Io accetto le mimose

Ogni anno arriva puntuale l’8 Marzo. Festa della donna. Che secondo me sarebbe meglio chiamare, come giustamente oramai fanno in molti, giornata della donna.

Purtroppo per troppi anni di questa giornata si è perso il senso e la si è utilizzata esclusivamente per avere una scusa per poter uscire con le amiche e vedere qualche bigolo e qualche tartaruga in locali di dubbio gusto.

Non ho mai amato le uscite tutte al femminile la sera dell’8 marzo, perchè mi sono sempre sembrate l’esempio tipico di una parità non raggiunta, un contentino che gli uomini concedono alle donne per far credere loro di essere libere. Molto meglio uscire il 12 aprile e mangiarsi una pizza in un localino tranquillo e chiacchierare del più e del meno. Il punto dovrebbe essere poter uscire, vestirsi, frequentare, parlare, truccarsi, lavorare, mangiare ciò che si ritiene essere meglio per noi stesse. (pensiero confuso ma abbastanza comprensibile). 

Non venitemi a dire che una donna è libera quando può uscire solo nella data che è stata scelta per lei da qualcun altro.  Certo, questi sono i problemi delle privilegiate, perchè nel resto del mondo ci sono donne che faticano a sopravvivere.

In questi ultimi anni vedo sempre più spesso che molte mie coetanee si infastidiscono in questa giornata. Perchè? Ritenete forse sbagliato che ci sia una giornata dedicata al ricordo di quante donne ancora oggi vengono infibulate? Impossibilitate a divorziare? Costrette sotto minaccia a portare avanti una gravidanza indesiderata? Vi siete dimenticate di quanto donne vengono sfregiate con l’acido o lapidate solo perchè presunte fedifraghe?  E questi sono i casi limite.

Non siete conscie che in Italia a parità di lavoro le donne vengono pagate meno? E che non c’è sufficiente supporto alle neomamme, tanto che l’iscirizione al nido equivale ad un secondo mutuo? Non vi siete rese conto che i nostri uomini credono ancora che siamo nate con la predisposizione alla pulizia e alla gestione della casa? Avete mai quantificato il tempo che perdete per pulire, cucinare, fare la spesa, gestire i figli? E lo avete fatto anche per i vostri mariti/compagni? E’ la stessa quantità di tempo? No. Sicuramente no.

Quindi prima di scandalizzarvi, di dire che è una “festa obsoleta”, fare le fighe di legno; pensate bene che la nostra situazione di donne occidentali – lavoratrici – indipendenti  che si lamentano perchè il fidanzato non ha pulito bene il cesso è quella di stra-prvilegiate. E che sì, anche oggi nel 2012 c’è bisogno di lottare per affermare i diritti delle donne. Non in quanto madri, lavoratrici, zie, sorelle, femmine  e quant’altro. Ma in quanto esseri umani. Perchè noi lo diamo per scontato, ma per molte parti del resto del mondo, la donna non è un essere umano, ma una cosa di proprietà dell’uomo.

Quindi se oggi qualcuno vi fa gli auguri, accettateli e pensate a quanto siete fortunate. Nessuno vi ha sfigurate con l’acido perchè avete sorriso al collega cortese che vi ha regalato delle mimose.

Poschina

 

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