Un pompino per Rooney…..

Sarò breve….

Molto breve. 

Ieri sera si è svolta la finale di Champions tra barcellona e Manchester United….non vi dico chi ha vinto perchè è scontato tanto quanto il sorgere del sole ogni fottuta mattina… Ma spedno volentieri due parole per spiegarvi come mai un titolo così chiaro e coinciso.

Mentre ero mollemente svaccata sul divano pronta ad annoiarmi a morte, già delusa dal primo gol del Barca e in attesa degli altri 5/6, Rooney ha segnato, si è lasciato scivolare sul campo in segno di profonda gioia e grandissima soddisfazione personale, e le telecamere hanno indugiato su di lui.

 

In quel preciso istante ho pensato che si sarebbe meritato un pompino per il solo fatto di non lasciare la sua squadra a zero. Perchè già è umiliante perdere la Champions, figuriamoci se lo si fa anche restando al palo….. Roba da infilarsi gli spilli sotto le unghie dei piedi.

Come tutte le partite del Barca, non c’è storia per l’altra squadra. Il possesso palla al 99.9 % alla fine paga. Un uomo come Messi (che tutte le volte che guardo in faccia mi sembra un ritardato e quando lo vedo palla al piede mi sembra un dio) è spettacolare da veder giocare. Impressionante. Se tocca palla fa un piccolo miracolo. Sempre. Senza eccezioni.

Il Barca non ha rubato. Non ha imbrogliato (se escludiamo il fatto che secondo me si dopano, perchè trovo impossibile che non siano MAI stanchi dopo 90 minuti nei quali corrono per tutto il campo), ha vinto perchè se lo è meritato.

Ciò non toglie che a me piace guardare una partita nella quale le due squadre si dividono il possesso palla….essendo ignorante in materia, dopo un po’ il virtuosismo mi fa girare le palle….come quando Mariah Carey si perde in mille virtuosismi vocali invecce di cantare.

Un appunto lo faccio incazzatissima alla telecronaca di Sky. Per 9o fottuti minuti hanno parlato di tutto: vecchi aneddoti, malattie, interviste, pettegolezzi e quant’altro e non hanno MAI e sottolineo MAI fatto due minuti ininterrotti di vecchia, sana, comprensibile telecronaca. Ho assistito alla fiera del luogo comune….le frasi più gettonate erano:

– questo è un messaggio molto forte,

– è una lezione di calcio,

– un esempio per lo sport,

e via dicendo…. dove sono Pizzul e la sua palla che carambola?

Dire che quello che è capitato ad Abidal e il fatto che fosse già in campo sia un messaggio per le persone malate a casa, lo trovo quantomeno fuori luogo per svariati motivi, tra i quali il fatto che un multimiliardario che di “lavoro” fa il calciaore, non può essere paragonato al signor Sguapparullo che lavora in altoforno, non ha dieci euro sul conto in banca e respira esalazioni tossiche tutto il giorno…. eppure per 90 minuti hanno ripetuto quanto fosse simbolico, rassicurante e straordinario vederlo giocare, “come messaggio per tutti coloro che stanno vivendo il suo stesso dramma…” attendevo sempre che alla fine di frasi come queste spuntasse Giletti a fare una filippica su malattia e giuoco del calcio…..

Alla fine grazie a madre Natura, i 90 minuti sono passati, il Barca ha sollevato la coppa e la mia tortura è ufficialmente finita.

Ora posso godermi game of Thrones che è davvero straordinario….

Poschina 

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