Serata Revival: Mystic Pizza

Ieri sera ero a casa da sola. Anzi, ero a casa sola con il distruttore. Zappingando a destra e a sinistra mi imbatto sul canale MGM (non HD) in Mystic Pizza. Mi fermo immediatamente in onore della mia preadolescenza.

Mystic Pizza non è certo al livello di Dirty Dancing ma cmq. me lo ricordavo decisamente guardabile. Invece….

Trama: Daisy, Kat e JoJo sono tre ragazze di origine portoghese, povere in canna, che lavorano in una pizzeria. Dovrebbero avere all’incirca 20 anni. Kat è la più piccola e si è appena iscritta a Yale, quindi di anni ne ha più o meno 18. Daisy e JoJo arriveranno al massimo ai 21. Lo immagino perchè nei locali bevono birra. Sono in cerca dell’amore (ovviamente) e di un ruolo in questo mondo difficile  pieno di differenze sociali e bla….bla….bla….

La prima cosa che potete notare dalla foto è che gli anni ottanta la fanno da padrone per quanto riguarda l’abbigliamento. L’unico vagamente accettabile è Tim (primo sulla sx in basso) in quanto indossa una giacca in pelle normalissima e una camicia. Gli altri sembrano vestiti a caso. E pettinati peggio. Ma erano gli anni ottanta, quindi non c’è di che stupirsi, basti pensare che nel 1989 (il film è dell’88) la mia famiglia si vestiva così:

Ovviamente io non ho colpe. Mi obbligavano. Ero troppo piccola per ribellarmi e lo stesso vale per mia cugina Alessandra. Gli altri si facciano un sano esame di coscienza. Lungo. Profondo. Ma soprattutto si vergognino. Molto.

Cmq.

Julia Robertz all’epoca aveva 21 anni e sembrava più vecchia di me oggi che ne ho ben 10 di più. La cofana impressionantemente alta non le donava affatto e la boccuccia di rosa perennemente aperta, imbronciata, stizzita non facevano che peggiorare la situazione. Kat (Annabeth Gish), con le sopracciglione enormi, i vestiti da pirla e quella facciottina tonda post adolescenziale prende una sbandata per il padre della bambina a cui fa da baby sitter e se lo scopa anche. Salvo poi tornare a casa la sera stessa e scoprire che sua moglie è arrivata da Londra. Ora, purtroppo non ho trovato una foto della moglie che di sicuro meritava, ma la cosa importante è che il vegliardo dovrebbe avere 30/35 anni. L’attore che hannos celto va anche bene…vestito un po’ troppo da vecchio ma cmq. va bene. Ma la moglie. La moglie sembra una sessantenne biondastra. Cazzo, dovrebbe avere 30 anni. La mia età. perchè? Perchè negli anni ottanta le trentenni erano conciate così male. Vi ricordate McGiver che ogni puntata sbaciucchiava la figa di turno? Ecco, riguardate oggi quelle donne e piangete. Lacrime amare.

La più simpatica delle tre, e anche quella che ha qualcosa da passare ai posteri, è JoJo; la quale anticipa la grossa crisi femminile degli anni novanta, ponendosi la seguente domanda: perchè sposarmi ed avere dei figli dovrebbe essere l’unico modo per realizzarmi? Il tentativo di analisi sociologica si ferma lì, alla fine infatti si sposa. Udite udite, con Vincent D’Onofrio….che tutti voi ricorderete per essere stato Palla di Lardo in FMJ, il tizio posseduto dall’alieno scarafaggio in Man in Black e il detective di L&O Criminal Intent.

Ovviamente la storia di Daisy è quella principale. Un ricco figlio di papà si innamora di lei povera crista e dopo una serie di vicissitudini vissero tutti felici e contenti. Lui è un essere orripilante che rappresenta il peggior Yuppismo anni ’80. E’ mediamente brutto, plastificato, vestito di merda, con dei capelli a dir poco inguardabili, ma dovrebbe essere il figo del gruppo. Roba da matti.

Cameo importante: Matt Damon giovanerrimo fa la parte del fratellino del protagonista. E’ in un paio dis cene e ci fa la figura del pirla.

By The Way.

Il film alla fine regge. Se non fosse che è davvero girato malissimo (CCNDEN è entrato in casa e alla seconda inquadratura ha affermato “Cazzo guardi, una telenovelas anni ’80?” Mica lo amo per niente). Fotografato peggio e doppiato alla cazzo.

Regge soprattutto se hai 11 anni e non hanno ancora girato Pretty Woman, quindi non sai che la storiella del ricco che si innamora della povera può essere girata, recitata, sceneggiata e fotografata molto meglio.

Vi ricordo anche che all’epoca ci volevano circa 3 anni prima di vedere sulle adorate reti italiane i film americani. Ex: Pretty Woman esce nel 1990 negli states, arriva nelle sale italiane quasi un anno dopo, poi passa al noleggio VHS e successivamente ala divulgazione televisiva per le masse, quasi 3 anni dopo. A pensarci adesso sembra incredibile. Invece era così, tutto più lento, più pacato…avevi un sacco di tempo per crearti aspettative che poi non sarebbero state mantenute. Geniale.

Perchè sì: alla fine l’ora e mezza scorre via tranquilla, senza momenti morti; l’ideale per una domenica pomeriggio fredda e piovosa o per la convalescenza post-influenzale.

Perchè no: troppo anni ottanta, nei colori, nei contenuti e nello stile.

Poschina  

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