno di voi particolarmente illuminato, potrebbe obiettare che se sono così infastidita e/o mi ritengo così superiore, nulla mi vieta di abbandonare FB. Giusto, ma…..

Ma perderei una delle cose che mi da più soddisfazione: lo studio delle dinamiche di massa. Sia chiaro che non ho pretese scientifiche, non ho studiato la materia…. ma guardare la home page di Facebook è un po’ come andare alla festa del paese ad osservare le dinamiche di gruppo, sorridere nel vedere i lecchinaggi e i fenomeni da baracconi che si mettono in tiro.  

Per farvi inorridire ancora di più, vi confesso che ogni tanto esco e vado in posti che non mi piacciono più di tanto, solo per piazzarmi al mio tavolo e guardare gli altri. Cosa fanno, come si comportano… Cose così, per riflettere un po’, tirare le somme e passare la notte.

Che poi parliamone… non vi piace un po’ di solitudine? Leggere un libro, da soli, con una buona tazza di tè fumante, una fetta di torta e la vostra poltrona preferita? Possibile che ormai non riusciate più a vivere senza il cellulare attaccato al culo?

Ero in coda in tangenziale che ascoltavo musica con CCNDEN, quando voltandomi a dx e a sx, mi sono accorta che erano tutti impegnati con il telefono… chi scriveva, chi fotogrfava, chi chiamava, chi tamburellava sul touch screen… Cioè io e CCNDEN eravamo gli unici che non stavano smanettando col telefono. C’è un motivo se stiamo ancora insieme, abbiamo affinità elettive.

Quando la metropolitana milanese è stata cablata a me sono girati i coglioni. Era rimasto l’unico momento in cui nesuno poteva rintracciarti. Stavi lì, obbligato a fare altro. Meraviglioso.

Cari fottutissimi amici*, io vi amo così come siete. Però ogni tanto lasciate che mi sfoghi e che dica la mia. Tanto questo blog lo leggete in 4, non c’è rischio di sputtanamento per nessuno….

Sappiate che io ci provo, vorrei davvero che mi piacessero le persone, ma sono così fottutamente stupide !!!

Poschina a cuore aperto, molto aperto, quasi macabro

* cit.

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9 thoughts on “This conversation kills

  1. sono indeciso se farti un applauso o un’ovazione…. o forse entrambi.
    Non sopporto le persone… soprattutto gli “amici” (che come disse un collega… amici amici ma poi ti piscian sulla bici).
    Però mi piace internet (e tutto ciò che è social) perché hai un sacco di contatti.. ma ci metti due secondi a ignorare le persone…. Sai che ci sono, se devi chieder qualcosa o se loro hanno davvero bisogno, ti scrivono… e le ca@@ate passan inosservate.
    un abbraccio

  2. ehehehhehe, come hai ragione…
    tempo fa ho scremato FB credendo di aver risolto il problema, ma mi sbagliavo…. ora mi sto dando all’eliminazione dei post non graditi.. il prossimo passo è la chiusura.
    Anch’io adoro internet che mi permette di avere un sacco di possibilità e di tenermi in contatto con gente che altrimenti farei fatica a “frequentare”…
    A proposito di cose intelligenti di internet, il lavoro in cui ti stai impegnando al momento è molto bello… scrittura e fotografia. . .non faccio fatica a ritrovarti nelle fotografie, c’è dentro la parte più profonda di te.
    E quando penso a tutto quello che fai, sei bravo a scrivere, suoni il pianoforte, dipingi e sei anche un fotografo….beh, chapeau.
    Aspetto che il tuo libro sia finito per potermelo sfogliare e godere in tranquillità…

    un bacio grandissimo

    p.s. il tuo collega è un genio 😉

  3. Ritrovo interessanti (o inquietanti) similitudini familiari. Io, però, a differenza tua, non so scrivere. La penso E S A T T A M E N T E come te, tranne che sulla questione del cellulare in metropolitana: con le attuali frequentazioni credo sia fondamentale poter fare una chiamata anche da lì. Il problema è che poi, come al solito, si degenera.
    Le dinamiche di massa mi affascinano e mi spaventano; ma se ci fosse già stato Facebook quando mi sono laureata una bella tesi sull’argomento non mi sarebbe sfuggita. La sublimazione del rapporto umano postmoderno (cazzo sto scrivendo?) e la fluidità delle relazioni.. su facebook ognuno può essere chi vuole, o chi non vuole. Per questo, secondo me, a volte chi sembra intelligente di persona si tradisce, e chi di persona è un emerito cazzone, su facebook può sembrare intelligente.

