1 Gennaio 2011

No.

Stavolta non mi metterò a lamentarmi della mia vita. So benissimo che è una tradizione ormai consolidata ma questa volta ho deciso di dire no. Insomma, ormai sono sufficientemente grande per non compiangermi eccessivamente….ammetto che sia la mia passione crogiolarmi nella triste malinconia del 1 Gennaio, ma è ormai tempo di voltare pagina e concentrarsi sugli obiettivi 2011. Che non so nemmeno quali sono ma sono convinta mi verranno in mente.

Per aiutare l’umore, ho appena visto Io e Marley ed ho pianto come una fontana quando Marley tira le quoia.  Poi, per cercare di migliorare la situazione mi sono stampata di fronte a Baciami ancora che credo mi deprimerà ancora più della morte di Marley. Però almeno c’è Stefano Accorsi.

Si.

Stefano Accorsi mi è sempre piaciuto. Non posso farci nulla, sarà colpa del Maxibon Motta e di quella fottuta pubblicità che andava perennemente in onda quando ero adolescente  e mi ha letteralmente fottuto il cervello. Mi piace, non posso farci nulla. Anche quando fa il tossico in Radiofreccia, o il coglione patentato ne “L’ultimo Bacio”. Anche adesso che è invecchiat, mi piace. Forse mi piace la sua aria da pretonzolo di campagna, o è colpa delle fosette….non so. Probabile che la colpa maggiore sia di jack Frusciante è uscito dal Gruppo. Il mitico Alex. La bicicletta. Bologna.

Ieri guardavo Sex & the City e pensavo che dovrebbero mandarlo in onda con un messaggio in sovraimpressione che avvisa le spettatrici della pericolosità di Carrie Bradshow. Credo che abbia rovinato più donne lei del Topexan. E’ sempre indecisa, vuota, alla ricerca di quelcuno che le infili l’anello al dito. Pensa solo alla moda e ai locali. Na tristezza. Poi le ragazze lo vedono e credono che la vita sia questa. Che per essere felici ci sia bisogno delle scarpe di Manolo e di un anello al dito, ovviamente la proposta va fatta in uno dei locali più chic di Manhattan altrimenti sei out. Molto meglio il personaggio di Samantha. Decisamente meglio. Persino Charlotte è migliore.

Ultimamente passano solo film e telefilm che parlano di crisi. Cazzo, ovunque ti giri trovi crisi. Coniugali, parentali, famigliari. E che palle. Roba che se tu stai bene cominciano a venirti i dubbi. Seri dubbi. Poi ti passano, ma ne vedi e senti talmente tante che davvero è difficile……difficile sopportare, farsi scivolare le cose addosso. Anche qui, in questo film, il disfattismo la fa da padrone. E che cazzo, ce ne sarà uno a cui è andata bene. Cazzo, ce ne sarà uno che si è trovato una donna normale e che si vive una vita normale, fatta di alt e bassi, di gioie e dolori…..insomma, una vita normale. No, tutti in crisi, che si cornificano; che si odiano e comunque stanno insieme, che non si sopportano ma fingono….. dio…. non voglio credere ce sia davvero così. Ho bisogno, un bisogno fisico di credere che sia diverso, che ci sia ancora qualcosa che va bene. Deve essere così.Voglio che sia così. Quindi, anche se non è così, io crederò che ci sia speranza. Crederò che non sia tutto merda su chili di merda.

Intanto, mentre mi autoconvinco, faccio colazione e finisco di vedere il film.

Poi sistemerò la cucina. E il resto della casa. Poi basta, relax.

Poschina 2011

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