Raggiungere il Nirvana dell’Alzehimer

 
Cominciamo con il dre che non è affatto facile.
Sembra, ma non lo è.
raggiugere il Nirvana dell’Alzheimer significa prima di tutto essere consapevoli di avere l’alzheimer e poi sforzarsi in ogni modo di raggiungere il Nirvana.
Mi sono accorta di essere ormai irrecuperabile quando sono sndata in camera a prendere un libro, arrivo davanti alla libreria e non ricordo perchè mi sono alzata.
Torno in cucina, mi siedo e improvvisamente ricordo il perchè mi ero alzata.
Vado di nuovo in camera e, per la seconda volta, mi sono dimenticata cosa devo prendere.
Torno in cucina, mi risiedo e mi ritorna in mente quello che devo prendere.
Allora, siccome faccio la segretaria e non il dirigente, non posso chiamare la segretaria e mandarla a prendere il libro, quindi mi armo di post-it e segno il titolo del libro. Vado in camera e con naturalezza prendo quello che mi serve.
Primo: comincio a preoccuparmi.
Secondo: Penso a  come volgerlo a mio favore.
Invece di essere una comune rincoglionita, voglio trovare il Nirvana del Rincoglionimento.
Non è semplice, per esempio oggi non riuscivo a trovare la cavalletta che vive sui miei vasi di primule…..poi, con attenzione sono riuscita ad identificarla.
Ecco, questo è grave.
per fregiarmi del Nirvana dell’Alzehimer avrei dovuto averla davanti e non accorgermene….la strada è ancora lunga, ma impegnandomi posso riuscirci.
 
Ora che ho sviato i sospetti e la maggior parte dei lettori ha abbandonato il mio blog, parliamo di cose serie.
Probabile che i miei problemi di rincoglionimento siano dovuti alla scoperta di Rocco.
Si, Rocco Siffredi, non Rocco Tanica.
Perchè quelle facce?
Ecco, quando lo dico in giro mi guardano come se avessi appena detto: "sai, ieri sera non sapevo cosa fare allora ho accoltellato un micino".
Non ho accoltellato un micino.
Ho finalmente avuto occasione di vedere all’opera il pornoman italiano più famoso del mondo ( e ci credo).
Non scaldatevi, non l’ho visto all’opera con me.
Not yet !!!!!!
Ho visto una quindicina di secondi di video e qualche foto.
Beh.
Che dire.
Grazie Madre Natura ( è da questi dettagli che si capisce che Dio è donna ed è Madre Natura).
Reazioni alla dichiarazione di aver apprezzato Rocco:
 
– papà: sorride sornione  sostiene che chiamarlo sequoia sia eccessivo.
– CCNDEN: felice che io non sia bigotta ma infastidito dal mio aver comprato 27 magliette con il logo Io Amo Rocco e il suo pene stilizzato.
– mamma: finge di non sapere chi sia e ignora la mia dichiarazione (sono pur sempre la sua bambina).
– colleghe donne: "davvero? Dove l’hai visto? Mi informo"
– colleghi uomini: ridono, arrossiscono e mi dicono in coro "See, Siffredi….devi vedere John Holmes" ( me lo appunto immediatamente su un post-it, sai mai di dimenticarselo).
– sorella: scandalo, timore per le mie condizioni mentali e morali. Curiosità malcelata. Timore nell’aprire le 200 mail mandate con oggetto "Guardare assolutamente subito".
– Boss: aumento immediato di stipendio con lode firmata dal presidente e bacio accademico.
– collega donna pornodipendente: mi dice in 4 secondi 18 titoli di film di Rocco in ordine di bellezza. Ovviamente non ne ricordo nemmno uno ma ho scoperto ce R. ha un sito internet…..
– collega uomo bigotto: "non capisco perchè una donna dovrebbe essere atratta da…….." (mi allontano mentre parla per non sghignazzargli in faccia)
 
