X factor USA – Selezioni

C’è  un motivo che mi fa apprezzare maggiormente i prodotti americani o anglosassoni o australiani. C’è un motivo se preferisco guardare Nigella Kitchen piuttosto che “Le ricette di Laura Ravaioli”. C’è un motivo che mi fa trovare molto più interessanti le serie TV statunitensi o britanniche. Questo motivo si chiama professionalità.

Persino nei reality e ce ne sono di assurdi, la professionalità è la prima cosa che si nota. La prima cosa che salta all’occhio. C’è un’attenzione maniacale al dettaglio, allo stile, al pubblico. Tutto è studiato per essere accattivante e per creare dipendenza.

Su Sky uno sono in programmazione le selezioni per X Factor. Quat’anno ho seguito quelle italiane e le avevo trovare interessanti e divertenti. Certo è che a parte Elio, unico che cercava quantomeno una certa propensione al saper cantare, per il resto i giudici sono un drogato patentato, una soubrette, e Arisa. Una che usciti dall’Italia non conosce nessuno. Almeno una volta c’era la Maionchi che, antipatica o simpatica, almeno era una del mestiere. Per il resto Simona Ventura si limitava al solito “Mi arrivi non mi arrivi”, “Hai buone potenzialità”…. etc.etc.etc.

In X Factor Usa la musica è un po’ diversa.

I giudici sono:

– L.A. Reid: a me italiana media non diceva un cazzo, ma poi grazie a Wikipedia ho scoperto questo: Reid ha notevolmente contribuito al lancio della carriera di artisti come Lady Gaga, Mariah Carey, P!nk, Justin Bieber, Avril Lavigne, Toni Braxton, TLC, Usher, Ciara, OutKast, e Dido. Parliamone pure, non ha scoperto i Led Zeppelin ma quelli che ha lanciato hanno fatto miliardi di dollari, non so se intendo. Forse il più severo tra i giudici, spesso in contrasto con Simon, se non vede il famigerato X-Factor non ce n’è. Il suo è un No.

–  Simon Cowell: altri non è che l’ideatore di X Factor il format. Produttore e conduttore televisivo britannico. Più propenso a concedere opportunità rispetto a L.A., è anche quello che pensa in modo più aperto e vede il famozo X-factor più come qualcosa di speciale in generale piuttosto che esclusivamente in ambito canoro.

– Paula Abdul: cantante, ballerina e quant’altro che “spaccava” nei lontani anni ottanta. Del suo viso arrotondato e paffuto non è rimasto gran che, comunque ne sa; se ne intende ed è anche stronzissima con qualsiasi donna si presenti sul palco convinta di essere mediamente figa.

– Nicole Scherzinger: tutti ce la ricordiamo per  essere la figa di punta delle Pussycat Doll’s. Lanciata lei stessa da un reality è il corrispettivo di Arisa, solo più figa, più sul pezzo e meno disposta a farsi mettere i piedi in testa da tutti. Anche lei odia profondamente qualsiasi donna si presenti sul palco convinta di essere la nuova icona sexy.

Che dire? E’ la solita storia. Si susseguono aspiranti artisti uno via l’altro, si esibiscono davanti alla folla e alcuni ti lasciano di stucco per quanto sono bravi. Ma non bravini. Bravi.

Ex: donna ultraquarantenne nera che arriva sul palco e dice: “Per anni mio marito mi ha detto di smetterla di farmi illusioni, che non sarei mai stata in gradi di fare la cantante professionista”; i giudici la guardano un po’ prevenuti e lanciano la base che, per la cronaca, è Natural Woman di Aretha Franklin. Questa apre la bocca ed esce magia pura. Non una canzone. Magia. E i giudici la fissano, la lasciano finire e poi, giustamente, si congratulano. Non “mi sei arrivata” ma “Complimenti, hai davvero talento. Hai un timbro particolare e l’uso che fai del graffiato….” Professionalità, appunto.

Oppure arriva un gruppo di ragazzi che cantano in gruppo e ok, sono intonati ma non armonici. Manca qualcosa. Non sono abbastanza bravi per gli standard richiesti. E parlo di gente che nel nostro X-Factor sarebbe stata presa ad occhi chiusi.

Ok, l’America è un paese molto più grande del nostro quindi statisticamente c’è un numero maggiore di gente particolarmente talentuosa, ma non credo sia solo questo il fatto. C’è aria di gente che ci crede. E spero proprio che durante il programma non facciano cantare ai concorrenti le canzoni di merda che propinavano da noi.

Solo durante le selezioni si è sentita una varietà tale di brani che noi ci sognamo. Da Etta James a Justin Bieber, dai Blue ad Aretha Franklin poi Marvin Gaye, Lionel Ritchie, Elvis, Ella Fitzgerald e così via….alcuni dei quali io non avevo nemmeno mai sentito nominare.

L’impressione è che ne possa uscire davvero qualcosa di interessante. Dubito che costruiranno un personaggio tipo  Mengoni, Ferreri, Carta o Scanu. Perchè con una stile Ferreri loro ci avrebbero davvero fatto la Winehouse italiana. Non è solo una questione di soldi, ma di mentalità. Loro ricercano l’eccellenza e creano quello che il pubblico vuole. Non prendono uno che ha la voce di Freddie Mercury e gli fanno cantare “amore baciamoci al tramonto con le colombe….bla bla bla” o meglio,  glielo fanno anche cantare ma invece di sembrare la nuova canzone di Nilla Pizzi  fanno un’arrangiamento che spacca il culo ai passeri e vende in tutto il mondo.

Quello che manca in Italia è un minimo di serietà. Basta pensare che la nostra versione di Italia’s Got Talent era condotta da Gerry Scotti. Quello del “Milionario”, quello che faceva il Dj di grido negli anni Settanta ossia 40 anni fa.

E Simona Ventura viene dalla conduzione di un programma di calcio.

Professionalità al potere.

Poschina poco X, molto Factor 

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