Master Chef Italia Vs X-Factor: My reality time

Domenica 23 Ottobre 2011. La domenica che verrà ricordata per la dipartita di Marco Simoncelli durante il Gp di Sepang. Davvero non saprei cosa dire se non che Sic mi faceva ridere e la pubblicità del suo programma con Ringo su Virgin radio, che sento tutte le mattina, è l’unica che ascolto volentieri per il modo folle di Sic di esprimersi e per l’autoironia. Dovrei parlare al passato ma la notizia è fresca e non mi sono ancora abituata.

Ma passiamo a noi. 

Non amo i reality.

Non amo i reality italiani.

Ma.

Ultimamente ho deciso di uscire dallo snobismo e dedicarmi a due reality scelti accuratamente tra le mie passioni: cucina e canto. Per la prima volta il format Master Chef arriva in Italia. Così, la domenica mattina, mi recupero le puntate su Sky on demand e mi diverto a vedere in che modo gli aspiranti cuochi verranno stroncat dai tre giudici. Il programma, proprio perchè non concede creatività alla produzione italica, ma è la copia spiaccicata di quelli americano e australiano, funziona. Non viene lasciato alcuno spazio al pietismo, alla polemica. C’è una specie di confessionale dove i concorrenti possono commentare quello che succede, dire la loro, arrabbiarsi. Ma è uno spazio minimo che io non guardo perchè bypasso tutto quello che non è cucina pura. E critica. Io non amo Hell’s Kitchen, non amo lo chef Ramsey perchè secondo me l’insulto va bene fino ad un certo punto. La rigidità ok. Che si richiedano serietà e perfezione ancora ok. Ma l’insulto no. Mai. anche eprchè sì, sarai bravo quanto vuoi chef, ma la classe è tutt’altra cosa. Io il martirio non l’ho mai compreso. Sorry.

L’altro reality a cui mi sto avvicinando è x-factor. Le selezioni. Sottolineo le selezioni perchè avevo già provato a guardare X-factor un paio di anni fa ma la formula della  gara vera e propria non mi convince, il riarraggiamento delle canzoni a volte è terrificante e le coreografie di Tommasini o come diavolo si chiama sono spesso inguardabili.

Ma le selezioni….quante soddisfazioni. Quante soddisfazioni. Gete che canta come una gallina appena scuoiata, gente che canta divinamente, gente che canta così così. Ma non è questo il bello. Il meglio lo danno i giudici:

Simone Ventura: ero arrivata ad odiarla quando era in RAI perchè conduzeva 10 programmi su 11, urlando e stranazzando. Ora che può concentrarsi solo su uno è godibile. Meno caciarona e più concentrata. La Simona di una volta.

Morgan: ha sempre l’aria di uno che è appena uscito dall’ultimo tour nel dorato mondo delle anfetamine, più serio e meno pirla. Cmq. sono di parte. Io i Bluvertigo li sostenevo nel lontano ’95. Quando per intenderci lui era magrissimo con lunghissimi capelli neri. Mica cazzi !!!!!

Elio: preparatissimo, serissimo e esigentissimo. per lui l’intonazione è fondamentale. Mitico. Decisamente il più colto, musicalmente parlando, dei quattro.

Arisa: beh, musicalmente parlando io la odio. ma mi tocca ammettere che invece è molto brava e telegenica. Non si lascia incantare nè mettere i piedi in testa da Morgan. Bah, che dire. Io non capisco perchè i suoi produttori abbiano puntato tutto sull’immagine retrò sfigata. E’ brava e anche simpatica.

I concorrenti: fino ad ora ne ho visti un paio con due palle musicali enormi. Vedremo nei prossimi giorni se arriva qualcosa d’altro… io attendo.

Ah, questa è la domenica che verrà ricordata per il ritorno da parte degli All Blacks alla vittoria della coppa del mondo dopo ben 24 anni. Che dire? Complimenti. 

Poschina easy like a sunday morning 

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