Prostituzione Ottocentesca e Velinaggio Moderno

 
C’è sempre viva dentro di me la convinzione che tutto si riproponga nel tempo (G.B Vico è il fautore di questa interessante teoria). Mentre leggevo "I segreti di Parigi" in treno stamattina, ho raccolto la velata insinuazione che Augias fa riguardo al paragone Prostituta / Velina.
Ok, non proprio in termini estremi ma il concetto di fondo è questo:
 
nell’Ottocento, numerose contadinotte carine e pure, si trasferivano nella sfavillante Parigi per fare soldi e assicurarsi un futuro, lavorando nei bordelli di basso o alto rango. La ricerca del miglioramento della propria condizione sociale, portava queste ragazze ad accettare (spesso spinte dalle famiglie) una vita fatta di soprusi, sfruttamento, prostituzione, e quasi sicuramente morte per malattia o stenti.
 
Oggi l’illusione della fama spinge molte ragazze alla lotta per apparire in televisione. Spesso partecipando a trasmissioni di dubbio gusto (Ex. Veline) nelle quali si prestano ad imitare, per il divertimento del pubblico, galline, cani, gatti ed animali di vario genere; a raccontare barzellette in dialetto, a sculettare ed ammiccare in camera.
 
Vi chiederete quale sia la fondamentale differenza.
 
Beh, mettiamola così, nell’Ottocento c’era una povertà spaventosa e si può comprendere che pur di mangiare si faccia qualsiasi cosa; ma oggi quella povertà è quasi scomparsa……quindi cosa spinge la donna a prostituirsi mediaticamente?
La povertà morale.
La totale assenza di consapevolezza di sè.
La convinzione che quello che davvero importa è l’apparire nella sua forma più sfacciata, è l’essere visibili a tutti.
Anzi, è l’essere a disposizione di tutti.
Certo, per qualche ex contadinotta si aprono davvero delle porte (vedi il nostro attuale ministro delle pari opportunità), ma per le altre si apre solo la porta di uscita.
 
Siamo divisi tra chi come me, si sente frustrata perchè vorrebbe essere presa più sul serio.
Vorrebbe essere un uomo perchè la ascolterebbero di più.
Vorrebbe che guardandola non si vedesse una ragazza ma una persona che ragiona, che ha un cervello, che a prescindere da tette e cellulite ha diritto di essere presa in considerazione.
 
E chi vuole che si veda solo un bel corpo, donne che sanno e sono molto più consapevoli di me, che l’unica cosa che ci permette di essere considerate, è la nostra immagine. ( sia chiaro che essere FIGA piacerebbe molto anche a me, il punto è come usare la fighezza)
La parte di noi che tutti possono vedere.
Se io fossi bella, alta, magra e un po’ vacca, state sicuri che sarebbero tutti più carini con me.
 
Alcune donne hanno capito questo principio, altre, come me lo hanno compreso e immagazzinato ma si rifiutano di usarlo perchè si sentirebbero offese.
 
Il potere della vagina è ad oggi l’unico potere che abbiamo.
L’unico potere che ci permetterebbe di ottenere quello che vogliamo.
Tutto sta nel decidere se si vuole usarlo o meno, e come usarlo.
 
Io, donna del 2000, sono identica a quelle contadine che nell’Ottocento rimanevano in campanga, sposavano il fattore del podere accanto e al massimo si concedevano un vestito decente che le abbellisse la domenica.
A fare le troie noi donne siamo capaci tutte.
Si tratta di una scelta personale.
 
Fare le vacche e ottenere tutto.
Non fare le vacche e faticare per ottenere poco.
 
Io ho scelto la seconda opzione.
Devo ammettere che tante volte me ne pento amaramente.
 
Poschina – The Bitch
 
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