I giorni della Merla – Common blackbird’s days

Bene. Molto bene. La maggior parte di voi non se ne è nemmeno accorta semplicemente perchè ho tolto da FB la mia data di nascita e non vi è uscito il reminder in home page….ma ieri, 31 gennaio, era il mio 32esimo compleanno. La cosa è di per sè poco importante e infatti non voglio tediarvi con le mie seghe mentali sul passare del tempo. Nel caso ve lo steste chiedendo non sono depressa per il passare degli anni, sto benissimo nel mio corpo in disfacimento e non sento di aver perso nessun fottuto treno.

Sono qui solo per parlarvi dei giorni della merla.

Ogni anno tedio qualcuno con questa storiella che, essendo nata nell’ultimo di questi giorni, mi è stata raccontata un miliardo di volte. Io adoro questa leggenda. E vorrei tanto potervi trasmettere tutta la tenerezza che mi avvolge quando la sento. Invece vi cuccate il raccontino breve e spersonalizzato.

Once upon a time…

Tanto, tanto tempo fa, i merli erano bianchi. Candidi come neve appena caduta. Un anno ci fu un inverno particolarmente freddo. Tanto freddo che non si trovava niente da mangiare. Tanto freddo che una mamma merla, preoccupata per i suoi piccoli, si mise a cercare ostinatamente un riparo più sicuro del suo nido. Percorse in volo, contrastando la neve e il gelo diversi chilometri prima di notare una casetta dal cui camino usciva un tiepido fumo. Tornò al nido, e con tanta pazienza spronò i piccoli fino a far loro raggiungere la casupola. Si rifugiarono nel comignolo, in un piccolo anfratto tra i mattoni. Rimasero lì tre giorni e tre notti. Gli ultimi tre giorni di gennaio. I più freddi di tutto l’inverno. Fuori il vento ululava e la neve scendeva talmente fitta che sembrava un muro. La mattina del quarto giorno un raggio di sole svegliò i piccoli merli che uscirono dal comignolo per godersi un pò di luce. Stupita, la mamma li guardò saltellare nella neve, neri come il carbone. La fuliggine li aveva anneriti tanto da non lasciare nemmeno un pò di bianco tra le piume. E fu così che i merli divennero neri. 

 

Commovente, no? 

Poschina – let it snow 

p.s. Quello nella foto è un merlo maschio. Le femmine sono brune con becco di uguale colore. 

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