la cosa però mi fa riflettere.
L’Italia è decisamente il paese più penefobico che io conosca.
Ogni giorno vediamo tette, culi, vagine ovunque.
Ok, non la vagina è vero ma cmq. di donne nude è pieno il mondo.
Pubblicità di deodoranti: donne nude che si spalmano il deodorante a vicenda alludendo a pratiche erotiche = socialmente accettato.
Tette = un obbligo sociale.
Prostitute in televisione = accettate, apprezzate, ricercate.
Quindi non è una questione sessuale, ma una questione discriminatoria.
Il pene è una parte del corpo umano.
Come dire braccio, gamba, seno.
Perchè averne timore.
Mica morde.
Riabilitiamo il pene.
Mentre rifletto su questo argomento e penso subito ad una campagna pubblicitaria per il mio partito "Pane al Pene" arriva la dodicesima illuminazione.
Non è il pene in se.
E’ il fatto che io, donna, abbia ammesso candidamente e pubblicamente che non trovo disgustoso vedere un pene.
In realtà il Pene con la P maiuscola ossia la Sequoia.
Ma la cosa che scandalizza è proprio questa.
Perchè sì, siamo nel 2010.
Sì, ci vogliono far credere di aver ottenuto la parità sessuale (bwahahahhaha).
Sì, ci fanno condurre i programmi per minorati mentali della domenica pomeriggio e del sabato sera.
Sì, dobbiamo essere vacche e adorare il sesso.
Ma in casa.
Cioè tra le quattro mura.
E non bisogna MAI dirlo.
MAI.
Nemmeno al partner, altrimenti sai di sgualdrina.
Perchè tra la sicilia del diciassettesimo secolo e Milano del ventunesimo non c’è alcuna differenza.
La donna deve essere una finta santa.
Come diceva la mia nonna : un sepolcro imbiancato.
Bene.
Fiera di non esserlo.
Mi esprimo meglio, nel caso i miei 2500 post vecchi vi siano sfuggiti.
Io me ne frego.
Sono una donna.
In pratica un animale pensante.
Ma cmq. un animale con istinti di animale e cervello per controllarli o non controllarli a seconda che mi piaccia o meno.
Quindi carissimi, non mi importa niente del vostro scandalizzarvi.
Io non ho paura di guardare un pene.
Non mi scandalizzo davanti alla parola porno.
Non temo nemmeno parole come glande, testicoli, prepuzio, ovaia, clitoride, punto G, vagina, orgasmo.
Non mi interessa se voi preferite che le donne siano troie a letto e suore in società.
Io non ci sto.
Voglio la riabilitazione del pene.
Sono stufa di vedere donne che di fronte alla parola pene arrossiscono (e di solito sono quelle che quando ne vedono uno dal vero gli saltano sopra).
Però quando si dice vagina non fanno una piega.
Cosa vi fa tanto arrossire?
E donne adulte !!!!!
Mica cazzi !!!! (questa ci stava benissimo)
 
Quindi donne, vi do da fare un esercizio.
Prendete un’immagine di Rocco nudo (il video forse è troppo, cominciate con un’immagine), mettetevela come sfondo Desktop e osservatela ogni volta che vi viene da arrossire pensando al pene o al sesso.
Questa è terapia comportamentale.
Mica Cazzi !!!! (sempre riuscita questa gag)
Vedrete che dopo uno/due giorni, potrete parlare del pene senza diventare dei peperoni viventi.
Fate questo per due motivi.
Primo: alla vostra età siete poco credibili come verginelle spaventate.
Secondo: fate felice me, che non è poco.
Direte: Cazzo gliene frega a quella se io arrossisco quando si parla di pene? Non sta bene che una donna ne parli !!!
Ecco, quelle che hanno pensato questa cosa qui è meglio che mi stiano alla larga. (notate che italiano perfetto e che sintassi)
Grazie.
 
Ora vi confesso che il mio alzehimer precoce è peggiorato da quando ho tappezzato la casa di immagini di Rocco.
Forse è quello che mi distrae tanto?
Non saprei….so solo che da qando ho apportato queste migliorie, mi sento stranamente meglio.
 
Ora che ho sconvolto quelli che ben pensano* e aperto la mente a quelli che hanno un cervello posso tornare al mio ruolo di donna e sistemare la casa.
Su questo problema sto ancora lavorando, una cosa alla volta e sistemeremo tutto.
 
Tanti Peni a tutte !!!!!
 
Poschina Roccodipendente
 
* cit
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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