  4. Meno male che non sai scrivere !!!!! Hai fatto una minitesi 🙂
    cmq. il sangue non mente, nel mio caso la colpa è tutta di mio padre, fina da piccola mi ha indirizzata su questa strada senza ritorno .. ahahahhahahhaha
    si incazzerà a morte quando leggerà queste parole….

    sul cell in metropolitana, lo ritengo utile solo in caso di emergenza, tipo ” Un tizio mi sta seguendo armato, sono sulla linea1 direzione Sesto”… però c’è da dire che io non amo parlare al cell sui mezzi pubblici, mi sembra di rompere le palle agli altri, quindi lo faccio moooooooolto raramente.

    p.s. mi stai e ti stai dando della cazzona? 😛

  5. I primi tre paragrafi sembrano scritti da me, da quanto sono d’accordo. A me piace tantissimo la compagnia delle persone, mi piace stare da sola ma anche, e altrettanto ma in modo diverso, stare con la gente. Ma solo CERTA gente. Io sul mio blog ho il tag “Io la gente non la capisco”, perché troppo spesso mi ritrovo davvero estranea da quanti mi circondano, mi sembra davvero di venire da un’altra galassia.
    Io ho praticato con soddisfazione e bravura il calcio da ragazzina, mi piace tuttora giocarlo ma il Calcio, quello con la C maiuscola di cui ci riempiono la tv, la testa, gli occhi, i giornali, le bacheche di Facebook e tutta la vita, quello mi nauseava già 15 anni fa. Quindi figurati.
    Epperò credo di aver sviluppato una specie di difesa. Sarà anche per il lavoro che faccio. Io quotidianamente ho a che fare col pubblico, con la gente, quella gente che tu non sopporti e che io non capisco. E mi diverto tantissimo, mi arricchisco, penso non potrei mai farne a meno. Una volta credevo che fosse senso di superiorità, quello che provavo quando l’ennesimo rompiballe se ne usciva con l’ultimo episodio di maleducazione/stupidità/arroganza, pensavo che fosse la certezza, mentre lo ascoltavo, di essere migliore di lui. E invece no, è che proprio a me mi affascina starli a guardare, come mio padre ieri sera in estatica contemplazione del moto gp. Cioè a me piace che la finestra attraverso la quale ricevo la gente sia anche una finestra sul mondo, sulla sua varietà di lingue, culture e caratteri così differenti da intrattenermi, divertirmi, rendere ogni giorno diverso dall’altro. Mi piace scoprire com’è fatta la gente, perché a volte è fatta in certe maniere che io non mi sognerei mai di essere.
    E’ affascinante, istruttivo, meglio dei documentari di geo&geo che, per la cronaca, non mi son mai piaciuti.

  6. Come ti capisco, io ho lavorato in una profumeria per un anno e devo dire che ne ho viste di tutti i colori, però nonostante le nevrosi che alcuni clienti riuscivano a crearmi, era anche un’ottima occasione per confrontarmi quotidianamente con gente sempre diversa. Un’esperienza molto bella.
    Meglio di adesso, dove il massimo del confronto sono gli ospiti snob e altolocati che girano per il mio ufficio saltuariamente…..

  7. Facebook mi ha sempre dato l’idea di: “vuoto pressurrizzato”, lo stesso che si trova nel mondo non virtuale. Le dinamiche tra realtà e rete per me sono identiche, ed è questo che mi avvilisce.
    Si parla realmente in facebook, e si parla davvero con la gente? Molto difficile, vuoto totale (non si parla con la gente, o con gli amici, al massimo si parla con un amico, ecco la necessità di far selezione). Faccio un esempio, all’inizio in facebook c’erano i gruppi: fotografia, letteratura ecc. Io mi ci avvicinai con speranza: vuoi vedere che si parla, mi arricchisco, imparo, scopro? Bon: nei gruppi sugli scrittori ci si limitava a mettere una citazione da qualche libro, oppure a chiedere: fai la classifica dei tuoi libri preferiti di xxx. Nei gruppi di fotografia ci si limitava a postare foto. Bon, parliamo secondo me di quasi 10 anni fa (possibile?), insomma agli albori di facebook, e da allora non l’ho più usato. Ma in fondo la realtà in cui viviamo è tanto diversa? Si discute con la gente, si parla tra amici, ti vien voglia di “stare con…”? Personalmente no, e non perché mi senta migliore, solo ritengo di poter meglio impiegare il mio tempo, di tenerlo tutto ed esclusivamente per me (e la cosa mi fa sentire davvero bene, ma tanto bene) senza: cazzo sto sabato non ho voglia di uscire ma c’è il compleanno di xxx. Cazzo non posso fare il weekend con la morosa, perchè domenica ho la grigliata.

    Io sono il padrone del mio tempo, fanculo il resto, fanculo il mondo, in fondo il mondo che mi dà? C’è quando ne ho bisogno? In 37 anni di esperienza devo dire di no. Uno deve comunque e sempre arrangiarsi.

    Non sono esattamente misantropo, non sono troppo selvatico, sono uno che si vuole bene, o almeno non si vuole troppo male; sono uno che fa selezione: la famiglia, la fidanzata (perché la mia è speciale 🙂 ) il resto è accessorio [usti, l’ho scritta io una tesi, in lunghezza intendo più che in significatività scientifica 😀 ]

  8. ahahhahahah
    anche io all’inizio ero esaltatissima del tipo “stai a vedere che finalmente potrò confrontarmi con gente davvero interessata all’espressionismo astratto e bla… bla… bla…” invece mi sono trovata in gruppi il cui massimo commento era “bello sto quadro!!!!” 😦
    delusion…
    Poi ho scoperto che lo stesso mi capitava, purtroppo spesso, anche nella vita reale… quindi dai 30 in poi ho cominciato a restringere il parco “amicizie”…. mi tengo un bel po’ di tempo per fare quello che mi piace (anche se agli altri sembra noiosissimo) e ho imparato a dire “No, stasera non ho nessuna voglia di uscire” scoprendo quanto è figo non sentirsi obbligati a fare quello che non si vuole..
    Invecchiare ha innumerevoli pregi 😀

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