Serve davvero l’esercito nelle strade?

 

Mi chidevo da tempo se l’esercito mandato nelle città italiane a perlustrare le strade fosse davvero così necessario, ma soprattutto se fosse davvero così utile.

La risposta è no. Quantomeno a Quarto Oggiaro.

Dovete sapere che Quarto (così chiamato da chi lo abita) è un quartiere alla periferia di Milano. Un quartiere cresciuto esponenzialmente negli anni Sessanta; figlio di una mescolanza di casate mafiose mandate al confino al nord…..rigorosamente nelle stesse case popolari dello stesso quartiere della stessa città. Giusto per non farsi mancare niente.

E’ un quartiere problematico…..chi ha letto Gomorra non farà fatica a riconoscere alcuni modus vivendi, che si possono osservare agli angoli delle vie o in quelle che una volta erano della piazzette ricche di negozi, che si sono ridotte tra l’incuria delle istituzioni e la profonda ignoranza di chi le popola in squallidi crocevia di spaccio e degradazione.

Quando il nostro esimio governo ha deciso di inviare l’esercito a pattugliare il quartiere, pur non essendo d’accordo per una questione puramente ideologica, ho pensato che forse avrebbero potuto fare qualcosa di concreto.

Beh, evidentemente mi sbagliavo della grossa.

Vi spiego perchè.

L’altra mattina sono arrivata in stazione alle 8.10. Con me saliva le scale che portano al binario un ragazzo di colore con una grossa sacca sulle spalle. In cima alle scale ci attendeva un poliziotto alto, calvo, decisamente sovrappeso, affiancato da due militari sbarbati, carini, muscolosi ed evidentemente tronfi.

Ci hanno guardati poi hanno fatto un gesto al ragazzo per farsi seguire.

Ho assistito ad una dimostrazione di stronzaggine degna di un film poliziesco degli anni Settanta.

L’hanno allontanato dal resto della gente e lo hanno trattato ( sempre verbalmente ) in modo ignobile. Il police-man grasso e calvo si rivolgeva al ragazzo come se fosse un assassino. Io li fissavo con aria schifata e rassegnata. Pensavo tra me e me che i luoghi comuni sulle forze dell’ordine esistono per determinati motivi ed uno di questi, forse quello fondamentale, è che sono capaci di farsi valere e di far valere il loro ruolo, solo in presenza del debole e mai del forte.

Pensavo fosse un caso isolato, un modo di sfogarsi di prima mattina. Ma anche stavolta mi sbagliavo.

Dopo qualche minuto è arrivato sulla banchina un uomo peruviano.

Si è ripetuta la stessa scena, con lo stesso clichè.

E io mi sono chiesta a che pro inviare l’esercito a Quarto Oggiaro, con tutti i problemi che ha, se poi l’unica cosa che fanno è perseguitare gli extracomunitari che a quell’ora del mattino stanno sicuramente andando a lavorare; probabilmente in nero e magari in qualche cantiere colluso con la mafia.

Perchè non piazzarsi nei punti strategici e tirare giù a calci dalle Audi e dalle Mercedes i ventenni che passano con il rosso; e chissà come possono comprarsi quelle macchine, visto che stanno tutto il santo giorno agli angoli delle strade apparentemente a fare niente?

Perchè non girare nelle piazzettine, non perseguitare i teenager in motorino che fanno le gare a qualsiasi ora del giorno e della notte per tutto il quartiere?

Perchè non andare nelle panetterie il sabato mattina quando i ragazzini vanno a ritirare il pizzo?

Perchè insomma non fare quello per cui sono preposti?

Perchè non pattugliare la notte, quando spaccano i vetri o bruciano le macchine?

Perchè fare sempre gli stronzi?

Forse perchè è facile…..perchè sanno che l’extracomunitario è debole e ha paura, sanno che con loro esercitare quel poco potere che hanno sarà facile. E’ così che si sentono grandi, forti, ammirati.

Il punto è che vederli comportarsi in quel modo, parlare con quel tono, avere quel determinato atteggiamento li ha resi identici a coloro che dovrebbero controllare, verificare, arrestare. Erano uguali ai mafiosetti semi-impotenti che ho sempre visto nel quartiere. La differenza era la divisa ma i modi, le parole, il tono, lo sguardo erano gli stessi.

E ora ditemi.

Perchè dovrei fidarmi di uomini che altro non sono, per come si comportano, il rovescio della stessa medaglia?

Poschina Arrabbiata

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2 thoughts on “Serve davvero l’esercito nelle strade?

  1. Allora, diciamo che tutto ciò che Poschina Arrabbiata scrive è dettato dall\’impeto giovanile (e anche giovanilistico…), nonchè da un abbastanza condivisibile senso di indignazione.
    Sfido ciascuno di noi a dire di non avere mai assistito a qualcosa di simile a quanto descritto;  tutte le volte ci si ritrova a provare – almeno – disagio, tipo quello che si prova a vedere le immagini dei cani randagi, magri.
    Fatto salvo questo, dico che la colpa è, è stata in passato e sarà in futuro solo e sempre dell\’uomo. Figuriamoci poi  cosa può scatenarsi in noi (si, in noi…) quando si indossa una qualsiasi divisa. La filosofia, la religione, la società in genere mette (giustamente) l\’essere umano al centro del Mondo e al di sopra di tutte le cose; a mio parere, questo è percepito ad ogni livello di conoscenza, da quella levimontalciniana a quella bonaiutana (avete presente il leccaculo di Berlusconi, il suo portavoce Bonaiuti?); bene, a seguito di questa "percezione", c\’è sempre qualcuno che si sente autorizzato a prevaricare. Non siete d\’accordo? Mordete il mento e alzate gli occhi verso destra o verso sinistra? Ma pensate alla scuola con i compagni bulli, alla compagnia dove il coglione di turno si sparava dieci canne di fila per essere "piùfuoridicosìnonsipuòessereperchèimieinonmicapiscono", ma il cui vero scopo èra trovare una crocerossina che lo voleva guarire (non è prevaricazione dei sentimenti?), oppure al lavoro, dove l\’idiota di turno vi guarda dall\’alto in basso.
    E allora, come fare? Semplice, indignarsi sempre un pò, ma apire anche che non possiamo caricarci il mondo sulle spalle. Poi essere anticonformisti e trasgressivi, cioè fare il nostro dovere sul lavoro, rispettare i limiti di velocità, essere onesti verso la Società in genere, dire no alla droga e all\’alcool.
    Questa è la mia ricetta…
    Cleombroto
     
     

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