Lavorare tutti, lavorare meno… oppure fare lavori per spillare i soldi ai pirla?

Ricordo di aver sempre pensato di essere una ragazza particolarmente romantica. A tutt’oggi mi struggo di fronte a film o libri di bassissima caratura ma che narrano le vicende amorose, meglio se contrastate, meglio se finiscono bene, meglio se contornate da sesso.

Eppure forse, non sono poi così romantica. Oppure ho un’idea di romanticismo tutta mia. Oppure sono una vecchia stronza cinica. Fate voi.

La riflessione nasce da un articolo sul “Corriere” che parla di una nuova tipologia di lavoro: il “Proposal Planner”. Quando avrete smesso di ridere potremo riflettere insieme su due cose; la prima è quanto siano stati intelligenti quelli che hanno pensato di istituire una categoria di lavoro basata sull’organizzazione della proposta di matrimonio; la seconda è quanto sia triste che ci sia bisogno di qualcuno che organizzi la proposta di matrimonio.

Terzo: quanto è triste tutto ciò che concerne “The Proposal” in generale.

Da bambina sono stata infarcita di proposte di matrimonio a mezzo film, cartoni animati, libri. Ma avevano un loro distorto senso. Durante la mia infanzia la convivenza non era presentata come un’alternativa. Semplicemente la vita adulta si coronava o incominciava con il matrimonio. Non si ipotizzava una convivenza, o andavi a vivere da sola o ti sposavi. Ed avendo io un’età compresa tra i 5 e i 10 anni, pensavo che il niente si facesse prima. Cioè che il mondo fosse popolato da asessuati che si davano alla pazza gioia solo dopo il matrimonio. A quel punto la fatidica proposta aveva un senso logico. Tutto era romanticamente asessuato, la ragazza viveva con i genitori, il fidanzato l’amava perdutamente e le chiedeva, rigorosamente in ginocchio, di diventare sua moglie. Seguivano matrimonio, due/tre figli, un cane e la casa con il giardino. Per le sfigate. Quelle fortunate avevano anche il castello e il principe sul cavallo bianco.

L’avvento della pubertà però cambiò le carte in tavola. La possibilità di non sposarsi e l’alternativa di una vita da single o di una convivenza basata sul rispetto reciproco e la volontà di costruire un qualcosa, hanno cominciato ad essere molto più interessanti di abito bianco e giarrettiera sfilata con i denti davanti alla nonna e agli amici ubriachi; che secondo me è una delle scene più creepy a cui potrebbe capitare di assistere. Certo, non ero ancora stata illuminata da Simone de Beauvoir e dai suoi discorsi relativi alla donna vittima della specie, al matrimonio come unica possibile realizzazione sociale, e la sua straordinaria relazione con Sartre; ma già nasceva dentro di me quel mostriciattolo che ora vive grasso e ben nutrito placidamente addormentato fino a che non leggo che c’è gente che paga per farsi organizzare la proposta di matrimonio.

Già il fatto che si chiami “proposta” come le innumerevoli “proposte d’acquisto” che arrivano per i nostri parchi eolici o le società in vendita, mi fa associare indissolubilmente il gesto dell’inchino al contestuale rilascio di una caparra. Ed effettivamente non c’è alcuna differenza perchè solitamente l’uomo porta con sè un diamante che non è altro che il prezzo con cui la donna si lascia comprare (forse ho letto troppa Simone de Beauvoir).

Se poi ci aggiungi che ti devi far aiutare per presentare la proposta il più figa possibile solo per ribadire il concetto che ce l’hai più grosso del tuo amico che invece l’ha portata da McDonalds e le ha detto “che dici? Ci sposiamo?” allora mi fai una tristezza infinita.

Primo, perchè credi che la tua fidanzata sia una loser, tritamaroni e snob che se non le fai la proposta in modo strafigo non te la da. E allora figlio mio, ti conviene cambiare fidanzata; secondo perchè sprechi i soldi per fare una cosa inutile che serve solo a soddisfare il tuo ego e a farti urlare “io ce l’ho più lungo degli altri”. Metti via quei soldi che ti serviranno per il matrimonio che mi dicono costi dai 15.000 ai 30.000 € in media. Commento dell’autrice: Sticazzi !!!

Ora un piccolo elenco di “motivi intelligenti per cui vale la pena sposarsi” che mi sono stati  confessati da persone in procinto di convolare a giuste nozze che cercavano di spingermi a martellare CCNDEN per farmi la proposta.

