Io, me e il Mondo….

 

Tutti mi chiedono che bilancio sto facendo e con che risultati, alla soglia dei miei primi trent’anni.

Cominciamo con l’affermare che, come Gino Paoli insegna, anche io sono rimasta da sola al bar (e chi ha orecchie per intendere intenda, gli altri pazienza; non sono intenzionata a dare spiegazioni).

Dopo questa certezza, posso parlare liberamente del mio bilancio. Non ho intenzione di piangermi addosso. Non ho intenzione di accusare nessuno. Non ho intenzione di fare niente, se non scrivere liberamente quello che penso e sento riguardo alla mia condizione di donna del 2010.

Sono una donna sana. Ho quello che viene definito un buon lavoro, una paga più che buona, una casa, un compagno, un criceto, la macchina, degli hobbies, degli amici. Ma questo non è sufficiente. Nonostante tutto io sono incazzata col mondo. Sono arrabbiata perchè non risponde alle mie aspettative. Perchè non mi piace, perchè mi sento impotente di fronte a lui. E la cosa che io odio di più in assoluto è il senso di impotenza. Dover subire gli eventi senza potermi opporre, senza poter scegliere.

Nei passati trent’anni ho imparato a scendere a compromessi. Non mi piace ma va fatto. Ho imparato a fingere, a sorridere anche quando sono incazzata, a trattenere almeno 8 decimi di quello che penso e contemporaneamente, a sorridere. Perchè questo significa crescere. Perchè è indispensabile se si vuole essere inseriti nella società. Ma a volte mi è insopportabile.

Essendo un’idealista ho creduto che con parenti, amici e fidanzati, potessi essere davvero me stessa. Ma non è così. Nessuno vuole davvero che tu sia te stesso. Ti dicono che lo vogliono ma mentono. Tutti vogliono che tu corrisponda all’idea che si sono fatti di te. Non importa quanto quest’idea corrisponda o meno alla realtà. Non interessa a nessuno. Se vuoi sentirti amata, apprezzata e parte della società, devi cercare di plasmarti sulle idee che si sono fatti di te. La cosa vale sia in positivo che in negativo. Se ti sei fatta la fama da stronza, guai a mostrarti sensibile. Ti criticheranno e ti accuseranno di essere molle. Se sei comprensiva ed un giorno fai un commento da stronza, ti criticheranno e ti accuseranno di essere acida.

Questo meccanismo funziona sempre, indistintamente con uomini, donne, bambini, animali. Ne siamo tutti vittime e carnefici. La cosa davvero drammatica è che si attribuisce il carattere o l’indole di una persona appena essa nasce. Quante volte vi è capitato di sentire genitori, nonni, amici parlare di un bimbo di nemmeno un mese e sentenziare: “è sempre incazzato” – “ è buonissimo” – “ ha un carattere…” – Per tutta la vita il suddetto bimbo sarà catalogato come rompicoglioni, buono, acido, addiritttura cattivo.

Insisto che dovrebbero fare un patentino per genitori/parenti/amici.

La situazione si esaspera in modo quasi grottesco, se sei donna. No, non cominciate a storcere il naso. E’ esattamente così. Se nasci donna, da quando hai 4/5 anni il Mondo comincia ad aspettarsi da te diverse cose…..per esempio cominciano a incanalarti nel ruolo della moglie. Badate bene, non fidanzata, compagna, amica. Moglie. E, dopo qualche anno, quando hai 6/7 anni e ormai hai assimilato che dovrai essere Moglie, quello di Madre. Badate bene, non mamma, Madre. A 7/8 anni devi saper rifare il letto, fare la spesa, aiutare la mamma a preparare da mangiare, a pulire, e ad ascoltare papà che torna stanco dal lavoro. Badate bene che papà torna stanco e si lamenta; la mamma sorride, vi porta in giro, vi lava, fa da mangiare, pulisce…..

Poi qualcuna mette anche il figlio nella lavatrice, ma tutti insistono nel chiedersi “Come mai?”.

A 14/15 anni cominci ad interessarti seriamente ai ragazzi e anni e anni e anni di cattolicesimo sfrenato e di cultura maschilista, ti hanno convinta che devi essere prudente, altrimenti oltre a richiare una gravidanza, diventi automaticamente una puttana.

