Andando a spanne…

Sapete che più o meno ogni mese  e mezzo vi devo assillare con le mie lamentele, l’acidità, le frustazioni. No, non è mai stato un blog per gente allegra e no, non dirò sorridendo che va tutto bene. Non qui.

Quindi oggi a random, vi toccano una serie di lamentele inutili, che non mi faranno sentire meglio nè vi faranno sentire meglio e al termine delle quali non avrò migliorato e/o cambiato il mondo, ma non era la mia intenzione quindi direi che è tutto ok.

1. Sono iscritta  a Facebook, a Twitter e ho due blog, tuttavia mi lamento continuamente dei social network perchè li ritengo sempre più vuoti di contenuti. Da quelli che postano tutte le notizie più incredibili e mielose senza mai verificarne la veridicità (cani e gatti sfigati e/o altri animali solitamente), a quelli che aggiornano il loro stato ogni 5 minuti assillandomi con gli ultimi acquisti, foto di cibo, o peggio che usano il canale per comunicare con il collega che gli siede di fronte, o con il marito, o con l’amico del cuore con cui stanno per uscire a pranzo. E sia chiaro che il mio uso di FB e TW è puramente ludico. Non sono la snobbolona che scrive pensieri profondi o altro, ma credo ci sia un limite a tutto e che quel limite venga ormai superato un po’ troppo spesso. Per esempio per dire al tuo fidanzato che lo ami puoi sempre dirglielo di persona o fargli un pompino. La seconda se vuoi che per un paio di gg. ti ami moltissimo anche lui.

 

 

2. sono infastidita, molto infastidita, terribilmente infastidita, da alcune tizie che incontro in treno e che sfortunatamente ogni tanto siedono vicino a me, che non fanno altro che parlare dei figli. Chi all’asilo, chi ale elementari, chi alle medie; i problemi sono gli stessi: i cuccioli sono incompresi. Sarebbe il caso di dire  certe madri che i loro figli sono prepotenti, scortesi, antipatici e viziati e che non si corre al supermercato, non si urla al ristorante, non si sbattono i piedini sul sedile di fronte perchè sono tutti comportamenti fastidiosi e antisociali. Ok, ora fate pure piovere le millemila critiche in quanto a) non sono madre e non posso capire, b) non sono madre ma quando lo sarò e bla bla bla, c) sono insofferente e dovrei imparare a tollerare di più il prossimo e cosa c’è di più bello della risata di un bambino….. e così via.

 

 

3. La mia pazienza nei confronti di quelli che mi chiedono come sto per poi non voler davvero sapere come sto, diminuisce di minuto in minuto. Perchè finchè è il mio capo che mi chiede come va, so benissimo di dover necessariamente rispondere “bene, grazie” con sorriso di circostanza. Ma se tu, persona che io credo amica, mi chiedi come sto; penso che tu sia davvero interessata alla mia situazione. Salvo poi scoprire che non te ne frega una sega e che in realtà vorresti tanto che parlassimo ancora degli sviluppi della Tua vita, con corollario di mie esclamazioni di gioia e giubilo a sottolineare i momenti salienti del racconto. Sappi che lo farò ma che il prezzo da pagare sarà altissimo. In caso di strage (incendio, naufragio e simili), non cercherò di salvarti ma ti guarderò dipartire, ovviamente accopmagnando il tutto con esclamazioni di gioia e giubilo a sottolineare i momenti salienti della situazione. E poi, per cartità, Basta ! Basta! Basta con sta cazzo di fissa di dare consigli. Se chiedo fate pure, ma se non chiedo, a che pro assillarmi con consigli inutili che mi fanno anche pensare che non abbiate ascoltato una sola parola di quello che ho detto?

 

 

4.  Come tutti gli anni, allo spuntare del primo sole, mi assale una voglia di partire che mi mangia viva. E’ altrettanto vero che come spesso accade non sto messa economicamente così bene da poter effettivamente realizzare un quinto di quello che vorrei fare. Devo trovare qualcuno che finanzi i miei viaggi. Se qualcuno si offre è ben accetto. Ah, il tutto aggravato dalla presenza di Yoshi il distruttore, che non sapremmo a chi piazzare anche perchè significa rischiare la distruzione di arredamento e suppellettili.

 

 

5. Essere a dieta non aiuta affatto. Dukan o non dukan (la mia è dukan) si tratta di negarsi alcuni cibi, che unito al negarsi alcuni sfizi, unito al negarsi il sonno perchè altrimenti non si arriva in tempo al lavoro e al negarsi un sacco di altre cose perchè non si può avere tutto quello che si vuole,  forma una bolla di negazioni che accresce la fgrustrazione già presente in modo consistente nella mia vita. Lato positivo, vedersi più magri, più tonici, più in forma.

 

 

6. La mia parete lavagna è bellissima e l’averci disegnato un bel cazzo con gessetto giallo mi ha dato molta soddsifazione. La uso principalmente per cose serie, come ad esempio fare pronostici sul campionato e sulla Champion…. non ne ho azzeccato uno nemmeno per sbaglio (giusto per farvi capire). E’ bella, con profilino rosso, con sopra i quadretti con le mie splendide foto, con il bordo in raso… beh, di più non potrei chiedere 🙂

 

 

7. So che disegnare cazzi su una lavagna alla mia veneranda età potrebbe sembrare da idioti, ma non sono così interessata al vostro parere da farne una malattia….

 

 

8. Sento che sia mio diritto vittimizzarmi e crogiolarmi nel vittimismo. Per la prima volta in tutta la mia vita ho il sacrosanto diritto di prendermela con il fato, il vicino di casa, l’erba dei prati e le nuvole nel cielo. Oscillo tra momenti di pura gioia e momenti di nera disperazione, ma finchè il medico non certifica la mia depressione, continuerò  a fare la vita di sempre. E voi continuerete a subire le mie elucubrazioni cariche di negatività.

 

 

Chiudo con la massima delle massime: Ti chiederanno di essere felici per loro, ma saranno incapaci di essere tristi per te.

Riflettete su questa perla; io intanto torno al lavoro….

Poschina – Lamentela time

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4 thoughts on “Andando a spanne…

  1. Condivido punto per punto le tue osservazioni.

    Mi piace la cosa della lavagna parete, e secondo me il liberatorio cazzo disegnato o un vaffanculo scritto a caratteri cubitali, è cosa saggia e molto utile, moooolto utile. Devo attrezzarmi anch’io con una parete lavagna.

    Mmmh, leggendo il punto 5: dieta e negazioni, a rifletterci il “peso” della vita non è tanto ciò che non abbiamo ma ciò che ci neghiamo… devo prendere la lavagna….

  2. Infatti fare la dieta è una specie di autoflagellazione… considera poi che già veniamo flagellati in continuazione dagli altri, che non aspettano altro..

    cmq. la parete lavagna è terapeutica !!!!

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