Sunday Boring Sunday

 
Una piatta Domenica segue un frenetico sabato.
Non so, boh.
Siamo ancora in inverno, fa freddo e la nebbia comincia ad avvolgere i prati e le case.
Avrei voglia di un piumone, un libro, il vuoto intorno a me.
E nella testa solo le parole del testo che si susseguono e mi trasportano la, dove ci siamo solo io e la storia che vivo grazie alle parole scritte.
Pe ril resto niente, silenzio.
Nessuno con cui parlare.
Solo io.
Perchè al momento è di me che ho bisogno.
Di quella parte profonda e nascosta che rimane in agguato mentre il resto si affanna per essere quello che sono, e a volte devo.
Vorrei sentire un profumo di torta, o di mare.
Ma andrebbe bene anche il profumo del bosco d’estate.
Vorrei annullare i sensi e la ragione, essere più indulgente e ogni tanto vorrei anche avere il potere.
Non sempre, ma almeno una volta si.
Vorrei essere leader, e l’anima della festa.
Vorrei essere una persona di cui fidarsi, a cui chiedere consiglio.
Mi piacerebbe che ora scomparissero tutti.
E mi lasciassero in questa casa vuota, con un paio di candele accese, sdraiata sul divano abbracciando Bruno (il mio scimmione di peluches) e così addormentarmi, per svegliarmi a primavera, con un dolce sole tiepido al tramonto………felice e con la mente libera e svuotata.
Perchè quello che vogliio di più in questo momento è azzerare il mio cervello, spegnerlo, farlo smettere.
E lo stesso vale per il resto del mio corpo.
Silenzio.
Come disse Amleto "Tutto il resto è silenzio".
 
Poschina caotica
 
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