A 20 anni se non hai un fidanzato sei una sfigata. Se sei magra ti accusano di essere anoressica, se sei grassa di non saperti tenere.

A 25, dopo che hai faticato per emanciparti, scopri che agli uomini piace la donna anni ‘20: puttana a letto e santa fuori. Ma ormai è tardi, tu non vuoi rinuciare a quello che hai faticosamente ottenuto e non ti tiri indietro quando si parla apertamente di sesso, con il solo risultato di farci sempre e comunque la figura della puttana. Ma a te non importa, contenti loro….tu sei una donna moderna, chi se ne frega del mondo…..

A 28 comincia a voler affermare la tua personalità. A 28 e due giorni ti accorgi drammaticamente che nessuno vuole che tu lo faccia e cominciano gli anni più difficili nei quali devi scegliere se essere te stessa o no. Contemporaneamente il Mondo ha cominciato a pretendere altro da te. Ora sei Donna con la D maiuscola ed è ora che tu ti comporti di conseguenza. Devi essere bella, curatissima, intelligente, spiritosa e porca (ovviamente senza farlo vedere agli altri ma solo nell’intimità), devi far valere le tue ragioni ma senza sembrare aggressiva, devi assolutamente essere socievole ma senza essere invadente, devi sorridere essere accondiscendente, decisa ma con grazia, ubriaca ma con classa, drogata ma con stile. Tu non devi stare male, se stai male fallo ma sorridendo e minimizzando, devi sopportare il Mondo facendo sembrare a tutti che la cosa ti piaccia, guai a mostrarti annoiata, stanca, debole. Devi essere sempre forte. Devi importi ma con le moine e non in modo diretto. In pratica, nel 2010 la Donna deve essere esattamente come era 500 anni fa, solo con più pelle scoperta.

Il Mondo odia la donna che esprime un parere. Odia la Donna aggressiva, ripudia la Donna che cerca di non corrispondere all’etichetta “donna”.

La donna Deve essere Madre, deve procreare, allattare, curare, nutrire, confortare una nuova creatura. Una Donna che non vuole figli non è degna di quel nome, una Donna non materna non potrà mai ambire ad essere riconosciuta nel Mondo. Sei Donna solo se sei Madre. E in quanto Madre devi essere ancora più Donna. Non puoi essere Madre e Ragazza. Devi essere l’essenza della Donna. Devi esserne felice. Non puoi essere Madre e lamentarti perchè essendo Madre hai avuto il dono più Grande che ti si potesse fare in quanto Donna.

Se non sei Madre oltre a non essere Donna non sei nemmeno Coppia perchè una Coppia è tale solo se tu sei Madre. (come potete notare il Padre non esiste, non è colpevole o responsabile di nulla).

Se sei Donna hai una casa e se hai una casa deve essere perfetta. Pulita, curata, profumata, deve rispecchiare la tua personalità, quindi ricordati di farla che ti piaccia ma non troppo, altrimenti la tua personalità sarà troppo evidente e ti criticheranno e ti accuseranno di aver marchiato a fuoco la casa con la tua presenza. La cura della Casa spetta alla Donna. Non si sa chi lo abbia deciso ma sembra che il Mondo lo consideri Vangelo. Le Donne sono predisposte ai lavori domestici. Non è geneticamente dimostrato ma il Mondo la considera una verita scientifica. Alla Donna piace tenere la casa in ordine. Balle. La Donna tiene la casa in ordine perchè nessuno lo fa per lei. Altrimenti non si spiegherebbe il diffuso uso di colf nelle classi alte. La Donna stira perchè costa troppo andare il lavanderia. Il Mondo dice che la donna è Donna solo se ama la casa più di se stessa, altrimenti non può essere riconosciuta dalla società.

In pratica la Donna deve imparare da subito ad accondiscendere tutte le aspettative che il Mondo ha su di lei. Deve tassativamente imparare a mostrarsi felice per quello che il Mondo ha preparato per lei. Se non lo fa, non potrà essere definita Donna. Perchè non esistono Donne diverse. Esiste un unico modello di Donna, se non lo rispetti l’accusa è quella di comportarti come un uomo. Non hai scampo. Non puoi semplicemente essere una Donna diversa. O sei Donna o non lo sei.

