Amsterdam

 

E’ decisamente il momento di parlarvi del mio viaggio ad Amsterdam.

Città impropriamente definita come la Venezia del nord.

Cominciamo col dire che siamo partiti il 2 Aprile alle h. 6.55, che in parole comprensibili alla massa significa che la mia sveglia è suonata alle h. 4.15….orario nel quale i veri giovani rientrano dalla nottata…..

In aeroporto ci siamo smazzati la solita scenetta della “sigarettina prima della partenza?”, con conseguente corsa per non perdere l’aereo.

A metà viaggio ci vengono serviti dei panini decisamente improponibili per gente con un minimo di cultura culinaria (come ogni italiano medio), che mi sono rifiutata anche solo di scartare.

Arriviamo tranquilli alle 9.00 e ci dirigiamo in Hotel dove ci consegnano immediatamente le chiavi delle camere. Devo descrivervi la mia camera perché merita.

 

Una volta aperta la porta, ci si trova in uno spazio di 3 metri x tre, nel quale sono stipati:

         un letto semi-matrimoniale
         un comodino/cassettiera/tavolo per la colazione
         una sedia per appoggiare i vestiti
         un miniarmadio per le valigie e i cappotti

Il bagno è ristrutturato di recente.

In un metro e mezzo x uno, ci stanno:

         lavandino in cristallo

         doccia in vetro trasparente

         water

         la porta è rigorosamente in vetro…evviva la privacy

 

Siamo all’estero quindi il mitico italianissimo e igienissimo Bidet ve lo potete scordare.

Doccia o niente.

C’è anche un televisore appeso esattamente di fronte al semiletto.

Kit per colazione.

Finestra con apertura basculante.

Pulitissima.

Tutto ok.

Passiamo al viaggio vero e proprio.

 

Prima nota di colore: al bancone offrono gratis ovettini di ciollolato.

Seconda nota di colore: davanti all’hotel, in corrispondenza della fermata del tram, c’è un poster di Remember Me. (Dio c’è ed ora ne ho le prove)

Ci incamminiamo verso il primo Coffee Shop fruibile.

Entro sorridente, fiera di essere nel paese della libertà psico/sesso/fisico/matrimoniale e vado al bancone sicura di aver trovato la mia dimensione ideale quando sbatto contro la dura realtà: la commessa è un’acida stronza che ci tratta di merda e che sicuramente ci ha accomunati al tipico gruppo italico ignorante e becero che non fa altro che casino. Noi siamo un atipico gruppo italico intelligente, conoscitore dell’idioma internazionale per eccellenza e rispettosi delle usanze altrui, quindi dammi quello che ti ho chiesto e smetti di fare l’acida; stai parlando con la supersegretaria per eccellenza, ex commessa, ex laureata e in vena di polemica (quello sempre).

Scopro con orrore che nei Coffee shop bisogna consumare.

Se non compri fumo devi mangiare/bere.

Quindi mi prendo il primo thè della vacanza, ne seguiranno un centinaio, alternati alle peggiori cioccolate che io abbia mai avuto la disgrazia di assaggiare.

Il secondo coffee shop della giornata ci propone un’altra commessa acidissima che ci ripete 12 volte che si deve fumare solo nella zona fumatori e non in quella non fumatori, probabilmente convinta di un nostro deficit di comprensione.

Affascinati dalla ridente cittadina, arriviamo colti da fame chimica al rito di passaggio che ogni turista deve compiere: McDonald.

Sono anni che Qualcuno cerca di convincermi che Il Mc sia il capostipite della globalizzazione.

Non ci siamo.

Sarebbe globalizzazione se io trovassi in ogni posto del mondo gli stessi panini con le stesse salse, invece no. Non hanno il Crispy McBacon. La salsa del Big Mac è diversa e acetosa e le patatine sono pastose e schifose. Globalizzazione un cazzo.

Sono andata da MC proprio per non dovermi subire la cucina olandese e mi trovo la variante olandese dei panini???? Ma dove siamo???

Proponiamo di vedere se almeno KFC è davvero globalizzato (per chi non l’avesse capito io sono a favore della globalizzazione dei fast food). Giulio si ribella, lui proprio da KFC non vuole andare.

Inutile dirvi che il giorno dopo ci stavamo scofanando le mitiche alette fritte (hot), unte, grasse, piccanti, insalubri, indiscutibilmente uguali in tutto il mondo e gustosissime. Unico difetto PEPSI.

