Reggio nell’Emilia 29 Aprile 2007

L’anno scorso, siamo andati a festeggiare il 1° Maggio a Sovere, poi tappa sul lago a Spinone a giocare a calcio…Begamo Vs Milano….ehehhehehehhe

Faceva un freddo cane.

Quest’anno (anticipando la data al 29 Aprile) abbiamo deciso di andare a Reggio Emilia….anzi, Reggio nell’Emilia.c’era una bella mostra di un iperrealista : Richard Estes…Mary ha vinto la gara a chi individuava prima dove l’artista aveva firmato la tela…….questi spagnoli…sono avanti in tutto !!!!!Abbiamo anche beccato un matrimonio Afro, con rievocazione storica annessa e connessa…tutto molto folk.

Unico difetto….nella patria del cibo non c’era un ristorante/ trattoria/ locanda aperto dove mangiare…Siamo allora scesi verso Modena…sulla statale.

Loris, avvistando un campanile ha proposto di girare per la piccola viuzza, sicuro di trovare qualcosa con cui rifocillarci….un villico ci ha dato le solite informazioni sbagliate….ma alla fine siamo arrivati in un piccolo agriturismo dove abbiamo mangiato divinamente, speso poco e oziato per tutto il pomeriggio in compagnia del gatto “coccoluto”.

Purtroppo abbiamo dovuto tornare nella big city.

Ma dalla vita non si può avere tutto quindi ci accontenteremo. Ma non era di questo che volevo parlare.Preferirei soffermarmi su un altro aspetto del viaggio. Chi di voi mi conosce da abbastanza tempo…………Ok, ho fatto i calcoli.

Nessuno di voi.

Leggiamo questo blog in 5, una sono io e voi 4 mi conoscete da troppo poco per ricordarvi…….cmq, un accenno al mio passato. C’è stato un periodo (piuttosto lungo a dire il vero), nel quale volevo a tutti i costi andare a vivere in una città dell’Emilia Romagna. [il motivo non è quello a cui state pensando].

Poi la vita mi ha portata su altre strade…in compenso Daniela ci ha vissuto e ci vive tuttora.

Quindi per me è stato anche un viaggio interiore, l’ennesimo bilancio di quello che ero, quello che volevo diventare e quello che sono diventata.

Beh.

La prova l’ho superata.

Nessun particolare rimpianto, nessuna crisi, nessun pianto.

Però…..C’è sempre un però…Mentre ero lì, sotto i portici, in una città piccolissima, senza un ristorante aperto….una parte di me (quella che di solito sta nella scatola sul balcone) è riaffiorata….e la sinestesia di profumi, ricordi, sensazioni…..mi ha avvolta e mi sono sentita malinconicamente felice.

Perchè so che sono ancora viva.

Nella scatola, ma viva.

E basta così poco per farmi riaffiorare.

Pochissimo.

Un profumo, una parola, una sensazione.

E’ stato un po’ come quando in inverno cade la prima neve, sembra magica.

E la seconda non ha lo stesso sapore. Le balle di fieno per me sono molto di più.

I portici anche.

E poco importa se chi legge non capisce…………per un attimo mi sono ritrovata.

Ed è stato bellissimo. Riporto per l’occasione una poesia di Pessoa.

La mia poesia. 

La vita è ciò che facciamo di essa

I viaggi sono i viaggiatori

Ciò che vediamo non è ciò che vediamo

Ma ciò che siamo.

Poschina p.s: cara Goldfrap…..adesso anche io verrò accusata di nuovo di scrivere solo cose tristi….ma non mi importa !!! Sono viva. 

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