I remember the smell of your skin…..

 

Stamattina, mentre mi dirigevo sorridente e positiva verso il lavoro,  sono stata schiaffeggiata da una zaffata di “Dolce e Gabbana Donna” (quello classico, il primo uscito) e immediatamente sono affiorate delle immagini estremamente vivide nel mio cervello.

 

1995 o affini.

Io, Antonella e Stevens in una cabina telefonica mentre cercavamo di struccarci con la crema per il viso che lui aveva rubato a sua madre.

Giuro.

Era la notte della festa di carnevale.

Lui era splendido nella sua maschera stile “il corvo”, io e Anto eravamo vestite da Zombie….con tanto di finte ferite in faccia piene di pus e sangue…..no comment. A fine serata, non chiedetemi il perché, eravamo nella famigerata cabina telefonica a cercare di struccarci con quello che Stevens ci aveva spacciato per latte detergente, ma che in realtà si era rivelato essere una crema viso…vi lascio immaginare il risultato.

 

Da questa “Corrispondance”, sono passata ad analizzare quanto gli odori ti riportino al passato e siano così potenti da farti rivivere sensazioni e emozioni.

Via con la carrellata….

 

Rosmarino:

Sovere…da piccola giocavo con le altre donne del gruppo fingendo di preparare da mangiare con fiori, bacche e foglie. C’era una pianta di rosmarino che saccheggiavamo all’impazzata. Da allora l’odore del rosmarino è indelebilmente legato a quel ricordo.

 

Rose:

Sovere…i disperati tentativi di produrre in casa la famigerata miracolosa acqua di rose. Inutile puntualizzare che non ci sono mai riuscita.

 

Piz Buin (solare):

Renato.

 

Legna che arde:

I falò che facevamo di sera sulle sponde del Borlezza…ahahah arroccati su una mini montagnola, facili prede di eventuali maniaci sessuali (V. il tizio nudo con il cappello) che erano soliti aggirarsi durante il giorno sul fiume.

 

Esta tè:

Anna e le serate a casa sua, ricche di chiacchiere, risate, pianti. Indimenticabili ed insostituibili.

 

Pop-corn:

Cinema. Io e mia zia la domenica pomeriggio.

 

Cloro:

Lezioni di nuoto quando ero piccola e l’odioso insegnante che voleva obbligarmi a mettere la testa sott’acqua…spero che sia annegato 😉

 

Ecran After Sun:

2003 Primo anno in Sicilia con CCNDEN.

Vaniglia:

la mia adolescenza. I capelli fuxia, il piercing, i sabati alla fiera di Senigallia, Karl, Scintilla.

 

Polenta:

Il nonno Gianni che brontola e gira, gira e brontola….cmq. la miglior polenta in assoluto.

 

Risotto:

La nonna Linda e i suoi risotti…la cellulite ha avuto origine anche da li.

 

Pizza:

Nonna Olga. Nessuno ha mai saputo come facesse a farla così buona. Il mistero persiste.

 

Vegetazione che brucia:

Sicilia. L’odore di sterpaglie bruciate che accompagna le notti siciliane…

 

Ce ne sono altri che al momento mi sfuggono.

Capita all’improvviso, quando non te lo aspetti.

E di colpo sei riportato indietro di non so quanto tempo…ed è strano e meraviglioso.

Sarà per questo che quando si ha il naso tappato si tende ad essere nervosi?

Senza l’olfatto il nostro cervello funziona a metà…

 

Poschina Profumosa

 

 

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