Io mi trovo qui

La nuova estenuante moda del millennio è fare in modo che tutti sappiano tutto di te. Mi spiego meglio. Anzi, prima premetto che avendo un blog ed essendo iscritta a ben 2 social network, non sono certo la bigottona che disprezza la modernità. Tutt’altro. Ma qui non è più una questione di essere al passo con i tempi. E’ più una cosa del tipo “we live only in that polaroid” che in pratica sta a significare che viviamo solo in quanto presenti costantemente sul social network, in internet perennemente sotto gli occhi di tutti, compresi quelli di cui non te ne frega un cazzo.

Oggi mi accanirò con orgolio e amore con la sconcertante e fastidiosissima applicazione “Io mi trovo qui” alla quale bisognerebbe rispondere con l’applicazione “Chissenefrega”. Perchè oggettivamente nessuno di noi è così importante da dover comunicare costantemente dov’è. Ex: sei dal paninaro dietro l’angolo a prenderti il toast per la pausa pranzo….cosa ti fa pensare che a qualcuno interessi? Parliamone. Ti ritieni così importante da credere che siamo tutti lì in attesa di sapere cosa fai, quando, quanto, come e soprattuto dove? Poi dico. Mi scrivessi “Io mi trovo qui” quando sei nel letto di Rocco dopo una notte di sesso. Allora avrebbe senso… perchè cazzo !!! parliamone !!! Oppure se sei in sala di incisione con Mick Jagger e vuoi farmi morire di invidia (e cmq. basterebbe chiamarmi o mandare un SMS perchè è altamente probabile che agli altri non freghi un cazzo di Mick e quindi li stai assillando per nulla)… Ma se sei a Cesate, in biblioteca, devi anche renderti conto che non è nè interessante, nè intelligente sbandierarlo ai sette venti. 

Ma soprattutto prendete me l’anno scorso. Sono stata in Grecia due settimane girovagando per le isole ed ho visto posti stupendi. Vi sarebbe davvero sembrato il caso di perdere tempo postando continuamente su FB che ero nell’ordine a Naxos, Koufonissi, Amorgos e Paros? Perchè perdere tempo per far sapere agli altri in tempo reale che stavo mangiano la Moussaka al ristorante Paradise. Primo: agli altri non gliene fregava nulla. Secondo: io ci sono stata anche se non l’ho postato su FB.

Sono in Via Durini, 16 – 1° piano. E lo sono anche se non metto in bachecha l’irritantissimo logo di “Io mi trovo qui qui”.

Lo sono perchè sto vivendo e i miei sensi e il mio corpo sono in un determinato posto del mondo e vedo la scrivania vuota della collega, il foglio sul tavolo, lo schermo del Pc. Penso quindi sono. Non “Posto, quindi sono”. C’è una bella differenza. E se non la cogliete, peggio per voi. 

Oltretutto di solito si va via per staccare, per abbandonare la vita di tutti i giorni e perdersi in nuove avventure, nuovi luoghi, conoscere gente diversa dalla solita, per stare seduti in silenzio di fronte ad un tramonto stupendo che vorrai ricordarti per sempre, e non hai bisogno nemmeno di fare una foto perchè è il tuo tramonto. E deve essere intoccabile. Deve rimanere solo tuo. Vivrà in te, nei tuoi ricordi. Che senso avrebbe se il tuo tramonto fosse sbattuto lì, rigorosamente in tempo reale, sulla bacheca di uno dei 450 amici che lo guarda e pensa “che foto di merda!”… se non l’avesse visto, avresti potuto descriverlo e fargli immaginare il tramonto più bello del mondo. Perchè l’immaginazione e la fantasia sono l’antidoto che ci salverà dalla sovraesposizione. Sono ciò che ci permetterà di sopravvivere alla mostra continua si sè che ci costringe a credere che se non siamo su FB, Twitter, Google +, non siamo nessuno.

Quando ancora non esistevano i cellulari, ho visto posti stupendi, fatto esperienze meravigliose, baciato di nascosto ragazzi che non avrei potuto avere. E mi ricordo tutto, nei dettagli, senza bisogno di foto, post e quant’altro. E mi ricordo quant’era bello non raccontare necessariamente tutto, non essere rintracciabili. Ancora oggi, quando vado in posti come Costa o la Sicilia, provo un gusto perverso nel comunicare a tutti “purtroppo i cellulari non prendono”, conscia che con questa scusa, potrò tenerlo spento quanto voglio. Potrò sparire e non far sapere dove sono, cosa sto facendo, come sto vivendo.

Poschina e l’immenso piacere di non far sapere dov’è

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2 thoughts on “Io mi trovo qui

  1. La mia convinzione è che sia un app creata dai topi d’appartamento… i fighetti gonfiano il proprio ego fieri di far sapere che sono in giro e non a casa (fa sfigato…) e i ladruncoli agiscono… ahahah…. I Lupen del nuovo millennio 😛

  2. Sai che sotto questo punto di vista non l’avevo considerata….. allora maximo respect per i Lupin moderni ….
    e cmq. per restare in tema, io mi trovo a cesate – via piave 😉

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