Pazienza.

Scopriamo anche le Unlimited Grilled Ribs…ossia costolette di maiale alla brace ricoperte di salsa BBQ, grassissime e deliziose.

Nel pellegrinaggio allagato da quintali e quintali di acqua che mi hanno inzuppata fino alle mutande, abbiamo toccato vette di nuova consapevolezza. In alcuni Coffee shop, per esempio, è sconsigliato fumare sigarette e vietato usare cellulari. SI, avete capito bene. Ti puoi drogare ma non fumare una sizza. Geniale !!!!

Non ho girato molti Coffee ma devo ammettere che il tanto decantato GOA è uno dei miei preferiti se non fosse che tengono, per ovvi motivi, la porta spalancata anche se fuori ci sono 2 gradi. Aggiungerei anche il The Doors, tempestato di foto di Jim e dove si respira aria lisergica (sarà colpa della Space cake che mi sono ingurgitata? ai posteri l’ardua sentenza). Anche il blues Brothers e il Betty Boop rientrano nelle mie preferenze, tra l’altro vedere il piano superiore del Betty tutto inclinato verso sinistra causa abuso di torta ha un suo perché; consigliato.

Per il resto meritano i noodles del Wok to Walk (o qualcosa di simile) e in assoluto i dolci.

Tutti.

Donuts, Waffles, brioches…..il tutto rigorosamente glassato, fritto, cioccolatoso, burroso….insomma, un tripudio di grassi che hanno reso i miei cuscinetti fieri di essere riempiti.

Parliamo di cose serie.

 

Mini – tema

La fortuna di non avere, in Italia, le prerolled

Dovete sapere che capita a volte (sempre), che anche se sono le tre di notte, c’è un grado sotto zero, hai sonno ed è mezz’ora che implori il tuo boy di riportarti a casa; che dopo aver ottenuto il tanto agoniato si alla domanda, ci sia la postilla “jolletta della buonanotte”.

Ecco la mia croce è la jolletta della buonanotte (molto simile alla sigarettina prima del viaggio).

Significa 15 minuti per prepararla e almeno 20 per fumarla.

Una tortura in piena regola (al punto che è appena stata inserita come tortura moderna nel dizionario mondiale delle torture conosciute).

Bene, ora la vivo in modo differente perché ho scoperto le prerolled.

Prerolled significa canna già pronta all’uso.

Un pistolone infinito di erba/fumo e tabacco compressi al punto che per fumarla ci vogliono dai 25 ai 50 minuti per utenti esperti e un paio d’ore per neofiti.

Agghiacciante.

 

Ora veniamo a me.

Riscoprire il cerchiolino al naso ha un suo significato molto particolare.

Dopo dieci anni mi infilo il cerchiolino, mi guardo allo specchio scoprendomi meno ridicola di quanto pensassi, e ritrovo me stessa…..Meraviglioso….

Davvero.

Dopo aver mangiato la torta ero cazzutissimamente convinta che non lo avrei mai tolto, che non avrei ceduto alla pressione dello standard lavorativo e che potevano scordarsi che avrei rinunciato a me stessa per le loro inutili e stupide regole…..

Devo confessare che l’ho vigliaccamente sostituito con il classico diamantino la mattina del martedì poco prima di entrare in ufficio, una volta che l’effetto space era definitivamente scomparso.

Mi vergogno di me stessa quindi vi prego di non infierire.

 

Il Red light District è quanto di più intelligente possa esistere.

Le donnine allegre stanno nelle loro vetrine con la lucina rossa accesa.

Tra l’altro un bel colpo di luce sui canali.

Cmq.

Alcune splendide, altre belle, altre fat o milf…o vecchiarde.

Tutte li, a farsi ammirare.

Approvo.

La gente passa, guarda, chiede, entra, esce.

Insomma quello che succede nelle strade di tutto il mondo solo che qui è legale.

Qui il sesso è merce.

Ottimo.

Reginald, sono d’accordo. *

Bello e divertente il quartiere offre anche una gratuita indagine sociologica della gente che lo frequenta, dalle turiste bigotte che fingono di non guardare, a quelle più spudorate che se la ridono con le donnine (io).

Una donnina ha anche cercato di concupire CCNDEN, quando le ho spiegato che una volta preso, avrebbe dovuto tenerselo perché io non accetto resi, me lo ha ridato volentieri ed ha puntato l’attenzione su altra carne…..