La felicità risiede nelle scelte.

Essere se stesse.

Piacere agli altri.

Spesso purtroppo una scelta o l’altra, si rivelano per essere solo il rovescio della stessa medaglia.

Il prezzo da pagare per essere davvero se stessi è la solitudine.

Il prezzo da pagare per l’ipocrisia che rende felice gli altri è spegnersi, diventare l’ombra della propria essenza, e sentirsi comunque soli.

Ci sono Donne che si rispecchiano perfettamente nel modello.

Ci sono Donne che si adattano al modello.

Ci sono io, che non mi ci riconosco. Che non riesco a convivere con tutte queste aspettative. Che non so cosa sono ma so di non essere Donna come il Mondo vorrebbe che io fossi.

Vorrei scoreggiare e ruttare come fanno gli uomini e vorrei che fosse tollerato dalla società come lo è per loro; vorrei lasciare i piatti sporchi in tavola e ritrovarli lavati, asciugati e sistemati al mattino dopo. Vorrei essere poco sensibile e poco comprensiva come lo sono loro, senza essere tacciata di stronzaggine acuta. Mi piacerebbe che il Mondo mi guardasse in quanto essere umano e vedesse i miei comportamenti come espressione di un Io e non come la tentata ribellione di una Donna.

Probabile che alla fine tra 10 anni, al prossimo bilancio mi accorga che il mio cercare di non essere ipocrita almeno con quelli che amo e che mi stanno davvero vicino, mi porti a trovarmi sola. Ma conosco solo questo modo di essere. Conosco solo questo modo di vivere. E’ quello che mi appartiene. Mettermi in faccia un sorriso finto quando dentro sono lacerata da migliaia di pensieri diversi, non piacerebbe a nessuno, me per prima. Almeno qui, sul mio blog, rivendico quella che sono.

Essere aggressiva e fastidiosa, intollerante, talvolta cattiva, iperpolemica e ipercritica è la mia essenza. I miei lati positivi raramente possono competere con quelli negativi. Sono in numero inferiore e spesso li tengo nascosti.

Quando ero molto piccola piangevo spesso. Ora direbbero che manifestavo il trauma subito in ospedale, all’epoca ero solo una che piangeva troppo. Mi sono fatta la nomea di "carattere di merda" a 1 anno e nessuno è più riuscito a togliermela. Mi sono fatta la nomea di "aggressiva" a 15 anni e da allora non c’è stato verso di far capire che non lo sono più di tanto. Mi hanno dato della solitaria e dell’introversa fin dalla più tenera età. Probabile che semplicemente fossi più timida e sensibile di altri bambini. Ero asociale come lo sono adesso. E nessuno ha mai lesinato nel dirmelo. Mi hanno etichettata ed io sono cresciuta molto simile all’etichetta. Capire se è nato prima l’uovo o la gallina è impossibile.

A trent’anni posso solo dire che il mio bilancio è positivo, ma non sono mai stata una persona che sprizzava felicità da tutti i pori. Tendo alla malinconia e all’ira. Sono più felice di quel che sembro e meno triste di quanto si direbbe, ma è anche vero che sono in lotta. Sempre, con tutti. Mi sento sempre in guerra con qualcuno o qualcosa, un buono psicologo direbbe che sono in lotta con me stessa e la proietto sugli altri.

Molto probabile.

Ma a me oggi non interessa. Mi piace esprimere quello che penso davvero. E questo post è quanto di più sincero io sia riuscita a produrre.

It’ Me.

Cristina 

 

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2 thoughts on “Io, me e il Mondo….

  1. io sono sempre stata etichettata come l\’acida, pensa che i miei genitori e parenti mi chiamavano acidella, yogurtino, e il top era yogurt al limone scaduto :):) …già da quando ero piccola!! quindi ora non vi meravigliate se lo sono davvero!! 😀

  2. è esattamente quello che intendo….ok, a 2 anni rompevo le palle (immagino come tutti i bambini) e loro mi hanno tanto assillato che alla fine invece di sminuire il difetto lo hanno potenziato !!!!!!

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