Serata Revival – Flashdance

Quanto tempo…. quanto tempo che non vedevo Flashdance. Flashdance che mi ha finalmente chiarito come mai a me piacciono i vecchi. O meglio, spiega bene perchè quando ero giovane provavo grande attrazione solo ed esclusivamente per i vecchi.

Flashdance è del 1983. Quindi per la regola dei 3 anni, è stato proiettato nelle televisioni italiane più o meno nell’86, i miei mi avranno permesso di vederlo più o meno intorno ai 10/11 anni.  Sì, io facevo parte di quella generazione i cui genitori vigilavano su quello che si poteva o non poteva guardare in televisione. Contenendo scene all’epoca definite scabrose, che poi elencherò, veniva giudicato non adatto ad una bambina. Poi arriverà Twin Peaks che io guardavo di nascosto dai miei genitori e che mi ha terrorizzato per anni, che parlava di prostituzione giovanile, possessioni demoniache, torbide storie di sesso malato, e a quel punto i miei decisero che Flashdance era per educande e mi permisero di vederlo.

Il film in questione narra la storia di Alex, operaia diciottenne con la passione per la danza che vive in un open space con un pitt-bull di nome Grugno. Una sera il suo datore di lavoro, Nick, capita nel locale dove lei si esibisce come ballerina e ne rimane invaghito. Comincia a tacchinarla fino a che lei non acconsente ad uscire con lui e, strano ma vero, finiscono a letto insieme. Lui si innamora follemente, riesce a procurarle un’audizione in una prestigiosissima scuola di danza, lei lo scopre e si incazza, poi va all’audizione, viene ammessa alla scuola e vivono tutti felici e contenti.

La prima cosa che si nota è che lei è giovanissima e lui vecchissimo. Infatti lei è una diciottenne e lui un trentaseienne. Mica cazzi. Nonostante la differenza d’età e sociale (lei è povera in canna lui ricchissimissimo), lui non si limita a sbattersela un paio di volte, ma se ne innamora follemente e subito.

Questo, nella mente di una preadolescente crea la grande aspettativa, anzi le garni aspettative:

un uomo maturo e affascinante si innamorerà di te;

sarà anche fottutamente ricco.

Inutile dirvi che scontrarsi con la realtà non è stato facile. I grandi non ti cagavano e i ricchi ancora meno. La bacaionata che la classe sociale non conti era il must degli anni ottanta. Già nei novanta, con Beverli Hills 90210 si è chiarito immediatamente che i ricchi erano una cosa, i poveri un’altra.

Invece io da bambina sono stata infarcita di film che ti illudevano che la classe sociale non significasse una sega. Dirty Dancing ci racconta la storia al contrario: lei è fottutamente ricca, lui sfigato povero ma bello, bravo a ballare e a letto e soprattuttissimo decisamente più grande di lei.

Si capisce che Flashdance sarà scabroso già dalle prime scene nel locale dove Alex si esibisce in una danza ad altissimo contenuto erotico (altro che farfallina di Belen) nella quale alla fine lei si sdraia in costume su una sedia e si fa bagnare da una secchiata d’acqua. Una finezza stilistica per alludere ad altro.

Poi la cosa continua con un’alternarsi di Alex prima vestita da saldatrice, poi seminuda mentre si allena in casa  o mentre balla al locale.

Le scabrosità più scabrose riguardano le scene di sesso.

Nella prima e famosissima, lei si siede di fronte a lui a gambe aperte (in gonna) e si sfila il reggiseno da sotto una felpa a scollo larghissimo che lascia scoperte le spalle mentre lui la guarda con la bava alla bocca.

Nella seconda lei addirittura gli prende una mano e se la mette sulla tetta. Scandalo. Scandalo. Scandalo. Pensate noi giovanissimi degli anni ottanta quanto eravamo babbioni se era considerata scandalosa una mano sulla tetta. Ad aggravare la scabrosità contribuiva il fatto che Alex non subiva la sessualità ma anzi, provocava continuamente e pesantemente il maschio fino ad eccitarlo al punto di arrivare al dunque.

Da queste piccole cose si vede che il film è americano e non italiano, infatti non ho mai avuto bisogno di prendere la mano di un uomo e mettermela su una tetta, semmai ho imparato in fretta a fare il contrario…. by the way.

Il film si trascina tra alti e bassi fino alla meravigliosa scena finale nella quale lei corre tra le braccia di Nick, il quale le ha portato il peggior mazzo di rose rosse della storia, mentre grugno guarda la scena con un orrendo fiocco rosso addosso.

Che dire? Un film che va benissimo per una serata revival con amiche oppure per una domenica mattina piovosa e fredda con un buon tè e degli ottimi biscotti come accompagnamento.

Poschina – What a felling

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One thought on “Serata Revival – Flashdance

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