Oggi è una grande giornata

 

Oggi è una grande giornata.

Movimenti di piazza così estesi non si vedevano dalla manifestazione dei “50.000” che si tenne a Milano sotto una pioggia battente nell’anno scolastico 96/97 contro la riforma Berlusconi che prevedeva la privatizzazione della scuola.

E’ probabile che molti di voi non capiscano l’importanza di queste proteste e si facciano influenzare da coloro che sostengono che sia tutta una strumentalizzazione.

La piazza, la manifestazione, gli slogan; ci dimostrano che i ragazzi sono vivi.

Che credono a qualcosa.

Che hanno ancora la mera illusione di essere ascoltati.

Quelli di voi che approfittavano della manifestazione per andare a casa a dormire non sanno nemmeno di cosa sto parlando.

Ma quelli che invece hanno teso gli striscioni, gridato, e creduto…..Loro mi capiranno.

Capiranno perchè provo gioia a vedere i ragazzi riunirsi in San Babila.

Capiranno perché per la prima volta da quando ho finito il liceo, rimpiango di non avere 18 anni e di non poter essere, oggi, in piazza con loro.

Perchè quei ragazzi ci credono.

Non sono ancora stati sconfitti, abbattuti e delusi.

Credono ancora che la scuola sia qualcosa che non va toccato, privatizzato, smembrato.

Ridotto ad una squallida imitazione di quello che sono le scuole private, le quali….credetemi….non preparano meglio di quelle pubbliche, ma in pratica sono maggiormente infiltrate nel mondo del lavoro e garantiscono, ai loro diplomati e laureati, raccomandazioni migliori di quelle pressoché nulle che può garantire una scuola pubblica.

Quei ragazzi, invece di passare la giornata a misurarsi la circonferenza delle cosce, o i pomeriggi in palestra per avere più muscoli da mostrare all’Hollywood il sabato sera, sono illusi di poter cambiare il mondo.

Questo è meraviglioso.

Mi fa persino sopportare le delusioni socio-culturali di cui sono stata vittima.

Mi fa stare bene pensare che oggi, qualcuno, ha ancora voglia di lottare.

Pazienza se forse non tutto quello che è stato proposto dalla riforma è sbagliato.

Pazienza se queste proteste non cambieranno le cose.

Alla loro età DEVI crederci.

Oggi il treno era pieno di ragazzi, genitori, bambini.

Non importa se i ragazzi e i bambini tra qualche anno verranno vomitati dai mezzi pubblici per recarsi in un buio ufficio a fissare un Pc tutto il giorno.

Quello che conta è oggi.

E chissà mai che sia la volta buona e questi ragazzi vengano ascoltati.

 

Poschina Revolution

 

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