Una simpatica donnina ha cercato di abbordare me, ma ho preferito la ciambella glassata all’esperienza lesbo….sai mai la prossima volta….

 

Mini – Tema

Space Cake

Assumo la space cake rigorosamente al cioccolato intorno alle h. 12.15 al The Doors.

Prima che faccia effetto bisogna attendere un’ora, un’ora e mezza.

Attendo.

Si manifestano esattamente 50 minuti dopo i primi fastidiosissimi giramenti di testa/vertigini.

Non c’e da preoccuparsi, è il thc.

Usciamo a camminare.

Sento la fronte corrugata, ma se mi guardo nelle vetrine mi scopro uguale a prima e soprattutto serena. Bah.

Sperimento gli scalini.

Il mio corpo non risponde agli stimoli.

Se alzo una gamba, mi sembra che non abbia quasi consistenza e di sollevarla dal suolo tantissimo, in realtà supero a malapena l’alzata dello scalino…..in discesa è il contrario. Sento le gambe pesanti e mi sembra vengano attirate al suolo.

Non c’e da preoccuparsi, è il thc.

Comincio a parlare con me stessa, non come quando pensi tra te e te, no. Io che dico una cosa e che mi rispondo come fossimo due persone distinte. Oltretutto facendo discorsi filosofico/oggettivo/intellettualoidi che sembravano, quantomeno al momento, delle rivelazioni da comunicare al mondo. Bellissimo il momento in cui mi sono vista ferma davanti alle porte aperte del treno e vedevo Fabio e CCNDEN che mi parlavano e la loro voce mi giungeva in netto ritardo rispetto al labiale……favoloso…..

Quando cerco di afferrare qualcosa o la mia mano è troppo avanti o troppo indietro.

Mi sento la faccia sempre più corrugata.

Quando parlo penso di dire una cosa e non so, se alla fine di tutto, io abbia detto effettivamente quello che intendevo dire.

Fatico a mettere insieme 3 parole di senso compiuto.

E’ come se avessi il cervello di una persona e la bocca di un’altra.

Comincio anche a ridere a sproposito, riguardo a immagini mentali che sono conscia non facciano ridere nessuno ma che io trovo davvero irresistibilmente comiche.

Non c’e da preoccuparsi, è il thc.

I giramenti continuano, è ora di prendere l’aereo e mi accorgo che non mi irrita fare la fila, non sono preoccupata di perdere il volo, non sono infastidita dalla gente…..in pratica sono in una bolla nella quale non esistono preoccupazioni.

Se non fosse per i giramenti di testa, avrei trovato la soluzione ad ogni mia nevrosi.

Unica controindicazione, non ti preoccupa niente e di conseguenza nemmeno il tram che ti sta per schiacciare oppure l’idea di fare un tuffo nel canale gelato.

Mi gusto il mio Muffin ai mirtilli preso da Starbucks e attendo che arrivi l’ora di imbarcarsi.

Sono ormai due ore che sono sotto torta e penso che sia quasi finita….quanto può durare l’effetto?

2/3 ore, penso.

No.

Scopro una volta tornata a casa che può durare dalle 6 alle 8 ore con punte di 14.

Minchia !!!!

In effetti la fattanza continua.

Alterno stati di lucidità a stati di bolla…..

Non c’e da preoccuparsi, è il thc.

 

Il 5 Aprile alle h. 22.30 crollo come un sasso morto nel letto.

La mia avventura Olandese si è definitivamente conclusa.

Amsterdam è una bella città che merita di essere vista.

E non preoccupatevi per il cibo….ce n’è in abbondanza ad ogni angolo.

Mi sono divertita.

Ho mangiato come una merda.

E, come direbbe Coliandro, Minchia !!!

Non posso non citare il pakistano che mi regalava qualsiasi cosa (il gestore del negozio sotto l’hotel) nella speranza che io gliela dessi….mi dispiace tesoro ma il mio karma li vuole Neri e Pelati…

Cmq.

Sono al lavoro, già rientrata nella più squallida quotidianità…..ma almeno la mattina, quando faccio colazione con la mia tazza porno (Fuck racism con omino nero e donnina bianca che ciulano su sfondo verde militare), mi sento ancora un po’ in vacanza…..

 

Poschina Spaziale

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