ma che palle questi giornali paraculo !!!!!

 
Allora…………..io ODIO i giornali che ospitano interviste paraculo.
Leggo ora un’intervista su "STYLE" (già ci sarebbe da riflettere sull’utilità di una rivista di questo genere) al fratello di Montezemolo, il quale dichiara: " A 18 anni dissi a mio padre che volevo mantenermi da solo" ed uno si immagina che funzioni più o meno come per noi umani………..vai a fare il lustrascarpe in metropolitana perchè nessuno ti caga. Invece no. Lui da chi va? Ovviamente da Umberto Agnelli, che non lo sbatte in altoforno……nnoooooooooooooooooooooooooo, lo mette nell’ufficio marketing.
Ora, dico-.
Mi prendete per il culo???
Evidentemente……
Proseguo nella lettura e a pagina 135 c’è un meraviglioso articolo che si intitola "Facce da scafi".
 
Prima foto: quella faccia da culo di Pier Silvio Belusconi, che se ha un merito è solo quello di essere stato abbastanza furbo in gioventù da non litigare con suo padre e farsi diseredare.
 
Pagina 79 intervista ad Adolfo Guzzini , il cognome non è casuale (ma non lo è mai).
 
Hobbyes (come diceva Fantozzi): correre in moto, guidare la maserati, sciare, nuotare, fare Diving (in Kenia).
Veste Burberry e si fa confezionare gli abiti nell’atelier di Fiorella Tombolini, le cravatte sono scelte fra Marinella, Hermes e Battistnoi, oltre a tutte quelle che "improvvisamente mi convincono di essere perfette per le mie camicie".
 
Gli articoli procedono con scandalosi esempi di uomini e donne "arrivati"…..ma che arrivati??????
Sono solo usciti dalla Vaghina* giusta.
 
Settimana scursa sul venedrì di repubblica c’era un rivoltante articolo su un’agenzia che si chiama "quintessentially".
In pratica una schiera di segretarie/segretari, passa la vita cercando di soddisfare le esigenze più idiote dei nuovi ricchi.
Tipo:
 – fare un finto inseguimento alla James Bond a Londra,
 – avere le vere Winx a casa per il compleanno della figlia,
 – far cenare la propria moglie con Fiorello (lui ha fatto sapere di non essere in vendita).
e altre cagate simili.
 
L’anno scorso su Vanity Fair avevo letto una seccante intervista a Matteo Colaninno.
Poverino, quasi quasi mi dispiaceva per lui che ha dovuto nascere in una famiglia ricchissima che gli permette di essere un uomo "arrivato" senza aver mai dovuto fare fatica.
 
Cmq.
Qualcuno dirà che sono invidiosa.
Ed io che sono onesta dico di sì.
Invidio quelli che non devono far fatica, quelli che non devono dire sempre si sì e sorridere al capo per guadagnarsi lo stipendio che NON gli permette di comprarsi una casa, invidio coloro che qualsiasi cosa succeda non dovranno mai e poi mai rimboccarsi le maniche e lavorare davero.
Non mi vergogno ad ammetterlo.
Sarebbe piaciuto anche a me fare solo quello che volevo, non conoscere il vero significato della parola frustrazione, non dover contare i soldi nel portafoglio, non dover rinunciare a comprarmi 10 libri al mese.
 
E  trovo esasperante che i media ci mostrino questi privilegiati come se fossero uomini di fatica, esaltandone le dubbie capacità e non sottolineando MAI che sono quello che sono solamente perchè portano un determinato cognome.
 
Auspico la solita rivoluzione e l’inversione dei ruoli.
 
Poschina revolution
 
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