Finalmente sono tornata me stessa

Cosa mi fosse capitato nelle scorse settimane ancora non mi è chiaro. So solo che ero stranamente tollerante al mondo metropolitano/lavorativo. Sembrava quasi che tutto riuscisse a scorrermi sulla pelle. Qualcuno di voi potrebbe anche pensare che fosse il momento giusto perchè io cominciassi a non incazzarmi in continuazione. Beh, io sono affezionata alle mie nevrosi. Non mi dispiace affatto odiare la mia specie, anche perchè non posso assolutamente permettermi di far parte di quelle donne colte dalla sindrome di Melania Hamilton*.

Ma sì che avete capito….quelle donne perennemente sorridenti, che amano appassionatamente il proprio uomo, che sorridono all’amante del proprio uomo, che adorano i loro odiosissimi e lagnosi figli, che si divertono in compagnia ma anche da sole, che non si stancano di stare in fila al supermercato 45 minuti per una baguette, che amano indistintamente il mare, la montagna, la pianura, la nebbia, il sole, la neve, il caldo e il freddo. Quelle che non si lamentano MAI. Temo questa sindrome. La temo di più dell’ascella tonante del mio vicino di metrò nelle calde mattine di luglio.

ahahahahahah

Sto guardando “Better of Ted” dove, nel bel mezzo dellepisodio, è inserito un finto spot della Veridian Dynamics (l’azienda in cui lavora Ted) che sarebbe perfetto per Alerion…praticamente sostiene che l’amicizia sia meravigliosa, ma non nell’ambiente di lavoro, perchè RUBA tempo al lavoro…e rubare è un reato….lo spot si conclude con un close up su un polso che viene ammanettato….Bwahahahahhahahahhahahah ma quanto sono pirla gli sceneggiatori ???? GENIALI !!!!!!

Cmq. per qualche tempo sono stata tollerante. La cosa mi preoccupava molterrimo. Poi, l’altra mattina, sono stata invasa da odio allo stato puro per una sciura tutta impellicciata e ipertruccata che parlava al cellulare e camminava alla velocità di un bradipo zoppo…..a quel punto mi sono resa conto che ero tornata me stessa….l’intolleranza è il segno della mia stabilità emotiva. Se voi prendeste come me in sequenza il treno e la metropolitana, capireste il mio odio nei confronti del genere umano. Dovreste provare a trovarvi in treno con il gruppo delle tabbozze che si truccano malissimo per mezz’ora, oppure le 4 quarant’enni agghiaccianti che parlano sempre male delle insegnanti dei loro figli. Oppure ci sono i due ultrareligiosi, che io evito come la peste. Passano il tempo a parlare dei loro fottutissimi volantini di proselitismo, e ancora non ho capito a quale branchia del ristianesimo appartengono. Poi ci sono, raramente ma ci sono, quelli che non stanno mai fermi. MAI. Passano la mezz’ora che condividiamo saltellando sul sedile, muovendo spasmodicamente la zampetta e trasmettendo il movimento nauseabondo all’intero vagone. Poi arrivi in metropolitana e le cose possono solo peggiorare. La tendenza moderna è quella di camminare scrivendo messaggi sull’Iphone o affini. Lentamente. Cioè…camminando molto lentamente…..ed io mi chiedo “ma a chi cazzo stai scrivendo alle 8.38 del mattino?”  e soprattutto ” che cazzo stai scrivendo? La divina Commedia?” giuro….dal tempo che ci mettono sembra davvero che stiano scrivendo le loro memorie….Altra categoria di stronzi, quelli che vivono in simbiosi col cellulare e telefonano per ore intere facendoti conoscere ogni loro più intimo segreto. Poi ci sono i soliti insopportabili aficionados del palo. Quelli che nemmeno una lapdancer riesce a copulare così con la pertica……

Poi ci sono loro. I miei preferiti. Quelli che tranuquillamente seduti al loro posto, leggono, ascoltano la musica, hanno la vibrazione al posto della suoneria e anche loro, come me, odiano profondamente i fruitori medi di mezzi pubblici. E odiano ancora di più i fruitori occasionali, quelli che ci sono in giro a Natale o durante il Fuori Salone. O meglio, sono sempre in giro, ma aumentano in modo esponenziale durante alcuni mesi dell’anno. Come so che odiano? Si vede dai loro sguardi, da piccolissimi e quasi impercettibili gesti di intolleranza, dalla smorfia delle loro labbra, da come si solleva il sopracciglio, da come gli occhi si rivolgono verso l’alto. Esasperati. Beh, cari colleghi. Vi amo. Amo la vostra insofferenza. Davvero. Io non vi criticherò. Io sono come voi.

Ora mi preparo una bella camomilla calda e mi sparo Lie to me. Poi vado a letto  a leggere un po’….giusto per ricaricarmi in vista del match metropolitano di domani…….

Poschina intollerante

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