– Così ti fai un bel viaggio a spese altrui

– Così fai contenti i tuoi genitori

– Così fai una bella festa con gli amici

– Così realizzi il sogno dell’abito bianco

– Così potrai vivere una giornata come fossi in un film

– Così ti prendi 4 settimane di ferie e nessuno te lo può impedire

L’ultima è la più intelligente.

Sorvolo sulle spiegazioni agghiaccianti di chi oltre al matrimonio in sè, cercava di convincermi che in chiesa è meglio. Vi risparmio le logiche contorte delle donne in ansia da anello. 

Poi non è che a me i diamanti facciano schifo. Io li adoro. Ma un conto è il diamante che il tuo uomo ti compra perchè passa davanti ad una vetrina e ti pensa. Un conto è il diamante che ti compra perchè sono 4 anni che tutti i giorni gli trituri i maroni ripetendo che tu hai sempre sognato di sposarti e hai sempre sognato la proposta in ginocchio e hai sempre sognato la villa con piscina per il rinfresco e hai sempre sognato la collana di perle sul vestito bianco latte parzialmente scremato….. e alla fine lui, per non sentirti più, o peggio, sotto minaccia “o mi sposi o me ne vado”, alla fine si è trascinato in gioelleria e ti ha acquistato sto cazzo di anello.

Perchè sì, cari i miei geni; voi avrete anche trovato il lavoro che spilla i soldi ai pirla. Ma non cambia il punto di partenza. La maggior parte delle proposte avviene per sfinimento intellettual/morale. Per porre fine alla tortura della frustrazione femminile. Per tacitare le lotte interne alla coppia.

Parlo dell’Italia ovviamente, perchè negli States sposarsi è come andare al cesso. E’ implicito che se esci con uno per due mesi, allo scadere del primo giorno del terzo mese arriverà, puntuale come la diarrea dopo 10 kg di panna montata, The Proposal. Per loro il matrimonio è un contratto. Spogliato da millenni di elucubrazioni filosofico/esistenzial/materialistiche che invece infestano i matrimoni europei.

No, non sono contro il matrimonio. Trovo solo assurdo indebitarsi per realizzare una cosa che, alla fin della fiera, altro non è che un contratto atto a certificare l’unione civile di due esseri umani.

15 – 30.000 €.

Vi sembra davvero il caso di spendere 5.000 € solo per chiederle di sposarvi in modo originale? Piuttosto un mazzo di fiori, un inchino e, ovviamente, il diamante. Magari banale ma economico.

E no, se mi sposerò, CCNDEN non mi avrà fatto “La Proposta”, probabilmente ne avremo parlato, avremo valutato diverse opportunità e alla fine avremo scelto quando, dove e con chi. 

Cosa posso dirvi? Evidentemente il romanticismo di massa non fa per me.

Sorry

Poschina Love is…..

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5 thoughts on “Lavorare tutti, lavorare meno… oppure fare lavori per spillare i soldi ai pirla?

  1. aaaaaaaaaaaaaaaah…che coltellata…. leggere 15 – 30.000 € mi fa male!!! Tanto male!!! sigh….
    cmq rientro tra le fortunate… Andre non mi ha fatto la proposta né mi ha regalato l’anello di diamanti… (mi sono tatticamente “accontentata” della bridge!!), ma sappi che al mio matrimonio assisterai alla scena creepy, e la giarrettiera sarà la tua :*
    Ssssmack!

  2. ahahahahhahahhaha…… non preoccuparti cognatina, il mio sfogo non era personale, ma ultimamente vedo e sento delle cose da accapponare la pelle nel vero senso della parola 😦

    mi hanno raccontato di alcune “proposte” allucinanti, vantandosi come se fosse un pregio, un valore aggiunto…
    Bah, proprio non capisco.

    sarà che sono una vecchia acida stronza 😀

    e cmq. la tua giarrettiera è mia per forza 😉

  3. è incredibile !!!!
    questa ti fa addirittura supporto morale, ti insegna come percorrere la navata, come muoverti !!!
    ma mica è un film?
    è il giorno del matrimonio
    bwhahahahahahhahahahhahahah
    ma c’è anche chi la paga?
    davvero c’è chi spenderebbe soldi per ascoltare una tizia che mi insegna a muovere le mani nel momento fatidico?
    abbiamo toccato il fondo.
    capirei ti stessi sposando con il principe ereditario in mondovisione, ma la Sciuramaria può anche camminare normalmente mentre va all’altare…..
    che tristezza !!!!!

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