Moralità filmico-letteraturiale

Per una forma di rispetto nei confronti delle sorelle Bronte e di tutti gli scrittori/scrittrici con i controcoglioni, non ho mai letto Moccia. E per una forma di rispetto nei confronti di Frizt Lang e Scorsese, non ho mai visto un film tratto o diretto da Moccia. Stasera, per una forma non troppo chiara di tortura, mi sono messa a guardare Amore 14. Primo: ho capito solo ora che 14 si riferisce all’età della protagonista, secondo: sono in imbarazzo.

No, non l’imbarazzo del primo bacio o cose del genere, proprio l’imbarazzo di una scoreggia rumorosa scappata in ascensore con Rocco Siffredi proprio mentre lui si sta slacciando i jeans, quell’imbarazzo totale che sfiora la vergogna….non è vergogna solo perchè non ho diretto io il film e non ho scritto quella porcata del libro.

Si, perchè se il mio libro fa cagare e in acuni momenti mi vergogno di me stessa, a fronte della visione di questo stupro, certi pezzi sono degni di Dumas….padre, e figlio.

Sarà che io a 14 anni scrivevo perle di saggezza tipo: “percepivo benissimo che era triste, proprio come ieri sera lui ha capito che non ero in forma.” Non so se avete notato che usavo parole come  – percepito – e non a cazzo, con senso logico….. oppure: “Questa sera ho sentito il silenzio assordante dell’amore”….mica cazzi !!!!!! 1994 Signori !!! 1994

E mi rifiuto di pensare ce i giovani di oggi siano così vuoti e stupidi come Moccia li descrive….mi rifiuto proprio. Intanto il film va avanti e la nostra Carolina va in un negozio a cercare di recuperare il numero di telefono di Massy o Max o nonsobenecosa e non ce la fa, a proposito, ha un cartomante…..alla mia epoca facevamo sedute spiritiche chiuse in camere buie….noi si che eravamo avanti. Tra l’altro non conosco una che sia una canzone della colonna sonora.

Provo grande tristezza per le ragazzine di oggi, che hanno come modello Carolina di Amore 14.

Io avevo Baby di Dirty Dancing, Jennifer Beals di Flashdance e leggevo Shakespeare sognando il mio Romeo, anche se devo ammettere che il fascino malato di Amleto resta il mio preferito. Bei tempi ragazzi, quando il mito da raggiungere era Patrick Swayze che sentenziava “nessuno può mettere Cristina in un angolo” oppure ottenere l’accesso alla prestigioserrima accademia di danza….

Non importa che poi agli angoli mi abbiano messo un sacco di volte e che mi ci mettano ancora adesso, o lo scoprire la totale inettitudine nel mondo della danza….l’essenziale era crederci….e per quello, ci credevo eccome.

Moccia, vaffanculo !

Poschina

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